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Osservazioni all'intervento in corso al Tempio della Pace nell'area dei Fori in Roma
11-07-2015
Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli

L'Associazione Bianchi Bandinelli - anche a seguito di un sopralluogo con esperti - ritiene di dover richiamare lattenzione del Ministero dei Beni e delle attivit culturali e del turismo, dellIstituto centrale del restauro, della Soprintendenza Capitolina, e della Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e lArea archeologica di Roma, della comunit scientifica, di quella tecnico professionale e pi in generale di quella civile sullIntervento che si sta attuando sul portico del Tempio della Pace, nellarea dei Fori in Roma.
, infatti, in corso di ricostruzione uno dei lati del grande quadriportico del Tempio della Pace con il ripristino in cemento armato dello stilobate, il riposizionamento dei frammenti conservati delle colonne e lintegrazione delle parti mancanti, che sono in misura prevalente, con elementi in cemento armato. Le basi delle colonne, mancando quelle antiche, salvo che per un piccolissimo frammento, sono state rifatte in cemento su modello delle basi delle paraste che ornano un monumento vicino e poggiano su una piastra antisismica, secondo le norme dellingegneria civile. Per saldare i residui frammenti lapidei tra loro o con quelli riprodotti in cemento sono state asportate una carota centrale di circa 5 cm. circondata da una quindicina di carote di circa 1,5/2 cm. di diametro.
stato affermato da parte dei responsabili della Soprintendenza capitolina che del basamento si conservava solo la traccia in negativo. Eppure, la documentazione fotografica satellitare sembra attestare la presenza dei basamenti delle colonne almeno fino al 2013. Inoltre stata indicata la ricomposizione di una delle colonne con pi frammenti antichi come un intervento di anastilosi filologica, poich quei frammenti erano giacenti nelle immediate prossimit, sebbene sia ben noto che in unarea archeologica gli elementi lapidei in posizione di caduta possono subire spostamenti anche significativi, specialmente quando, come in questo caso, interventi di sistemazione si sono ripetuti nel tempo.
Infine, gli stessi responsabili hanno chiarito che la ricostruzione del portico risponde alla necessit di restituire al monumento la sua antica forma per renderlo comprensibile al grande pubblico.
Lassociazione Bianchi Bandinelli, nel contestare decisamente lintervento in corso al Tempio della Pace proprio nelle finalit che lo hanno promosso, nella metodologia applicata, nei materiali usati, nei danni traumatici e irreversibili provocati al materiale lapideo antico, intende adoperarsi perch tale intervento non costituisca un esempio da seguire e da replicare.
1- La valorizzazione, cui finalizzato lintervento in questione e che, secondo il gi citato Codice (art.6, comma 1) deve promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e assicurare le migliori condizioni di utilizzazione al fine di promuovere lo sviluppo della cultura, rappresenta lesito finale di un processo inscindibile che, prendendo le mosse dalla ricerca e dalla conoscenza, passa per la tutela, la conservazione e il restauro. La valorizzazione si deve proporre la divulgazione non la volgarizzazione. Viceversa il rischio di trasformare gli straordinari siti archeologici del territorio italiano in archeolands riproducibili ovunque si voglia nel mondo.
I mezzi disponibili oggi nel campo delle tecnologie avanzate della comunicazione soccorrono in modo efficacissimo nella rappresentazione di un monumento nella sua ipotetica integrit e funzionalit, dedicata prevalentemente al pubblico non esperto. Levento realizzato in tempi recenti da Piero Angela proprio sul Tempio della Pace con la ricostruzione virtuale del portico ha riscosso molto successo, poich ha in maniera suggestiva indotto il pubblico alla comprensione del monumento, rispettandone lo stato di conservazione.
2 - Ai fini della valorizzazione lintervento ha previsto lanastilosi del portico, travisando peraltro il principio o la concezione di tale procedimento. Per anastilosi, infatti, si intende la ricomposizione delle parti di un monumento che non si conservano pi in elevato ma sono perfettamente riposizionabili nella loro collocazione originaria.
Nel caso del Tempio della Pace non si sta effettuando lanastilosi ma la ricostruzione dellelevato del portico, assemblando pochi frammenti di colonne conservate in situ con elementi ricostruiti, ad imitazione di quelli antichi, in cemento armato.
