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SICILIA S.p.A.: OPERAZIONE S-VENDITA PATRIMONIO CULTURALE
10-04-2006
Francesca Valbruzzi

SICILIA S.p.A.: OPERAZIONE S-VENDITA PATRIMONIO CULTURALE

Volendo proseguire e approfondire il tema sollevato dal vostro articolo Patrimonio s-vincolato sulle preoccupanti direttive impartite dallAssessore Regionale ai Beni Culturali, On. Alessandro Pagano, nellultima Circolare del 9 marzo 2006 sulle modalit di applicazione da parte della Regione Siciliana del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, la Segreteria Regionale del Partito della Rifondazione Comunista informa di avere gi presentato una interrogazione parlamentare allARS a firma dei propri deputati On. Francesco Forgione
e On. Santo Liotta con la quale si chiede limmediato ritiro della circolare in questione. Le motivazioni con le quali abbiamo chiesto lannullamento di tale direttiva coincidono in larga parte con le giuste considerazioni espresse da Daniele De Joannon nellarticolo del vostro giornale riguardo il chiaro progetto di smantellamento del principio di tutela e conservazione del patrimonio culturale e
ambientale, sancito peraltro dallart. 9 della Costituzione
Repubblicana, a vantaggio della salvaguardia degli interessi del privato. Gi nel vostro articolo venivano richiamate anche le precedenti circolari: la n 3 sulla deregulation dei vincoli
paesagistici e la direttiva Identit Futuro, vero e proprio
Manifesto ideologico, con il quale si inteso dettare le Linee Guida per la Valorizzazione e Gestione dei Beni Culturali ed Ambientali in Sicilia, fondandole sulla esaltazione retorica e autonomistica dei valori della nostra sicilianit, quali, ad esempio, la coppola, ed altre espressioni folcloristiche di una cultura identitaria da contrapporre alle altre culture del Mediterraneo. Tali Linee Guida, depurate dalla cornice propagandistica, si riducono poi alla
proclamazione del primato del mercato e del profitto dellimpresa, con la significativa conclusione che non possibile pensare ad un futuro irrealistico di sola conservazione!
Tornando alla circolare applicativa del Codice Urbani, vorremmo portare lattenzione su una sua parte assai inquietante che ci sembra essere sfuggita al vostro serio e preoccupato esame: a proposito delle procedure di verifica dellinteresse culturale sui beni di propriet degli enti pubblici, territoriali e no, e delle persone giuridiche private non aventi fini di lucro, viene affermato, in modo perentorio, che il termine per provvedere a dette verificazioni (da parte degli enti dellAssessorato) di 120 giorni dal ricevimento della richiesta, decorso infruttuosamente il quale la verifica si intende conclusa con
esito negativo e, per cui, si invita i funzionari a porsi la massima attenzione per impedire ingiustificati e ingiustificabili ritardi nella
trattazione di pratiche alle quali sotteso un evidente e notevole interesse pubblico, legato da un lato al pregiudizio che verrebbe arrecato al patrimonio culturale e, dallaltro, alla possibile monetarizzazione di risorse immobiliari altrimenti inutilizzate!
A tale proposito, il gruppo del PRC allARS ha chiesto allAssessore se, in virt della dichiarata potest normativa esclusiva della Regione in materia di Beni Culturali, abbia inteso introdurre, attraverso un semplice atto amministrativo quale la Circolare n. 7 /2006, quella norma sul silenzio-assenso che tent di sancire il governo Berlusconi e che poi fu ritirata dal ministro Urbani, in sede di approvazione
parlamentare del Codice dei Beni Culturali, nel 2004. Linserimento di tale principio nella normativa nazionale avrebbe determinato, come fu denunciato da tutto il mondo della cultura italiana, limmediata alienabilit del patrimonio culturale dello Stato. Salvatore Settis ha definito loperazione tentata dal governo di destra con il titolo di un
suo libro daccusa Italia S.p.A.!
Quali manovre nascondono tali forzate interpretazioni di legge da parte di un Assessore ormai vicino alla scadenza del mandato elettorale, visto che la Circolare stata trasmessa, non casualmente di certo, anche a tutti i sindaci ed ai presidenti delle Province siciliane che, cos allertati, potranno legittimamentefar pervenire quelle istanze
da parte di enti locali, volte ad ottenere la verifica delleffettivo interesse culturale rivestito dal loro patrimonio immobiliare di cui parla la stessa Circolare?
Da dove discende il termine dei 120 giorni decorso infruttuosamente il quale la verifica si intende conclusa con esito negativo? La Circolare cita il comma 10 dellarticolo 12 contenuto nel Codice dei beni culturali, che in nessun caso, come stato autorevolmente gi dichiarato, non pu essere interpretato nel modo estensivo attribuito dalla circolare dellassessore Pagano.
Certo non pu sfuggire il senso e la finalit di tale introduzione sottobanco in Sicilia del meccanismo del silenzio-assenso in materia di Beni Culturali di propriet di quegli enti pubblici o di quelle fondazioni o enti privati senza fini di lucroche potrebbero essere interessati ad una facile monetarizzazione di immobili su cui pendeva, fino a pochi giorni fa, la spada di Damocle della preventiva verifica
dellinteresse culturale.
Si tratta, forse, dellennesima promessa elettorale del governo
regionale guidato dallon. Cuffaro, operazione che potremmo denominare Sicilia S.p.A., e che come le altre andr a danno della collettivit?

Francesca Valbruzzi
Segreteria Regionale PRC



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