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’ETNA RISCHIA DI ESSERE DECLASSATA DA PATRIMONIO DELL’UNESCO SOLO SE VERRA’ GESTITA COME UNA SORTA DI ‘CENTRO COMMERCIALE’ CON TANTO DI RIPERIMETRAZIONE DEL PARCO, DISBOSCAMENTI, SPECULAZIONE , CEMENTIFICAZIONE, DISCARICHE, PRG MANIPOLATI, ETC.
2015-05-15
Free Green Sicilia – SOS beni Culturali

Non crediamo che l’Etna “..il vulcano più emblematico e attivo del mondo” possa rischiare di uscire dall’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO (anche perché non mi risulta che altri beni naturali o culturali dell’UNESCO siano stati mai declassati dal riconoscimento anche se forse qualcuno lo meriterebbe grazie alle manipolazioni della speculazione umana e politica) solo perché non si è provveduto a promuovere il sito per produrre quanto più introiti economici come se l’Etna o qualsiasi altro sito Patrimonio dell’Unesco nascesse per fare cassa e non per essere salvaguardato e conservato nella sua integrità per il futuro. Né tanto meno saranno le dichiarazioni del ministro all’Ambiente, sollecitato dall’ente Parco dell’Etna, secondo il quale “Ad oggi non esiste alcun segnale che possa far pensare ad un procedura di cancellazione dalla lista del Patrimonio mondiale” a tranquillizzare del tutto anche perché non è il ministro a decidere ma l’Unesco. Dunque i veri problemi che dovrebbero fare riflettere e che mettono questi si a rischio la salvaguardia dell’Etna e conseguentemente il suo declassamento da Patrimonio dell’UNESCO non saranno quelli di voler spremere il vulcano come un limone per gli interessi o l’ignoranza atavica di qualcuno ma quello di gestirlo in modo razionale ed eco-compatibile in modo da preservarne le peculiari bellezze naturali, rurali e culturali legate al suo delicato e instabile equilibrio antico di milioni di anni. Dunque l’Etna oltre ad essere gestito con parsimonia e con intransigenza scientifica ed ecologica, e senza essere trasformata in una sorta di ‘centro commerciale’ (con tanto di riperimetrazione del Parco, speculazione, cementificazione, disboscamento, discariche sparse e piani regolatori dei comuni del Parco spesso virtuali e/o manipolati e così via) necessita di un piano di gestione a breve e lungo termine (previsto dalla normativa vigente e dalle norme dell’UNESCO), che metta in essere ogni utile, ragionevole e legittima iniziativa affinchè tutto il suo territorio possa essere giornalmente monitorato sotto il profilo della sua conservazione integrale e quello di una fruizione consapevole e rispettosa dei luoghi e che debba svolgersi sempre nel rispetto delle peculiarità naturali e di quei regolamenti attuativi che non possono non tenere in considerazione i rischi connessi con l’incolumità dei visitatori e dei residenti quando si ha a che fare con un vulcano attivo e dunque imprevedibile.

Alfio Lisi
Portavoce
Free Green Sicilia



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