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2008-03-08 - Modena
La Galleria delle Statue dell’Istituto d’Arte Adolfo Venturi di Modena

La Galleria delle Statue nasce da una idea di Filippo Trevisani, già Soprintendente di Modena, che seppe riconoscere nel palazzo dell’Istituto d’Arte “Adolfo Venturi” di via Belle Arti tutta la valenza di un edificio di grande valore storico da cominciare a restituire alla cultura modenese. Come tutti sanno, si tratta infatti della dimora della Accademia Atestina di Belle Arti che sorse per volere del Duca Ercole III come Scuola del Disegno di Figura, di Nudo, di Scultura e di Ornato nel 1785, e che venne dalla stesso Duca mutata in Accademia Atestina di Belle Arti nel 1790. L’edificio, subito a partire dal 1785, veniva a ristrutturarsi con il progetto del vignolese Giuseppe Maria Soli, il quale modificò la preesistenza della sede soppressa dell’Inquisizione, contigua alla chiesa di San Domenico. Varie furono le vicende e le modifiche subite dal palazzo nel tempo, ma, all’interno di questi riadeguamenti, sono riconoscibili e quindi suscettibili di rientrare entro percorsi di fruizione culturale: a questo piano terra , oltre al vano riguadagnato della Galleria,
anche l’attiguo Cortile dell’Esedra ; al primo piano la Biblioteca Storica che già comunque si presenta degna di questo nome nella sua leggibilità di ambiente di cultura e, al secondo piano, altri due nobili ambienti che, ancora destinati ad aula scolastica, e di cui l’uno è affrescato su progetto dello stesso Soli, pongono il quesito di difficile soluzione della compatibilità dell’uso.
L’appuntamento odierno offre alla città la prima occasione di vedere dunque recuperato quel lungo e maestoso corridoio attiguo all’ingresso principale della scuola, il quale, già corridoio del convento di San Domenico per l’ufficio dell’Inquisizione, venne mantenuto dall’architetto Soli quale spazio per l’esposizione al pubblico della produzione artistica accademica, di fine anno e di concorso a premi: i disegni , i dipinti e le esercitazioni plastiche degli allievi. Nei due secoli a seguire questa funzione si è alternata, nella galleria, a quella di contenere la raccolta dei calchi secondo concetti espositivi che ne fanno intendere un apprezzamento di vera e propria raccolta museale delle copie dei più famosi modelli della statuaria classica.
Il recupero della Galleria delle Statue restituisce alla città un ambiente inedito e di sorprendente bellezza , inimmaginabile prima di questo intervento, in quanto occultato alla vista, dal 1960 circa, da un solaio che ne dimezzava l’altezza. Nella parte al piano terra si era così creato uno spazio dai più vari utilizzi, vuoi di ripostiglio di materiale dismesso, vuoi di ‘ ricreazione’ per i ragazzi e , nel secondo, un’ aula di insegnamento, ricavata , fra l’altro, con la demolizione dei peducci settecenteschi originali ( oggi ovviamente riproposti insieme con le cornici) che facevano da mensola ai costoloni a botte.
Il restauro ha finalmente reso godibile un affascinante vano di disegno neoclassico che, nato su disegno del Soli, ma riadattato da Luigi Pagliani nell’età della Restaurazione, era rimasto in questa veste fino agli anni Sessanta di questo secolo.
Il progetto di recupero è stato redatto dalla Progettisti Associati di Sassuolo su incarico di questa Soprintendenza ed è stato approvato nel novembre del 2003 dalla competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio ( Bologna), affrontandosi l’impegno di spesa di € 430.000 con inizio dei lavori nell’agosto del 2005 e loro fine il 18 ottobre 2007. La direzione dei lavori è stata dell’arch. Graziella Polidori della Soprintendenza dei Beni Architettonici .
In virtù della sua mole è oggi presente nella Galleria solo il calco del cavallo di San Marco, di tale complessa movimentazione da doverne effettuare il restauro in questo ambiente. Il progetto di allestimento, redatto dall’arch. Vincenzo Vandelli, con la direzione della d.ssa Daniela Ferriani della Soprintendenza ai Beni Storici di Modena e Reggio Emilia ha appena preso avvio e consisterà anche nel posizionamento dei primi calchi con i fondi ministeriali, che troverà la sua conclusione nei prossimi mesi. Pertanto in un prossimo appuntamento, sarà possibile vedere ultimata in tutta la sua spettacolarità la Galleria delle statue.
Anche se di gesso, queste copie sono di notevole antichità, i primi giungendo alla Accademia, anzi ancora alla Scuola, nel 1787. Un elenco più nutrito è del 1811. Altri documenti del 1822 parlano dell’arrivo già avvenuto dell’Ercole Farnese e del gruppo intero di Niobe e Niobidi. Con la fine della direzione di Giuseppe Pisani ( 1839) la raccolta era quasi completa, quale oggi possiamo vedere nella vecchia gipsoteca ( vedi le allegate immagini) che, questa mattina, potrà essere visitata dai giornalisti e dal pubblico più curioso.

Programma della mattina:

ore 9.00: Istituto d’ arte, sede storica, via Belle Arti, 16
Apertura straordinaria dei locali della Galleria delle statue
Presentazione a cura di Serenita Papaldo
Interventi di Vincenzo Vandelli e Daniela Ferriani

ore 10.00: Biblioteca storica via Belle Arti, 16
Presentazione del volume Attualità e memoria di Adolfo Venturi
Collana Novecento Modenese, Edizioni Arte stampa
Alla presenza del Sindaco e delle autorità cittadine ed esponenti del mondo della cultura

Ore 12.00, via Castel Maraldo 8 (ang. via Emilia centro)
Inaugurazione della lapide dedicata ad Adolfo Venturi
Alla presenza del Sindaco e delle autorità cittadine





Per informazioni:

Ufficio stampa Galleria Estense
Tel.059 4395717 alanzetta@beniculturali.it

Segreteria Istituto d’ Arte Venturi
Tel. 059 245330



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