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2005-12-21 - Venezia
VENEZIA: LA TUTELA PER IMMAGINI. UN CASO ESEMPLARE DAGLI ARCHIVI DELLA FOTOTECA NAZIONALE

ROMA, 21 DICEMBRE 2005


Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, ex Chiesa delle Zitelle

Il giorno 21 dicembre, alle ore 17, 30, presso la sede dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, nella ex chiesa delle Zitelle, sarà inaugurata la mostra Venezia: la tutela per immagini. Un caso esemplare dagli archivi della fototeca nazionale a cura di Paola Callegari, Direttore della Fototeca Nazionale e Valter Curzi, docente di Storia dell’arte moderna e di Legislazione dei beni culturali presso l’Università di Roma “La Sapienza”.
Con questa mostra si intende ripercorrere la vicenda istituzionale della tutela dei beni culturali nell’Italia unita affidandone la memoria e la documentazione alla fotografia storica.
Un’operazione nata dalla volontà di raggiungere l’attenzione e l’interesse anche dei non «addetti ai lavori», nella consapevolezza di come troppo poco sia stato fatto per sensibilizzare l’opinione pubblica all’alto valore civico e culturale di monumenti e opere d’arte, così come all’immane sforzo dello Stato italiano per garantire, di generazione in generazione, il salvataggio e la valorizzazione di tali preziose testimonianze.
Venezia, città magica e fragile, epitome esemplare di splendore e rovina, è stata scelta quale esempio maggiormente rappresentativo di una storia per immagini che esalta e commuove, che si dipana tra contraddizioni e scelte coraggiose e che ci si augura possa ancora fungere da sprone all’azione del governo nel restituire fiducia e risorse alle istituzioni pubbliche di tutela.
Le fotografie, appartenenti alle Collezioni della Fototeca Nazionale, sono ordinate e allestite nella mostra in sei sezioni rappresentative dei temi portanti dell’itinerario tracciato nei circa cento anni di storia documentati dalle immagini.
I. La città delle immagini include una straordinaria sequenza di fotografie volte a illustrare il patrimonio monumentale di Venezia attraverso gli scatti dei più noti operatori della seconda metà dell’Ottocento e dei primi anni del secolo successivo.
II. Arte in guerra intende documentare l’imponente lavoro svolto per proteggere nel corso della prima e della seconda guerra mondiale i monumenti e le opere d’arte dai danni della guerra.
III. La memoria delle pietre affronta il complesso problema del restauro architettonico in una prospettiva storica come muove dalla ricostruzione del campanile di San Marco, ridotto in un cumulo di macerie nel drammatico crollo del 1902.
IV. Nei depositi del sapere artistico si documenta la delicata questione del mercato artistico nel rapporto con le donazioni e gli acquisti dello Stato. Sono inoltre documentati gli allestimenti di alcuni noti musei veneziani tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta del Novecento.
V. La rivelazione della bellezza affronta, attraverso l’esempio dei più rappresentativi restauri veneziani, il tema del restauro pittorico nella seconda metà del Novecento, momento cruciale per la messa a punto di una metodologia scientifica di intervento.
VI. Scienziati dell’arte per passione raccoglie, infine, alcune fotografie che illustrano i primi tentativi di diagnostica artistica risalenti alle indagini di Ferdinando Perez fondatore del laboratorio scientifico del Louvre.

Il catalogo e la guida alla mostra sono pubblicati dalla Bonomia University Press di Bologna.

La mostra sarà aperta fino al 19 febbraio 2006, dal martedì alla domenica, orario: 10.00-18.00, con ingresso da via di San Michele, 18; resterà chiusa nei giorni 24, 25, 26,31 dicembre 2005 e 1 gennaio 2006.
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Introduzione
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Venezia: la tutela per immagini
Un caso esemplare dagli archivi della Fototeca Nazionale
a cura di Valter Curzi e Paola Callegari



Nel 1975, con il varo del Ministero per i Beni Culturali - a cui faceva seguito il riordinamento degli uffici - la Fototeca Nazionale riceveva in consegna l’archivio fotografico dell’ex Direzione Generale per le Antichità e le Belle Arti.
Oltre un milione di fotografie andavano in tal modo a incrementare i fondi, già consistenti, del Gabinetto Fotografico Nazionale, che dal 1892 operava con la finalità di documentare visivamente il patrimonio culturale del Paese.
Sono fotografie, quelle della Direzione Generale, «ad uso dell’amministrazione centrale e di quelle periferiche», come venne scritto nel 1893 nel primo regolamento nazionale per le riproduzioni fotografiche di monumenti e opere d’arte; preziosi documenti a corredo sia di pratiche d’ufficio, sia di pubblicazioni specialistiche promosse dal ministero.
Ad arricchire il fondo sarebbe inoltre intervenuta, sul finire dell’Ottocento, una legge che obbliga fotografi professionisti, e non, alla consegna allo Stato di un esemplare di ognuna di quelle fotografie che vanno tracciando, con rapidità crescente, la mappa artistica dell’Italia.
«La fotografia» osserverà nel 1911 Corrado Ricci «è divenuta parte della vita moderna, non tanto come diletto, quanto come forte, sollecito, sicuro ausilio dell’arte, della storia, della scienza».
Sfogliare questo repertorio fotografico, sorprendentemente ricco ed eclettico, significa recuperare visivamente la storia di oltre cento anni di politiche di tutela dei beni culturali. Anni cruciali sia sul fronte storico - basti qui ricordare l’emanazione delle prime leggi nazionali per la protezione del patrimonio storico-artistico o le drammatiche vicende delle due guerre mondiali - sia sul piano dello sviluppo disciplinare, come attestano gli avanzamenti metodologici nei primi cinquant’anni del Novecento di museografia e restauro.
Per la prima volta, con questa mostra, si è inteso ripercorrere la vicenda istituzionale della conservazione dei beni culturali italiani affidandone la memoria e la documentazione alla fotografia storica. Un’operazione, ci piace sottolinearlo, nata dalla volontà di raggiungere l’attenzione e l’interesse anche dei non «addetti ai lavori», nella consapevolezza di come troppo poco sia stato fatto per sensibilizzare l’opinione pubblica all’alto valore civico e culturale di monumenti e opere d’arte, così come all’immane sforzo dello Stato italiano per garantire, di generazione in generazione, il salvataggio e la valorizzazione di tali preziose testimonianze.
Venezia, città magica e fragile, epitome storica di splendore e rovina, è stata scelta quale esempio maggiormente rappresentativo di una storia per immagini che esalta e commuove, che si dipana tra contraddizioni e scelte coraggiose e che ci si augura possa ancora fungere da sprone all’azione del governo nel restituire fiducia e risorse alle istituzioni pubbliche di tutela.
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