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La citt dei morti di Posmon. Archeologia bene comune
25-02-2015
Francesco Cecchini

L archeologia deve essere considerata non solo come strumento dindagine del passato antico, ma come base conoscitiva per la tutela e valorizzazione del territorio. Le profonde trasformazioni territoriali, sia urbane che rurali, la realizzazioni di grandi infrastrutture, l espansione delledilizia privata, il consumo del suolo, pongono quest esigenza come prioritaria. Archeologia, dunque,come bene comune.

La favola racconta che gli antichi veneti vennero da Troia, dopo la sua distruzione. Omero li chiam Enetoi . Probabilmente, la realt di quanto avvenne tra il XIII ed XIII a.C.. Dopo aver attraversato il mar adriatico da sud a nord gli Enetoi si insediarono nelle terre che ora sono parte del nord-est, gli euganei. Grazie all archeologia, scavi e reperti trovati, ora sappiamo molto di questo antico popolo: il loro territorio e l organizzazione di questo, villaggi ed economia, le abitazioni, il culto dei morti, l arte,la lingua e la scrittura. Non tutto, per, ma il lavoro archeologico continua, come importante che continui il lavoro di insegnamento e diffusione dell antica civilt veneta. Montebelluna un luogo privilegiato, una citt dalle origini paleovenete. Assieme a Este, Padova, Altino, Treviso, ed altre citt fu tra i centri principali della civilt dei Paleoveneti. Ricerche, scavi e studi hanno dimostrato che sotto lattuale superficie, ormai radicalmente cambiata dalla sformazione, avvenuta nei secoli, abitativa ed industriale,,vi sono le tracce di questo lontano passato. Come emerso dallo studio dei reperti archeologici rinvenuti a partire dagli anni 60, l antica area di Montebelluna fu un insediamento paleoveneto importante , nato da un nucleo collocato sulla sommit dellaltura isolata Mons Bellunae, a ovest del Montello. La citt doveva essere gi sviluppata nellet del ferro, grazie alla sua posizione strategica collocata allimboccatura della vallata del Piave, zona che permetteva di controllare i traffici tra pianura e insediamenti pedemontani fino al centro di Padova. Importante la zona dell attuale Mercato Vecchio dove sono stati trovati numerosi reperti risalenti alla preistoria. Sono state trovate, ora al Museo archeologico di Bolzano, tre asce di rame simili a quella che aveva con s luomo alpino di Similaun, , vissuto intorno al 3300 a.C. Nella zona del Mercato Vecchio sarebbero stati usati strumenti di rame 6000 anni fa. E in questa area che sarebbe stato eretto il famoso santuario paleoveneto da cui sono pervenuti i dischi bronzei di Montebelluna, ora conservati nel Museo civico di Treviso. Nella Pieve di Montebelluna allabitato di epoca paleoveneta si sovrappose quello di epoca romana e poi successivamente quello paleocristiano. Sembrerebbe che intorno al IX secolo venisse istituita la Pieve di Montebelluna, nominata insieme a quella di Cornuda in un documento del 1152.
SCOPERTA DELLA NECROPOLI DI POSMON.
Che l area attorno a Cima Mandria a Posmon, Montebelluna, fosse archeologica si sapeva da tempo ( vedi la tesi di laurea di Maurizia Costanza Olivieri, La romanizzazione del territorio di Montebelluna), ma tra archeologia ed attivit immobiliare si scelto quest ultima. In via Cima Mandria, nella zona delle Rive di Posmon a partire dai primi anni del 2000 iniziarono i lavori di una lottizzazione e a seguito di lavori di ediliza privata tra il 2000 ed il 2002 venne individuato un nucleo di sepolcreto, sottolineo; in un area dove era gi stato individuati materiale sepolcrale. Vennero alla luce 350 tombe di epoca romana e preromana. Nello stesso periodo i reperti furono documentati e ricoperti e i corredi, compresa un pezzo di tracciato stradale basolato, e vennero dati al Museo locale di Storia naturale e archeologia ( attualmente alcuni possono essere visti nella mostra Storia di antichi Veneti. La situla di Montebelluna aperta fino al prossimo 29 marzo). La struttura relative ad un opificio romano furono lasciate in vista per scelta dell amministrazione comunale Puppato. Il passo successivo di quell amministrazione fu la la permuta dell area con l aggiunta di un conguaglio. Al propietario and l ex area dell asilo di Mercato Vecchio, oggetto di un operazione immobiliare non completamente riuscita, l edificio ad oggi non ancora abitato, ed abbruttisce il vecchio centro storico di Mercato Vecchio.
PROGETTO ARCHEOGEO, SCAVI E REPERTI PARCO ARCHEOLOGICO
L ambizione dellex sindaco Puppato e del suo assessore alla cultura De Bortoli era quello musealizzare allaperto i resti delledificio del I secolo d. C. per trasformarli in brand di Montebelluna, in un Parco archeologico che sia luogo di identificazione culturale e attrazione turistica insieme. Nellottobre 2005, tra il comune di Montebelluna e la Fondazione Cassamarca firmarono una convenzione definita Progetto Archeogeo che aveva vari obiettivi:
- Raccolta e revisione dei dati raccolti precedentemente
- Indagini geoarcheologiche nel centro urbano
- Restauro dei reperti pi significativi
- Indagini geomorfologiche del territorio comunale
- Realizzazione di una Carta geo-archeologica del territorio

