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2013-04-23 - Università della Calabria - Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia
Ferramonti 1943-2013: storia, contesti, didattica, prospettive
http://gdmuniversita.blogspot.it/2013/03/ferramonti-1943-2013-call-for-papers.html

Convegno internazionale di studi
Ferramonti 1943-2013: storia, contesti, didattica, prospettive
Università della Calabria Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia
23‐25 Aprile 2013


Richiesta di relazioni
Il campo di Ferramonti di Tarsia, ubicato pochi chilometri a nord di Cosenza, in Calabria, fu uno dei siti di prigionia e di internamento più importanti realizzati dal regime fascista di Mussolini. Sorto come luogo di confino e formalmente aperto nel giugno 1940, in seguito allentrata in guerra del paese, ospitò al suo interno alcune migliaia di prigionieri, per lo più ebrei stranieri e, insieme, diverse centinaia fra detenuti politici, apolidi, slavi, greci e cinesi. Il campo, formalmente liberato il 14 settembre 1943 dalle truppe inglesi, continuò a funzionare nei mesi successivi, anche se naturalmente le condizioni di vita degli internati migliorarono in modo sensibile. La chiusura ufficiale cadde l11 dicembre 1945.
Al termine delle ostilità un certo numero di ex prigionieri decise di proseguire la propria vita nei pressi del campo, insediandosi perciò a Cosenza o nei comuni limitrofi. La maggior parte, in ogni modo, abbandonò la zona per far ritorno a casa o, ancor più sovente, per emigrare fuori dallEuropa, scegliendo come direttive principali la Palestina, gli Stati Uniti, il Canada, lArgentina e altre nazioni dellAmerica del Sud: migliaia dei loro discendenti risiedono ancora in questi paesi. Fra costoro il nome di Ferramonti suona spesso più famigliare di quanto accada in Italia. Quanto allex campo, esso cadde ben presto in uno stato di progressivo abbandono, culminato negli anni Settanta del Novecento con la realizzazione dellautostrada Salerno-‐Reggio Calabria, che di fatto separò larea dellex campo in due sezioni diseguali.
Il processo di esproprio, recupero e musealizzazione di Ferramonti, iniziato circa ventanni or sono, ha comportato fra laltro la recinzione del perimetro originario e la riproduzione in cemento di alcune baracche, al cui interno è stato allestito un primo percorso di visita. Proprietà del comune di Tarsia e gestito inizialmente dalla Fondazione Ferramonti, il campo è nel 2012 assurto al rango di Museo della Memoria. Con tale configurazione, il Museo si è ormai guadagnato un ruolo stabile e attivo nelle manifestazioni organizzate in Calabria per ricordare la Shoah e la Resistenza: anche grazie ai Corsi di Storia e didattica della Shoah organizzati dallUniversità della Calabria infatti lo visitano ogni anno circa quindicimila persone, per lo più studenti delle scuole superiori di primo e secondo grado, molte delle quali concentrate nelle settimane vicine al 27 gennaio, Giorno della Memoria.
Dopo un lungo oblio, il campo di Ferramonti è divenuto centro a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso di una compatta serie di ricerche, tuttora in corso. Le pubblicazioni di taglio storico e testimoniale, iniziate da Carlo Spartaco Capogreco e da Francesco Folino, hanno un fulcro archivistico imprescindibile nel fondo dellingegnere Israel Kalk, oggi presso il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) e consultabile anche on line. Ferramonti ha in parallelo destato linteresse anche di psicologi, musicologi, storici del teatro, dellarte e della letteratura, nonché di artisti e scrittori, i quali proprio in questo luogo, già destinato al confino e alla sofferenza, hanno trovato una robusta vena dispirazione. Nulla perciò di strano che nel 2012 la Direzione abbia chiesto e ottenuto che il Campo entrasse a far parte della rete dei parchi letterari italiani.
