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Firenze/UNESCO: edifici in vendita nel centro storico
2016-05-15
Appello All'Unesco per Firenze


* U.N.E.S.C.O. United Nations
Educational Scientific and Cultural Organization
Cultural Sector Division for Heritage Dr. Metchtild Rossler
Place de Fontenoy 75352 Paris 07 SP France
* I .C.O.M.O.S Conseil International des Monuments/ Sites


* Commissione Italiana UNESCO Piazza Firenze27 Roma 00186
Firenze 4 aprile 2016
Oggetto: Florence World Heritage. Rif. Appello del 10 marzo 2015. Richiesta di iscrizione nella Lista dei siti
in pericolo ( Suivi ractif. IV A).
I sottoscritti dichiarano che il 18/11/2015 hanno reperito in rete copia dellEsame Tecnico ICOMOS inviato da Voi al Comune di Firenze nel maggio 2015 e di aver preso atto che quanto segnalatovi il 10 marzo era stato giudicato attendibile ed era stata avviata di conseguenza la procedura prevista.
Tuttavia, nonostante i rilievi mossi da ICOMOS al Comune di Firenze per la discutibile gestione del Patrimonio, segnaliamo che a nostro avviso non sono state attuate misure di cautela o di maggior tutela, ma anzi vi sono fatti ancora pi preoccupanti su cui siamo documentati e che Vi trasmettiamo.
Cos come nel Piano di Gestione 2006-2008 lUfficio Unesco di Firenze faceva solo un accenno ai progetti delle nuove infrastrutture nascondendone i rischi, cos ancora nel Rapporto Periodico del gennaio 2015 (State of Conservation for Unesco site n. 174 ) lo stesso Ufficio di Firenze definiva la costruzione delle linee 2 e 3 della Tramvia come compatibile con la salvaguardia e la sicurezza del Patrimonio; altrettanto viene ora fatto nel Piano di Gestione del 2016: viene omessa la comunicazione di un processo di MUTAMENTO IRREVERSIBILE A CARICO DEL PATRIMONIO, ovvero la messa in vendita di 39 edifici o complessi monumentali nel solo Centro Storico ( Allegato 1).
Alle vendite viene garantito il cambio di destinazione per usi alberghieri o residenze di lusso e si garantisce la realizzazione di garages sotterranei, situati nella falda freatica. Si vedano i siti della Regione e del Comune (www.investintuscany),(www.investinflorence) ed anche il sito ufficiale http://www.investinitalyrealestate.com/en/properties/firenze/?orderby=post_title&order=as.....
E evidentemente in atto lattuazione di un disegno di alienazione del patrimonio edilizio storico monumentale pubblico/privato, che oltretutto non viene reso noto a termini di Legge (Dlgs 42/2004 e succ. int, e mod., Capo IV, Sez. I, Art. 53 ss), e che si configura pericolosamente come un processo incontrollato di "gentryfication che cancella quelle caratteristiche che sono parte integrante del "Historic Centre of Florence, World Heritage". Non risulta esistere neppure una traccia di analisi e proiezioni di tipo economico e urbanistico, ne sociologico/politico, ne' storico-critico ne una programmazione dei tempi o la

presenza di un qualsiasi studio del processo in atto, ne degli effetti duraturi e indelebili - che si produrranno sulla citt, sui suoi abitanti, sul Patrimonio da voi tutelato. Tantomeno risulta che i cambi di destinazione duso dei singoli edifici, nonostante siano collocati nel Centro Storico, siano inseriti in Piani di Recupero Urbanistico come le leggi prescriverebbero.
La concessione di cambio di destinazione duso viene garantita sui siti ufficiali sia del Comune di Firenze www.investinflorence sia della regione Toscana www.investintuscany .
Riteniamo che tale disegno volto a trasformare Firenze in citt di alberghi e shopping rappresenti perfettamente i Criteri IVB.a.xii,xiii; IVB.b. xiv, xvii. Perdita dellIdentit del Sito.
Inoltre nel Capitolo 4 del Piano di Gestione 2016 gli Strumenti Normativi Urbanistici vigenti vengono riferiti come capaci di garantire la tutela del Patrimonio; a tale riguardo domandiamo:
quale garanzia possono costituire se, come gi detto, per ben 39 grandi e storici edifici o complessi monumentali garantito il cambio di destinazione duso a prescindere da un preventivo esame dei progetti e della loro compatibilit, da parte degli uffici comunali o Enti Statali preposti ? Oltretutto il Piano Strutturale non contiene uno strumento normativo lontanamente paragonabile, per scienza ed operativit, ad un Piano Particolareggiato del Centro Storico di cui pure il Comune di Firenze si era dotato ma non ha poi applicato. Esiste la certezza, ormai, che le Norme non siano pi lo strumento di verifica della compatibilit delle opere con il contesto.
Non ci si vuole addentrare nellesame del Piano di Gestione per brevit, pur considerandolo un condensato di banalit, tuttavia non possibile sorvolare su alcune perle come . Prendiamo in esame solo alcuni punti, come la cosiddetta Buffer Zone, la Zona di salvaguardia del Centro Storico, e gli strumenti indicati a tale scopo:
PUNTI BELVEDERE.
Qualsiasi architetto urbanista allibisce di fronte a tale assurdit; in tutta la pratica e la letteratura tecnica degna di questo nome non esiste uno strumento urbanistico come quello proposto dai Punti Belvedere. Gli scriventi ne chiedono una immediata censura.