L accordo divenne operativo gioved 30 marzo 2006, circa 9 anni fa. Spiccano le dichiarazioni, in quell occasione di: Dino De Poli (Fondazione Cassa Marca): Oggi viene siglato linizio di un percorso che dovr essere continuato, al di l delle risorse gi messe a disposizione..., di Laura Puppato ( sindaco di Montebelluna): Ci troviamo di fronte a un patrimonio di inestimabile valore... Da parte nostra abbiamo fatto tutto quanto era possibile per agevolare questo percorso, anche dal punto di vista tecnico.
di Lucio De Bortoli ( Assessore alla cultura del Comune di Montebelluna) che disse, pi o meno: Abbiamo iniziato un processo di grande qualita, che non avr termine...
Nella fase operativa, grazie anche all impegno di archeologi e tecnici, si fecero delle cose notevoli. Per esempio nel corso dell prime 3 campagne di scavo, settembre-ottobre 2006, maggio-giugno e settembre-ottobre 2007 si mise alla luce un edificio di origine romano, un opificio, ed altro

Scavi archeologici a Posmon
Nel numero di maggio giugno del 2008 di una pubblicazione curata dall amministrazione comunale si deescrissee in dettaglio il progetto di realizzazione di un parco archeologico. Allo studio di architettura Bernardi e Associati venne affidato l incarico di realizzare un progetto di copertura dellarea al fine di preservare le strutture archeologiche ritriovate e di predisporre la futura museolizzazione dellarea. Il progetto ipotizzava di coprire larea degli scavi tramite una struttura a forma di ponte appoggiata su dei plinti e con una copertura in legno. Il sistema di fondazione sar realizzato in superficie in modo da evitare possibili danneggiamenti alle strutture non ancora indagate.
Per quanto riguarda la chiusura laterale della struttura il progetto ipotizza due
distinti momenti: il primo, in fase di scavo archeologico, prevede lutilizzo di
teli in PVC stesi su cavetti dacciaio; il secondo, volto alla musealizzazione, prevede
la realizzazione di un sistema di pareti in doghe di legno in grado di assicurare
un livello di ventilazione e protezione seminaturale. Laccesso allarea di
scavo sar garantita da portoni posizionati sul lato ovest della struttura dove
prevista anche la realizzazione di una balconata rivolta verso gli scavi che consentir
la visita guidata e la visione degli stessi anche senza accedervi.
Sempre sul lato ovest stata ipotizzata poi la costruzione di unaula didattica
dove posizionare dei pannelli illustrativi con informazioni di carattere archeologico
e storico relative a Montebelluna. Nel progetto rientra poi la riqualificazione
del verde, con funzioni anche di filtro vegetale, tra larea di scavo e laula
didattica e con i terreni circostanti. Verr piantato a nord un filare di cipressi o
pioppi cipressini mentre a sud verr rinfoltita la siepe gi presente.

