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2008-10-31 - Udine - Palazzo della Regione - Auditorium, Via Sabbadini, 31
Convegno MEMORIA E STORIE DI VITA NEGLI ARCHIVI IN RETE

COMUNICATO STAMPA DGA

Venerd 31 ottobre 2008, ore 9.00/13.30

Fotografie, atti di matrimonio, liste di leva, interviste costituiscono uno straordinario patrimonio documentario ed una inestimabile risorsa storica e umana, testimonianza concreta e tangibile della vita, dello sviluppo e delle trasformazioni di una comunit, la storia, immediatamente visibile e leggibile, di un territorio e degli abitanti - uomini e donne - che nel corso dei secoli ne hanno plasmato vicende ed evoluzioni.

Ma come rendere la memoria storica un patrimonio realmente condiviso? Come tutelarla in modo efficace, preservandone ed agevolandone la trasmissibilit e la fruibilit?

Se ne parler venerd 31 ottobre ad Udine, presso lAuditorium del Palazzo della Regione, nel convegno Memoria e storie di vita negli archivi in rete promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento degli Affari Regionali, dal Ministero per i Beni e le Attivit Culturali - Direzione Generale per gli Archivi e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Direzione Centrale Istruzione Formazione e Cultura.

Allincontro prenderanno parte - oltre al Direttore Generale per gli Archivi dott. Luciano Scala - larch. Roberto Di Paola, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, il cons. Carlo Alberto Manfredi Selvaggi, Capo Dipartimento per gli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lon.le Roberto Molinaro, Assessore allIstruzione, Formazione e Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia.

Attraverso le relazioni della dott.ssa Roberta Corbellini, Direttore dellArchivio di Stato di Udine, del dott. Antonio Giusa della Regione Friuli Venezia Giulia, della dott.ssa Maria Teresa Natale dellOTEBAC (Osservatorio Tecnologico per i Beni e le Attivit Culturali) MiBAC e del prof. Gian Paolo Gri dellUniversit degli Studi di Udine, verr approfondito il tema della valorizzazione e della tutela della memoria intesa quale bene culturale attraverso la presentazione e lanalisi di due progetti, Friuli in prin ed AMMER.

Migliaia di nomi di uomini e donne vissuti tra Ottocento e Novecento in Friuli sono presenti in Friuli in prin, lanagrafe storica delle famiglie friulane, realizzata dallArchivio di Stato di Udine con lapporto scientifico del Dipartimento di Scienze Statistiche dellUniversit degli Studi di Udine e il supporto del Dipartimento per gli Affari Regionali, ente finanziatore del progetto nellambito della legge 482/1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche.
Lanagrafe prende in prestito dalla lingua friulana un suono immediato ed intuitivo, in prin, cio dapprima, che bene esprime il trascorrere del tempo, per configurarsi quale ponte ideale che unisce la memoria del presente a quella del passato risolvendo dubbi attorno figure di cui si persa traccia o vi incertezza nel ricordo, e si concretizza nella creazione di un data-base consultabile on-line (www.friulinprin.beniculturali.it).



La banca dati utilizza informazioni tratte da due fonti darchivio, gli atti di matrimonio (dal 1871) e le liste di leva (dal 1846) che consentono - attraverso la modalit di ricerca onomastica di ottenere un tracciato biografico per ogni persona: data e luogo di nascita, nome dei genitori, residenze e professioni dichiarate, relazioni parentali con coniugi e discendenti, eventuali soprannomi, condizione fisica o di salute allatto della visita di leva che dichiara lidoneit o meno al servizio militare. Ad oggi sono stati analizzati e trascritti circa 84.091 atti di matrimonio (1871-1900) e 133.829 atti di leva (classi 1846-1890), ma lobiettivo finale toccare almeno quattro generazioni, concludendo la raccolta e digitalizzazione dei dati con i matrimoni celebrati nel 1920 e con le coscrizioni dei nati nellanno 1900.
Il sito friulinprin, strumento duttile e interattivo tradotto in pi lingue arricchito dalle sezioni Gallerie delle immagini e Storie di storia, e lannessa banca dati, intendono agevolare tanto i privati - consentendo laccesso a informazioni di tipo anagrafico e storico-documentario sempre pi richieste sia in loco che a distanza - quanto gli uffici delle amministrazioni comunali fornendo ausilio nella risoluzione delle principali difficolt che insorgono nellavvio di una pratica storico-anagrafica. Il sito, inoltre, consentir anche ad utenti remoti (Argentina, Brasile, Stati Uniti, Australia, Canada, etc.) di viaggiare in internet per acquisire informazioni e contatti utili alla ricostruzione della storia familiare e risalire alla documentazione necessaria per i diritti previsti dalla legge 91/92 (ottenimento della cittadinanza italiana sulla base della documentazione prodotta da parte dei discendenti di cittadini emigrati nel passato).

Il tema dellemigrazione invece alla base di AMMER, lArchivio multimediale della memoria dellemigrazione regionale, realizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia: un vero e proprio archivio in rete (www.ammer-fvg.org) che attualmente raccoglie oltre 10.000 fotografie e 500 testimonianze registrate di emigrati. Tale documentazione stata raccolta presso le famiglie di friulani presenti in tutti i principali paesi dove si diretta lemigrazione regionale: Argentina, Paraguay, Venezuela, Australia, Canada, Stati Uniti, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio. Nel corso del 2008 la ricerca sar completata toccando Brasile, Sudafrica, Nord-Europa ed Europa dellEst. Il sito dotato di modalit di ricerca onomastica, toponomastica e cronologica grazie alle quali secondo scansioni periodiche che vanno dal 1866 ad oggi, sono rappresentati visivamente i cambiamenti dei confini ed i luoghi di arrivo in tutto il mondo.

Le due banche dati come quelle promosse dagli enti locali - il comune di Cividale, la provincia di Gorizia e la Comunit montana della Carnia - consentono unesplorazione nella memoria di una comunit, avvalendosi di strumenti che offrono possibilit di analisi storiche di grande portata, impensabili fino a qualche anno fa.

In tal modo il convegno, oltre a proporsi quale strumento di approfondimento e confronto sulla fruizione della memoria comune, evidenzia anche la rilevanza della collaborazione tra istituzioni diverse della Pubblica Amministrazione e associazioni private, per la tutela e la valorizzazione del patrimonio che appartiene allintera collettivit.




MiBAC
Direzione Generale per gli Archivi
Via Gaeta 8a
06.6723.2120/06.4941625




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