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ARCHEOLOGI ITALIANI: LETTERA APERTA AL MINISTRO FRANCESCHINI
2016-02-26
Varie associazioni

Comunicato Stampa

Pubblichiamo la lettera aperta inviata al Ministro Franceschini e scaturita dalla Tavola Rotonda
"FORMAZIONE RICERCA TUTELA PROFESSIONE. L’archeologia italiana agli inizi del terzo millennio" , FIRENZE 19 FEBBRAIO TOURISMA. Il documento è stato approvato dal tavolo di coordinamento degli archeologi italiani nella riunione del 24 febbraio 2016.
Egr. Signor Ministro On. Dario Franceschini,

venerdì 19 febbraio si è tenuto, nell’ambito del Salone Internazionale dell’Archeologia 2016 di Firenze (TourismA), una tavola rotonda promossa dal coordinamento delle associazioni degli archeologi italiani e presieduta dal prof. Giuliano Volpe dal titolo “Formazione Ricerca Tutela Professione”, che ha visto la partecipazione delle molteplici componenti del mondo archeologico italiano, con interventi di docenti universitari e ricercatori, di esponenti delle associazioni professionali e delle imprese, di dirigenti e funzionari del MiBACT.

L'incontro ha rappresentato una tappa di pubblico confronto in vista della creazione di un soggetto associativo che rappresenti in forma federata le molte migliaia di archeologi che operano nei diversi settori della disciplina.

Nel corso dell'incontro sono stati affrontati i principali temi legati al mondo dell'archeologia e della professione dell'archeologo: dalla formazione universitaria alla libertà della ricerca, dal libero accesso ai dati a scopo di ricerca fino alla migliore organizzazione delle strutture pubbliche di tutela, dall'archeologia preventiva ai musei e parchi archeologici, dalle missioni archeologiche all'estero alla scuola di Atene.

E’ stato un momento importante di confronto nel corso del quale sono emerse, seppure con differenti accentuazioni e sottolineature derivanti dalle diverse visioni e dalle criticità che ciascuno dei settori rappresentati riscontra, elementi di forte preoccupazione per lo stato attuale e per il destino della disciplina archeologica tutta, nelle sue diverse declinazioni.

Tutti hanno manifestato la necessità di un radicale cambiamento che, senza disperdere il patrimonio di esperienze, sviluppi ulteriormente la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico, fugando i timori per ogni rischio di un loro depotenziamento e marginalizzazione.

In particolare sono state sottolineate le perduranti carenze normative circa la regolamentazione di tutto il settore professionale, i pericolosi contraccolpi che deriverebbero dal paventato stralcio delle norme riguardanti la procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico dal nuovo Codice degli Appalti, la profonda preoccupazione nei confronti dei provvedimenti di riforma del MiBACT, per l’elaborazione dei quali è mancato un confronto serio e costruttivo con tutti i soggetti interessati, in cui si sarebbero potuti dibattere tutti quegli aspetti che potrebbero generare pesanti conseguenze in ordine alla efficacia dell’azione di tutela esercitata dagli Uffici periferici del Ministero. Si è inoltre ribadita forte preoccupazione nei confronti di quanto previsto dalla Legge 124/2015 (cd. Madia) in materia di silenzio-assenso, riorganizzazione della conferenza dei servizi, coordinamento territoriale da parte delle Prefetture. In una fase di grandi cambiamenti, auspichiamo un più stretto e sistematico rapporto di dialogo e collaborazione con il mondo dell’università, della ricerca, dei professionisti, delle imprese e del MIBACT.
Ed è con spirito costruttivo che si ritiene necessario e urgente sottoporre alla Sua attenzione le seguenti richieste:

1. scongiurare il rischio di un drastico depotenziamento dell’istituto dell’archeologia preventiva, evitando lo stralcio degli artt. 95-96 del nuovo Codice degli Appalti. Qualora si optasse per il trasferimento dell’istituto nel Codice dei Beni Culturali, si evidenzia come necessario l’inserimento all’interno del nuovo Codice degli Appalti di una norma transitoria in grado di evitare pesanti danni al patrimonio archeologico del Paese, nonchè consistenti incrementi di tempi e costi nel processo di realizzazione delle opere pubbliche. In vista dell'abrogazione dell'attuale Codice degli Appalti (Dlgs. 163/2006) e del relativo regolamento (D.P.R. 207/2010) sarà altrettanto necessario prevedere il mantenimento degli articoli di cui al capo II del D.P.R. 207/2010 (progettazione, direzione tecnica e collaudo dei lavori riguardanti i beni del patrimonio culturale) ed in particolare gli artt. 245 e 248 (progettazione, direzione tecnica e collaudo dello scavo archeologico). I testi di tali articoli potrebbero essere accolti nelle Linee Guida sull'archeologia preventiva (previste all'art. 96, co. 6 del Dlgs. 163/2006 e nuovamente sollecitate dall'art. 26, co. 4 del Decreto Legge 12/09/2014 n° 133 - c.d. Sblocca Italia), di cui si richiede l'immediata emanazione.

2. Preso atto del percorso di avanzamento del D. M. 23 gennaio 2016 n. 44, avviare una riflessione sulla procedura di attuazione della riforma del MiBACT, che consenta una maggiore partecipazione e condivisione da parte dell'intero mondo archeologico, e contestualmente istituire un tavolo tecnico di valutazione e discussione in merito alle prospettive generali e alle specifiche ricadute di carattere tecnico e logistico-organizzativo. Si sottolinea con forza la necessità di una discussione formalmente istituita allo scopo di valutare e monitorare risultati e criticità della sperimentazione della riforma.

3. Avviare nel più breve tempo possibile l’iter per la formulazione, l’approvazione e l’adozione di un regolamento di attuazione della Legge 110/2014 in materia di professionisti dei Beni Culturali, convocando al più presto le audizioni e acquisendo i pareri previsti dall'art. 2, co. 2 della stessa legge.

4. Condividere con l’intero mondo archeologico contenuti e finalità degli annunciati Istituto Centrale per l’Archeologia e Scuola Nazionale del Patrimonio.

5. Rivedere drasticamente le attuali farraginose procedure relative alle concessioni di scavo, all'accesso ai dati e alla libera circolazione, in attuazione degli artt. 9 e 33 della Costituzione della Repubblica.


ANA - Associazione Nazionale Archeologi
ANCPL Legacoop
API-MIBACT
Archeoimprese - Associazione delle imprese archeologiche italiane
CIA - Confederazione Italiana Archeologi
CNA
Consulta Universitaria di Preistoria e Protostoria
CNAP - Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti
Consulta Universitaria del Mondo Classico
Fap- Federazione Archeologi Professionisti
Sami- Società degli Archeologi Medievisti Italiani



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