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Lettera aperta dei dirigenti delle Soprintendenze dei B.C. della Regione Siciliana sulla proposta di riorganizzazione dei Beni Culturali
2016-02-16
Dirigenti delle Unit Operative delle Soprintendenze BB. CC. della Regione Sicilia

Alle OO.SS. della Sicilia


p. c. Al Sig. Presidente della Regione Siciliana
On. Rosario Crocetta

Al Sig. Assessore ai Beni Culturali
e allIdentit Siciliana
Prof. Avv. Carlo Vermiglio

Al Sig. Segretario Generale
Dott.ssa Patrizia Monterosso

Al Sig. Dirigente Generale
Dipartimento Beni Culturali e I.S.
Dott. G.Pennino

Al Presidente della V
Commissione dell'ARS


Lo spirito che anima il nostro appello di enorme preoccupazione per l'ennesima riorganizzazione dei Beni Culturali della Regione Siciliana - la terza in cinque anni - , e pertanto, gli scriventi, nella qualit di dirigenti che operano nel settore dei BB.CC. da oltre venticinque anni, ritengono opportuno evidenziare alcuni aspetti, i quali, nell' ultima proposta di destrutturazione, pongono rilevanti questioni per il buon funzionamento delle Soprintendenze e di conseguenza per l'intero Patrimonio Culturale e Paesaggistico Siciliano.
La riforma, a nostro parere, attua un profondo mutamento di queste strutture ed un ulteriore declassamento, nonostante esse abbiano costituito gli avamposti del Dipartimento Regionale dei beni culturali a diretto contatto con il territorio ed un fondamentale presidio del patrimonio culturale siciliano che pu considerarsi un immenso museo diffuso e un valore costitutivo della nostra diversit, da tramandare alle generazioni future. Ci tanto evidente da essere ben compreso da secoli anche dai tanti ammiratori e studiosi del nostro Paese. Le Soprintendenza Uniche in Sicilia svolgono compiti delicatissimi e complessi di protezione, ricerca scientifica, promozione e valorizzazione del territorio, che ha prodotto nel tempo ricadute economiche non indifferenti, nonostante ad esse siano state sottratte sistematicamente enormi risorse umane, professionali ed economiche.
E' necessario innanzitutto richiamare i DD.PP.RR. 635/75 e 637/75 con i quali lo Stato ha trasferito alla Regione Sicilia alcune competenze che gli erano proprie in forza delle disposizioni statutarie. La Regione ha legiferato in materia con le LL.RR. n. 80/77 e n. 116/80 che attraverso l'Istituzione delle Soprintendenze Uniche hanno costituito un modello culturale avanzato rispetto alla normativa statale, ed ha dato i suoi frutti nell'attivit interdisciplinare fino a quando questo modello stato in vigore, prima degli stravolgimenti derivanti, dapprima dalla riforma della dirigenza e poi dalle riorganizzazioni successive. L' attuazione del Codice dei Beni Culturali in Sicilia si attua esclusivamente e prioritariamente tramite le Soprintendenze.
Gli Istituti periferici ed autonomi istituiti nel 2010 hanno determinato un primo sostanziale depauperamento delle strutture di soprintendenza che hanno perduto gran parte dei dirigenti tecnici specialistici che avevano svolto per decenni la loro attivit. La dispersione e conseguente perdita di competenze tecniche all'interno di tali strutture ha causato un consistente aggravio dei carichi di lavoro sui dirigenti in servizio presso le soprintendenze che nonostante ci hanno continuato con spirito di sacrificio a svolgere i propri compiti come facilmente rilevabile attraverso iil monitoraggio (GEKO) . I decreti richiamati provvedevano a trasferire tutti gli uffici periferici del Ministero per i beni culturali e ambientali presenti in Sicilia ( e le competenze inerenti la disciplina delle accademie, delle biblioteche, della tutela del paesaggio, antichit e belle arti) all'interno dell' organizzazione amministrativa della Regione stessa, mantenendo la struttura organizzativa statale di base articolata per settori omogenei specialistici in particolare per le strutture delle Soprintendenze. La pianta organica prevista con la legge istitutiva dei beni culturali in Sicilia n.116/80, prevedeva originariamente:
310 dirigenti tecnici - 52 dirigenti amministrativi e 20 esperti laureati. In totale 382 dirigenti ( passati al R.U.R. dell'Amm.ne Regionale .in forza del D.P , del 20 marzo 2001).
Quanto sopra per evidenziare che l'attuale riordino dell' amministrazione dei beni culturali prevede complessivamente un decurtamento del 30,00 % delle postazioni dirigenziali, che le precedenti riorganizzazioni avevano gi decurtato a n.296 e che nell' odierna proposta si riducono ancora a n. 207.

