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L'impronta bioregionale sociale e territoriale della Sabina... Un luogo in cui vale la pena di vivere
23-09-2011
Lidia

Il territorio della Sabina, dove abito ormai da pi di 5 anni, veramente ancora uno dei luoghi poco compromessi di tutto il Lazio, sono d'accordo con il bell'articolo di Luca Bellincioni ( http://retedellereti.blogspot.com/2011/09/luca-bellincioni-proposta-per-un-parco.html).
Quando venni ad abitare in questo splendido territorio, mi chiesi spesso come mai fosse cos difficile per la popolazione favorire lo sviluppo turistico ed economico di questi stupendi luoghi. Poi, dopo aver conosciuto un po' pi da vicino gli abitanti locali e soprattutto la loro mentalit, ne ho capito il perch. Da questo punto di vista non c' Bioregione pi Bioregione della Sabina..
La gente Sabina una popolazione soprattutto agricola, che ha mantenuto questa caratteristica nonostante la vicinanza di Roma, a differenza di altri territori del Lazio che sono perfino pi distanti, come ad esempio la zona di Frosinone che ha caratteristiche pi imprenditoriali soprattutto nel settore del mattone. La Sabina si sente pi vicina a Rieti come mentalit e molto lontana dal Terminillo che sicuramente fuori dalla logica agricola!
A proposito del Terminillo, c' da dire che i frequentatori degli impianti sciistici per lo pi non provengono dai comuni della Sabina, ma da Roma o da altri territori del Lazio. Il sabino non va a sciare la domenica, preferisce prendere il trattore ed andare a lavorare nei campi, a curare le piante di olivo che tanto ama, o l'orticello che quasi tutti hanno, compresi gli abitanti di Rieti (come si pu constatare attraversando alcune vie di questa deliziosa cittadina). Il nativo sabino, anche se durante la settimana lavora a Rieti o a
Roma, non considera la domenica come un giorno di riposo, ma come un giorno utile per la campagna! La mentalit del week-end non di questi luoghi!
Le persone che ho conosciuto nei comuni che ho frequentato, e nella stessa Rieti, sono tutte famiglie che hanno parenti che si intrecciano in quasi tutti i comuni della Sabina e questo si ripercuote anche nell'economia locale. A Rieti, ad esempio, se una persona che proviene da fuori Sabina desidera aprire una attivit di qualsiasi tipo, non trova spazio perch tutte le occasioni di lavoro o di sviluppo economico sono riservate ai parenti delle varie famiglie locali, pertanto: o hai qualche parente in loco oppure non lavori! Tutti gli esercizi commerciali di Rieti fanno capo a famiglie e parenti di quelle famiglie, e proprio per questo si registrano pochissimi stranieri in quanto una famiglia fa tutto da s risparmiando parecchi soldi! Anche il lavoro domestico non tipico di queste zone. Qui le donne sono tutte bravissime nelle faccende domestiche, preferiscono farlo in prima persona piuttosto che pagare una colf.
Poi sono tutte molto brave a cucinare e a preparare dolci locali che sfoggiano nelle occasioni festive in buffet veramente abbondanti! E' un vanto locale! Gli stranieri che vivono in questi comuni, che sono sempre molto meno rispetto al resto della regione, trovano lavoro qualche volta come badanti, nei casi di malati di alzeimer, o nel settore agricolo, come raccoglitori di olive, e ci in quanto i vecchi contadini non ce la fanno pi a fare questo lavoro da soli e i loro figli non ne vogliono sapere, preferiscono passare i pomeriggi al bar a bere birra piuttosto che aiutare i propri genitori a lavorare la terra!
Questo veramente un grande problema perch quando non ci saranno pi i vecchi, le terre saranno abbandonate! Ho constatato che questo amore incredibile che i contadini hanno per la propria terra, un amore veramente inimmaginabile, non sono riusciti a trasmetterlo alle generazioni future che invece disprezzano l' operato dei loro genitori! I giovani vorrebbero andare in citt a fare un lavoro comodo e ben pagato, senza per impegnarsi neppure con lo studio!
Infatti pochi decidono di frequentare l'universit o perfino conseguire un diploma. La prova di questo me l'ha fornita una mia amica che il mese scorso era andata a Rieti ad informarsi sulle modalit di iscrizione alla scuola alberghiera per suo figlio. Mi ha detto che negli ultimi tre anni, la sede della scuola aveva cambiato sede gi tre volte ed ogni volta cercavano una sede pi grande almeno del doppio rispetto alla precedente. L'ultima sede dove si trasferita la scuola quest'anno ospiter pi di 1000 ragazzi, tutti con semplice licenza media, l'unica condizione per frequentare l'alberghiera, la quale offre loro perfino il convitto, quindi perfetta per chi non vuole studiare molto e desidera realizzare subito un mestiere per poter lavorare nel settore della ristorazione (spesso familiare).
La popolazione sabina segue dei ritmi sempre uguali durante tutto l'anno, attendendo i soliti appuntamenti fondamentali che riguardano tutti: la raccolta delle olive nei periodi di novembre/dicembre, la produzione dell'olio nei frantoi di cui il territorio ben fornito, la potatura delle piante, la legna per l'inverno, e poi durante l'estate le feste religiose e le sagre locali organizzate dalla pro-loco dove tutti partecipano molto volentieri, giovani compresi.
Da questo punto di vista si pu proprio dire che questi paesi vivono proprio in comunit, e proprio per questo non escono fuori dai loro nuclei familiari o comunali! La difficolt di sviluppo del territorio purtroppo causata proprio dal non aprirsi all'esterno, un fatto di mentalit. Ci che manca lo spirito imprenditoriale che dovrebbe uscire fuori dal nucleo familiare.
Faccio un esempio. Quasi tutti producono l'olio, molti soltanto per fabbisogno personale, altri invece lo vendono anche all'esterno. Molti di loro, pur iscritti a cooperative locali, non riescono a vendere l'olio se non a quella catena di conoscenze che hanno creato con il passa parola. E per questo ogni anno rimangono scorte abbondanti di olio invendute. Pochissimi pensano di usare internet per la vendita dell'olio, quasi nessuno di loro utilizza il computer come potenziale strumento di sviluppo economico. Il concetto di pubblicit molto lontano dalla loro mentait. Quasi nessuno di loro pensa di partecipare a delle fiere anche in altre regioni per far conoscere i propri prodotti locali.
Il sabino non esce dal proprio comune neppure se deve partecipare ad una sagra organizzata dal comune attiguo, pertanto lascia scorrere il tempo seguendo il solito ritmo che conosce e che gli stato trasmesso non si sa quando. Lo spirito di iniziativa non appartiene alla mentalit dei giovani sabini e pertanto il territorio continuer a rimanere quello che era chiss per quanto tempo ancora. Peccato, perch la potenzialit di questi luoghi sarebbe veramente immensa, anche per l'economia italiana..
Lidia
............
Nota sull'autrice.
Lidia, che per la sua posizione istituzionale preferisce non essere identificata, ha partecipato alla fondazione della Rete Bioregionale Italiana, avvenuta nella primavera del 1996 al Parco di Monte Rufeno di Acquapendente (Vt). Per lunghi anni ha partecipato alle attivit del Circolo Vegetariano VV.TT., essendo lei stessa vegetariana, contribuendo alla realizzazione di varie manifestazioni di carattere bioregionale. Alcune delle quali hanno fatto la storia del Bioregionalismo in Italia...
Sono perci lieto che abbia ripreso a collaborare con noi dopo un periodo di silenzio...
Paolo D'Arpini - Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana



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