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Il mio Mediterraneo si racconta tra archeologia ed etno antropologia
27-07-2016
Pierfranco Bruni*

Archeologia ed etno antropologia: un viaggio tra popoli e civilt. Le minoranze etno-linguistiche hanno una loro etnie di origine (non tutte le minoranze classificate possono essere considerate, comunque, sotto dei parametri etnici originari perch accanto a modus storici vi sono anche modus linguistici che non sono certamente da rapportare a dei dialetti) in quanto sono portatori di interessi culturali primigenei e, proprio in virt di ci, i territori sono i veri luoghi di una comprensione che non pu prescindere da una rappresentazione che deve avere una sua specificit nel dato archeologico e nella lettura archeologica dei territori stessi.
Oggi pi che mai bisogna penetrare quelle realt storiche nel cui interno insistono dimensioni etno - archeologiche. La cultura degli Arbereshe o dei Catalani o degli Occitani o Provenzali o Grecanici ha una sua sistematicit in una temperie territoriale e non solo storica. Ecco perch il rapporto tra i luoghi reali e i non luoghi di una metafora viva nellantropologia moderna va oggi riscontrata sia sul piano di una metodologia storica sia attraverso uno scavo che possa mettere in relazione i popoli che hanno abitato un determinato territorio sia come insediamento vergine sia come insediamento sopraggiunto.

E su questo profilo che i popoli si interpretano e vanno riconosciuti in una geo-politica che possa abbracciare, certamente, il loro destino ma anche la loro conflittualit storica. Non so se affermando che le presenze minoritarie in Italia sono il risultato di un conflitto esistente nei popoli di appartenenza nei quali si creata una frattura e quindi una successiva diaspora, sia errato o meno. Ma naturale che queste etnie costituitesi tali nel contesto italiano provengono o da una diaspora o da un ripopolamento coatto di un territorio o da una tradizione di viaggiatori che hanno lasciato le loro terre e che hanno trovato una loro terra simile a quella abbandonata.

La loro presenza nellattuale situazione geografica e storica frutto di una persistenza e di un credo che non soltanto la fedelt ad una etnia ma forse qualcosa di pi che si trova nel valore di difesa di una identit e di una tradizione. Soprattutto in quei popoli provenienti da una storia mediterranea, il valore di etnia rapportato a quello di tradizione si impone e si impone anche come trasposizione di elementi che hanno come riferimento il mare. La metafora e la realt del mare non sono trascurabili perch in essi ci sono, antropologicamente, il luogo e il non luogo, il viaggio e la diaspora, la fuga e il ritorno. Sentimenti che sono alla base di una consapevolezza etnica delle minoranze.
Si pensi appunto agli Arbereshe ai Catalani ai Gracanici. Popolazioni ben delineate allinterno di una dimensione geografica che storia del Mediterraneo. Non si pu eludere il fatto che queste tre etnie (come daltronde anche quella Occitana) sono nate allinterno di una cultura che quella del Mediterraneo non soltanto in un incidere che storico ma profondamente archeologico, in quanto le culture della Magna Grecia, la cultura dei Fenici, e pi tardi la cultura Ispanica sono state al centro di un progressivo modello letterario.
Dove presente una forte letteratura larcheologia ha contribuito a trasformare i non luoghi della memoria e della metafora in luoghi della coscienza e della storia. Queste etnie citate si sono ben integrate nel territorio di accoglienza e molte loro istanze etniche sono diventate testimonianze importanti e modelli di confronto con le realt territoriali esistenti. Ma proprio sulla versione di una lettura archeologica che queste etnie possono maggiormente provare una loro capacit di sintesi. In fondo sono il portato di quella chiave di volta che pone come tensione culturale lidea di occidente ed oriente. Il bacino del Mediterraneo lespressione di un essere e di un sentire che si tramanda tra popoli.
Ci troviamo in un contesto di ramificazione Greco - Balcaniche e Latine. Nelle Regioni nelle quali queste presenze si sono insediate la costante archeologica mediterranea continua a svolgere una sua specificit di ricerca. Ed naturale che linsieme dei fattori importati ed esistenti ha fatto si che queste comunit trovassero un luogo di esistenza che diventato in fondo identitario pur in una diversit etnica di partenza, che non pochi problemi avrebbe potuto mostrare.
E pi opportuno realizzare delle letture tra archeologica ed etnologia (in una dimensione giustamente antropologica) grazie ad una verifica sul territorio. Perch qui che si regolarizzano i sistemi di approccio. Una minoranza etnica resiste in un territorio non solo per motivi di accoglienza e di accettazione umana e culturale reciproca ma anche perch ci sono segreti che il territorio stesso riesce a contenere, a custodire, ad amalgamare. La prima lettura di un territorio passa in una chiave di interpretazione archeologica.
Archeologia e minoranze etnico linguistiche un rapporto di straordinaria rilevanza scientifica (tutto da approfondire) che resta completamente aperto, ma da ci si potrebbe, attraverso una riflessione comparata e articolata sul piano delle discipline, dare maggiore senso alla persistenza di alcuni popoli che hanno costruito una loro storia, sulla loro antica storia, allinterno dei nostri territori, i quali non hanno mai dimenticato il valore di quelle culture sommerse che vanno difese grazie ad una espressione di umanit che pone a confronto la tradizione e lidentit. Proprio il legame tra tradizione e identit scava nelle eredit delle civilt.