Chiunque si sarebbe aspettato di veder considerata degna di assurgere a tale ruolo la fascia ottocentesca progettata da Giuseppe Poggi per lampliamento urbano attuato fra il 1864 e il 1877, per Firenze Capitale del Regno dItalia, che area vitale per la sussistenza del Centro Storico; in tal modo anche lampliamento ottocentesco sarebbe stato tutelato in futuro, impedendo che lattuale scempio vada oltre la zona Fortezza- Vittoria-Statuto.
Per ci che riguarda le vedute che si hanno dallalto del paesaggio urbano, basta guardare da qualsiasi punto per vedere emergere lincongruo oggetto denominato nuovo Palazzo di Giustizia, definito in un reportage di viaggio da Christian Campiche ( www.lameduse.ch) sulla rivista Sept.info in data 11/11/2015:
... une succession de flches noires dresses vers le ciel ... (www.Sept.info) articolo ( Allegato 2), e le future torri alte 57 metri che sorgeranno nella ex Manifattura Tabacchi che fu un progetto di Pier Luigi Nervi.
Riguardo alle Minacce, a pag. 30 del Piano di Gestione: nulla si dice circa i rischi idraulici introdotti con le nuove infrastrutture, che vi avevamo segnalato nel 2015. In realt i Cittadini avevano appreso da notizie di stampa dellesistenza di un piano contro le esondazioni, in particolare del Mugnone: un sistema di paratie da apporre sulle sponde dei torrenti in piena. La notizia era stata accolta con ilarit dai fiorentini che hanno cominciato a supporre che tale sistema possa essere pensato anche per fermare una esondazione dellArno, visto che dal 1966 ad oggi la struttura, la dislocazione e dimensione delle spallette urbane dell'Arno e le sue sponde, e le casse di espansione a monte della citt, tutto rimasto esattamente come stava, ma stata istituita una nuova Autorit competente, lAutorit di Bacino.
Paratie sui fiumi, esercitazione nel Mugnone: ok al piano ...www.firenzetoday.it/cronaca/piano-contro-alluvioni-paratie-fiumi.html
06 mag 2015 - Paratie sui fiumi, esercitazione nel Mugnone: ok al piano contro le ... Maltempo Firenze, piena del Mugnone: la reazione dei residenti | VIDEO.
Riguardo allo stato di conservazione del Patrimonio Vi invitiamo a consultare in particolare la documentazione sul Complesso Monumentale di SantOrsola, e Vi preghiamo di voler considerare la gravit dello SCORPORTO DELLEREDITA BARDINI ( Allegato 1. N 37 ); si veda la documentazione sul Complesso di SantOrsola ( Allegato 3).
TRANSITO DELLE TRAMVIE NEL CENTRO STORICO-WORLD HERITAGE.
Transito in superficie
E in corso la realizzazione del transito attorno alla Stazione Centrale di Santa Maria Novella-Fortezza da Basso. Un capolinea verr posto in Piazza dellUnit ( per questo scopo verr spostato lobelisco ) e da questo punto si dipartir la linea sotterranea verso la Chiesa di Santa Maria Novella-Piazza della Repubblica-San Firenze- Santa Croce. Per questo scopo il centro di Piazza dellUnit verr scavato e destinato a stazione Metro.
Il complesso di interventi del nodo Santa Maria Novella- Fortezza da Basso costituisce un vulnus gravissimo al Patrimonio, ai principi e alle condizioni stabilite fra Unesco e Comune di Firenze:
-Nel sottosuolo intorno alla Fortezza da Basso vengono scavati tunnel veicolari e tunnel ferroviari: il punto pi basso della citt, con un grande afflusso di acque sotterranee e di superficie; tale assetto viene irreversibilmente modificato senza che vi siano adeguati studi su come e dove le acque verranno fatte defluire, sulle conseguenti mutate condizioni delle fondazioni della Fortezza, sulla sicurezza delle persone, sulla ulteriore modificazione delle aree circostanti gi abbondantemente sfigurate.
-Nella stessa documentazione tecnica del Comune di Firenze le modificazioni introdotte dal Progetto Tramvia vengono giudicate come contrastanti con le Norme:
-Variante urbanistica generale al P.R.G. adottata il 23/07/2010.
-Variante Valfonda. Studio di inserimento urbanistico del 6/06/ 2013, redatto da Comune di Firenze Direzione Nuove Infrastrutture- Ufficio Tramvia e Societ Tram di Firenze s.p.a.
( Variante Valfonda). A pag. 5 riga 6 si legge: Le ipotesi progettuali previste dalla Variante in analisi (ovvero le variazioni del percorso della tramvia con transito Stazione S.M. Novella- via Valfonda ed illustrate nel progetto che viene proposto. ndr) contrastano con gli strumenti di pianificazione urbanistica attualmente vigenti.
Lintroduzione delle linee tramviarie che investivano anche il Centro Storico ed i suoi immediati intorni, nel 2013 contrastava con strumenti di pianificazione urbanistica gi modificati nel 2010 onde poter accogliere tali progetti ( il progetto Tramvia data dal 2000 ). (IVB.ax,xi) (IVB.b.xv,xviii).
