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Controllori e controllati a braccetto sul Ponte sullo Stretto
11-10-2010
Antonio Mazzeo

Cresce in Parlamento lindignazione per le ammissioni di Silvio Berlusconi sui molti sforzi prodigati dal suo precedente governo per evitare la partecipazione allappalto per il Ponte sullo Stretto di Messina di grandi imprese straniere. Dopo linterpellanza dei senatori dei Radicali Italiani Donatella Poretti e Marco Perduca che hanno chiesto di sapere in cosa sono consistiti i molti sforzi e se le 32 riunioni citate da Berlusconi erano state fatte per arrivare ad un appalto realizzato su misura per le imprese italiane, scende in campo anche il Partito democratico. Durante il discorso per la fiducia, Silvio Berlusconi si candidamente auto-accusato di aver pilotato lappalto per i lavori del Ponte, ha dichiarato Ignazio Marino, membro Pd della Commissione Igiene e Sanit del Senato. Una piena confessione di illegittimit per aver compiuto una discriminazione, almeno indiretta, nei confronti delle imprese europee, per di pi resa di fronte al Senato della Repubblica. Marino ha chiesto lintervento della Commissione europea per ottenere chiarimenti rispetto alla violazione della libert di concorrenza. Sarebbe inoltre legittimo aggiunge il parlamentare - che le imprese escluse chiedano il risarcimento del danno subito, ma a pagare dovrebbe essere Silvio Berlusconi e la sua confidenza con lillegalit e i provvedimenti ad hoc, non tutti gli italiani.

Sulla vicenda sono intervenuti pure i senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. Annunciando la presentazione di uninterrogazione e di un esposto alla magistratura, i parlamentari del Pd chiedono allUnione europea e alla magistratura di accertare rapidamente se davvero il governo italiano si reso autore o complice di quello che a tutti gli effetti un reato. gi surreale che il liberale Silvio Berlusconi si vanti di aver contribuito a violare le regole sulla concorrenza, affermano Della Seta e Ferrante. decisamente penoso che lo faccia per difendere unopera del tutto inutile rispetto allarretratezza drammatica del meridione in fatto di mobilit, e che costerebbe a tutti i contribuenti svariati miliardi di euro.

Alcune anomalie che avevano caratterizzato lassegnazione del mega-appalto per il Ponte, erano gi state denunciate nel maggio 2005 dallo stesso Roberto Della Seta. una gara per modo di dire, comment lallora presidente di Legambiente. Il ritiro di tutte le imprese straniere a proposito delle due offerte presentate dalle cordate Astaldi e Impregilo un campanello dallarme sulla fallacit del progetto sia dal punto di vista finanziario che da quello ambientale e geologico. Falsati i costi, sottovalutato limpatto ambientale, scappate le imprese straniere, lunica certezza che resta la stangata sulle Ferrovie dello Stato di 100 milioni di euro lanno per i prossimi trenta anni.

Quello che aveva pi sconcertato della gara per la scelta del general contractor era stato il vorticoso mutamento nelle composizioni delle due grandi cordate dimprese in corsa per i lavori, registratosi nello spazio di pochi mesi. Nellassociazione temporanea guidata da Impregilo, risultata vincente, erano sparite ad esempio limpresa francese Vinci, numero uno mondiale del settore delle costruzioni (che pure aveva il 20% delle quote del raggruppamento al momento della sua costituzione nel giugno 2004), e la statunitense Parsons, definita dai manager Impregilo come loperatore con le maggiori competenze a livello mondiale nella progettazione e realizzazione di ponti sospesi. Nella cordata a guida Astaldi si era invece verificato labbandono della societ spagnola Necso Entrecanales Cubiertas, della giapponese Nippon Steal Corporation e delle italiane Pizzarotti Parma e Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (questultimo in palese conflitto dinteressi con la coop-figlia CMC di Ravenna, concorrente in associazione con Impregilo). A dire il vero, nellaprile 2005 anche unaltra impresa spagnola, Ferrovial Agroman SA, aveva comunicato il proprio ritiro dalla gara del Ponte, ritenendo il progetto, cos come proposto, troppo rischioso dal punto di vista finanziario. Un mese dopo Ferrovial era tuttavia rientrata nella cordata a guida Astaldi, accrescendo la propria quota nellATI al 35%, dietro la capofila, ma avanti le italiane Maire Engineering, Vianini Lavori, Grandi Lavori Fincosit e Ghella.

