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”TUTTI I NO DELLA SOPRINTENDENZA”. Articolo di Guido Fiorini pubblicato su “Il Tirreno”, 2 febbraio 2011, sezione Grosseto, p.II
24-02-2011
Emanuela Carpani

OGGETTO:”TUTTI I NO DELLA SOPRINTENDENZA”. Articolo di Guido Fiorini pubblicato su “Il Tirreno”, 2 febbraio 2011, sezione Grosseto, p.II.

e, p. c.

Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana
Lungarno A. M. Luisa de’ Medici, 4
50122 FIRENZE

Alla Regione Toscana
Direzione Generale Politiche territoriali e ambientali
Via di Novoli, 26
50127 FIRENZE

Egregio Direttore,
con riferimento all’articolo in oggetto, sono costretta purtroppo a far rilevare molte imprecisioni e molte informazioni non corrispondenti al vero.
Sulla questione posta in modo generico ed enfatizzato dei pareri negativi, si fa osservare che, sia in ambito di tutela paesaggistica che in quello della tutela monumentale, la percentuale di pratiche che hanno un esito totalmente negativo è assolutamente irrisoria rispetto al totale delle pratiche istruite. La maggior parte di esse, infatti, si conclude con il rilascio dei titoli autorizzativi di competenza, come ben sanno i responsabili dei vari uffici tecnici degli Enti Locali con i quali quotidianamente collaboriamo. Una minima parte delle istanze dà luogo a pareri favorevoli con alcune prescrizioni volte a migliorare la compatibilità degli interventi con il contesto paesaggistico e/o monumentale. È il caso delle Mura di Grosseto, per il quale non corrisponde al vero che è stato espresso parere negativo, al contrario: è stato rilasciato un parere favorevole, proprio per consentire il completamento delle opere previste, comprese alcune varianti richieste dal Comune. Per quanto ci risulta, i lavori sono fermi per il contenzioso relativo all’appalto, non a causa della Soprintendenza. Si è espresso parere negativo alla realizzazione del nuovo volume in ferro e vetro previsto a coronamento del serbatoio ottocentesco, in quanto ritenuto assolutamente incompatibile con i criteri di tutela del compendio monumentale, sotto vari aspetti che sono stati chiaramente argomentati nel provvedimento emesso. Il Comune ha chiesto un riesame e la Soprintendenza, tramite la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, ha provveduto a sottoporre il progetto al Comitato Tecnico Scientifico per i beni architettonici e paesaggistici del Ministero, organo consultivo centrale. Si è in attesa del relativo parere per poterlo trasmettere al Comune. Per quanto ci risulta, sull’opera vi sono molte perplessità anche da parte di numerosi cittadini grossetani che oltre a non rilevarne la necessità (non è realizzando un nuovo volume sul serbatoio che si risolvono i problemi di vandalismo, di manutenzione e di fruizione delle Mura di Grosseto), sono giustamente e fortemente preoccupati anche dell’impatto che un tale manufatto avrebbe sul compendio monumentale più importante della città.
Per quanto riguarda la questione delle scritte vandaliche, debbo rilevare che più di una volta il Suo quotidiano ha pubblicato articoli dello stesso autore che presentano le Soprintendenze come pignoli censori dei nobili tentativi del Sindaco di pulitura delle stesse. Posso comprendere che la tentazione demagogica sia forte, ma cerchiamo di fare chiarezza: i monumenti non si possono pulire con metodi industriali invasivi (ad esempio sabbiature, idropuliture ad elevate pressioni, ecc.), come è stato invece, purtroppo, fatto. Non solo: per intervenire sui monumenti è necessario acquisire le autorizzazioni previste per legge, volte ad evitare proprio che si utilizzino mezzi potenzialmente più distruttivi degli stessi effetti di degrado che si vogliono eliminare. L’esecuzione delle opere in assenza di autorizzazione fa scattare l’obbligo di legge della segnalazione in Procura: non si tratta di una scelta discrezionale delle Soprintendenze, ma di una precisa previsione normativa la cui mancata attuazione comporta il profilo penale di omissione d’atti d’ufficio. Si rileva inoltre che, contrariamente a quanto riportato nell’articolo in oggetto, non risulta alcuna pratica inevasa in merito.
