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LANUVIO, TUSCOLO E GENZANO: AREE ARCHEOLOGICHE NEL DIMENTICATOIO
19-10-2013
Fulvio Fiorentini

L'inchiesta

LANUVIO, TUSCOLO E GENZANO: AREE ARCHEOLOGICHE NEL DIMENTICATOIO

Sono decine le aree archeologiche dei Castelli Romani da rivalutare; Progetti gi avviati e abbandono totale caratterizzano questi siti di importanza mondiale.
Maurizio Costa
Castelli Romani - L'Italia possiede il patrimonio archeologico pi importante e pi grande del mondo. Non fanno eccezione i Castelli Romani, che possono vantare numerosi siti e musei da fare invidia a molte altre regioni della penisola italiana. Spesso per questo patrimonio della collettivit viene ignorato, dimenticato e scartato per la troppa burocrazia e per la mancanza di fondi. Dei numerosi siti inagibili o non ancora attivi al cento per cento, ne abbiamo scelti tre, importantissimi anche a livello mondiale per la qualit e la quantit di reperti archeologici e culturali.

Lanuvio - Il Tempio di Giunone Sospita, risalente al VII secolo a.C., stato uno dei santuari pi ricchi e pi frequentati del mondo antico. Costruito in et etrusca, fu poi restaurato successivamente dai romani, che lo utilizzarono come luogo di culto per adorare la Dea Giunone. I primi scavi cominciarono nel 1914 e portarono alla luce questa meraviglia. Negli ultimi anni per quest'area stata abbandonata a se stessa: erba alta e percorsi chiusi privavano l'accesso a chi avesse voluto visitare il tempio. Sebbene oggi una parte del sito archeologico sia visitabile, numerose file di transenne ostacolano l'accesso al resto dell'area. La mancanza di pannelli informativi o di cartelli divulgativi non permettono al visitatore di comprendere cosa stia osservando. Il direttore del Museo Civico di Lanuvio, Luca Attenni, stato molto chiaro: "L'area del tempio di Giunone Sospita visitabile - ha dichiarato a L'osservatore laziale - anche perch negli ultimi mesi abbiamo pulito e bonificato il sito, rendendolo agibile. Come documentabile dal nostro sito, la Provincia di Roma e il Comune di Lanuvio hanno stanziato ben 271.970,28 euro per riqualificare e valorizzare l'area." Questi fondi dovrebbero rendere il tempio un vero e proprio museo a cielo aperto, sebbene adesso non si avvicini neanche lontanamente allo scopo finale. La promessa di Attenni chiara: "Entro un anno apriremo anche l'interno del santuario, adesso inagibile per problemi strutturali."
Tuscolo - Il Parco Archeologico presenta sulla sua sommit molti resti di et etrusca e romana di grande valore; basti pensare al teatro che si trova al centro del foro tuscolano oppure ai rinvenimenti recenti di edifici romani che presentano al loro interno mosaici di rara bellezza e manufatti preziosi. Quest'area archeologica, immersa in un territorio ameno dei Castelli Romani, rischia per il degrado e l'incuria, dovuti soprattutto ad atti vandalici e comportamenti scorretti. Spesso l'area disseminata di rifiuti e le erbacce crescono incolte in varie parti del sito archeologico.
L'area del foro e del teatro circondata interamente da transenne molto alte, che non permettono la vista e l'entrata. L'accesso al sito possibile solamente il sabato e la domenica, dalle dieci fino al tramonto, e il resto della settimana non si pu visitare il foro, se non su richiesta esplicita di scolaresche o gruppi di studio. La situazione ci stata spiegata dal Presidente della Comunit Montana dei Castelli Romani, Giuseppe De Righi: "Tutto ci che appartiene alla Comunit Montana in questo momento mi sembra che sia in condizioni buone. Occorrerebbero delle iniziative di carattere pi incisivo per estirpare l'erba con un trattamento diserbante in modo da non rovinare i monumenti. I comuni dovrebbero anche imporre ai proprietari privati di alcune zone del Tuscolo di provvedere alla pulizia e alla cura di queste aree." Riguardo alle transenne che circondano