Molto lavoro resta comunque ancora da realizzare, prima che lo stato delle conoscenze possa dirsi veramente aggiornato ed esaustivo, in grado cioè di rendere conto di ogni aspetto,
situazione e realtà di Ferramonti. Mancano per esempio unanalisi archeologica e stratigrafica del territorio, che sia in grado fra laltro dindividuare cosa e quanto sopravviva delle costruzioni originali; uno studio museologico adeguato, capace di proporre e possibilmente realizzare un percorso di visita adatto alle esigenze del pubblico di oggi e soprattutto di domani; infine, una rete stabile di collegamento fra lattuale Museo e i testimoni di prima, seconda e terza generazione.
Il convegno si collega al secondo incontro dei partner del progetto ECOSMEG (European Cosmopolitanism and Sites of Memory through Generations); il progetto, che rientra nel programma Europe for Citizens-‐Active Remembrance della Commissione UE‐EACEA, vede come Università capofila l'Alma Mater Studiorum-‐Università di Bologna, con le Università della Calabria e di Teramo in Italia, di Zagabria in Croazia e di Tirana-‐Marin Barleti in Albania. Levento specifico è organizzato congiuntamente dallUniversità della Calabria, dal Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia e dalla Rete Universitaria per il Giorno della Memoria; gode del sostegno dello SPI CGIL Calabria e della Fondazione Luigi Spezzaferro, nonché del patrocinio e collaborazione dellAmbasciata dIsraele in Italia, dellUnione delle Comunità Ebraiche Italiane e dellUfficio Scolastico Regionale per la Calabria.
I lavori si terranno presso lUniversità della Calabria e il Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia il 23, 24 e 25 aprile 2013. Curatori e responsabili scientifici sono la Prof.ssa Antonella Salomoni e il Dott. Paolo Coen. Il convegno coincide con lapertura della mostra Bruno Canova, Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia, 24 aprile-25 maggio 2013 e della mostra Echi dal Ghetto: revisited, Cosenza, 23 aprile-‐24 maggio 2013.
I curatori sono interessati a relazioni inerenti a qualsiasi aspetto del campo di Ferramonti, così come a interventi che permettano la comparazione con altre esperienze di internamento. Particolare attenzione sarà conferita ai temi storici, documentari e testimoniali, ma senza per questo trascurare altri settori interessati, gli studi interdisciplinari, quelli di contesto, come pure le manifestazioni di creatività artistica, con spazi significativi riservati sia alle ricerche, sia alle proposte didattiche di giovani studiosi. Quanto infine allincontro ECOSMEG, in coerenza con lintero convegno esso si concentrerà sul tema delle fonti di documentazione dei siti di memoria, nella prospettiva della storia integrata à la Friedlander, che intreccia fonti archivistiche e diari, lettere, testimonianze, come la storia dei persecutori, degli spettatori, delle vittime e dei giusti.
Le proposte, della lunghezza di 2000 caratteri, vanno indirizzate entro il 30 marzo 2013 alla Prof.ssa Antonella Salomoni (Università della Calabria, email a.salomoni@unical.it) o al Dott. Paolo Coen (Università della Calabria paolocoen@hotmail.com) meglio se specificando nelloggetto: Convegno internazionale Ferramonti 1943-‐2013: proposta di relazione. Il termine di consegna della proposta è il 30 marzo 2013. A convegno concluso i curatori si riservano di pubblicare in un volume cartaceo una selezione delle relazioni presentate.
Antonella Salomoni, Paolo Coen
International Symposium
Ferramonti 1943-‐2013: history, context, perspectives
Università della Calabria Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia
23‐25 April 2013