Appare in tutta la sua evidenza un inaccettabile modo di procedere: ancora una volta le Norme vengono mutate per poter realizzare i progetti ( e sempre prescindendo da una Vostra informazione e dal Vostro parere), ancora e sempre le Norme non sono uno strumento di verifica della compatibilit delle opere: se le infrastrutture sono incompatibili con il contesto e con le tutele si cambiano le Norme e si altera il contesto con assoluta indifferenza.
Ci genera la perdita dei significati storici ed identitari del Sito. (VIB.a, b.xv, xvi).


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Centro Storico: Transito in sotterranea, segnalazione di grandi rischi. (Allegato 4)
Si segnalano i rischi contenuti nello studio:
Geotecnica.dicea.unifi.it/micrometro_2004.pdf. Sistema di micrometropoliana per Firenze. Studio di fattibilit 2 fase. Studio geotecnico. Rapporto finale. Prof. Ing. Vannuchi, Ing. Severi, Ing. Narcisi. Progettare per Firenze.
Anzitutto necessario segnalare che attualmente il suddetto studio viene ancora considerato come la base scientifica per la fattibilit del tunnel che si intende scavare sotto al Centro Storico, come si pu verificare in un recentissimo documento:
www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/cm/pages/...php/L/IT/D/.../pdf .Firenze e la redazione di studi di fattibilit svolti dalla Regione Toscana con la ... studio di fattibilit dell'estensione verso Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Bagno a Ripoli. ..... sostenibile completando la rete tranviaria dell'area fiorentina.
Nello studio del Sistema di micrometropolitana vengono simulati gli effetti che lo scavo provocherebbe su facciate tipo, ma inaccettabile che si possa studiare come scavare un tunnel con una fresa sotto ad un Patrimonio Mondiale e proporne la fattibilit simulandone gli effetti virtuali su singole facciatine, come se fossero quinte teatrali. Si pu leggere a pag. 147-148: :
La campagna di monitoraggio degli edifici esistenti lungo il tracciato dovr prevedere una valutazione dello stato di conservazione ante operam, che permetta di distinguere gli edifici sani, in termini di stato di conservazione delle strutture portanti e delle parti architettoniche, da quelli danneggiati.
Chi ha scritto questa frase evidentemente non si mai confrontato con un restauro architettonico, o anche solo un consolidamento di parti storiche di un edificio fiorentino, e ignora quanto sia complesso e articolato il tessuto di un isolato del Centro Storico.
Un dato importantissimo per chi abbia praticato il Restauro Conservativo degli edifici di Firenze la disomogeneit delle murature; nello studio sopracitato le murature vengono considerate come oggetti rigidi. Nulla di pi scorretto poich lesatta definizione MURATURE CONTINUE e, tenendo conto della vetust generale e delle modalit costruttive, lesatta definizione MURATURE CONTINUE A BASSA COERENZA: la buona pietra da taglio stato materiale scarsamente impiegato e in generale presente come rivestimento nelle facciate di palazzi, o solo per legare angoli, o per architravi, mentre la quasi totalit delle pareti costituita da pietrame misto di risulta, di pezzatura medio piccola, mattoni di recupero, anche legno, il tutto legato con calce di qualit mediocre. Solo gli edifici borghesi ottocenteschi, e non tutti, videro limpiego del mattone pieno di buona qualit alternato a filari di pietra.
Quindi, a parere degli scriventi, i presupposti su cui sono state fatte le simulazioni dei danni sono inadeguati, e la misura precauzionale proposta, di fare valutazioni ante operam per distinguere un edificio sano da uno danneggiato(sic!) risibile in quanto i cosiddetti danni negli edifici secolari sono lo stato di fatto, e poi perch valutare il rischio di danno su UN EDIFICIO ISOLATO DAL CONTESTO, solo una elaborazione virtuale, ben lontana dalla realt.
Gli edifici del Centro Storico sono aggregati sia sul fronte strada e sia nel senso della profondit dellisolato. Oltre alle aggregazioni vi sono rifusioni in linea di edifici di varie epoche, attuate in epoche diverse, ed presente grande quantit di edilizia di intasamento nelle aree di pertinenza dei lotti originari; tutto ci chiamato tessuto urbano, schiere e aggregazioni di edifici molto articolati che apparentemente sul fronte
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stradale possono presentare distinte facciate, anche del tipo a palazzo, mentre frequentemente non sono EDIFICI UNITARI, raro poter distinguere a prima vista la cosiddetta unit edilizia. (Allegato 5).
I danni alle fondazioni NON SARANNO MAI relative ad una sola parete, alla facciata di un solo edificio, ad un solo edificio identificabile in quanto tale, ma coinvolgeranno le strutture di molteplici edifici ed un inutile palliativo proporre rilevatori di lesioni o tensioni anche se ne fossero posizionati migliaia. Se si dovesse rilevare che le fondazioni di un isolato intero, di una intera porzione di tessuto del Centro Storico di Firenze stanno cedendo, come si potrebbe rimediare? Riempendo il tunnel con la terra? Se si provocassero sprofondamenti in corso di scavo come vi si rimedierebbe negli ambiti del Centro Storico?
Non stato poi considerato davvero il problema della falda freatica se non come un dato isolato: nelle simulazioni si vede che il tunnel inserito proprio nelle ghiaie acquifere ma leffetto che potrebbe produrre SULLE FONDAZIONI alterandone i livelli stagionali, una volta che fosse costruito, non desta mai alcun allarme e non viene mai preso in considerazione.