Luso del cemento armato nel restauro di monumenti antichi ha avuto il suo exploit trionfale tra il 1960 e il 1970, si pensi allAthenaion di Paestum, il cosiddetto tempio di Cerere, o ai templi di Agrigento. Ma molto presto si dovuto constatare la scarsa durabilit del cemento, mentre ancora oggi non si riesce a valutare il danno che il metallo introdotto nella massa lapidea sta producendo.
Proprio i guasti prodotti dal cemento hanno indotto recentemente il totale smontaggio del tempio di Atena Nike sullAcropoli di Atene e il rimontaggio con elementi di marmo.
Analogamente i blocchi di calcestruzzo utilizzati nel restauro della Sfinge di Cheope in Egitto sono stati sostituiti con materiale lapideo conforme per evitare lerosione dei blocchi antichi.
Anche se il calcestruzzo attuale ha qualit meccaniche e chimico - fisiche ben diverse da quelle del passato ci non rassicura su una durabilit che si vorrebbe plurisecolare n sugli effetti dovuti al microclima. Dalla presenza delle betoniere sul cantiere del Tempio della Pace si evince che limpasto stato realizzato sul posto e ci induce perplessit in quanto il dosaggio tra cemento, inerti, acqua ed eventuali additivi un processo complesso da studiare e da mettere a punto in un laboratorio specializzato.
Da oltre trenta anni ci si batte contro luso del cemento e del calcestruzzo armato nel costruito storico e ancor pi nel costruito archeologico. La battaglia sembrava quasi vinta, ma questo intervento totalmente controcorrente e pu, contro ogni aspettativa del buon metodo, costituire un dannosissimo precedente.
3 Il restauro, come si sa, non solo finalizzato alla buona conservazione del monumento, ma consente sia nella fase preparatoria sia in quella esecutiva di approfondirne la conoscenza. Esso va eseguito perci da maestranze appositamente preparate e specializzate.
Il restauro costituisce una fase importante nellapproccio conoscitivo e nella ricerca scientifica su un determinato monumento e, come tale, pu avere nel tempo ulteriori approfondimenti e sviluppi e indurre a ripensamenti. Da qui deriva la necessit che lintervento di restauro sia reversibile.
Nel caso del Tempio della Pace, del quale tanto si sa, ma ancora molto si pu scoprire, la reversibilit, per le parti in cui si intervenuto, irrimediabilmente compromessa. Non si potr pi restituire ai frammenti di colonne abbondantemente perforati la consistenza della massa lapidea originaria.
A quanto sembra ricavarsi dalla appena ricordata documentazione fotografica satellitare, si sarebbero potuti mantenere gli stilobati lapidei delle colonne, cos da conservare il materiale antico e non obliterare larea di sedime, certamente di interesse archeologico, invadendola irreversibilmente con i plinti di calcestruzzo armato, destinati a sostenere le piastre antisismiche e le ricostruzioni delle colonne.
Se proprio si fosse voluta ricostruire parte del portico si sarebbe potuto utilizzare materiale pi idoneo, facilmente riconoscibile, di sicura compatibilit fisico-chimica con il granito e meno invasivo, in luogo della grossolana contraffazione rappresentata dalle integrazioni in cemento rivestite di malta o intonaco colorato inteso a riprodurre leffetto granito.
Sarebbe inoltre bastato inibire al pubblico il percorso attorno al monumento per una fascia di sicurezza, come si fatto per altri illustri monumenti come i templi di Paestum o la villa dei Quintilii, al fine di aggirare lincauta quanto impropria disposizione che introduce il rispetto della normativa sismica nei siti archeologici.
Si pu, infatti, compiere un grande salto a ritroso di 30/40 anni e iniettare, per esigenze di sicurezza sismica, cemento nelle murature antiche, distruggendo definitivamente il loro valore di documento di storia dellarchitettura antica? Certamente no e quindi la protezione dal rischio sismico va affrontata con soluzioni di miglioramento che rispettino lintegrit del rudere archeologico e il suo valore scientifico di documento-monumento di storia materiale.



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