Sulla questione della durata dei procedimenti, faccio presente che vi sono termini fissati per legge – sempre più contratti - che gli uffici ministeriali sono tenuti ad osservare. Procedure che riguardano complessi particolarmente importanti o progetti di rilevante incidenza sui beni culturali possono richiedere il coinvolgimento degli organi consultivi, periferici e/o centrali, del Ministero, con i relativi tempi aggiuntivi, proprio per evitare che vi sia un’istruttoria solo “locale”, non confrontata e verificata da esperti del settore.
Per quanto riguarda il centro di accoglienza turistica di Roselle, l’articolo in oggetto fa presumere che si sia espresso parere negativo per una personale convinzione della sottoscritta in merito alle dimensioni dello stesso. Se l’autore avesse avuto l’accortezza di leggere il provvedimento emesso, avrebbe avuto modo di ritrovarne le ragioni negli strumenti di tutela, statali e regionali, di un ambito di eccezionale importanza archeologica e paesaggistica, riconosciuta esplicitamente nei vincoli e nelle previsioni di tutela della pianificazione regionale. Quindi, anche in questo caso, non si tratta di una posizione discrezionale e personale, ma di una coerente applicazione delle previsioni di tutela vigenti, a fronte di un progetto fortemente impattante. L’autore omette di dire che questa Soprintendenza si è subito messa a disposizione degli uffici comunali per valutare congiuntamente una soluzione alternativa di minore invasività che è già stata assentita e che consentirà comunque di rispondere alle esigenze funzionali rappresentate.
Del tutto analoga la vicenda del “bagnetto di Marina”: anche in questo caso, nel parere espresso sono chiaramente illustrate le motivazioni derivabili dai provvedimenti e dagli strumenti di tutela vigenti, statali e regionali. Anche in questo caso, il giornalista omette di pubblicare le fotografie verso il mare che avrebbero evidenziato l’aggravio in termini di ostruzione visiva del nuovo progetto (che prevede la trasformazione della struttura esistente, ad un piano, in una nuova a due piani, sull’arenile) e pare adombrare che la Soprintendenza sia contraria tout court ad un intervento di miglioramento dell’esistente, cosa che – ovviamente - non corrisponde al vero.
Con riferimento alla questione del superamento delle barriere architettoniche del Duomo, questa Soprintendenza ha promosso con la preziosa collaborazione della Curia, del Comune, dell’Ordine degli Architetti di Grosseto e delle Associazioni di tutela dei diversamente abili un concorso di idee per una progetto tecnicamente impegnativo, vista la collocazione che necessariamente dovrà avere la rampa (verso piazza Dante): ciò consentirà la partecipazione di tanti professionisti, anche giovani, che potranno dare il loro contributo per l’individuazione della migliore soluzione. Le clausole del bando di concorso sono state verificate sulla base di modelli forniti dall’Ordine professionale.
Infine, la questione relativa al mancato rilascio di autorizzazione alla riapertura di una porta tamponata a Batignano è del tutto sconosciuta a questa Soprintendenza, che non ha ricevuto e, di conseguenza, nemmeno negato alcuna richiesta in tal senso.
Per quanto premesso, La prego vivamente di verificare l’attendibilità e la correttezza dell’informazione fornita ai cittadini, evitando inutili strumentalizzazioni demagogiche o, peggio, eventuali censure di diffamazione.
Sono certa che vorrà assicurare il contraddittorio pubblicando la presente.
Con i migliori saluti.

IL SOPRINTENDENTE
Arch. Emanuela Carpani



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