Si segnala infine che il problema della creazione di vuoti stato affrontato marginalmente proponendo il sistema Compensation grouting che si dimostrato del tutto insufficiente come a Colonia ( danni ingentissimi allo storico Archivio con una vittima civile) e a Karlsruhe come riportato dalla stampa tedesca il 17/04/2015).
Si veda su questi argomenti la Relazione della Ing. Teresa Crespellani, Professore Ordinario di Ingegneria Geotecnica Sismica dellUniversit di Firenze presentata ad un Convegno sui rischi connessi alla realizzazione del tunnel A.V. (Allegato 6).

LA FORTEZZA DA BASSO
La tormentata storia della Fortezza da Basso e dei numerosi progetti di recupero concepiti nel corso del XX secolo avrebbe potuto tradursi in un positivo risarcimento per quel Monumento se fosse stato attuato il progetto concepito nei primi anni 90 con la creazione di un polo congressuale articolato fra la Fortezza stessa, la ex Dogana ed lattuale Palazzo dei Congressi, collegati da un percorso pedonale; a tale scopo era stato interrato il Viale Strozzi che doveva essere percorso dalla tramvia, e creata la Piazza antistante lingresso principale della Fortezza (Piazza di Beslan). La recente acquisizione del Monumento da parte di Comune di Firenze, Regione e Citt Metropolitana ha invece confermato lattuazione di una diversa destinazione, da Polo congressuale a Polo fieristico, il tutto aggravato dal transito delle linee tramviarie che scorrendo in superficie attorno al Monumento ne determinano lisolamento dalla citt, dalla costruzione di un parcheggio parzialmente sotterraneo a ridosso delle mura, dallaumento cronico della congestione da traffico che tende ad estendersi a tutta la Citt. La collocazione della Fortezza in un punto cardine in cui lorditura della citt antica incrocia l agro centuriato ed i pi irregolari sviluppi moderni, avrebbe obbligato a dover escludere per la Fortezza destinazioni attrattive di traffico, in particolare traffico pesante, per soluzioni qua
LA VARIANTE VALFONDA
La variante di progetto della Linea tramviaria 3.1 denominata Variante Valfonda aggrava lisolamento del monumento. La tramvia infatti traverser Piazza di Beslan, per portarsi sul bordo settentrionale del viale Strozzi.
In particolare la Linea 3.1 proveniente da Porta al Prato, dopo il bivio con via Alamanni, e la fermata Alamanni-Stazione, condivide i binari con la Linea 2, il cui capolinea provvisoriamente situato in piazza dellUnit, per poi proseguire fino alla fermata Valfonda Stazione. Da qui, oltrepassata piazza Adua, costeggia il muro di recinzione del Parco di Villa Vittoria in via Valfonda. Per mantenere una corsia stradale per i frontalieri dellaltro lato e curvare su viale Strozzi si dovr far arretrare il muro di recinzione del Parco, abbattendo decine di alberi e riducendo la sua superficie. Da Piazza Beslan lafflusso degli automezzi per le fiere sar spostato probabilmente sul Piazzale Montelungo, a fianco del rilevato ferroviario, previa apertura di un nuovo accesso alla Fortezza, mentre la fermata Fortezza sar collocata al centro della piazza pedonale.
I binari entreranno poi nello stretto controviale compreso tra il sottopasso stradale e il fossato delle mura attraversando un varco di appena 11 m., in corrispondenza del bastione sud est, rendendo problematico laccesso pedonale alla Fortezza dal giardino. Costeggiando questultimo, la tramvia si affianca al traforo stradale proveniente da viale Lavagnini e intercetta quello proveniente da viale Milton, correndo in parte sulla piattaforma di copertura dei due tunnel. E difficile credere al colore verde che compare in quella zona nel progetto esecutivo.
Si tenga conto del fatto che il futuro sviluppo della rete tranviaria prevede la prosecuzione della Linea 2 lungo il viale Lavagnini fino a Piazza della Libert, immettendosi poi in via Cavour per raggiungere piazza S. Marco. Da qui rientrando da via La Pira/Lamarmora i binari ritornano sul viale Matteotti e, dopo aver circoscritto piazza della Libert, rientrano in senso inverso sul viale Lavagnini. Nel bivio Lavagnini/Strozzi si former cos un consistente nodo di binari e linee elettriche palificate. Va anche detto che, una volta realizzato il proseguimento della tramvia fino a piazza della Libert, non sar semplice la coesistenza dei convogli delle due linee tra bivio Diacceto/Alamanni e bivio Lavagnini/Strozzi, compresa larea pedonale di piazza Beslan. Si vedano le planimetrie in Allegato 7.
LE TRANVIE E LA CITTA
Losservazione dei progetti delle tranvie di Firenze, il dettaglio del progetto preliminare della cosiddetta Variante Valfonda e quanto gi realizzato allinterno del Centro storico rivelano che i progettisti non tengono nel dovuto conto la fragilit e limportanza del contesto nel quale operano. Anzi sembrano ignorare lesistenza stessa di un contesto storico.
