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2007-07-04 - Reggio Emilia - Sala degli Specchi del Teatro Municipale Valli
PTCP_ 4.7.2007 CONTATTO Per progettare insieme il futuro del territorio
Provincia Reggio Emilia

COMUNICATO STAMPA

PTCP_ 4.7.2007 CONTATTO
Per progettare insieme il futuro del territorio

Il 4 luglio alla Sala degli Specchi del Teatro Municipale Valli
presentazione delle linee guida del Ptcp Piano territoriale di coordinamento provinciale. La Provincia di Reggio Emilia sta impostando la pianificazione di cui sar oggetto
il territorio reggiano in questi anni di sfide e cambiamenti profondi

Progettare insieme il futuro del territorio: questo l'obiettivo che si data la Provincia di Reggio Emilia attraverso la stesura del nuovo Ptcp, il Piano territoriale di coordinamento provinciale che rappresenta uno degli strumenti di pianificazione pi importanti, una sorta di "super-Psc" provinciale per lo sviluppo del nostro territorio.
Un lavoro tanto delicato e complesso che la Provincia conta di portare a compimento anche attraverso una serie di momenti di confronto sul ruolo della pianificazione quale strumento per una crescita solidale, qualitativa e rispettosa dell'ambiente e delle identit locali. Il primo di questi sar una Conferenza pubblica di pianificazione che si terr mercoled 4 luglio alla Sala degli Specchi del Teatro Municipale, a partire dalle 9.15, dal titolo PTCP_ 4.7.2007 CONTATTO - Per progettare insieme il futuro del territorio

Programma
Sar la presidente della Provincia Sonia Masini a presentare in prima persona le linee strategiche e gli obiettivi del Piano, seguita alle 9.45 l'architetto Anna Campeol, dirigente del Servizio Pianificazione territoriale e ambientale della Provincia, che illustrer il quadro conoscitivo e le chiavi di lettura del Ptcp. Alle 10.15 saranno due economisti di livello nazionale - il professor Livio Barnab (amministratore delegato di Pegroup, gruppo italiano di consulenza strategica specializzato nella gestione dei processi di posizionamento competitivo delle aziende e dei sistemi economici locali) e il professor Aldo Bonomi (direttore di A.A.Ster, Consorzio che da oltre vent'anni si occupa di ricerca partecipata) - ad aprire una riflessione sulle vocazioni dell'economia reggiana. Seguiranno le relazioni (ore 11.10) dell'architetto Elisabetta Cavazza, esperta in analisi e progettazione del paesaggio, e del professor Alessandro Balducci del Politecnico di Milano, su storie e identit di Reggio Emilia. L'intervento del prof. Balducci, in particolare, sar incentrato sulla partecipazione: riporter risultati delle interviste svolte a 80 reggiani rappresentativi dei vari settori economico-sociali, delle professioni, del terzo settore e delle Pubbliche amministrazioni. Dalle 11.50 prenderanno quindi la parola altri esperti che hanno collaborato alla definizione dei documenti preliminari al Ptcp, ovvero i professori Roberto Gambino del Politecnico di Torino, Giorgio Vitillo del Politecnico di Milano e Sergio Malceschi dell'Universit di Pavia, che si soffermeranno in particolare su coerenze ed equilibri possibili tra paesaggio, ambiente e insediamenti.

La filosofia del Piano
Come afferma la presidente Sonia Masini, Partecipazione, copianificazione, sussidiariet rappresentano la triplice dimensione progettuale per una costruzione consensuale delle scelte territoriali. Quanto pi condiviso il progetto di un territorio, tanto pi il ruolo della Provincia utile. Nel programma di questa Amministrazione, tiene a sottolineare ancora la presidente Masini, l'idea della bella provincia non stata solo uno slogan, bens un concetto che si lega strettamente alla nozione di qualit di un territorio, un circuito virtuoso tra genius loci, genius gentis, genius rei publicae.
Le scelte decisionali del Ptcp saranno guidate dalla consapevolezza di come lo scenario locale e quello globale siano oggi assai mutati, rispetto alle condizioni che hanno permesso in altri anni il governo del nostro territorio e della nostra comunit, con quegli esiti di eccellenza che sono propri della provincia reggiana e la contraddistinguono. Non bastano le vecchie sicurezze n i vecchi modelli. La globalizzazione richiede societ pi aperte, flessibili, che sappiano governare i cambiamenti tenendo al tempo stesso ben saldi principi forti, legami con le proprie radici, attenzione alle proprie vocazioni e potenzialit profonde.
In sostanza, occorre saper conciliare la tradizione con la vocazione verso il nuovo, il dinamismo, linnovazione che le nuove frontiere della conoscenza producono e produrranno.

I criteri
La centralit di Reggio Emilia e della sua provincia derivano dal suo trovarsi nel baricentro geografico dellarea medio-padana, che va da Piacenza fino a Bologna e la Romagna, da Mantova fino a La Spezia, Lucca e la Toscana, un distretto supportato da una maglia funzionale ed infrastrutturale di altissimo spessore (linea dellalta velocit, fermata medio-padana, autostrada e caselli, lintermodalit con le linee concesse che dovranno innovarsi in senso di servizio metropolitano, la Pedemontana, la Cispadana viaria e ferroviaria, lasse del Brennero, i nodi logistici, ecc.) che mette il nostro territorio in connessione con i contesti sistemi nazionali ed internazionali.
Si tratta di un territorio che pone il problema di un policentrismo storicamente sedimentato che va riconosciuto e attualizzato; in un approccio da allargare oltre i confini provinciali, rafforzando le relazioni e mettendosi in rete cooperativa con le altre province e regioni, per evitare gli effetti negativi di un mero policentrismo emulativo-ripetitivo.

Il progetto di territorio che la Provincia di Reggio Emilia sta definendo si sostanzia in cinque fondamentali linee strategiche che forniscono senso e contenuti al piano:

1. garantire sicurezza dai rischi e conservazione attiva delle risorse;
2. valorizzare e tutelare i paesaggi, la storia e lidentit del territorio;
3. qualificare, specializzare il sistema insediativo della residenza e della produzione;
4. organizzare le funzioni di eccellenza, del commercio e dei servizi;
5. connettere il territorio reggiano allEuropa e agli altri sistemi territoriali.

Lapplicazione di questi filoni di intenti avverr verso sette ambiti territoriali che sono stati definiti sulla base di criteri identitari di omogeneit geografica, funzionale, infrastrutturale: la comunit del Po, la Val dEnza e la pianura occidentale, il cuore del sistema matildico, la pianura orientale, lambito centrale, il distretto ceramico, la montagna. Ci nella consapevolezza che il patrimonio naturale, paesistico e culturale parte essenziale (insieme con le dotazioni infrastrutturali, gli apparati istituzionali ed il capitale umano) del capitale territoriale su cui si fondano le possibilit di autentico sviluppo (Gambino, 2006).



Alla Conferenza di pianificazione la Provincia ha invitato le associazioni economiche e sociali, nonch esponenti di istituzioni e portatori dinteresse, per sottolineare limportanza della condivisione del processo di governo del territorio che viene avviato e che deve coinvolgere l'intera societ reggiana. I documenti di lavoro saranno consegnati nel corso della seduta, in formato CD rom e saranno anche pubblicati sul sito internet della Provincia (www.provincia.re.it).





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