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Riforma del MiBACT: documento del professionisti della cultura che operano in Sardegna
2016-02-09
Professionisti della cultura che operano in Sardegna

Il giorno 8 febbraio 2016 si tenuto a Cabras un incontro dedicato al tema della riforma del Ministero dei Beni e delle Attivit Culturali e del Turismo, a cui hanno preso parte dipendenti della Soprintendenza Archeologia, del Polo Museale e della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, professori e ricercatori di archeologia delle Universit di Cagliari e di Sassari e archeologi liberi professionisti che operano nel contesto isolano. La riunione nata dallesigenza, largamente condivisa da quanti operano a vario titolo nel settore dei beni culturali, di confrontarsi sulle prospettive e sulle conseguenze della radicale riorganizzazione del Ministero che, dopo una prima fase che ha visto la netta e innaturale separazione tra tutela e valorizzazione mediante la creazione di poli museali e musei autonomi distinti e separati dallattivit sul territorio, procede speditamente verso la costituzione di Soprintendenze uniche e verso la confluenza di queste in Uffici territoriali governativi, come previsto dal disegno di Legge Madia.
Dal confronto di professionalit ed esperienze diverse, nellottica di quel approccio interdisciplinare decantato dai fautori dellimminente riorganizzazione ministeriale e da tempo prassi consolidata tra gli operatori culturali sardi, emersa una sostanziale convergenza di opinioni sulle criticit dellassetto proposto dalla riforma, non solo in merito alle non poche difficolt operative, ma soprattutto in relazione ai fondamenti concettuali di un disegno che sancisce la frammentazione di studio e ricerca, tutela e valorizzazione e prospetta la subordinazione della tutela a volont politiche e governative.
In particolare, in questo primo incontro la discussione si sviluppata attorno ad alcuni punti sensibili, evidenti a seguito dellassetto adottato dal Ministero a partire dal DPCM 2014:
- ritorno a una concezione antiquaria del museo, derivante dalla separazione del museo dal contesto territoriale di riferimento che privilegia un approccio estetico del bene piuttosto che la complessit dei contenuti storico-culturali di cui esso documento;
- perdita della specificit tecnico-scientifica della tutela con laccorpamento degli uffici sotto un dirigente non specialista chiamato a svolgere una funzione di coordinamento amministrativo;
- necessit di garantire lo spiccato ed esclusivo carattere tecnico-scientifico di provvedimenti di tutela, senza le ingerenze politiche che sembrano prospettarsi con la subordinazione delle soprintendenze agli Uffici territoriali governativi;
- carattere centralistico della riforma che, di contro a una annunciata presenza pi capillare sul territorio con la nascita di nuove sedi, accentra a Roma competenze come quelle previste in ambito di ricerca e scavi archeologici per lIstituto Centrale dellArcheologia;
- ruolo del volontariato nei beni culturali che non pu sostituirsi alle competenze e responsabilit delle strutture amministrative n eludere adeguate politiche occupazionali indispensabile per il settore;
- scollamento tra un percorso formativo universitario che punta alla specializzazione delle competenze e una prospettiva di impiego nellambito dei beni culturali che vede un appiattimento delle professionalit;
- generale preoccupazione per la frettolosit di un processo riformistico che pecca di trasparenza, in quanto esclude la consultazione "esperta" con le parti interessate.
Questi sono solo alcuni dei temi che sono stati affrontati. Lassemblea ha manifestato la volont di consolidare questa prima occasione di confronto creando un coordinamento locale interdisciplinare e interistituzionale finalizzato ad avviare una fase propositiva che nasca dal basso, coinvolga gli operatori e gli specialisti dei beni culturali, e generi una reale riforma migliorativa del settore, che non prescinda da alcuni principi fondamentali quali lintegrazione di tutela-ricerca- valorizzazione e la necessit di sburocratizzatizzare, semplificare e snellire le procedure amministrative. Altro obiettivo importante anche la sensibilizzazione delle diverse componenti della societ su un tema costituzionalmente rilevante come la salvaguardia del patrimonio culturale e del paesaggio.


Alessandro Usai Giovanna Pietra Gianfranca Salis

Chiara Pilo
Marco Giuman
Marco Rendeli
Rubens DOriano
Anna Depalmas Giovanni Azzena Elisabetta Garau
Maria Gerolama Messina Massimo Delogu
Maria Passeroni Marinella Frau Nadia Canu
Michele Guirguis Antonio Sanciu Giorgio Madeddu Marco Milanese Massimo Casagrande Maria Adele Ibba Enrico Trudu Antonella Sanna Giuseppe Pisanu Carla Del Vais
Elena Romoli Luisa Degioannis Donatella Mureddu Riccardo Cicilloni



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