Considerando i danni che la Linea 1, entrata in servizio nel 2010, ha gi prodotto nel monumentale Parco delle Cascine e nel tratto dei Viali tra piazza Vittorio Veneto e via Jacopo da Diacceto (errato sottopasso stradale, abbattimento di decine di piante e mancato ripristino del paesaggio urbano), il raggiungimento di piazza della Libert produrr la rovina di met dellopera urbanistica di Giuseppe Poggi sulla riva destra: il Viale Lungo le Mura (oggi Viali di Circonvallazione). I Viali saranno definitivamente convertiti in banale infrastruttura stradale, cancellando ogni possibilit di recuperare la grande idea urbanistica del Poggi che, negli anni di Firenze Capitale (1865 - 70), li intese come fascia urbana di riequilibrio rispetto al denso Centro storico e anche come compensazione per la perdita delle mura.
Da decenni gli amministratori locali si propongono di ridurre la motorizzazione privata promettendo tramvie e tanto ferro, ma Firenze da anni al vertice degli indici per la motorizzazione e per linquinamento ambientale in Italia: se necessario la rete tramviaria si realizza a scapito della citt fisica, occupando i sedimi stradali a disposizione senza offrire valide alternative per il movimento dei cittadini e delle merci. Il sistema di veicoli Sirio adottato si rivelato poco adatto per una Citt come Firenze, trattandosi di una tramvia classica su ferro, che corre in sede riservata e priorit semaforica agli incroci: si tratta di un ibrido fra un tram classico ed un tram veloce (LTR), e si sono scartate soluzioni pi leggere e duttili che non mancano nellofferta di sistemi per la mobilit urbana.
STUDI TRASPORTISTICI E TRAFFICO
Da tempo gli autisti dellAzienda di trasporto urbano (ATAF) denunciano i disservizi del trasporto pubblico in citt, aggravatisi negli ultimi mesi: ritardi di oltre 40/50 minuti anche su linee non interessate dai cantieri delle tramvie, ricorrenti difficolt attorno alla Stazione di S. M. Novella, interferenze con il parcheggio sotterraneo, con i bus extraurbani e con la Linea 1, incolonnamenti che tendono spesso ad estendersi a tutta la citt. Allorigine di questa pesante situazione c la pedonalizzazione del Duomo, attuata nel 2009 senza un contestuale ripensamento della rete del trasporto pubblico urbano.
Lo studio trasportistico su cui si basa il progetto sembra sottovalutare la circolazione privata e l influenza attrattiva del parcheggio sotterraneo di fronte a S.M. Novella, contando sulla riduzione delle sezioni stradali anzich su una adeguata offerta di mezzi pubblici, per scoraggiare luso dellauto. Nello stesso studio si sopravvaluta poi la portata di via Nazionale, unica via di accesso alla Stazione per tutti i veicoli. Che succeder quando, con il procedere dei cantieri, saranno chiuse via Valfonda e via Guido Monaco o quando i lavori interesseranno il viale Belfiore ? Insomma ci si prepara a croniche paralisi del traffico e a misure improvvisate (come la imminente riapertura al transito veicolare di piazza Beslan) per realizzare il project financing di due linee tranviarie radiali che, andando a convergere nella zona Stazione, aumenteranno la congestione, destrutturando il servizio di trasporto pubblico e cambiando i connotati di una zona cruciale
SOLUZIONI SOTTERRANEE PER IL CENTRO STORICO
Poich il sistema Sirio adottato per la tramvia di Firenze non adatto ad inserirsi nel tessuto compatto ed irregolare del Centro storico, riemerge periodicamente la tentazione di attraversarlo in galleria per soddisfare a posteriori quello che doveva essere lobbiettivo della prima ora: realizzare una linea diametrale da est a ovest con frequenze e velocit adeguate, servendo il centro e collegandolo alle espansioni moderne. Il pi recente di questi studi di tram sotterraneo presentato nel 2014 dalla Prometeo Engeneering consisterebbe in un percorso sotterraneo di 3,5 km che scendendo lungo via Circondaria, sottopassa il torrente Mugnone allaltezza della futura stazione dellAlta Velocit nella zona degli ex Macelli, prosegue per Fortezza, Unit, Repubblica, S. Croce risalendo poi in superficie sul Lungarno Pecori-Giraldi. Il vettore sarebbe sempre il Sirio adattato in parte per uso sotterraneo; tale tracciato compare anche nel Piano Strutturale, dove si prevede una diramazione (in sotterraneo) dalla fermata di Piazza della Repubblica per Piazza della Libert, Viale Don Minzoni, campo di Marte e Rovezzano.




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A fine aprile 2015 uscito il bando per lo studio di progettazione preliminare del sotto attraversamento del Centro storico, il cui impegno economico dovrebbe essere attualmente allesame del Cipe (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) per la valutazione preliminare. 100 milioni di euro sono stati messi a disposizione dal decreto Sblocca Italia (gran parte dei quali destinati alla Linea 4) per coprire le spese di progettazione dellinfrastruttura sotterranea. C anche unipotesi B, che correrebbe al di sotto dei Viali, raggiungendo piazza della Libert tramite il percorso Valfonda-Strozzi-Lavagnini, per poi unirsi alla linea 3.2 (Rovezzano-Bagno a Ripoli). Tecnicamente si seguirebbe in questo caso il modello Karlsruhe, la citt tedesca, con un meccanismo di scavo molto meno impattante, senza chiudere al traffico, come in passato aveva dichiarato il sindaco Nardella. Al momento per non stata presa alcune decisione e lincertezza domina sovrana.
