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2005-04-01 -
Castelli, Regge, Abbazie d'Italia e d'Europa
TCI
http://www.beniculturali.it/


Da aprile a novembre, tra Milano, Torino, Roma e Napoli, saranno organizzati ventiquattro incontri alla scoperta di ambienti, arte, storia e leggenda.

Si cerchera' di ricreare il contesto nel quale le opere d'arte sono state vissute e fruite alla scoperta di architetture, ambienti ed arredi ricchi di mistero e storia.
Per questo i Consoli del Tci (Touring Club Italiano), che rappresentano il corpo volontario della piu' grande associazione turistica e culturale italiana, hanno scelto di proporre la fortunata formula della visita virtuale, composta da una conferenza con il direttore della struttura, accompagnata da proiezioni multimediali sui luoghi e sulle opere. E' un nuovo modo per far calare i partecipanti direttamente nel contesto dei castelli, delle regge e delle abbazie d'Italia e d'Europa, il cui interno rivela tesori d'arte inaspettati: dipinti, sculture ed anche architetture. I primi due incontri, organizzati il 9 aprile a Milano e l'11 aprile a Roma, hanno come tema "Le Pousadas de Portugal: l'arte dell'ospitalit ieri e oggi ".Gli incontri milanesi avverranno presso il Teatro Giorgio Strehler e saranno preceduti da un breve concerto di musica da camera; a Torino invece l'appuntamento sara' presso il Centro Incontri, a Roma presso il Teatro Argentina e a Napoli all'interno dell'Auditorium di Castel Sant'Elmo.Il presidente del Touring Club Italiano Roberto Ruozi, cosi' commenta l'iniziativa "Abbiamo deciso di uscire dai musei per andare a cercare dipinti, sculture, affreschi, arredi nei castelli, nelle regge e nelle abbazie d'Italia e d'Europa e tentare di capire dove e come si viveva, dal medioevo ad oggi, l'arte".Ed il viaggio condurra' dal Portogallo all'Irlanda, dall'Italia alla Romania, dalla Svezia alla Francia. Gli ambienti raccontati dalla "mostra itinerante" sono di un'originalita' poco valorizzata, almeno fino ad ora. Infatti, quanti possono dire di conoscere i manieri della Danimarca o le Pousadas portoghesi.Proprio quest'ultime, sebbene siano nate negli anni Quaranta, forniscono oggi un nuovo modo di intendere l'ospitalita'.Sorsero con lo scopo di fornire ristoro ai viaggiatori, nel rispetto dello stile e delle tradizioni di ciascuna regione. In un certo senso, l'ispirazione di questa insolita concezione dell'ospitalita', fu data dalle piccole locande che nel Medio Evo abbondavano nelle zone strategiche, per fornire appoggio ai viandanti durante le peregrinazioni.Le Pousadas dovevano, dunque, riprodurre fedelmente, sia nell'architettura sia nella cultura gastronomica, le caratteristiche di ciascuna delle regioni nelle quali si trovavano. Da questa idea originaria crebbe lo spunto per adibire a Pousada edifici storici abbandonati o semplicemente degradati, palazzi nobiliari, antichi conventi, quintas, castelli. Furono quindi restaurati, preservando integralmente l'identita' di ogni singolo edificio. Oggi il viaggiatore puo' sostare in una delle 43 Pousadas del Portogallo, situate in regioni di grande interesse storico e paesaggistico.Come altrettanto puo' godere di paesaggi suggestivi, chiunque si fermi nel braccio di terra che separa la Danimarca e la Svezia, impreziosita da un numero considerevole di castelli e manieri, ciascuno dei quali racchiude una storia di amori, guerre, intrighi e fantasmi.La regione ha il primo suggestivo punto nel monumentale Castello di Kronborg a Helsingr, la residenza di Helsinore scelta da Shakespeare per ambientarvi l'Amleto e che nella realta' fu utilizzata come piazzaforte militare per l'esazione della tassa di transito sullo stretto. A Bckaskog, in Svezia, la leggenda vuole che un volto di donna appaia ancora oggi negli specchi del castello e che il cavallo di Re Carlo XV di Svezia vaghi ancora nei campi.Ma per chi ama punti di sosta meno "emozionanti" ma di un certo stile, ecco che le residenze reali in Piemonte, comprese quelle dei Savoia, fanno al caso giusto.Il circuito delle dimore reali e', in realta', un complesso d'arte e storia unico in Italia e nel mondo, dichiarato nel 1997 dall'Unesco "patrimonio dell'umanita'". Fanno parte del sistema il Palazzo Reale di Torino e proseguendo la "Corona di Delizie" che circondava la capitale di sontuosi edifici elegantemente arredati.Un viaggio attraverso la Spagna, la sua storia e la sua cultura, e', invece, un viaggio attraverso i Paradores.La loro storia risale al 1926, anno in cui il marchese de la Vega Inclan, commissario reale per il turismo, propone allo Stato spagnolo di ristrutturare antichi edifici e destinarli ad alberghi, cosi' da dare un'immagine turistica degna del suo passato. Nasce la grande catena dei Paradores, il modello piu' originale e caratteristico della cultura e dell'arte spagnola, situati in luoghi di straordinaria bellezza racchiusi in castelli medioevali, antichi conventi, o palazzi d'epoca.Basti per tutti il solo nome del Parador de Carmona, antico testimone della sofisticata arte araba e del Parador de Cangas de Onis, monastero sulle sponde del fiume Sella.Per l'amante dei castelli non resta che andare in Ungheria, dove sono circa mille i palazzi dal passato "castellano", ora trasformati in musei, centri di cultura, alberghi di lusso e sono quindi divenuti tappe d'obbligo per ogni turista. In primo piano, certamente, il Castello Eszterhazy, la "Versailles ungherese", costruito nella citta' di Fertod, vicino al confine con l'Austria.Attraversando questi luoghi ricchi di fascino, e' inevitabile andare incontro anche alla loro storia e tradizione, immergendosi anche in suggestioni leggendarie.E' il caso del monastero San Gallo, in Svizzera, di cui si racconta del lontano anno 612, quando il monaco pellegrino Gallo, alla ricerca di un luogo appropriato per la sua cella d'eremita, cadde in un roveto.Per lui fu un segno di Dio e oggi una targa di bronzo ai piedi della tuttora selvaggia gola di Mlenen ricorda questi avvenimenti ricchi di sviluppi.Cent'anni dopo, la' dove un tempo il Santo costrui' il suo eremo, sorse il monastero che nel Medioevo divento' lo "Scrittoio d'Europa" e uno dei centri culturali piu' importanti dell'Occidente.La zona del monastero, con la sua magnifica cattedrale barocca, crea un insieme storico straordinario che nell'anno 1983 e' stato dichiarato dall'UNESCO eredita' culturale mondiale. Tra l'altro, nella biblioteca rococo' del monastero, considerata nel suo genere la sala piu' bella della Svizzera, si possono ammirare 150.000 libri e 2.000 manoscritti originali medievali, ma anche una mummia risalente a 2.700 anni fa.Solo attraverso alcuni di questi esempi, "Castelli, Regge, Abbazie d'Italia e d'Europa" dimostra di essere piu' di una mostra, piu' di un itinerario turistico, e' un modo insolito e stimolante per mettere le migliaia di persone che si muovono su questa terra in stretto rapporto con cio' che le circonda.




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