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Un Museo riferimento quello di Taranto nel rilanciare le culture della Magna Grecia
24-09-2016
Pierfranco Bruni

Con la direttrice Eva DeglInnocenti il Museo Nazionale di Taranto ha innovato anche il legame tra bene culturale e valorizzazione. Un obiettivo fondamentale che porta Taranto a competere nel campo della cultura museale con le grandi esperienze europee.
La progettualit della Direttrice ha una sua visione molto ampia. Bisogna ammetterlo, con forza e con onest intellettuale, che la scelta sulla autonomia del Museo archeologico di Taranto diretto dalla brava Eva DeglInnocenti, sia stata vincente per un processo culturale che dovrebbe portare la citt ad essere competitiva allinterno delle realt europee e internazionali.
Lobiettivo della Direttrice proprio questo ed io, dopo i primi risultati e iniziative, ci credo fermamente, La Riforma, si ribadisce ci, nasce da una volont politica che ha come riferimento la cultura italiana nel mondo con le sue realt geografiche e i vari comparti della cultura stessa: dalla storia antica alla etno - antropologia, dalla editoria alla musica del vivo.
Il reale della Riforma proprio qui, e significa, gi in nuce, e nellatto giuridico nascente, spezzare il cordone con un passato che ha fatto della cultura una riserva. Bisogna creare eventi, su questa line la Degl?Innocente indirizzata, per cercare di legare la spaziatura concettuale del bene culturale allimmagine. limmagine che porta turismo. limmagine che trova veicoli internazionali. limmagine che sviluppa un immaginario metafisico nelle dimensioni tra costo e benefici per una Nazione, un territorio, una citt.
Le potenzialit che ha avuto ed ha Taranto sono in una filosofia della partecipazione e il ruolo delle Soprintendenze non si ristretto, anzi si allargato vistosamente proprio sul piano dello scibile da trattare, perch il bene culturale, il Codice del 2005 ha sottolineato ci, e nel mio libro mi soffermo su tale questione, e la Riforma Franceschini un riferimento fondante e preciso nelle indicazioni culturali, non soltanto archeologia o dinamica archeologica nelle attrazioni produttive, anche il panorama delle Arti, delle Lingue, delle Musiche, delle Antropologie, del Cinema, del Folclore, della Favola, della Letteratura.
Taranto oggi pu crescere con una progettualit culturale istituzione di grande rilievo. Porre un intreccio di attivit e di eventi tra le tre strutture del Ministero (Museo, Soprintendenza e Archivio) significa creare una rete che parta da un pensiero convergente per far crescere una citt che ha bisogno di andare oltre il sistema territoriale.
Abbiamo bisogno di eventi per fare di Taranto una citt moderna nella contemporaneit di una filosofia delle strategie di sviluppo. Non parlo volutamente di insistere sullimmaginario che Magna Grecia. Lo si sa gi. Ma la Magna Grecia la condizione per poter discutere di letteratura, di storia del Novecento, di De Chirico e il Mediterraneo (come nei tempi in cui si faceva cultura), dellarchitettura Fascista, delle etno antropologie che sono una granitica matrice identitaria della civilt del Mediterraneo.
impossibile parlare di cultura senza definire il ruolo delle culture. In una mia chiacchiera con la Direttrice DeglInnocenti emerso proprio ci. Le modalit di approccio al bene culturale non solo sono mutate nel tempo, sono soprattutto migliorate in una intercettazione tra utente, ricevente e ricercatore. Una intercettazione che adotta una metodologia educativa.
Mi sembra importante e necessario stabilire un approccio pedagogico come fa il Ministero, e le sedi periferiche, con le professionalit che si trovano, danno un contributo sostanziale alla crescita delle citt.
Nei miei viaggi, per conto del ministero, tra le etnie ho visto piccole realt che fanno grande cultura. Taranto pu oggi realmente essere motrice di eventi con una sinergia territoriale che punti alla armonizzazione di una ontologia delle culture.
Voglio segnalare che nel mese di ottobre il Centro per il Libro e la Lettura del Ministero ha organizzato, come gli altri anni, dal 24 al 29 ottobre levento Libriamoci, ovvero le Giornate di Lettura nelle Scuole. Ha avuto ottimi risultati nelle passate stagioni ed io ho collaborato a tale evento.
Chiaramente anche Taranto con il Museo, la Soprintendenza di Lecce, e lArchivio di Stato possano dare un contributo notevole in un raccordo tra scuola, istruzione e beni culturali. Mi auguro che intorno a tale iniziativa si costruiscano degli eventi che vadano nella direzione della alla educazione alla lettura tra territorio e pagine di vita.
Il libro come bene culturale formativo per una citt che non pu fare a meno di essere competitiva con altre realt. Il Museo una struttura partecipante e valorizzante delle culture viventi (materiale e immateriale) ed ha pieno diritto di articolare con la consueta dialettica della direttrice una articolata apertura tra beni librari e beni archeologici e fenomeni antropologici.



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