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SECONDA RISPOSTA A VITTORIO SGARBI (MENO UFFICIALE)
16-08-2006
Libero Rossi

Attacco frontale: Sgarbi ringhia alla luna.

Il guru dei salotti televisivi e degli eventi culturali, Vittorio Sgarbi, sulle pagine de il Giornale di luned 14 agosto, attacca a testa bassa il sindacato. Accusa direttamente il sottoscritto, e lamico Cerasoli, di protezionismo, favoritismi e malafede. Accuse gravi, anzi gravissime che non potranno concludersi con una semplice nota di risposta. Nel suo articolo Nomine, concorsi e giochetti sindacali spara su tutto e su tutti e si autonomina difensore ufficiale di un gruppo di funzionari illustri, bocciati allultimo concorso per soprintendenti. Continua Sgarbi con illazioni calunniose sulla Commissione del concorso formata da Antonio Paolucci e dai professori Fabio Benzi e Silvia Danesi Squarzina, colpevoli di essere capricciosi, irrispettosi e senza titoli; deride i candidati che, per proprie capacit, hanno superato le prove; esalta il gruppo dei bocciati per i loro presunti meriti, a suo dire, acquisiti sul campo. In sintesi ce ne sono per tutti. Le riflessioni del guru meritano sicuramente una prima risposta puntuale e circostanziata o, come si dice a Roma: a cuccuruc mo timparo io educazione.

Prima questione: il pulpito da cui provengono le accuse.
Di certo, Vittorio Sgarbi, nella sua fortunata e brillante carriera di figura pubblica, fra tante inutili iniziative di successo, deve registrare due sacrosante bocciature, entrambe legate al Ministero per i Beni e le Attivit Culturali: la prima come funzionario di soprintendenza che si conclusa in tribunale con una sua condanna; la seconda come sottosegretario del governo Berlusconi, caratterizzata esclusivamente da gossip di basso profilo e da una serie di nomine, volute proprio da Sgarbi, che ancora gridano vendetta. Lesperienza da sottosegretario si conclusa con la cacciata dal Ministero per comportamento scorretto ma, soprattutto, per scarso rendimento. In poche parole non stato capace di fare niente di buono. Mi sembra paradossale che proprio il dottor Sgarbi, con il suo passato, intervenga su aspetti gestionali, organizzativi e sui criteri migliori per selezionare i futuri soprintendenti. Mi sembra che in questo campo Sgarbi non possa vantare credenziali, anzi ritengo che sia sicuramente un senza titolo e senza meriti.

Seconda questione: La predisposizione naturale quale elemento fondamentale per la nomina a soprintendente.
La problematica posta dal dott. Sgarbi meriterebbe uno studio approfondito con trattati interdisciplinari relativi al clientelismo, ai codici deontologici, alla gestione democratica e trasparente della Pubblica Amministrazione. Proviamo ad esemplificare con un caso reale, gi accaduto, cosa significa, per il dottor Sgarbi, la predisposizione naturale. Quando, da sottosegretario, ha nominato dei soprintendenti la predisposizione naturale consistita nel saldare i propri debiti damicizia ( vedere Il Corriere Adriatico del 28 dicembre 2004). Ha avuto il coraggio, spudorato, di nominare soprintendente per i beni architettonici un insegnante di lettere in pensione, docente in un istituto tecnico di un piccolo paese di provincia. Questa la predisposizione naturale a cui fa riferimento Sgarbi: clientelismo.

