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in difesa dei beni culturali e ambientali

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2005-11-26 - Milano - Galleria San Fedele -
Il Paesaggio tradito. Sguardi da un territorio compromesso
a cura di: Gigliola Foschi e Andrea DallAsta
http://www.museodellafotografia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=76&Itemid=42&lang=IT

MOstra fotografica

Fotografie di:

Andrea Abati, Matteo Balduzzi, Nunzio Battaglia,
William Guerrieri, Alberto Muciaccia, Claudio Sabatino,
Alessandro Vicario, Edoardo Winspeare, Marco Zanta



dal 26 novembre 2005 al 4 febbraio 2005



Il paesaggio italiano oggi violato da una quantit di interventi legali e abusivi che ne stanno completamente stravolgendo il senso. Assistiamo, infatti, alla creazione di unimponente e progressiva manipolazione del territorio, senza alcun rispetto delle sue peculiarit storiche e ambientali. Come mai, invece, in molti paesi europei sono riusciti a coniugare lo sviluppo economico sociale del paese senza compromettere la qualit del paesaggio? Anzi, talvolta, in tali paesi, quanto pi aumentato lo sviluppo, quanto pi il paesaggio stato tutelato, le citt salvaguardate dallinquinamento, dal traffico e da unedilizia puramente speculativa. Al contrario, in Italia, una malintesa idea di progresso ha permesso lo sviluppo di unedilizia selvaggia, ha legittimato una crisi del concetto stesso di legalit, un abusivismo vero e proprio o legalizzato, unassenza di regole edilizie, nonch ripetuti condoni che hanno confermato lillegalit e lhanno incentivata In sintesi, il territorio italiano stato privato della sua bellezza e del suo stesso linguaggio, punto di arrivo di secoli di storia.
La qualit del paesaggio , di fatto, espressione della cultura, della mentalit di un popolo e della sua classe politica. Laggressione al paesaggio italiano non pu, quindi, essere solo il risultato esclusivo di una semplice indifferenza verso lambiente, ma dovrebbe fare pensare al modo con cui una societ non in grado di pensare il proprio territorio come bene comune, come patrimonio da salvaguardare. Quale tipo di cultura politica, culturale e sociale ha potuto produrre una simile devastazione? Quali modi di vivere e di abitare sono cambiati a tal punto da compromettere quasi del tutto in pochi decenni un paesaggio straordinario? Quali valori sono stati dimenticati o cancellati? Non possiamo inoltre dimenticare che, non solo questa distruzione, segno di un degrado sociale e politico, inficia la vivibilit, ma compromette uno sviluppo significativo del territorio.
Per esempio: lItalia aveva un litorale costiero straordinario che avrebbe potuto essere valorizzato e ottimizzato in termini turistici nel pieno rispetto dellambiente. Invece, si preferito, nella maggioranza dei casi, puntare su uninsensata disseminazione edilizia, spesso abusiva e senza controllo (sia dal punto della qualit, della collocazione e della volumetria), che ha stravolto il territorio impedendo tale sviluppo, con gravi danni per leconomia stessa del paese. Vedesi, tra i tanti, il caso emblematico della Sicilia, la cui costa in larga maggioranza priva di strutture ricettive, ma costellata da una diffusa e caotica edilizia abusiva che ne impedisce pressoch in modo ormai irreparabile lo sviluppo turistico. I punti sopravissuti, a parte i parchi naturali, hanno ormai laspetto di semplici residui. Semplici errori di pianificazione?

Affrontare la tematica del paesaggio significa dunque riflettere non tanto o solo su un problema di carattere estetico ma anche e soprattutto etico. Nonch legislativo. Significa pensare come e se la nostra legislazione tutela il nostro territorio. Vuole dire educare ogni cittadino al rispetto del territorio che un bene collettivo. Lambiente non un bene da consumare. Luomo crea lo spazio e in qualche modo ne riflette limmagine. Quale spazio sta creando luomo contemporaneo? In che modo questo spazio degradato modifica i comportamenti e lesistenza stessa delle persone che lo abitano? Se luomo del passato ha saputo creare un paesaggio straordinario, come pensare un paesaggio che mantenga il suo legame con la storia e contemporaneamente sappia proiettarsi verso il futuro?

La mostra vuole mettere in luce il perdurare di questa continua e progressiva disgregazione del territorio. Una disgregazione che, in questi ultimi anni, si modificata nelle sue manifestazioni, senza per invertire la tendenza distruttiva e devastativa del recente passato. Forse, oggi, si costruiscono meno mostri di cemento, in compenso gli interventi edilizi sono pi diffusi e pervasivi. Non ultimo, si assiste al parallelo e progressivo abbandono di quelledilizia del passato che aveva caratterizzato da secoli il paesaggio italiano. Non si tratta solo dei numerosi villaggi di montagna, abbandonati lungo tutta la penisola, ma di quegli insediamenti agricoli, testimoni di una cultura rurale che stata per secoli un aspetto fondamentale della cultura italiana. E lelenco potrebbe proseguire
Nove autori italiani (Andrea Abati, Matteo Balduzzi, Nunzio Battaglia, William Guerrieri, Alberto Muciaccia, Claudio Sabatino, Alessandro Vicario, Marco Zanta, Edoardo Winspeare), invitati espressamente dalla Galleria San Fedele a riflettere su queste tematiche, presentano il risultato delle loro ricerche. Una domanda ha attraversato la ricerca degli autori. Che cosa comunica questo paesaggio sofferente? Diversamente da molti progetti che si limitano ad affrontare in modo generico e libero il tema del territorio, attraverso la presa in esame di alcuni campioni significativi dal punto di vista delle tematiche (coste, citt, periferie, pianure), la mostra intende presentare alcune ricerche visive capaci di documentare o far riflettere sui diversi aspetti, tra i pi esplicativi, del progressivo stravolgimento del paesaggio. Ci auguriamo che questa mostra possa costituire un piccolo tassello che possa educare ogni cittadino a rispettare lambiente



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