Un convegno, tenuto il 10 maggio 2011 nell Auditorium della Biblioteca Comunale, fu la giornata conclusiva del progetto Archeogeo Montebelluna. Al convegno pateciparono Dino De Poli Franco Andolfato, vicesindaco di Montebelluna, Laura Puppato, consigliere regionale del veneto ma ancora presente in consiglio comunale di Montebelluna. Da programma si salut, si parl di cartag eoarcheologica, di geomorfologia del territorio, di archeologia di ricerche archeologiche a Montebelluna, si organizz una tavola rotonda conclusiva, ma, sembra, non vi fu nessun accenno al parco archeologico. Un chiaro messaggio di rinuncia al parco archeologico?

STATO DELL ARTE DEL PROGETTO ARCHEOGEO
A febbraio 2015, a quasi 4 anni dal convegno di studio conclusivo sul progetto Archeogeo qual la situazione della citt dei morti di Posmon? Quello che doveva essere il parco archeologico, con protezione, percorsi guidati, aula didattica, etc.,etc., un campo abbandonato infestato da erbacce, con gli scavi protetti da tristi teloni in plastica grigia, una rete di protezione in plastica arancione ondeggiante, d un container, in cattive condizione di cui non e chiara, un cartello che informa che il sito parte del progetto Archeogeo ed in armonia con lo squallore del luogo.La situazione di abbandono ben raccontato in una nota dell archeologo Manlio Lilli apparsa sul Fatto Quotidiano dell 8 febbraio 2015. Vengono anche riportate dichiarazioni di Orietta Mercatelli, persidente dell associazione culturale Aperta-Mente di Montebelluna: Meglio dare la possibilit di costruire lasciando visibili gli scavi che lasciare un buco ricoperto dalle erbacce.Su quel buco sono stati buttati migliaia di euro ma adesso in stato di abbandono ed inutile pensare che siano reperibili risorse per trasformarlo in un sito visitabile dal pubblico. Quindi meglio consentire di costruire in modo da lasciare in vista, protetti, gli scavi. Solo cos sar possibile renderli fruibili alla vista della gente




CHE FARE?
La proposta di Orietta Mercatelli, forse provocatoria, va respinta. Si ritornerebbe al punto di partenza, con in pi, a causa della permuta, un brutto edificio disabitato che abbruttisce il quartiere di Mercato Vecchio. Nel caso l amministrazione volesse bandire un asta per la vendita del lotto e la costruzione di un villino, a questa decisione devono opporsi organizzazioni, politiche, culturali e sociali di Montebelluna. In primis, il WWF sempre in prima linea in difesa dell ambiente, del territorio e dei beni culturali, ma anche Italia Nostra e Lega Ambiente trevigiane. L area della necropoli va valorizzata e non cementificata. Vanno verificate tutte le possibilit di finanziamento non ultimo i finanziamenti europei. Questi non sono pienamenti sfruttati in Italia, ma vi sono esempi di soldi europei dati a queste strutture culturali, anche recenti,: a Vibo Valentia in Calabria, a San Martin in Val D Aosta. Inoltre potrebbe essere l occasione di costrure una rete di piccoli parchi di altri siti di Montebelluna dove si trovata archeologia. Osare pensare, osare agire per superare l abbandono del luogo di importanza storica, non ricorrere ad una privatizzazione assurda e riprendere il progetto di parco archeologi










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