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2006-10-19 - Bologna
CONVEGNO GLI OSSERVATORI CULTURALI: FINALITA ISTITUZIONALI, STRUTTURA ORGANIZZATIVA, RILEVANZA POLITICA.

APERTURA DEI LAVORI. LINTERVENTO DELLASSESSORE RONCHI

Bologna, 19 ottobre 2006 - Come si struttura lofferta culturale? Quali sono le sue dimensioni, gli andamenti e la qualit degli interventi che vengono attuati? E quali sono le caratteristiche della domanda? Come si fa ad indagare, monitorare, analizzare tutto questo per attuare politiche culturali efficaci? E ancora, come farlo, attraverso azioni di collaborazione a livello nazionale ed europeo, e strumenti che consentano alle istituzioni di acquisire e fornire le informazioni necessarie e dialogare on line? A questi temi cercher di dare risposta il convegno internazionale "Osservatori culturali. Finalit, struttura organizzativa, rilevanza politica ", che si aperto questa mattina a Bologna, nella sala Auditorium della Regione. Il Convegno loccasione per confrontare le esperienze pi significative esistenti a livello italiano ed europeo, per individuare azioni comuni per costruire una rete nazionale e per avviare forme di cooperazione con le realt operanti in ambito internazionale. Lobiettivo quello di arrivare a un Protocollo dIntesa delle Regioni, anche in collaborazione con Anci e Upi, per attuare una rete di osservatori culturali sulla base di un progetto comune e di una metodologia condivisa. Per lassessore alla cultura della Regione Emilia-romagna Alberto Ronchi, intervenuto in apertura dei lavori, liniziativa offre lopportunit affrontare le politiche culturali in una dimensione e in unottica nuova, in cui il Governo nazionale vuole trovare forme di collaborazione con Regioni ed Enti locali. "Appare inoltre evidente - ha aggiunto Ronchi - una volont di discussione e confronto che accomuna tutti i soggetti e una nuova consapevolezza che sulla cultura non si gioca solo la crescita dei cittadini ma anche quella economica del Paese. "In questo contesto la raccolta dei dati e lanalisi realizzata dagli osservatori culturali - ha affermato Ronchi - costruttiva e necessaria per fare emergere la grande ricchezza culturale italiana, per coordinare gli interventi non solo settoriali ma legati allidea di sviluppo complessivo del sistema Paese". Secondo Ronchi infine importante puntare su modelli innovativi, a prescindere dal successo di pubblico, "perch la sperimentazione necessaria per assecondare i cambiamenti di gusto e per la crescita culturale dei cittadini". Patrizia Ghedini, responsabile del Servizio Cultura della Regione Emilia-romagna e coordinatrice delliniziativa ha sottolineato limportanza che per la prima volta rappresentanti di Ministero dei Beni culturali, Regioni, Province e Comuni condividano una linea comune sul tema degli Osservatori culturali. Sullosservatorio dello spettacolo nazionale intervenuto Paolo Carini, Capo del Dipartimento per lo spettacolo e lo sport del Ministero per i beni e le attivit culturali. "Appare oggi pi che mai necessario - ha detto Carini - mettere a disposizione delle regioni, delle Istituzioni e delle Amministrazioni locali, che stanno assumendo e assumeranno sempre di pi un ruolo di primo piano, le competenze dellOsservatorio. In questo contesto lOsservatorio dello spettacolo nazionale intende sempre di pi cooperare e collaborare con gli enti locali, le istituzioni internazionali, con la collettivit, oltre che con la societ politica con lobiettivo di rendere confrontabile nel tempo e nello spazio tutte le produzioni di dati che esistono a livello nazionale e locale". "Noi degli altri Osservatori europei possiamo imparare molto dal network che state realizzando qui in Italia che vede la collaborazione tra lOsservatorio nazionale e quelli regionali ". Lo ha affermato Hermann Voesgen, presidente Encatc (European Network of Cultural Administration Training Centres), riferendo che: "una buona strategia di ricerca passa proprio attraverso unanalisi specifica e territoriale dei dati, che solo la collaborazione tra tutti i soggetti pu dare". Della necessit di stretto coordinamento trai vari livelli istituzionali per la raccolta dei dati ha parlato anche Simona Lembi , assessore alla cultura della provincia di Bologna. "Il dato che accomuna tutte le regioni italiane, nonostante le differenze - ha aggiunto lAssessore - il fatto di fare cultura su un terreno ancora precario, in cui pi facilmente avvengono tagli ai finanziamenti. Questa vulnerabilit non ci permette di guardare al futuro e di fare programmi innovativi". Il Convegno articolato in quattro sessioni e una tavola rotonda, in modo da approfondire quelli che paiono, allo stato attuale, i punti focali del dibattito, dando voce per quanto possibile a tutti gli interlocutori interessati, nazionali ed internazionali. Al convegno sono infatti presenti rappresentanti di esperti di realt europee , di amministrazioni regionali e locali, del Ministero per i Beni e le attivit culturali, di centri europei, enti e associazioni che operano in ambito culturale. I lavori si concluderanno oggi con lintervento dellassessore regionale Alberto Ronchi (ore 17 circa) . .




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