Tuttavia l'incidenza della proposta di riduzione delle postazioni dirigenziali, amministrative e tecnico-scientifiche delle U.O.B. delle Soprintendenze di oltre il 50 % rispetto a quelle esistenti, tale da produrre quindi un vero e proprio collasso e smantellamento di queste strutture periferiche.

Ci premesso si delineano i seguenti punti di critici dell'odierna riforma.
-- L'abolizione di u.o.b. amministrative importanti e/o l'accorpamento delle Sezioni tecnico- scientifiche con differenti specializzazioni, censurabile sotto vari profili, poich finisce per compiere una vera e propria metamorfosi istituzionale delle Soprintendenze, trasformandole in organismi meramente amministrativi secondo un modello organizzativo altro da quello voluto per legge per l'esercizio delle funzioni trasferite dallo Stato che demandano ad esse compiti di : tutela, ricerca, conservazione, restauro e vigilanza dei monumenti e degli istituti museali;
Nella citata proposta di riorganizzazione risultano accorpate sezioni con specificit tecnico- scientifiche differenti, e fra esse non omogenee. I compiti di tutela qualora affidati ad un unica sezione, rischiano di essere svolti in maniera inadeguata con grave pregiudizio dei compiti istituzionali previsti dai citati DD.PP.RR. 635/77 e 637/77 le cui conseguenze sarebbero assai pregiudizievoli in ordine al dettato ex art. 9 della costituzione repubblicana. Riteniamo pertanto che le sezioni tecnico scientifiche debbano assolutamente essere mantenute distinte, e nella fattispecie ci si riferisce alle sezioni: storico-artistica, demoetnoantropologica e bibliografica che la riforma intende accorpare. Diversamente il responsabile unico verrebbe onerato di competenze scientifiche miste e disomogenee, trasformando la sezione cos in un organismo meramente burocratico e sovvertendone le funzioni istituzionali;
La prevista riduzione dellarticolazione delle Sezioni tecnico scientifiche si pone a nostro avviso in palese contrasto con larticolazione minima evincibile dal combinato disposto di cui agli artt. 2 della l.r. L.R. 01/08/1977, n. 80 e 2 della legge regionale 7/11/1980, n. 116, il cui significato risiede nella individuazione di un livello organizzativo di base nelladempimento delle funzioni di tutela trasferite attraverso le disposizioni di attuazione dello Statuto. Oggi fortemente ampliato anche per quanto concerne la tutela dei beni culturali demoetnoantropologici vedi anche le numerose direttive europee in materia e la Convenzione Unesco 2013 sulla Protezione del Patrimonio materiale ed immateriale;
Quanto sopra anche per ragioni connesse all'atavica carenza di funzionari e di personale tecnico scientifico insufficiente se non totalmente assente. Il personale infatti venuto a ridursi sia per le precedenti trasmigrazioni presso i parchi ed i siti museali sia per i recenti ed imminenti pensionamenti.
La soppressione dell' UOB sicurezza e protezione civile - non si ritiene opportuna, in quanto l'ufficio svolge i compiti della Funzione 15 di Protezione Civile nel settore dei Beni Culturali- non percependo tra l'altro nessuna indennit (rsspp), nonostante previste per legge, per la funzione di responsabile della sicurezza di tutte le strutture. Tale funzione viene impropriamente trasferita all' Istituendo Polo Museale che pu esercitarla solo sui siti museali di stretta competenza, e NON sui beni culturali, archeologici, monumentali, architettonici presenti sull' intero territorio provinciale, la cui tutela di esclusiva competenza della Soprintendenza ( vedi partecipazioni a organismi di rilevanza provinciale COM, C.O.C., svolti attualmente dall'U.O. con compirti di coordinamento del NOO. P.E.C. , etc.) .
La creazione dei Poli Museali, appare affetta da varie criticit sotto diversi profili per evidente confusione di ruoli e gerarchie, per non parlare delle difficolt di dialogo e gestionali, tra e con i vari parchi e musei, in quanto per legge le funzioni di tutela (in primis archeologica, monumentale e paesaggistica riguardo ai siti nonch storico artistica ed etnoantropologica per le collezioni ed i beni mobili, e bibliografica per i beni archivistici e il fondo antico) non possono essere demandate ai parchi o ai musei, in forza del corpus di norme vigenti a livello statale che demandano tali compiti esclusivamente alle Soprintendenze. In tal senso l'esperienza nei pochi anni di attuazione delle due recenti riorganizzazioni hanno gi manifestato le problematiche connesse al coordinamento delle attivit fra le diverse ed autonome strutture periferiche istituite e la corretta applicazione delle norme stabilite dal codice dei b.c in capo alle Soprintendenze.

