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2008-11-21 - Reggio Emilia
IL PAESAGGIO COME ELEMENTO QUALITATIVO DEL TERRITORIO. ATERBALLETTO e BIENNALE DEL PAESAGGIO

COMUNICATO STAMPA

IL PAESAGGIO COME ELEMENTO QUALITATIVO DEL TERRITORIO.
ATERBALLETTO e BIENNALE DEL PAESAGGIO

venerdì 21 novembre 2008 Teatro Valli di Reggio Emilia


La seconda edizione della Biennale del Paesaggio si chiuderà ufficialmente con la giornata del 21 novembre al Teatro Valli di Reggio Emilia con un doppio appuntamento, alle ore 17 il convegno Il Paesaggio: istruzioni per l’uso con Mauro Agnoletti, Richard Ingersoll, Andreas Kipar e alle ore 21 lo spettacolo della Compagnia di danza Aterballetto InCanto dall’Orlando Furioso, nuova coreografia di Mauro Bigonzetti ispirata al poema cavalleresco di Ludovico Ariosto.

Il paesaggio, dunque, come elemento qualitativo del territorio che raccoglie in sé le molteplici sfaccettature della contemporaneità, racchiudendo il passato, il presente e il futuro in un’ottica di trasformazione e di trasversalità di interventi. Per la Biennale di Reggio Emilia paesaggio è anche il patrimonio culturale, artistico, gastronomico, oltre naturalmente a quello naturalistico e faunistico, che caratterizza il territorio. Tutto ciò si pone, dunque, in linea con la Convenzione europea del paesaggio, che risponde alla domanda sociale di qualità della vita quotidiana come bisogno immediato delle popolazioni ed espressione giuridica delle comunità locali, da sensibilizzare e formare nello spirito dell’articolo 6.

I relatori invitati all’incontro saranno, fra gli altri, Mauro Agnoletti, Professore associato alla Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, il Professor Richard Ingersoll, esperto di progettazione architettonica e riqualificazione urbana e Andreas Kipar, noto architetto contemporaneo impegnato nel Piano strategico Valle dell’Enza 2010 in corso di elaborazione. Con questo incontro la Provincia di Reggio Emilia intende chiudere, avvicinandosi alla fine della legislatura, la prima parte del percorso iniziato nel 2005 con il convegno Ma cos’è il paesaggio?. Ora, dopo due edizioni della Biennale, l’obiettivo è quello di fornire le “istruzioni” per una corretto governo del territorio, tenendo in considerazione le criticità causate da un lato dall’eccessivo sviluppo edilizio, dall’altro dalla crescita della superficie boschiva che, soprattutto in montagna, tende sempre più a soppiantare le tradizionali coltivazioni agricole. Il tutto analizzato anche in termini economici, essendo questi strettamente correlati al paesaggio (basti pensare a come l’attuale recessione economica porterà probabilmente a ridurre la costruzione di nuovi fabbricati e abitazioni). Il convegno sarà quindi l’occasione per illustrare alla città in modi divulgativi e aperti le nuove riflessioni che negli ultimi anni si sono sviluppate intorno ai valori della tutela e sviluppo dei territori, anche su ispirazione della Convenzione Europea del Paesaggio e per presentare i contenuti del nuovo Ptcp, il Piano territoriale di coordinamento provinciale che la Provincia sta stendendo, all’interno del quale sta nascendo il nuovo Piano paesaggistico.
Provocatoriamente si passerà quindi dal “Disincanto” delle analisi territoriali e delle criticità esistenti per prefigurare quali obiettivi prioritari dovranno ispirare le scelte di governance di questi anni, all’”InCanto” dello spettacolo dell’Aterballetto, che grazie alla danza e alla musica lancerà uno sguardo suggestivo all’attualità del genius loci espresso dall’Ariosto, uno dei più grandi poeti dall’epica cavalleresca che nella nostra terra ha avuto i natali e trovato le sue prime fonti di ispirazione.