il foro ha cos continuato il Presidente: "Non possono essere tolte per tre ragioni: prima di tutto la soprintendenza ci impone di tutelare i rinvenimenti; secondo, anche per l'incolumit personale del visitatore che potrebbe rischiare di farsi male; infine non credo sia bello lasciare aperto tutta l'area con il rischio di atti vandalici." I programmi per il prossimo anno sono chiari: "Abbiamo affidato con un bando pubblico la gestione del parco ad alcune associazioni che provvederanno all'accoglienza dei visitatori. Tutto questo comincer la prossima primavera, adesso tutto in fase di stallo. Riguardo agli scavi che devono essere ancora effettuati posso dire che andranno avanti compatibilmente con le risorse che ci verranno affidate."
Genzano - La Villa degli Antonini forse una delle pi imponenti opere romane situate nei Castelli Romani e, probabilmente, quella che versa in una condizione di degrado pi elevata. In questa villa nacquero Antonino Pio e Commodo ed situata tra il VIII ed il XIX miglio della via Appia Antica. Grazie al ritrovamento di numerosi ritratti, si pu affermare con certezza che appartenesse agli Imperatori di Roma. Gli scavi cominciarono nel 1989 e ancora non sono terminati; infatti, nei pressi della villa, stato rinvenuto recentemente un "piccolo Colosseo", un anfiteatro, che probabilmente aveva le stesse funzioni ludiche del pi famoso monumento del mondo. Potrebbe essere un sito di notevole importanza ma sono tanti i fattori che lo emarginano e lo hanno reso un rudere inaccessibile. Prima di tutto non ci sono indicazioni stradali che permettano di recarsi al sito: infatti la villa per lo pi sconosciuta. Tra l'altro non si pu accedere al suo interno, visto che l'intera area transennata da anni e inondata da un'altissima vegetazione, che non permette nessun tipo di avvicinamento. Non solo: nel 2004 stata approvata l'edificabilit dell'area circostante, satura ormai di abitazioni, che rovina questo importantissimo patrimonio. Infine i resti di immondizia e di scarti di edifici rendono il tutto un vero scempio. Ne abbiamo parlato con l'Assessore ai beni culturali di Genzano, Virginio Melaranci, che ha dichiarato: "La Villa degli Antonini, in prospettiva, uno dei siti archeologici pi importanti e monumentali del nostro comune. Negli ultimi anni non sono stati fatti progetti di rivalutazione per mancanza di strumenti gestionali e economici. Quattro anni fa abbiamo intrapreso una collaborazione con l'Universit del New Jersey, che ha permesso di rinvenire molte altre parti della villa ad un costo minore di gestione." Melaranci, riguardo la possibilit di aprire l'area al pubblico, ha cos continuato: "I progetti di apertura sono stati fatti ma senza finanziamenti adeguati. Il costo dell'impresa non alla portata del nostro comune, quindi abbiamo chiesto dei soldi che per non sono mai arrivati. Essendo un'area molto estesa (si tratta di 500 metri lineari), si spenderebbero 60.000 Euro per recintare la zona, portare l'elettricit e la videosorveglianza." L'Assessore non molto ottimista: "Adesso il comune deve affrontare problemi pi importanti (buche e fognature) ma entro un anno proveremo a trovare fondi, mediante donazioni e sottoscrizioni, per recintare l'area e cominciare a scavare sul serio."
Come abbiamo visto la situazione molto complicata. Il problema maggiore la mancanza di fondi, che non permette al cittadino di fruire di opere maestose, che in altre zone del mondo verrebbero mantenute sicuramente meglio. Speriamo che le promesse vengano mantenute, e che tra "un anno", riusciremo a visitare queste aree senza fare lo slalom tra rifiuti e sterpaglie.

Nota: Articolo pubblicato anche sull'edizione sfogliabile de L'osservatore laziale del 10 ottobre 2013. Per leggere andare su www.osservatorelaziale.com e scegliere edizione del 10/10/2013 a pagina 3



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