* Pierfranco Bruni, Archeologo, Responsabile Progetto Etnie Minoranze etnolinguistiche storiche del Mibact


Archeologia ed etno antropologia: un viaggio tra popoli e civilt. Le minoranze etno-linguistiche hanno una loro etnie di origine (non tutte le minoranze classificate possono essere considerate, comunque, sotto dei parametri etnici originari perch accanto a modus storici vi sono anche modus linguistici che non sono certamente da rapportare a dei dialetti) in quanto sono portatori di interessi culturali primigenei e, proprio in virt di ci, i territori sono i veri luoghi di una comprensione che non pu prescindere da una rappresentazione che deve avere una sua specificit nel dato archeologico e nella lettura archeologica dei territori stessi.
Oggi pi che mai bisogna penetrare quelle realt storiche nel cui interno insistono dimensioni etno - archeologiche. La cultura degli Arbereshe o dei Catalani o degli Occitani o Provenzali o Grecanici ha una sua sistematicit in una temperie territoriale e non solo storica. Ecco perch il rapporto tra i luoghi reali e i non luoghi di una metafora viva nellantropologia moderna va oggi riscontrata sia sul piano di una metodologia storica sia attraverso uno scavo che possa mettere in relazione i popoli che hanno abitato un determinato territorio sia come insediamento vergine sia come insediamento sopraggiunto.

E su questo profilo che i popoli si interpretano e vanno riconosciuti in una geo-politica che possa abbracciare, certamente, il loro destino ma anche la loro conflittualit storica. Non so se affermando che le presenze minoritarie in Italia sono il risultato di un conflitto esistente nei popoli di appartenenza nei quali si creata una frattura e quindi una successiva diaspora, sia errato o meno. Ma naturale che queste etnie costituitesi tali nel contesto italiano provengono o da una diaspora o da un ripopolamento coatto di un territorio o da una tradizione di viaggiatori che hanno lasciato le loro terre e che hanno trovato una loro terra simile a quella abbandonata.

La loro presenza nellattuale situazione geografica e storica frutto di una persistenza e di un credo che non soltanto la fedelt ad una etnia ma forse qualcosa di pi che si trova nel valore di difesa di una identit e di una tradizione. Soprattutto in quei popoli provenienti da una storia mediterranea, il valore di etnia rapportato a quello di tradizione si impone e si impone anche come trasposizione di elementi che hanno come riferimento il mare. La metafora e la realt del mare non sono trascurabili perch in essi ci sono, antropologicamente, il luogo e il non luogo, il viaggio e la diaspora, la fuga e il ritorno. Sentimenti che sono alla base di una consapevolezza etnica delle minoranze.
Si pensi appunto agli Arbereshe ai Catalani ai Gracanici. Popolazioni ben delineate allinterno di una dimensione geografica che storia del Mediterraneo. Non si pu eludere il fatto che queste tre etnie (come daltronde anche quella Occitana) sono nate allinterno di una cultura che quella del Mediterraneo non soltanto in un incidere che storico ma profondamente archeologico, in quanto le culture della Magna Grecia, la cultura dei Fenici, e pi tardi la cultura Ispanica sono state al centro di un progressivo modello letterario.
Dove presente una forte letteratura larcheologia ha contribuito a trasformare i non luoghi della memoria e della metafora in luoghi della coscienza e della storia. Queste etnie citate si sono ben integrate nel territorio di accoglienza e molte loro istanze etniche sono diventate testimonianze importanti e modelli di confronto con le realt territoriali esistenti. Ma proprio sulla versione di una lettura archeologica che queste etnie possono maggiormente provare una loro capacit di sintesi. In fondo sono il portato di quella chiave di volta che pone come tensione culturale lidea di occidente ed oriente. Il bacino del Mediterraneo lespressione di un essere e di un sentire che si tramanda tra popoli.
Ci troviamo in un contesto di ramificazione Greco - Balcaniche e Latine. Nelle Regioni nelle quali queste presenze si sono insediate la costante archeologica mediterranea continua a svolgere una sua specificit di ricerca. Ed naturale che linsieme dei fattori importati ed esistenti ha fatto si che queste comunit trovassero un luogo di esistenza che diventato in fondo identitario pur in una diversit etnica di partenza, che non pochi problemi avrebbe potuto mostrare.
E pi opportuno realizzare delle letture tra archeologica ed etnologia (in una dimensione giustamente antropologica) grazie ad una verifica sul territorio. Perch qui che si regolarizzano i sistemi di approccio. Una minoranza etnica resiste in un territorio non solo per motivi di accoglienza e di accettazione umana e culturale reciproca ma anche perch ci sono segreti che il territorio stesso riesce a contenere, a custodire, ad amalgamare. La prima lettura di un territorio passa in una chiave di interpretazione archeologica.
Archeologia e minoranze etnico linguistiche un rapporto di straordinaria rilevanza scientifica (tutto da approfondire) che resta completamente aperto, ma da ci si potrebbe, attraverso una riflessione comparata e articolata sul piano delle discipline, dare maggiore senso alla persistenza di alcuni popoli che hanno costruito una loro storia, sulla loro antica storia, allinterno dei nostri territori, i quali non hanno mai dimenticato il valore di quelle culture sommerse che vanno difese grazie ad una espressione di umanit che pone a confronto la tradizione e lidentit. Proprio il legame tra tradizione e identit scava nelle eredit delle civilt.




* Pierfranco Bruni, Archeologo, Responsabile Progetto Etnie Minoranze etnolinguistiche storiche del Mibact



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