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SULLE PROGRESSIONI ECONOMICHE: RISPOSTA PUBBLICA ALL'API
2016-11-22
FPCGIL Nazionale MIBACT

Roma, 22 Novembre 2016

Alle Segreterie Territoriali FP CGIL
con preghiera di trasmissione alle/ai delegate/i FP CGIL MIBACT

SULLE PROGRESSIONI ECONOMICHE: RISPOSTA PUBBLICA ALL'API

Abbiamo letto con interesse la lettera, pubblicata su Patrimonio SOS, molto critica verso i
criteri di attuazione delle progressioni economiche e riteniamo doveroso produrre una
risposta alle osservazioni che ci sono pervenute, critiche che certamente non
sottovalutiamo, ma che forse hanno bisogno di qualche puntualizzazione:
i criteri utilizzati nell'accordo, formazione espletata nella fascia di appartenenza, titoli di
studio e esperienza professionale sono quelli previsti dall'art.18 CCNL e la modalit di
valutazione di quei titoli anch'essa figlia di una previsione contrattuale, che definisce
l'obbligo di evitare che i punteggi attribuiti a un criterio non siano prevalenti rispetto ad un
altro. Quindi noi ci siamo limitati ad una applicazione di criteri previsti dal CCNL ed
abbiamo attribuito a ciascun criterio un peso equivalente. In questo contesto normativo
rivendicare in astratto la superiorit di un titolo di studio rispetto ad un titolo formativo non
serve a nulla.
In realt la vera questione quella che vede nei critici di questo accordo una mancata
valutazione di titoli culturali giudicati spendibili in quella precedente. Anche in questo caso
siamo in presenza di una critica astratta, ovvero che non tiene conto del fatto che, titoli o
non titoli, nella precedente progressione alcune posizioni economiche hanno avuto totale
copertura per cui bastava fare domanda e avere la progressione. In quel caso,
stranamente, nessuna voce si levata contro un impianto che certo aveva poco di
meritocratico. Non solo, ma il processo produsse una quantit infinita di attestazioni di vari
titoli, con la quale i lavoratori rivendicavano, sulla base di attestazioni dirigenziali, gli
incarichi ricevuti ed espletati. Una produzione di carte in tale quantit da impedire
qualunque serio controllo sulla documentazione presentata. Con un processo iniziato nel
2011 e concluso solo nel 2014.
Tutto questo adesso non pi possibile: le progressioni si devono chiudere entro l'anno di
riferimento altrimenti vengono invalidate dagli occhiuti organi di controllo. Quindi anche in
questo caso noi avremmo dovuto approvare dei criteri che avrebbero prodotto tonnellate di
carte, nessun controllo e, visto che si cita la questione salariale, con il concreto rischio che
gran parte dei lavoratori che ha avuto la progressione nel 2010 avrebbe potuto riavere la
progressione a tutto discapito degli altri e in questi altri potrei citare 1500 lavoratori F1 di
seconda area fermi da sempre a 1200 euro al mese. Ma anche molti altri che, in un
contesto che ha visto muovere 20mila posizioni economiche nel giro di 15 anni, non hanno
mai avuto possibilit per varie ragione di accedervi.
Quindi l'accordo figlio di queste valutazioni e certo il suo impianto ne risente in termini
meritocratici anche se non condividiamo questa sottovalutazione dei criteri della
formazione, in particolare rispetto alla valenza che hanno rispetto alla crescita
professionale. Ma la vera questione un'altra e basta scorrere gli accordi raggiunti in altre
amministrazioni per capire: se non si fosse inserito il criterio della formazione occorreva
inserire la valutazione individuale dei dirigenti. In sostanza una pagellina predisposta dal
dirigente di turno che avrebbe contato in peso specifico quanto gli altri.
Non vogliamo entrare nel merito dello sfracello che questo avrebbe comportato rispetto
ad una procedura di valutazione dove il peso discrezionale un elemento incomprimibile.
Il tutto in assenza di un sistema standardizzato e con l'unico riferimento normativo nel
famigerato D. Lgs 150/2009 di brunettiana memoria. Sia chiaro: noi certo non ci
sottrarremo ad un confronto che affronti la questione meritocratica alla radice, ovvero un
corretta misurazione anche della produttivit individuale e l'inserimento dei criteri relativi
nell'ambito delle progressioni. Ma questo uno scenario che preferiremmo rinviare ad un
contesto pi chiaro e garantista di quello attuale, dove la valenza delle misurazione
individuale abbia corretti indicatori e soprattutto venga sottratta a questo dibattito
ideologico sulla produttivit che nulla ha a che vedere con i suoi indicatori reali.
Ancora: l'accordo raggiunto con l'Amministrazione ha valenza pluriennale e per il momento
ha come obiettivo il raggiungimento di 12.050 progressioni complessive entro il 2018.
Quest'anno sono 3600 e gli anni prossimi avranno obiettivi pi sostanziosi suil piano dei
numeri. Ogni anno si dovr rifare l'accordo e verificheremo la funzionalit dei criteri scelti
in questa tornata, valutando anche eventuali modifiche. Inoltre, approfittando di questa
dovuta replica, vogliamo rilanciare la proposta che gi abbiamo fatto ed ampliarla: siamo
nelle teoriche condizioni di potere arrivare a coprire la totalit del personale entro il 2018.
Le risorse possono derivare da una rimodulazione dei progetti nazionali, contando sulle
risorse aggiuntive previste per il piano di valorizzazione (5 milioni di euro in pi nel 2017) e
su quelle promesse ad integrazione del FUA dal Ministro.. Questo certo e solo in
considerazione del lungo periodo di vacatio contrattuale sopportato dai lavoratori in questa
interminabile stagione della crisi. Perch del tutto evidente che la vera risposta alla
questione salariale sar la ripresa del confronto contrattuale e l'eventuale stipula del
nuovo CCNL, ammesso che dalla legge di bilancio arrivi uno stanziamento congruo e utile
a fare un contratto dignitoso per i lavoratori pubblici.
Noi pertanto non pensiamo pertanto di aver fatto il migliore accordo del mondo: riteniamo
per che un accordo negoziale, in particolare su questa materia, figlio delle condizioni
che ne determinano necessit e obiettivi. Come tale imperfetto, ma riteniamo del tutto
impervia la rivendicazione contenuta nel documento dell'API: facile produrre istanze
legittime ed in qualche caso condivisibili, assolutamente complicato trovare poi coerenza
in riferimento al contesto, che in questo caso tiene conto di quanto avvenuto in passato e
della necessit di fare un accordo che sia digerito dagli organi di controllo, e poi
individuare criteri applicativi adeguati e, soprattutto, non attaccabili dagli organi di
controllo.
Infine vogliamo ringraziare i nostri critici: nessuno di noi viaggia con verit in tasca e il
confronto con diverse opinioni non pu che fare bene alla nostra azione.
Claudio Meloni
FPCGIL Nazionale MIBACT



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