Occorre infatti considerare la complessit tecnica, i costi e i tempi di costruzione, soprattutto considerando la difficolt di scavare a deformazione zero sotto i monumenti di Firenze, per non parlare della compatibilit con gli altri scavi programmati: il tunnel ferroviario per lAlta velocit e la stazione Foster nellarea degli ex Macelli. Nel Piano Strutturale di Firenze in sostanza coesistono soluzioni tranviarie tra loro alternative visto che la Linea 2 di superficie (T2.0.SU) convive con quella sotterranea (T2.2.SO).
Facendo di necessit virt i tecnici del Comune dichiarano infatti di poter utilizzare lo sdoppiamento della Linea 2 allaltezza della stazione Foster dellAV per procurarsi un collegamento rapido con la stazione di S.M. Novella. In altre parole la tramvia urbana sostituirebbe il people mover, costringendo i passeggeri in transito ad un avventuroso trasbordo. Anche il proseguimento di superficie della Linea 2 fino a piazza S. Marco coesiste nelle previsioni di piano con il percorso sotterraneo, rivelando grande indeterminatezza e sovrapporsi di programmi tutte a spese dellarea tutelata da UNESCO.
Gli scriventi dichiarano di non perseguire fini politici o vantaggi personali ma di agire ai sensi del Capo IV A (Le suivi ractif n172 ), e chiedono di poter ricevere comunicazioni in merito alla Vs. iniziative, ai sensi delle norme sul Diritto allAccesso e alla Trasparenza, avendone titolo come cittadini di Firenze e come tecnici qualificati chiedono di poter essere Vostri referenti ed interlocutori in questa specifica questione.
Chiedono infine che si dia seguito alle procedure previste per liscrizione del Sito di Firenze fra quelli in pericolo.

Giovanna Nicoletta Delbuono Architetto
Roberto Budini Gattai Architetto
Paolo Vison Ph.D. Archeologo Associate Professor U.K.
Monica Blackmun Vison Ph. D. Departement of Art U.K.
Beatrice Matassini Ingegnere
Marisa Tesauro Scultrice New York USA
Abraham Espinosa Flores Designer New York USA
Lucia Lepore Docente Archeologia Unifi.
Deanna Sardi Docente Storia Moderna Unifi.
Adele Mastrantuono
Elena Vanzetto
Claudio Pedro Behn Docente Storia e Filosofia
Vincenzo Di Serio Docente Diritto ed Economia
Francesca Massai
Giuseppina Attanasio Pittrice
Patrizia Agresti Traduttrice


ELENCO DEGLI EDIFICI IN VENDITA O VENDUTI NEL SOLO CENTRO STORICO:

1. Sede degli Uffici Unesco presso il Comune di Firenze, Via dei Servi 32; mq. 500.
2.Teatro Comunale : sorto nel 1864, ristrutturato definitivamente nel 1933 da Giuntoli e Cetica, sculture e decorazioni di Moschi,Innocenti, Tofani e Bianchini. Annesso il Ridotto per 600 posti. Nel 1933 ha visto sorgere ed stata la storica sede del Maggio Musicale Fiorentino. Dal luglio 2015 di propriet della Nikila Invest LTD, societ immobiliare costituita a Londra; forse vera proprietaria la Corso Italia una societ al centro di recenti clamorose indagini della Magistratura di Arezzo che indaga sul fallimento di Banca Etruria. Sar trasformato in 120 appartamenti di lusso, centri benessere ed altri annessi come 200 posti auto sotterranei, in prossimit dell Arno; progetto Arch. Casamonti.
3.Palazzo Vivarelli Colonna 4400 mq in via Ghibellina. Propriet Comune di Firenze. Sec. XV, giardino 1704- 1708. Affreschi di Angiolini, Catani, Martellini, Collignon, Nenci, Bezzuoli; fontana di G. Baratta. Destinazione Hotel di lusso.
4.Palazzo Demidoff 2500 mq, sec. XVII, con cortile interno colonnato; dal 1828 destinato alleducazione e allassistenza dei bambini dal Principe Demidoff. Notevole la Farmacia al P.T. Ora propriet della Societ alberghiera francese Amarante. Destinazione Hotel e residenze di lusso.
5.Villa di Rusciano 5400 mq: donata al Comune di Firenze per essere centro di assistenza ai giovani, ma diventata sede dellAssessorato allAmbiente. Sorta nel XIII secolo, ricordata da Francesco Sacchetti, gi appartenuta ai Salviati, interventi architettonici di Filippo Brunelleschi e Michelangelo Buonarroti, grande giardino depoca; posta in vendita con destinazione turistico ricettiva.
6.Palazzo del Sonno 21.000 mq. Situata di fronte ai Giardini della Fortezza da Basso, sec. XIX-XX, progetto urbanistico di Giuseppe Poggi, sede del Ministero degli Esteri del Regno dItalia 1864. G.i di propriet pubblica passata in propriet alla Societ societ olandese The Student Hotel destinazione in parte Hotel, in parte residenza per studenti. Il progettista pare essere lArch. Casamonti.
7.Complesso ex Caserma e Ospedale Militare in Costa San Giorgio: gi di pubblica propriet; impianto originario sec. XII; ex Convento francescano San Girolamo della Costa con Chiesa annessa e due chiostri; sorto nel 1377 su progetto di fra Jacopo da Nipozzano; 30.531 mq di cui 16.455 coperti; opere in bronzo di Arrigo Minerbi, Mazzuccatelli, e Giovanni Malmerendi. Passata in propriet ad Alfredo Lowenstein; sar trasformato in Hotel di lusso per 60 suites, centro benessere e grande parcheggio nel giardino.