Aterballetto e Biennale del Paesaggio, dunque, insieme per uno sguardo a 360° sul paesaggio; il primo con la qualità della propria proposta artistica, riconosciuta a livello internazionale, che lo rende di fatto uno dei principali “ambasciatori” della qualità reggiana nel mondo; la seconda con le sue iniziative di sensibilizzazione e valorizzazione del paesaggio, occasioni di confronto fra artisti, professionisti, studiosi e la cittadinanza. Fin dalla prima edizione la Biennale ha sfruttato spesso nelle sue iniziative le trasversali potenzialità delle diverse espressioni culturali e artistiche per scardinare schemi e diaframmi e proiettare le persone all’interno di nuove idealità, mantenendole anche attente alla concretezza e alla materialità sensibile dei luoghi e delle esperienze identitarie della tradizione. Nella serata del 21 novembre la performance teatrale diverrà così un mezzo per avvicinare le persone alle tematiche della cura e della tutela del paesaggio. Lo stesso Mauro Bigonzetti è stato coinvolto nelle attività di questa seconda edizione della Biennale come testimonial: il coreografo ha infatti offerto insieme ad un altro importante protagonista della vita culturale ed artistica del nostro paese, Dario Fo, la propria immagine per una campagna di sensibilizzazione pubblica sui temi relativi al paesaggio.
La sera del 21 novembre, nel paesaggio della Biennale e del Teatro Valli entrerà dunque la poetica di Lodovico Ariosto, reinterpretata dalle coreografie di Bigonzetti e dalle scene e dall’impianto visivo dell’artista reggiano Angelo Davoli, la cui opera pittorica è apprezzata da anni a livello nazionale per la sua capacità di fondere il paesaggio naturalistico di stampa ottocentesco con le strutture industriali dell’epoca moderna. Dalle sue opere esce dunque l’immagine di una natura decisamente antropizzata che mantiene però viva in sé una forte componente originale.
Temi come l'amore, la precarietà della ragione, la follia, la guerra, il conflitto dentro e fuori di sé si traducono con InCanto dall’Orlando Furioso in movimento, sulla base di un'eclettica scelta di musiche (Georg Friedrich Händel, con interventi di Bruno Moretti) che genera la danza e suggerisce il clima emotivo.
La costante ricerca da parte di Bigonzetti di sempre nuove espressività dei corpi in movimento raggiunge in questa nuova produzione originali vertici espressivi. L’atmosfera musicale barocca e la moderna costruzione coreografica vengono ulteriormente evidenziate dalla splendida scultura di Angelo Davoli posta al centro della scena, raffigurante la coda dell'ippogrifo piantata in terra.
Nelle parole dello stesso Bigonzetti il senso della chiave adottata per questa creazione: “Quei sentimenti che arrivano a coincidere con le passioni e quelle passioni che esercitano il loro potere sulla ragione sono lo stimolo a continuare sempre un lavoro di ricerca verso le possibilità che ha il corpo di esplorarli e di ritrasmetterli, di evidenziare quelle caratteristiche che ci rendono tutti così terribilmente uguali, tutti immagini diverse di quell’unica natura umana che rende le nostre infinite diversità una grande unità”.

Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21. I biglietti sono in vendita presso la Biglietteria del Teatro Valli di Reggio Emilia e si possono acquistare on line sul sito di VivaTicket www.vivaticket.it. I costi dei biglietti sono i seguenti: Platea, posto palco I-II-III ordine centrale euro 25; posto palco I-II-III ordine laterale euro 20; posto palco IV ordine euro 15 e galleria euro 10.

Per informazioni e prenotazioni:
Teatro Valli
Piazza Martiri del VII Luglio
42100 Reggio Emilia
Tel. 0522.458811 - 0522.458854
Prenotazioni telefoniche: numero verde: 800.55.42.22
biglietteria@iteatri.re.it

Segreteria Organizzativa Biennale del Paesaggio
Via Vicedomini 3
42100 Reggio Emilia
tel. 0522/444431-21
info@biennaledelpaesaggio.it
www.biennaledelpaesaggio.it








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