Progressioni economiche MiBACT 2016-11-06 A.P.I. - MiBACT Cord. Nazionale
Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Onorevole Dario Franceschini ministro.segreteria@beniculturali.it
Al Segretario Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Arch. Antonia Pasqua Recchia mbac-sg@mailcert.beniculturali.it
Al Direttore Generale Organizzazione Dott.ssa Marina Giuseppone mbac-dg-or@mailcert.beniculturali.it
Salutato con favore e soddisfazione da parte delle sigle sindacali, è finalmente uscito, con circolare n. 187/2016 della Direzione Generale Organizzazione, il bando per gli sviluppi economici. Se l'accordo con le sigle sindacali porterà un po' di ossigeno per i dipendenti del MiBACT, i cui salari sono stati falcidiati dal diminuito potere d'acquisto e dalla aberrante, perdurante assenza del rinnovo dei contratti, del tutto irricevibili risultano i criteri sui quali verranno basate le graduatorie per accedere alla progressione. Manca infatti anche per i ruoli tecnici, al contrario di quanto verificatosi in occasione del precedente bando, un qualsiasi riconoscimento di titoli di merito acquisiti per produzioni scientifiche (articoli, monografie, partecipazioni a convegni, organizzazione di mostre); non vengono inoltre tenuti in nessun conto gli incarichi di progettista, di RUP, di direzione lavori, di direzione scientifica di cantieri di scavo e restauro, di partecipazione a commissioni o, ancora, di direzione di musei, pinacoteche e aree archeologiche, così come le partecipazioni a progetti di ricerca. Ma la vera e propria beffa sta nei punteggi previsti per i titoli ammessi: in sostanza, un dottorato di ricerca o una scuola di specializzazione, entrambi comportanti percorsi di studio di durata triennale, peraltro fondamentali per l'ingresso nel Ministero, danno diritto allo stesso punteggio di corsi di formazione bisettimanali e risultano addirittura inferiori rispetto a corsi di formazione mensili organizzati dal MiBACT (3 punti per tre anni, contro i 4 per un mesetto). E' evidente come la scelta dei criteri risulti gravemente penalizzante per quanti intendono il lavoro del funzionario prima di tutto come un'attività di tutela "attiva", legata inscindibilmente da una parte alle responsabilità operative, dall'altra all'alta formazione, alla ricerca e alla produzione di sintesi da condividere con la comunità scientifica. Al contrario un abnorme valore viene dato a tutti quei corsi che, pur utili per approfondire specifici aspetti del nostro lavoro, sono basati su un modello di apprendimento passivo e risultano carenti in termini di una efficace verifica dell'effettivo recepimento dei contenuti, a scapito delle competenze scientifiche. In considerazione di tutto ciò, non possiamo che esprimere forte contrarietà nei confronti dei criteri utilizzati per il bando, rilevando come in tempi di sbandierata meritocrazia le scelte operate a livello centrale rischiano di penalizzare proprio quanti, nei ruoli tecnico-scientifici del Ministero, hanno ricoperto e ricoprono incarichi comportanti maggior responsabilità.
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