8.Ex Monte dei Pegni in via Palazzuolo 10.000 mq: ex Monte di Piet, detto Presto, sorto su una parte dellantico Convento di San Paolino divenuto propriet della Societ francese Alberghiera Accor ; trasformato in Hotel di lusso per 100 camere; previsto parcheggio interrato.
9.Ex Cinema Apollo in Via Nazionale: recentemente trasformato in Hotel dalla Societ francese Accor. Il cambio di destinazione duso avvenuto dietro versamento di Euro 900.000 alle casse comunali (Vedi Nota X).
10.Ex Borsa Merci in via Por Santa Maria: 5600 mq 1949-1953, progetto Rossi e Tonelli; nel 1999 rimosse pitture di Gemignani, Ghelli, Grazzini e Lensi.
11. Palazzo Loggia del Grano: 3500 mq; nelle forme attuali degli esterni fu progettato nel 1619 da Giulio Parigi su commissione di Cosimo II; gli interni furono trasformati in teatro nel 1868 su progetto di Andrea Scala; nel 1935 furono trasformati in cinema su progetto di Baroni e Tempestini.
12.Intero Complesso delle Murate; il complesso sorto su finanziamento di Giovanni de Benci nel 1424 era in origine un grande convento; soppresso nel 1808 e riadattato a carcere maschile fra quellanno e il 1845. Nel 1999 iniziarono opere di recupero architettonico su linee guida di Renzo Piano.
13.Ex Poste Italiane in via Pietrapiana, progetto di Giovanni Michelucci 1967; grande edificio a destinazione specialistica.
14. Palazzo Bufalini, insieme agli annessi complessivi 18.800 mq, ex Sede centrale Cassa di Risparmio in Via Bufalini: gi dei Cresci poi dei Bufalini; grande palazzo nobiliare del XVI secolo; nel 1957 Giovanni Michelucci aggiunse unala verso Piazza Brunelleschi. acquistato dallimmobiliarista Tom Barrak (Colony Capital) e da Idea Fimit sar trasformato in Hotel di lusso; la trasformazione concessa dal Comune di Firenze prevede il frazionamento in appartamenti di lusso corredati di parcheggio pertinenziale nel sottosuolo di Piazza Brunelleschi, a lato della Rotonda del Brunelleschi e degli edifici costruiti dallArte della Lana che sorgono fra la Piazza e Via dei Servi.
15. Ex Convento Santa Maria degli Angeli e annessa Rotonda del Brunelleschi; Convento Benedettino fondato nel 1295 da Fra Guittone dArezzo, ingrandito nel 1348; una Chiesa e tre chiostri; successive modifiche dellAmmannati e del Silvani; presenti affreschi di Ridolfo del Ghirlandaio, Del Rosso, Poccetti, Mascagni, Menaldi. Scuola e Conservatorio delle Arti e delle Lettere, di calligrafia, miniatura, preficeria e ricamo; a questa scuola si formarono i Medici e gli Strozzi. La Rotonda: gli esterni furono affidati a Michelozzo; fu studiata da Leonardo, Bramante e Antonio da Sangallo. Abbandonata al degrado fu restaurata nel 900.
16. Palazzo Compagni via Bufalini 7; su vestigia medioevali fu ricostruito nel 1724 dallarchitetto Zanobi Del Rosso; splendido atrio coperto da vetrate dei Ulisse De Matteis; saloni a stucchi dorati; arredi originali XVIII secolo comprendenti lampadari di Murano in situ.
17. Palazzo Bastogi, Via Cavour; 1740 progetto dellarchitetto Ruggeri per i Marchesi Capponi, ristrutturato un secolo dopo da Giuseppe Poggi; affreschi del Bezzuoli e del Bandinelli; sede di Pubblici Uffici e servizi.
18.Palazzo Portinari ( ex Banca Toscana ora MPS) in Via del Corso 13.000 mq. Sorto forse ad opera di Michelozzo nel 1456, completato da Michelozzo quando fu acquistato da Jacopo Salviati. Annessa Cappella affrescata dallAllori di cui resta la originaria Pala daltare di cui resta la originaria Pala daltare. Facciata di Bramante Lazzeri. Legato alle memorie di Beatrice Portinari, Maria Salviati, Cosimo I e Giovanni dalle Bande Nere. Opere: Giambologna e cicli di affreschi dellAllori sia interni che nel loggiato del cortile. Notificato nel 1901 con Vincolo diretto. Destinazione per 44 residenze di lusso e 47 posti auto interrati;
19.Ex Caserma e Scuola Allievi Ufficiali dei Carabinieri parte integrante del Convento domenicano di Santa Maria Novella ( XIV-XVI sec. Affreschi di Maestri quali Ghirlandaio, Pontormo, Santi di Tito etc.); originariamente Spedale di Santa Maria della Scala e monastero di S. Martino fondato nel 1306 sul modello senese; i Domenicani di santa Maria Novella costruirono il Chiostro grande e fondarono la storica Farmacia.
