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in difesa dei beni culturali e ambientali

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2010-05-13 - Prato, Polo Universitario
Onde concentriche di dolore e di memoria - Tutelare il patrimonio delle guerre mondiali

Onde concentriche di dolore e di memoria. Tutelare il patrimonio delle guerre mondiali

Seminario di studio


PROGRAMMA
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Giovedì 13 maggio, ore 9,00, aula magna
Fulvio Cervini, Università di Firenze, Ragioni di un seminario
Giorgio Bonsanti, Università di Firenze, Etica e teoria nella conservazione dei reperti bellici
Pietro Clemente, Università di Firenze, Il ritorno dall’Apocalisse
Paolo De Simonis, Università di Firenze, Stanze della memoria: ritmi e reperti bellici
Elena Giusti, Università di Firenze, Un maggio drammatico ambientato nel 1943-44
Paola Valentini, Università di Firenze, La radio e la seconda guerra mondiale
Nicola Labanca, Università di Siena, Una ricerca su lapidi e monumenti delle due guerre mondiali in Toscana
Dora Liscia, Università di Firenze, Il patrimonio recuperato del Tempio israelitico di Firenze
Lorenzo Gnocchi, Università di Firenze, Cimiteri della seconda guerra mondiale

Ore 15,00, aula blu
Combat Folk. Memoria, musica, resistenza

Incontro musicale con Yo Yo Mundi, a cura di Maurizio Agamennone e Fulvio Cervini, Università di Firenze

Venerdì 14 maggio, ore 9,00, aula magna
Annamaria Spiazzi, Soprintendente BSAE per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso
Monica Pregnolato, Soprintendenza BSAE per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, Il Monumento ai Caduti di Treviso: strategie per la tutela e la valorizzazione
Maria Mangiavacchi, Soprintendenza BSAE, Siena, Le province di Siena e Grosseto e la Grande Guerra attraverso monumenti e ricordi
Renata Gottschalk, Soprintendenza BAP-BSAE, Arezzo, Due progetti della Soprintendenza di Arezzo per la tutela del patrimonio della Prima Guerra Mondiale
Dominique Charles Fuchs, Museo Stibbert, Firenze, I monumenti ai caduti della Grande Guerra in provincia di Arezzo: una ricerca in corso
Cecilia Ghibaudi, Soprintendenza BSAE, Milano, Brera in guerra
Tiziana Serena, Università di Firenze, Fotografie di guerra e archivi
Marco Merlo, Università di Siena, Scritture di guerra
Roberto Bianchi, Università di Firenze, Fumetti e prima guerra mondiale

Ore 15,00, aula magna
Sguardi sulla Guerra. Tre film

Brera e la guerra di Cesare Badini, Luca Errera, Daniela Trastulli (2009), commentato da Cecilia Ghibaudi, Soprintendenza BSAE, Milano, Luca Errera e Daniela Trastulli, Milano

Umanità di Elvira Giallanella (1919), commentato da Cristina Randelli, Università di Firenze, e Micaela Veronesi, Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema, Torino

Prigionieri della guerra (1995) di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, commentato da Alessandro Bernardi, Università di Firenze

"La perdita di un individuo è come un sasso lanciato in acqua: ogni volta provoca solo un piccolo vuoto, da cui però si allontanano onde concentriche di dolore."
Thomas E. Lawrence, Guerriglia, 1929



L’identità culturale del nostro Paese – come dell’Europa tutta - non può fare a meno dell’immenso patrimonio di beni e documenti che parlano dei due grandi conflitti del Novecento. I nessi tra storia e memoria si possono coltivare perché esiste una rete fittissima fatta di luoghi, edifici, oggetti, immagini, scritture pubbliche e private, ricordi individuali, che deve essere conservata e pensata criticamente, in prospettiva storica. Onde concentriche che dal fronte giungono nelle case di ogni famiglia coinvolta, e producono immagini e oggetti che servono a combattere non contro il nemico, ma contro il proprio dolore. La varietà straordinaria dei beni da difendere (dunque da riconoscere, visitare, catalogare, archiviare, restaurare) pone non poche difficoltà metodologiche e operative sia allo storico che al funzionario statale, per tacer del restauratore. Non a caso i beni legati alle guerre mondiali non hanno in genere destato grandi attenzioni da parte delle politiche di tutela dello Stato, almeno fin tanto che la Legge 78/2001 sul patrimonio della Prima guerra mondiale non ha ispirato significativi progetti in merito presso alcune Soprintendenze. Da questo punto di vista, la Seconda guerra è ancora quasi del tutto scoperta e meriterebbe una più attenta riconsiderazione.

Proprio la ricchezza del patrimonio richiede l’incrocio di competenze diverse, per cui non possono bastare lo storico o lo storico dell’arte, ma c’è bisogno dell’antropologo come dello storico del cinema o dei fumetti. Riconoscere, studiare e conservare la memoria di guerra attraverso gli oggetti è una via decisiva per combattere il pericolo di revisionismi ideologici o riscritture arbitrarie dettate dalla convenienza politica del momento. Dunque comporta non solo che si condividano metodi rigorosi e collaudati, ma anche e soprattutto che ci si assuma una responsabilità etica alta e delicata.
Questo seminario – pilota ideale di un ciclo che potrebbe svilupparsi con cadenza annuale – vuole favorire un dialogo tra esperienze e competenze diverse, e tra università e uffici di tutela. Si rivolge in prima battuta agli studenti, ma in realtà a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del patrimonio culturale nella sua accezione più larga. Comprende due sessioni di discussione intorno a temi e casi significativi, un incontro con il gruppo musicale degli Yo Yo Mundi, che alla guerra e alla resistenza filtrate dalla memoria musicale ha dedicato attenzione crescente e toccanti spettacoli, e una piccola rassegna cinematografica in cui si presentano un documentario sulla guerra vissuta da un grande museo italiano, un ritrovato film pacifista girato all’indomani della Grande Guerra e da poco restaurato, e un magnifico film d’arte che reinterpreta con esiti originali immagini di quel conflitto.

La partecipazione è libera e non richiede preiscrizioni. Per gli allievi della Scuola di Specializzazione in Beni Storici e Artistici la frequenza completa al seminario vale 2 cfu per attività seminariali e laboratoriali. A coloro che frequenteranno il seminario potrà venire rilasciato, su richiesta, un attestato di partecipazione.
Il Polo Universitario di Prato si affaccia su piazza Ciardi 25 e piazza dell’Università 1, ed è adiacente alla stazione ferroviaria di Prato Porta al Serraglio (linea Firenze SMN-Lucca-Viareggio).

Per informazioni: 0574/602569 (Ricevimento, Prato).

Seminario a cura di Fulvio Cervini (fulvio.cervini@unifi.it).



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