Call for papers
The concentration camp named Ferramonti di Tarsia, located just a few kilometers north of Cosenza, in Calabria, was one of the sites of imprisonment and internment of the most important built under Mussolinis Fascist regime. Conceived as a place of confinement and formally opened in June 1940, following Italys entry into World War II, Ferramonti housed a few thousand inmates. The greatest part of them were non-Italian Jews, but Ferramonti also housed several hundreds of political prisoners, as well as Slavs, Greeks and Chinese citizens. The camp, formally set free by English troops September 14, 1943, remained open in the following months, although of course the living conditions of the inmates improved significantly. The official closing fell on 11 December 1945.
At the end of WWII some of the former prisoners decided to continue their life near the field, thus settling in Cosenza or in neighboring towns. Most of them, however, left the area to return home or, more often, to emigrate out of Europe. Palestine, the United States, Canada, Argentina and other countries of South America were their main choices. Thousands of their descendants still reside in these countries: among them the name of Ferramonti often sounds more familiar than in Italy. After WWII Ferramonti fell soon into a state of decline: it culminated in 1970s with the building of Salerno-‐Reggio Calabrias highway, which split the area of the former camp into two unequal sections.
The process of expropriating the area of the former camp, cleaning it and turning it into a museum began about twenty years ago: the operation included, among other things, the fencing of the original perimeter of the camp and the reproduction of some shacks, where a first accrochage was set. The camp, property of the Municipality of Tarsia and at the beginning run by a specific Foundation, has risen in 2012 to the rank of a true Museum of Memory. Under this new configuration Ferramontis Museo della Memoria has rapidly gained a stable role in the activities organized in Calabria to remember the Shoah and the Italian Resistance. Thanks also to the partnership with the Corsi di storia e didattica della Shoah (i.e. Courses on Shoahs history and teaching) put up by the University of Calabria and by the Rete Universitaria per il Giorno della Memoria (i.e. University Network for the Holocaust Memorial Day) Ferramonti hosts now every year fifteen thousand people circa, mostly high school students.
After a long oblivion, since 1980s Ferramontis camp became the topic of a series of studies, still in progress. The publications of historical and testimonial cut, started by Carlo Spartaco Capogreco and Francesco Folino, have their core in engineer Israel Kalks archive, now housed at the CDEC (Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Milano) and also on line. Ferramonti also attracted the attention of psychologists, musicologists, historians of theater, of art and of literature, as well as artists and writers, who found in this place, once destined to confinement and suffering, a strong vein of inspiration. No wonder, then, that in 2012 the Museum became also member of a network formed by other important Italian literary parks.
Nonetheless, theres still much to be done before the state of the art on Ferramontid be considered truly up to date and comprehensive. Archaeological and stratigraphic analysis of the area, so to identify, among other things, what still survives of the original buildings; an
adequate museological enquiry, able of proposing and possibly achieve a permament exhibition and temporary exhibitions suited to the needs of todays and tomorrows public; finally, a stable connection between the Museum and the witnesses of the first, second and third generation: all this is still missing.
The symposium is connected to the second meeting of the project ECOSMEG (European Cosmopolitanism and Sites of Memory through Generations). The project, which falls within the program Europe for Citizens ‐ Active Remembrance of the EU Commission - EACEA, has its leader in the Alma Mater Studiorum - University of Bologna, and as partners the Universities of Calabria and Teramo in Italy, of Zagreb in Croatia and of Tirana -‐ Marin Barleti in Albania.
This specific event is organized jointly by the University of Calabria, the Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia and the Rete Universitaria per il Giorno della Memoria; it is supported by the SPI CGIL Calabria, the Fondazione Rubbettino and the Fondazione Luigi Spezzaferro, with the collaboration of the Embassy of Israel in Italy, the Unione delle Comunità Ebraiche Italiane and the Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria. The symposium will take place at the University of Calabria and at the Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia 23, 24 and 25 April 2013. Scientific editors are Prof.ssa Antonella Salomoni and Dr. Paolo Coen. The symposium coincides with the opening of the following exhibitions:"Bruno Canova", Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia, 24 April-‐25 May 2013; Echi dal Ghetto: revisited, Cosenza.
The editors are interested in papers regarding any aspect of Ferramontis camp. Particular attention will be given to historical, documentary and testimonial topics, without neglecting papers enabling to compare other experiences of imprisonment, interdisciplinary studies, context studies, as well as manifestations of artistic creativity. A specific attention will be devoted to papers and didactic experiences proposed by young scholars. The ECOSMEG section will focus primarly on the sources of documentation regarding memory sites, in a perspective of integrated history à la Friedlander, which comprehends archival sources as well as diaries, letters and the witnessing of persecutors, spectators, victims and righteous.
Proposals should be addressed by March 15, 2013 to Prof. Antonella Salomoni (University of Calabria a.salomoni@unical.it) and/or to Dr. Paolo Coen (University of Calabria -‐ paolocoen@hotmail.com). The dead end for delivering the proposal is March 30, 2013; a maximum length of one page is highly recommended. Editors do reserve the right to publish a book with a selection of papers given during the symposium.

Antonella Salomoni and Paolo Coen



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