Fu comunque un esodo pi che provvidenziale quello delle imprese internazionali e del grande consorzio della Lega Coop, non fosse altro perch permise di ridimensionare i dubbi di legittimit e regolarit sullintero iter concorsuale. La francese Vinci, ad esempio, stando alle risultanze dellinchiesta Brooklin sul tentativo delle grandi organizzazioni mafiose nordamericane di riciclare 6 milioni di dollari nella costruzione del Ponte, era stata avvicinata dai faccendieri legati al boss Vito Rizzuto, alla vigilia della gara per il general contractor. Il gruppo Rizzuto, scrivono i magistrati di Roma nellordinanza di custodia cautelare contro i prestanome del potente clan italo-canadese, pi che puntare a vincere direttamente la gara, aveva come priorit lobiettivo di entrare in contatto con le altre ditte concorrenti e con altri grossi imprenditori edili, proponendosi come soggetto in grado di finanziare nella sua interezza lopera e conseguentemente ottenere la gestione economica della stessa. Lassociazione che sicura di poter realizzare, in tutto o in parte, i lavori del Ponte aggiungono i magistrati - prende contatti diretti o indiretti con gli altri partecipanti; in particolare: con Vinci (che fa parte dellATI Impregilo), Bouygues (che fa parte dellATI StrabagRisalto poi ritiratasi dalla gara), nonch con la societ Fincosit in ATI con Astaldi. Il comportamento di Vinci ha pure lasciato parecchio scontenti i dirigenti del gruppo Astaldi, che giurano aver sottoscritto un accordo in esclusiva con il colosso francese proprio in vista della realizzazione del Ponte.

Conflitti dinteresse e cointeressenze tra controllori e controllati nellaffaire del Ponte furono ampiamente documentati dallallora capogruppo in Commissione Trasporti, Anna Donati, parlamentare dei Verdi-Unione. In uninterrogazione presentata subito dopo lufficializzazione del general contractor (novembre 2005), lonorevole Donati sollev forti dubbi sulla regolarit del procedimento e sullindipendenza di giudizio della commissione incaricata a valutare le offerte in gara. In particolare, lingegnere danese Niels J. Gimsing, membro della commissione aggiudicatrice, aveva fatto parte dal 1986 al 1993 della commissione internazionale di esperti per la valutazione del progetto di massima del Ponte sullo Stretto; Gimsing aveva inoltre lavorato ininterrottamente dal 1983 al 1998 come consulente dellorganizzazione governativa danese per la progettazione e la supervisione lavori dello Storbelt East Bridge, il lungo ponte sospeso tra le isole di Zealand e Funen (Danimarca). Coincidenza vuole che il Ponte di Storbelt sia stato progettato dalla societ di consulenza Cowi di Copenaghen a cui lassociazione dimprese guidata da Impregilo ha affidato lelaborazione progettuale del Ponte di Messina. Lingegnere Gimsing avrebbe dovuto pertanto astenersi dal partecipare alla Commissione di gara per laffidamento del general contractor, anche perch lamministratore delegato dImpregilo, Alberto Lina, era stato dal 1995 al 1998 presidente di Coinfra, la societ dellIRI che aveva partecipato come fornitore alla realizzazione dello Storebelt East Bridge, insieme a Cowi, e quindi aveva collaborato direttamente con il professionista danese, afferm Anna Donati.