20.Corte dAppello in Via Cavour progettata da Bernardo Buontalenti 1570-1575 per Francesco I de Medici che ne fece il proprio studio e laboratorio di alchimia;
21.Distretto Militare annesso al Convento della Chiesa di Santo Spirito, originariamente convento con due chiostri di cui uno dellAmmannati. Affreschi di Vivarelli, Bardi, Bimbacci, Gismondi, Cascetti, Bagnoli, con Vite dei Santi Agostiniani; sala Capitolare con affreschi del 1682; Refettorio nuovo fine 500, ambienti affrescati dal Poccetti;
22.Ex Ospedale militare in Via San Gallo ex convento di San Clemente nel 1211 poi di SantAgata ( interventi giovanili di Giuliano da Sangallo, opere dellAllori nella Chiesa di SantAgata);
23.Tribunale dei minori in via della Scala; ex monastero di San Martino fondato nel 1306, sul modello senese. Divenuto di pubblica propriet nel 1866 fu destinato a centro di rieducazione giovanile. Lannessa Chiesa conteneva affreschi ora staccati e collocati altrove.
24.Lintero complesso di SantOrsola ( documentazione fotografica nellAllegato 2) Via Taddea- Via Panicale nei pressi della Basilica di San Lorenzo. Superficie utile 15.000 mq + 1741 mq nelle corti. Sorto come Monastero delle Monache Benedettine di SantOrsola a partire dal 1309. Ampliamenti fra il XV e il XVIII sec. Propriet pubblica. Nel XX sec. Usato come Manifattura Tabacchi e poi Centro di Ricovero delle persone senza casa. Diversi progetti di recupero e opere mai portate a termine e condotte senza i criteri del Restauro Architettonico nonostante permangano elementi di notevole pregio. Si noti la realizzazione di un parcheggio sotterraneo in una delle corti, con pozzo di aerazione ottagonale.
25.LAccademia di Sanit Militare in Via Tripoli- Lungarno della Zecca; antico Convento di San Girolamo delle Poverine; XIV sec. con Chiesa e tre chiostri. Ristrutturato nel 1865.
26.La Scuola di Sanit Militare nellex Convento del Maglio; ex convento femminile domenicano, impreziosito dal Chiostro e da un affresco di Taddeo Gaddi nella Chiesa.
27.Ex Accademia di Sanit di Monte Oliveto sulla collina di Bellosguardo; ex complesso Benedettino Olivetano fondato nel 1334;
28.Il Nuovo Conventino in San Frediano; ex monastero Carmelitano; nel 1920 fu trasformato in sede di botteghe artigiane e studi di artisti. Recuperato e restaurato nel 2009 col contributo di artisti, artigiani e residenti.
29.La Caserma Cavalli in Piazza del Carmine; piccola fortezza 1695; Progetto di Giovan Battista Foggini, su commissione di Cosimo III de Medici
30.La ex Dogana di Via Valfonda XIX - XX sec.
31.Ex Caserma Baldissera al Lungarno della Zecca; sul verde parterre progettato da Giuseppe Poggi nel 1887 fu costruita la caserma su progetto dellIng. Cecchi e nel 1909 riprogettata con gusto neo medioevale da Oreste Leoncini.
32.Ex Teatro Nazionale / Supercinema in via de Cerchi e via Cimatori; ex Teatro del Cocomero il pi antico teatro fiorentino,1652, anteriore al teatro della Pergola; ne sopravvive lantica struttura settecentesca-
33.Cinema Eolo in via di San Frediano: sala storica del 900 fiorentino ora destinato a parcheggio silos;
34.Ex Ospedale di San Bonifazio attuale sede della Questura in via San Gallo sec. XVIII; propriet della Provincia di Firenze; destinazione concessa per albergo di lusso;
35.Ex Palazzo di Giustizia in Piazza S. Firenze, gi Convento e Chiese dei Teatini, destinato solo parzialmente e per 29 anni a sede della fondazione Zeffirelli.
36. Palazzo Gerini in Via Buonarroti. 2400 mq: sec. XV. Restaurato nel 1938 da Zalaffi, detti, Gori e Ricci. Arredi interni di Michelucci. Due giardini. Propriet Comunale ceduta a Cassa Depositi e Prestiti per ulteriore vendita.

37. Scorporo di parte dell Eredit Bardini, riacquistata e sottoposta a restauro in forza del D. Legge n. 15 del 16/1/1996 al Patrimonio Italiano ( 55. Mld di lire circa) ; Palazzo Bardini, via de Bardi1, mq 1900, con giardino storico e Palazzo Bardini, via San Niccol 78, mq 1100, per farne residenze di lusso tramite Intervento diretto. ( VB. 179. B. XV).
38. Teatro Goldoni in Via dei Serragli, Progetto di Giuseppe del Rosso 1827.
39. E di questi giorni la vendita dellHotel Majestic in Piazza dellUnit al gruppo Marriot, esemplare per metodo e merito, non tanto per interventi su un edificio moderno di nessuna qualit, ma come avvio di un progetto di totale manomissione di una Piazza del Centro Storico ( VB. a.xii,xiii) per lescavazione di un cosiddetto anfiteatro (sic! ndr) per gli artisti di strada, ma in verit funzionale alle progettate opere nel sottosuolo connesse alla realizzazione del tunnel di metro tramvia , con relativa stazione ed adeguamento dei sottopassi pedonali, progetto che ha gi destato la vostre e nostre preoccupazioni.




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