Terza questione: valutazione dei risultati ottenuti dai dirigenti quale elemento fondamentale per la loro riconferma.
Su questo punto ci troviamo daccordo, anche perch tale valutazione prevista nei contratti della dirigenza. Ma il dottor Sgarbi, come al solito, fa il furbetto. Infatti, non dato di capire per quale strano motivo consideri esclusivamente le valutazioni universalmente giudicate ottime. E quelle universalmente giudicate negative? Per il nostro guru se le valutazioni negative riguardano i suoi amici non contano. indubbio, per esempio, che lesperienza dellarch. Scoppola nelle Marche stata non solo negativa ma addirittura catastrofica. Il vincolo del monte Conero, a cui fa riferimento il dott. Sgarbi, aveva una perimetrazione che arrivava fino allorizzonte (leggere il decreto del vincolo per credere) e ha prodotto solo perdite e danni, ha intaccato la credibilit del Ministero ed ha indebolito lazione di tutela della soprintendenza. Un vincolo illegittimo, illegale, ingestibile per lampiezza del territorio interessato. In sintesi un coctail di esaltazione, fantasia ed arbitrio amministrativo (vedere decreto di annullamento del TAR delle Marche per credere). Per il dott. Sgarbi, in questo caso, la valutazione dei risultati negativi non conta, anzi sottolinea e condivide il nuovo incarico di responsabilit assegnato al nominato architetto. Il guru non perde occasione per interpretare il ruolo del marchese del Grillo: io so io, (e faccio e dico quello che me pare, ndr) e voi nun sete gnente! Sgarbi non ha alcuna credibilit.

Quarta questione: Sgarbi definisce il concorso per soprintendente grottesco e sbagliatofinalizzato ad eliminare molti e favorire alcuni protetti.
Le considerazioni del dott. Sgarbi sono solamente illazioni diffamatorie gravi, prive di fondamento. Tanto gravi da poter legittimare una querela per diffamazione. Di certo un personaggio di altro spessore, di fronte al convincimento espresso con tanta sicurezza dal dottor Sgarbi, non avrebbe scelto le pagine di un giornale per denunciare i presunti brogli. Inoltre, paradossale e contraddittorio il fatto di partecipare ad un concorso con regole certe, e, dopo la pubblicazione dei risultati contestarlo. Contestazione non soggettiva ed in merito alle singole valutazioni ma sulle impostazioni di fondo, sulle regole. Troppo facile contestare dopo la pubblicazione dei risultati, solo Sgarbi poteva avere la faccia tosta per farlo.

Quinta questione: il dottor Sgarbi afferma che agli orali sono stati ammessi concorrenti ignoti, privi di esperienza e che i loro nomi destano ilarit per quanto trasparente la protezione che li ha assistiti.
Falso, spudoratamente falso. Anche se non li conosciamo personalmente tutti, sappiamo bene chi sono i funzionari che hanno superato gli scritti: onesti, preparati e capaci, con decenni di esperienza alle spalle, che hanno mandato avanti, sulla loro pelle, molte soprintendenze. Il concorso per esami, in considerazione dellampiezza delle materie, ha dei margini di incertezze ai quali nessuno pu sottrarsi, nomi noti con esperienze di direzioni di uffici e semplici funzionari. Sappiamo bene che per dirigere una soprintendenza non basta conoscere leggi, procedure e storia dellarte ma ci sembra comunque un buon bagaglio sul quale costruire altre capacit e altre qualit. La lettura dei risultati, con lesclusione dei nomi illustri, attesta la correttezza del lavoro della Commissione. Le regole, ci piacciano oppure no, vanno rispettate in modo integrale e sono valide per tutti i concorrenti. Solo Vittorio Sgarbi, e la sua consorteria, la pensano diversamente.

Sesta questione: il dottor Sgarbi accusa il sindacato di essere in malafede e di essere a conoscenza della protezione che hanno avuto i funzionari ammessi agli orali.
Affermazione falsa, assurda e calunniosa. La CGIL non a conoscenza di nessuna irregolarit, non ha protetto n intervenuta in favore di alcun candidato. tanto assurda la tesi di Sgarbi che nelle sue scomposte dichiarazioni accomuna, evidentemente con gli stessi intenti, il sottoscritto con lamico Cerasoli. Lipotesi semplicemente ridicola. Tutti sanno che con il rappresentante della UIL, da anni, i rapporti sono praticamente solo di duro scontro e di sostanziali diversit. Il guru non ha capito, come al solito, niente.

Con cordialit
Mogginano 16 agosto 2006


Libero rossi
(Fp-Cgil beni e attivit culturali)



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