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Il Progetto per la riqualificazione di San Cosimato, ROMA
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Luciana Marinangeli*

Nella storica piazza trasteverina di san Cosimato, a Roma, sita sopra la Naumachia di Augusto e dove sorge lo straordinario complesso del convento e dell'Ospedale di San Cosimato, con un protiro del IX secolo e due chiostri del '400 e '500, un dissennato progetto di "riqualificazione" della serie dei "salotti romani" inventati dall'Assessore Valentini sta stravolgendo completamente la piazza ,uccidendone la realtà umana e ambientale e la memoria storica; gli architetti Ottone e Pignatti - che vivono in un palazzo barocco di fronte a S. Maria in Trastevere- hanno inventato un panorama desolante di squallidi capannoni da lager in alluminio e compensato che copre fino al primo piano il palazzo più antico e che dovrebbero servire da mercato, e lunghe grandi muraglie che isolano le piante e soprattutto l'immensa pianta secolare che vi svettava libera,ultima delle dodici presenti fino alla fine dell'800.
Di fronte al Protiro viene creata una barriera architettonica di I8 gradini ,pericolosissima per i molti abitanti anziani della piazza e che di fronte al Protiro suddetto ha un mosaico moderno con un tuffatore nudo di cui non si vede la necessità.
Tutta la piazza è coperta non dai ventagli di selci della tradizione romana ma di orrida mesta basaltina grigia, già rotta in più punti, e da selci rimessi sommariamente da operai dell'est che mai hanno visto un selcio in vita loro, con molte buche e avvallamenti.
La corona di bellissimi oleandri colorati piantati dal sindaco Petroselli che correva tutto intorno ai due ettari della piazza è stata estirpata in piena fioritura, per sostituirla con altre piante su cui la stessa architetta ha dimostrato di non avere la più pallida idea, compreso sul prezzo. Tutto è stato fatto per accontentare i commercianti dell'Assocommercianti che volevano molti tavolini per bar e ristoranti, e non per riconsegnare la piazza ai cittadini come era nello spirito del progetto.
Il Comune aveva chiesto ai residenti di esprimere i loro desideri e tutti hanpo chiesto un restauro conservativo, con chioschi ottagonali ottocenteschi nello stile della piazza, incremento della zona giardino con aiuola , delimitazione rigorosa dello spazio dei ristoranti e delle auto, con presenza giorno e notte di un vigile, data la pericolosità della zona frequentata anche da molti barboni e drogati. E' stata creata una commissione che ha premiato questo progetto, presentato da un costosissimo dépliant in modo così nebuloso e con immagini così poco chiare che nessuno ha capito di cosa si trattasse, e solo a luglio di fronte ai primi orrendi capannoni di alluminio e al primo abbattimento di alberi la gente ha cominciato a ribellarsi, mandando al Sindaco 571 firme a tutt'oggi senza risposta.

Il "Corriere della Sera"e "Il Foglio" hanno fatto degli articoli denunciando le proteste della gente, raccolte anche da lettere pubblicate su "Messaggero" e "Repubblica".Cartelli di protesta, pasquinate, invocazioni di aiuto vengono continuamente apposti e continuamente strappati dai DS locali e dagli operai. Durante gli scavi un muro medievale con piccola graziosa torretta circolare coperta di mattoni è venuto alla luce ed è subito scomparso, non sappiamo se distrutto o asportato. L'appello alle Sopraintendenze ai Beni Culturali di Roma e del Lazio si è risolto nel solito palleggiamento dall'uno all'altro senza alcun risultato, anche di fronte al rilievo sulla grave pericolosità di aprire alla popolazione di drogati e barboni i Chiostri di San Cosimato che sono incustoditi e già sono stati oggetti di furti.
Il carattere popolare, vivace, della vecchia piazza,a un passo da Santa Maria in Trastevere, è stato annullato da un progetto degno del Tiburtino Quinto o di un capannone industriale in un paese del Terzo Mondo.
I vecchi non potranno più riunirsi come volevano sotto i loro alberi,nello spirito di villaggio così intimo che ancora aleggiava in questa piazza, ma dovrebbero sedersi lontani l'uno dall'altro su panchine di marmo senza spalliera, o tutti stretti in fila sulle grandi muraglie dei banchi di basalto. Per i bambini sono state approntate queste muraglie da cui cadranno, e che schiacceranno col loro peso le radici dell'albero storico, di valore inestimabile e di immensa bellezza, e degli altri più giovani, come da parere del Dott.Gianfranco Rossi, della Scuola del personale dell'Ufficio Giardini di Roma. Venire a vedere per credere.Già i turisti passano via velocemente, cercando altrove la vera Trastevere .Cercano monumenti, giardini e cose antiche, non tavolini di plastica e muraglie di cemento.Questo progetto è costato due milioni di euro, che sarebbero stati meglio impiegati per tante cose di cui Trastevere ha bisogno. I residenti di Trastevere intendono fare un sit-in di protesta e saranno grati a chiunque vorrà unirsi a loro per protestare contro questa che è un esempio dei progetti "ispirati all'EUR", parole suo, che Morassut e Minnelli vogliono realizzare a Roma e in ciò che resta della Campagna Romana.


*a nome di 571 abitanti di Trastevere" e della associazione "L'Alberata. I cittadini per la protezione degli alberi"



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