Nonostante ci, i dirigenti delle Soprintendenze vengono dimezzati, ridotti addirittura di oltre il 50%.

Cio non vengono ridotti del 30% secondo la percentuale generale,indicata ai fini della riduzione della spesa applicata nell'organico del dipartimento dei B.C., e nemmeno, come sarebbe stato pi ragionevole del 15% ossia in linea con altri settori dell'amministrazione stante le specificit ed il ruolo rivestito da questi Istituti. Tutto ci appare incomprensibile e non pu spiegarsi solo con argomenti legati alla ratio economica sottesa alla legge.
In conclusione, l'impianto della proposta della riorganizzazione delle Soprintendenze dei B.C., a nostro avviso, non risulta coerente con le esigenze normative di delega da parte dello Stato in materia dei beni culturali ed in particolare con l'originario regolamento attuativo, che aveva disciplinato le strutture e l'organico necessario per il buon funzionamento del settore. N la stessa proposta conforme rispetto ai decreti legge vigenti sul settore dei beni culturali tra cui il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e le molteplici Direttive Europee vigenti e le Convenzioni U.N.E.S.C.O. in materia di salvaguardia dei Beni archeologici, architettonici, storico artistici, demoetnoantropologici e del patrimonio immateriale e paesaggistico, ribadendo, se ce ne fosse bisogno, che la tutela, conoscenza e la valorizzzazione dei siti e dei beni culturali demandata, in forza del D. Lgs.vo n.42/2004 e s. m.e i., alle Soprintendenze.
E pertanto, si chiede :
Il mantenimento minimale delle unit operative di base tecnico scientifiche ( architettonica, paesaggistica, archeologica, storico -artistica,demoetnoantropologica e bibliografica ) e la riduzione di quelle amministrative del 15-max 20% sul numero complessivo di Unit operative esistenti in Soprintendenza.
Quanto sopra con l'auspicio di un ripensamento per evitare che questo settore cos importante e strategico per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della Sicilia, venga delegittimato e cos ridotto alla paralisi con enorme pregiudizio per la tutela della Civilt del Passato, della Cultura e del Paesaggio che identificano la nostra Isola .
Si ringrazia anticipatamente per la cortese attenzione .
f.to: I Dirigenti delle Unit Operative delle Soprintendenze Siciliane



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