Come se ci non bastasse, Terrelibere.org rilev che lo stesso Gimsing aveva pure ricoperto il ruolo di membro della commissione aggiudicatrice dei lavori per il Ponte Stonecutters di Hong Kong. A firmare il progetto, tra gli altri, lo studio Flint & Neill Partnership (Gran Bretagna), il cui titolare risultato essere lingegnere Ian Firth, altro componente della commissione per la scelta del general contractor del Ponte di Messina. Firth aveva pure fatto da consulente per la concessionaria pubblica Stretto Spa nella redazione dei documenti tecnici di gara. Co-progettista dello Stonecutters, il Cowi Consulting Engineers and Planners AS, studio dingegneria controllato dal gruppo danese Cowi, proprio quello che ha firmato lelaborato del Ponte sullo Stretto per Impregilo e socie. Ulteriore consulenza progettuale per linfrastruttura di collegamento ad Hong Kong fu fornita dalla societ statunitense Maunsell AECOM, il cui project engineer tale John Cadei, uno dei membri della commissione per laggiudicazione della gara per il Project Management Consultant (PMC) del Ponte di Messina.

Il PMC avr il compito di svolgere le attivit di controllo e verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione dellopera da parte del general contractor al fine di assicurare il rispetto degli standard di qualit, dei tempi e dei costi previsti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Un compito delicatissimo, dunque, attribuito, con una spesa di circa 150 milioni di euro, agli statunitensi del Parsons Transportation Group.

Peccato che anche la gara del Project Management Consultant sia stata caratterizzata da inattesi forfait e anomalie varie. Alla prequalifica, Parsons Transportation Group si era presentato insieme alla societ dingegneria italiana Tecnimont. Nel luglio 2005, Tecnimont fu tuttavia ceduta dal gruppo Edison alla Maire, la holding a capo di Maire Engineering associatasi con Astaldi per la gara per i lavori del Ponte. Loperazione finanziaria fu stigmatizzata ancora una volta da Anna Donati, che in una nota denunci lennesimo caso in cui controllore e controllato verrebbero ad essere rappresentati dallo stesso gruppo societario. Cos la societ Maire che ha acquisito Tecnimont - affermava la parlamentare - sar in gara come Maire per il general contractor e come Tecnimont per il Project Management. Per dirla in altre parole essa concorre sia per la progettazione e realizzazione del Ponte nella cordata Astaldi, sia per lincarico bandito dalla societ Stretto di Messina per la vigilanza delle due attivit. In caso di successo della Maire Engineering in entrambe le gare, ci troveremmo nella condizione di un controllore che dovr controllare se stesso. Il casus belli fu tuttavia risolto in extremis: prima della ufficializzazione delle offerte, Tecnimont gett la spugna, e l(ex) socia Parsons pot aggiudicarsi senza ulteriori polemiche il bando PMC.

Restano per intatte le ambigue trame tra controllori e controllati allombra del Ponte. Il gruppo statunitense ha ricoperto accanto a Steinman International, il ruolo di advisor per lapprofondimento degli aspetti tecnici del progetto di massima della mega-opera tra Scilla e Cariddi; inoltre, la casa madre Parsons era entrata in un primo tempo a fianco di Impregilo nellATI che si poi aggiudicata i lavori. Dalla fine del 2000, Impregilo e Parsons Trasnsportation Group risultano pure partner nella realizzazione del megatunnel ferroviario che attraversa la citt di Seattle (USA). Gli ingegneri di Steinman International e di Parsons Transportation hanno pure lavorato alla progettazione del Ponte di Storebealt, congiuntamente allo studio Cowi. E il gruppo danese contrattato da Impregilo per lEcoMostro di Messina rientra pure nellelenco dei progettisti dello Stonecutters Bridge di Hong Kong, accanto a John Cadei, membro della commissione che ha assegnato il PMC del Ponte al gruppo Parsons. Lennesimo valzer tra i soliti ignoti al banchetto di gala in scena sullo Stretto.



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