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Tutela paesaggistica: altre semplificazioni in arrivo
30-09-2016
Bruno Ciliento

Il 7 luglio scorso stato presentato alla Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie Locali (dove stata sancita lintesa, come con apprezzamento riferito da varie fonti legate allindustria edilizia) uno schema di Decreto Presidente della Repubblica recante il regolamento relativo allindividuazione degli interventi esclusi dallautorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata ecc.

In parole povere, a seguito di un articolo del cosiddetto Sblocca-Italia, si tratta di un lungo elenco, con norme di attuazione, di interventi edilizi nelle zone soggette a vincoli paesaggistici che non dovranno pi essere autorizzati in base al Codice dei beni culturali o, perch ritenuti poco rilevanti, potranno godere di procedura semplificata - una misura in parte analoga gi esisteva, ma il nuovo Decreto ne prevede il superamento.

Gli interventi che non dovrebbero pi essere autorizzati sono 31, quelli con procedura semplificata 42. Non qui il caso di ricordare che le lentezze nelle autorizzazioni paesaggistiche (a volte reali, a volte strumentalmente esagerate) derivano quasi sempre da carenze di mezzi e personale degli uffici, dalla mancata adozione dei piani paesistici e dalla farraginosit della normativa - senza volere ovviamente tacere casi di specifiche responsabilit di funzionari e dirigenti.

Il Decreto, per cui sono previsti pareri parlamentari e del Consiglio di Stato - questultimo, formulato in modo ampiamente favorevole, stato pubblicato da patrimoniosos il 22 settembre - che per raramente incidono in modo significativo sui testi, si inserisce di fatto nella logica di un progressivo svuotamento della tutela territoriale prevista dal Codice beni culturali.

In linea di principio non vi nulla da obiettare a che interventi di minore rilevanza possano essere autorizzati sulla base di procedure pi snelle, e ve ne sono senza dubbio di cos modesta portata che ben si pu ammettere vengano considerati irrilevanti (negli elenchi non mancano precisazioni abbastanza superflue, come lesclusione dallautorizzazione delle opere interne che non alterano laspetto esterno degli edifici - per le quali mai stata necessaria), n il Decreto privo di norme sensate, ad esempio la prescrizione che laddove gli interventi riguardino edifici sottoposti a vincoli sia paesaggistici sia monumentali la procedura venga unificata. Tuttavia esaminando gli elenchi degli interventi sorgono forti perplessit.

Per quanto riguarda quelli con procedura semplificata - e autorizzazione da rilasciarsi entro 60 giorni, perch di lieve entit - vi sono alterazione dellaspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche architettoniche, ascensori esterni che alterino la sagoma delledificio, caldaie, parabole, antenne su prospetti prospicienti la pubblica via, interventi sistematici di arredo urbano, autorimesse comprese le eventuali rampe, taglio senza sostituzione di alberi, strutture e manufatti per spettacoli o per esposizione di merci per un periodo non superiore a 180 giorni, verande e dehors, cartelli pubblicitari di dimensioni inferiori a 18 mq, demolizione e ricostruzione di edifici con volumetria e sagoma corrispondenti alle preesistenti ecc. E vero che questi e altri interventi sono soggetti comunque ad autorizzazione, ma la ratio del provvedimento di considerarli di scarso rilievo, tali insomma da meritare una quasi scontata approvazione (quanti funzionari vorrebbero correre il rischio di essere chiamati in giudizio per avere bloccato un intervento di lieve entit?). Ma non occorre essere abili architetti paesaggisti per comprendere che queste operazioni sono proprio quelle che - se non controllate puntualmente - alterano in modo spesso irrimediabile laspetto dei nuclei urbani e rurali, come possono insegnare infiniti esempi (tante volte purtroppo autorizzati). Nella sostanza, solo le nuove edificazioni e poco altro non viene fatto rientrare nellautorizzazione semplificata - ma per le opere pubbliche e quelle ritenute importanti ci sono le procedure speciali previste da altre norme

Quanto agli interventi neppure sottoposti ad autorizzazione, oltre a opere in effetti di scarso rilievo, ne troviamo altre che incidono in maniera significativa sullaspetto del territorio e dei centri urbani - ancora una volta sembra mancare quellattenzione alle singole operazioni edilizie che invece hanno una fondamentale importanza nella salvaguardia paesaggistica.

Vengono dichiarati irrilevanti gli interventi sulla vegetazione arborea lungo i corsi dacqua (previsti per ragioni di sicurezza, ma ci sono molti casi tuttaltro che esemplari), linstallazione di tende parasole e insegne commerciali (sia pure con qualche cautela), anche qui strutture e manufatti per manifestazioni e attivit commerciali (per non oltre 120 giorni). Soprattutto colpisce che non siano soggetti ad autorizzazione le tinteggiature e il rifacimento di intonaci e infissi: certo si fa rimando ai piani del colore comunali e al rispetto delle caratteristiche e dei materiali esistenti, ma non basterebbe molto spazio per elencare le tante alterazioni soprattutto nelledilizia rurale e nei centri minori per capire quanto sia necessaria unopera di controllo (questa s, magari con procedura semplificata). Su questultimo punto, per fortuna, le nome di attuazione del Decreto escludono in parte gli interventi laddove i piani paesistici o le previsioni dei vincoli non dettino norme specifiche, ma in ogni caso c da chiedersi quanto ci si dovr affidare alla buona volont dei proprietari o ai tecnici di piccoli Comuni per essere certi che le prescrizioni siano rispettate.

Ma non finita. Gli elenchi sono preceduti da un testo normativo che contiene alcune disposizioni davvero pesanti. Si prevede che laddove siano vigenti accordi tra Regioni e Mibact, altri interventi - e non dei meno impattanti - siano esclusi dallobbligo di autorizzazione. Si ammette la possibilit che i piani paesistici introducano disposizioni per facilitare corrette metodologie per le opere per le quali non si richiede autorizzazione - sarebbe invece necessario uno specifico obbligo! - ma nel contempo si stabilisce che eventuali disposizioni pi rigorose, previste appunto nei (pochi) piani paesistici approvati debbano essere superate da quelle meno rigide del nuovo Decreto. Come dire: se volete fare qualche sforzo, fate pure, ma non cercate di stringere le maglie della rete.

Si pu sperare che si riesca almeno di limitare gli aspetti pi discutibili del provvedimento? forse se ci sar pressione qualcosa si potrebbe ottenere



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