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Il museo come cultura dei saperi nellesperienza del progetto Magno Greco di Taranto
12-06-2016
Pierfranco Bruni

Museo e Saperi. Un costante dialogo nei processi di una cultura della modernit. I musei sono anche beni immateriali. Nella concezione moderna del bene culturale non tutto ci che materia pu essere considerato patrimonio necessario per comprendere lidentit di una Nazione e per essere considerato, nel campo del patrimonio culturale, come riferimento necessario che va a completare la visione del bene materiale.
Si tratta di una esperienza gi discussa decenni fa, ma che oggi diventa il dato cruciale per comprendere il dialogo tra oggetto testimoniale, testimonianza di un reperto e forma immateriale in una filosofia del pensare e non solo del mostrare.
Il lavoro che sta portando avanti il MarTa (il Museo nazionale archeologico di Taranto) diretto dallottima Eva DegliInnocenti una espressione di volont di un legame tra scientificit pedagogia e conoscenza fruibilit.

I musei sono stati considerati, per epoche, contenitori di oggetti, per usare un vocabolario popolare lingua volgare, e successivamente, rispetto alle diverse chiavi di lettura, spazi dove poter mostrare pezzi di storia, percorsi di civilt, dimensioni di identit.
Certo questo modello insiste ancora. Non stato demolito. Ma la ristrutturazione di una lettura della storia allinterno dei musei passa ormai attraverso fasi che sono visualizzanti nella manifestazione della valorizzazione, che parte dalla conoscenza, ma diventa modello comparativo con una pedagogia dellapprendimento.
Mi pare che siamo in unottica in cui la metodologia di una educazione permanente delle culture deve diventare dato primario, e proprio per questo il legame rapporto con il mondo della scuola diventa fondamentale. chiaro che puntando sui musei come strumenti primari di comunicazione delle culture si voluto proporre una interpretazione dialogica tra limmateriale e il materiale e il territorio.
Perch un museo esprime anche una lettura immateriale? Perch diventa sede di dibattito, di ricerca, di confronto tra la specificit delle arti e delle attivit (da quella archeologica a quella storico artistica) e le articolazioni del pensiero nella contemporaneit delle culture autoctone e, appunto, comparative allinterno dei processi dialettici che le societ sviluppano. Un museo, in altri termini, pur esso archeologico, o di altra fattura, deve avere la capacit di saper leggere oltre l proprio comparto e le proprie competenze.
Larcheologia soprattutto oggi anche etno archeologia. Larcheologia oggi soprattutto una archeologia dei saperi incrociati che vivono in un determinato territorio in una geo-cultura ampia. Larcheologia oggi saper mettere a confronto la modernit, ci che nasce nella modernit dalla tradizione, il senso di vivere nel contemporaneo e riconoscere in quel concetto di memoria le radici profonde di una consapevolezza che va oltre la misura del tempo spazio.
Proprio in questa indiscrezione larcheologia una filosofia dei saperi e viene alla luce la caratterizzazione del pensiero forte, e non unico, di Michel Foucault quando insisteva sulla vera e propria archeologia del sapere, perch in ogni manifestazione materiale c una psicologia - sociologia di un incontro tra uomo, civilt, territorio. Lesperienza del Museo di Taranto importante.

Un reperto archeologico si legge antropologicamente, ma lantropologia saper fare i conti con tutta una struttura che quella del tempo (vivente) come inevitabile passaggio ciclico nella storia e nella tradizione. Per questo parliamo di memoria. Parlare di memoria significa, tra laltro, mettere insieme una filosofia della storia con una estetica della promozione.
Soltanto in una politica culturale di aperture tra il concetto di mostrare il materiale e di parlare il linguaggio che diventa limmateriale, interpretandolo nelle varie sfaccettature, possibile che uno spazio definito possa diventare indefinito, ma non certamente indefinibile.
Questo ha sempre pi un senso in una societ aperta e in un tempo spazio dove il museo possibile abitarlo anche senza camminandoci dentro. Abitarlo a - priori per abitarlo successivamente nellanima. una dimensione metafisica del bene culturale e, quindi, unisce il dato scientifico a quello pedagogico. Unesperienza importante che porter i beni culturali ad essere idea e materia di una civilt che espressione di identit. Unottima via per dare un orizzonte di senso alla cultura come risorsa di un bene.
La visione del MarTa nella lettura della direttrice Eva DeglInnocenti va proprio nella direzione di un bene culturale che sa confrontarsi con la memoria e con i processi culturali nella contemporaneit. Una bella avventura destinata ad ottimi risultati.



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