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Le etnie nellarcheologia dei saperi moderni in una societ in transizione
18-11-2016
Pierfranco Bruni

C uno snodo centrale tra la politica di accoglienza e integrazione e le forme antropologiche nei processi immigratori. Non si tratta di un dato che riguarda soltanto la questione attuale. una dimensione storica che va letta e interpretata nei fenomeni che possono essere definiti etnici.
Ogni popolo ha la sua matrice ereditaria che diventa il vero e proprio linguaggio del volto e dello sguardo in un processo in cui lantropologia della parola un indirizzo di comunicazione. I popoli immigrati diventano civilt estesa nei luoghi di accoglienza.

Da questo punto di vista il fattore etnico (ovvero il fattore E) chiama in causa una questione in cui il raccordo tra il concetto di meticciato intreccia lelemento migrante con il modello emigrante perch limmigrato prima di tutto un emigrante che lascia la geografia autoctona, portandosela sempre in quella sua metafisica dellanima, per inserirsi nella comprensione di una geografia fisica ed esistenziale, sociale e politica altra.
In Italia si sempre posto un problema di raccordo tra emigranti ed immigrati. Gi di per s lItalia un popolo di meticci in un intreccio tra neolitico ed et avanzata. stato ed un popolo di immigrati e di emigranti e a sua volta di immigrati di ritorno se pur con una caratterialit diversa rispetto agli immigrati a priori. Le direttrici sono state e sono quelle dellantico Egeo, del Mediterraneo, dellAdriatico o degli Adriatici e quindi dei Mediterranei e degli Occidentali americani, Sud americani.
Il Mediterraneo ha fatto lEuropa cos come modello geopolitica, e lEuropa a sua volta si estesa tra le due direttrici che sono quelle del Mediterraneo, appunto, e quelle dellAdriatico. Entrambe le direttrici sono inclusive di popolazioni asiatiche e indiane tout court.
Gi tra il 1412 e il 1498 Ramon Pan, al seguito di Cristoforo Colombo, sottoline il significato immigratorio nelle antiche Indie. Colombo invent un nuovo Occidente ed con lui che lEuropa diventa popolo aperto ai confini moderni. Proprio lAfrica mediterranea e il Sud Africa secondo una versione etnica costituivano una terra di sentieri abbandonati, di popoli scomparsi, di citt scomparse, di tesori abbandonati, di aerei abbandonati (Alan Landsburg).
Gli immigranti sono, in fondo, dei popoli in fuga. E ci che lasciano viene ad essere abbandonato creando nella loro stessa coscienza la metafora dellabbandono che non potr mai essere colmato da ci che trovano, da ci che incontrano, da ci che ricevono.

Il rapporto antropologicamente fondamentale quello che si stabilisce tra eredit e migranti. Questo rapporto crea un nuovo legame di civilizzazione che passa inevitabilmente attraverso il fattore E. Sono, per molti aspetti, popoli in fuga. Lasciano una struttura sociale confusionaria e contraddittoria e si avviano verso viaggi della probabilit della speranza. Si insiste sullintegrazione, oggi come nelle civilt delle interazioni da Ulisse a San Paolo, ma integrazione non significa valori condivisi.
Questo sia per gli immigrati che per gli accoglienti. In questo caso specifico si dovrebbe parlare di valori comprensibili e compresi. Tutto ci pu avvenire soltanto se si offre la possibilit di vivere il linguaggio delle etnie in una visione chiaramente demologia (usi, costumi, tradizioni, lingue nelle comunanze, nelle comunit) che possa legarsi allantropos (la centralit dellessere umanismo delle civilt) di appartenenza e ad un etnos che resta radicante.
Ma laltro snodo che va snodato di non farli sentire popoli in fuga. Laspetto culturale prioritario perch da questo aspetto valoriale si possono individuare gli elementi strutturali che combinano il sociale e leconomico.
Gli immigrati non devono pi abitarsi nella fuga, ma devono essere educati al rispetto delle loro tradizioni nelle tradizioni delle civilt accoglienti. Devono abitarsi nelle eredit e nella realt. una questione complessivamente antropologica. Anzi dovremmo sempre pi pensare ad una antropologia dellanima in una socializzazione del quotidiano.



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