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Sul concorso per le Soprintendenze
22-09-2006
Fausta Garavini

Scrivo questa nota perch mi capita ogni giorno di leggere qualche notizia sul recente concorso per 11 posti di dirigente storico dellarte e ne sento di tutti i colori, quindi vorrei dire anch io qualcosa in proposito.
Quel concorso stato (con buona pace delle dichiarazioni di Libero Rossi e della UIL) un errore.
Non che siano sbagliati i concorsi in s, anzi, ma stato sbagliato rimandare questo e trascinare fino a quel punto la situazione di un gruppo di persone come gli storici dellarte del Mibac.

Compatito e sbeffeggiato da tempo immemore, questo tipo do funzionario dello Stato sbarca un lunario misero, lavora tipicamente quasi senza collaboratori e fa tutto da s, arrotonda in tutti i modi scrivendo per mostre e settimanali turistici pi o meno patinati.

Normalmente esposto ad un dirigente spesso molto lunatico, ha vissuto e superato talvolta , ma non sempre, con successo la crisi fra la figura dello storico dellarte, che gli era stata fatta balenare alluniversit, e il ruolo di conservatore di beni culturali che deve giocoforza assumere.
Questa duplicit di aspirazioni lo dilania e, complice lo scarso stipendio e il lavoro gravoso, ne fa una figura sostanzialmente in difficolt.
Sarebbe disposto nobilmente a scannare il suo compagno di stanza per avere un incarico che potrebbe metterlo in rapporto diretto con persone pi importanti di lui ( o di lei) e cos conferirgli almeno il prestigio sociale che il magro stipendio non pu permettergli. Alcuni sgomitano finch non riescono ad avere un insegnamento ( qualsiasi a contratto, come schiavi o come scudieri ) e quindi ad assimilarsi alla casta dei docenti universitari. Anche questa una promozione, no?
Non ci sono Gombrich e Pope Hennessy nel Ministero come stato detto, ma forse tranne qualche vecchio saggio, queste figure carismatiche mancano in generale fra gli storici dellarte italiani.
Sono passati quei tempi pionieristici, ora lo storico dellarte nel migliore dei casi aspira a scrivere dispense per Repubblica e a fare mostre per guadagnare sullesempio dello sgarbone nazionale.
Pochi aspirano ad essere vox clamans come Settis.
Questi sono gli aspetti negativi.
Ce ne sono per molti positivi sui quali non mi dilungo perch sono sotto gli occhi di tutti: abnegazione, onest, preparazione generalmente buona, remissivit , costanza, dedizione al lavoro e infine una certa qual miopia che permette lincoscienza dei folli. Alla fine il patrimonio non si ancora distrutto e c, anzi i restauri in Italia sono ottimi ed esiste una informatizzazione discreta. Fra costoro, circa 300 (gli altri erano esterni) hanno presentato la domanda per cercare di migliorare la loro prospettiva di carriera, altrimenti inesistente.

Dopo la prima selezione le 150 persone , non solo interne, giunte alla prova erano tutte pi o meno motivate, alcune a fare il soprintendente, altre semplicemente a tentare per veder di aumentare il loro magro stipendio. Opportunit che per alcuni si presentava per la prima e forse unica volta nel corso dellattivit lavorativa. Questo per far capire la situazione e quanto sia stato sbagliato trascinarla cos per anni senza intervenire. Era molto facile prevedere che, comunque fossero stati giudicati gli scritti, ci sarebbero stati ricorsi e insoddisfazioni.
Secondo punto - la commissione: a parte il Direttore regionale Paolucci della Toscana, che come tutti sanno stato anche ministro quindi molto esperto del funzionamento della struttura, gli altri sono di scuola squisitamente romana e dunque con rapporti e legami con alcuni settori degli storici dellarte prevalentemente romani. E ci ha senzaltro orientato la correzione dei temi, soprattutto quelli di storia dellarte. Questo probabilmente sarebbe successo comunque, ma in questo caso sembra che i tempi di correzione brevi (dai 4 ai 6 minuti per tema, minuto pi minuto meno ) abbiano deciso molto rapidamente il destino di questa speranzosa massa di disgraziati cinquantenni senza prospettive.

Terzo punto - i reggenti : abbastanza chiaro che non si doveva trascinare la loro situazione; il Ministero fa una pessima figura ad affidare incarichi importanti a persone che poi non vengono valutate idonee nemmeno a superare lo scritto, e quindi nemmeno a discutere la propria preparazione. Errore grave, questo di non ammettere un maggior numero agli orali, superficialit e delirio di onnipotenza da parte della commissione.

Al contrario si sarebbero ritardati i tempi e si sarebbero sbranati tutti comunque, ma in seguito senza coinvolgere innocenti.
Ancora unosservazione circa i giudizi : in molti casi ci si trovati di fronte a giudizi sufficienti per quanto riguardava le prove amministrative e negativi in storia dellarte: sarebbe come dire che gente che ha approfondito per tre o quattro mesi la legislazione dei beni culturali ha raggiunto la sufficienza in queste materie, mentre dopo aver studiato la storia dellarte per trenta anni non la merita. Strano no?

Quarto punto - in altre amministrazioni il concorso per diventare dirigenti si svolge con prove che riguardano s la storia dellarte, ma orientata nel senso della gestione dei beni. Argomento che viene proposto allattenzione degli uffici ogni giorno e in ogni modo, in quanto ritenuto settore indispensabile da approfondire per tentare di salvare il salvabile. In questo caso i temi sembravano pi adeguati ad un concorso di ingresso in una scuola di specializzazione e cos sono stati giudicati. A parte Paolucci forse, nessuno nella commissione era in grado di dare un giudizio su un vero problema gestionale o di comunicazione del Mibac.

Livello basso di temi e quindi di giudizio, e certo anche facile gioco per escludere o ammettere quasi casualmente chiunque. Fermo restando che senzaltro molti amici di tutti sono stati giudicati idonei a superare lo scritto. E tutto sommato questo ci che dispiace : che la formula tradizionale e forse obsoleta, ma non per questo da rifutare, sia stata invece utilizzata in modo un po presuntuoso e supponente.

Insomma, al di l dei ricorsi che si annunciano numerosi e di chi entrer o non entrer nel ruolo dei dirigenti di questa morente struttura, si pu dire che questa stata un occasione perduta di valutare adeguatamente le potenzialit senzaltro presenti nella base.
In ogni caso, se undici persone diventano dirigenti con questa modalit cos caldeggiata e cos antiquata, questo non risolve i problemi del ruolo degli storici dellarte e dei funzionari in genere, n men che meno del Ministero che da qualche tempo sembra pi disorientato che mai. Oltre ad avere dirigenti vecchi, pensa vecchio, al punto di arrivare a situazioni di questo tipo.

I sindacati possono prendere la parti del concorso , ma dovrebbero per prima cosa riflettere un po sul loro ruolo e sulle lacune della loro attivit allinterno del Mibac: una situazione del genere si sarebbe forse potuta evitare con una loro precedente maggiore attenzione.

Il nuovo Ministro, con lipotesi di diversificare i periodi di ferie, ha certo dato un segnale di orientamento verso il turismo, che per non essere legato alle stagioni pu diventare culturale nel senso pi ampio del termine.

Si tratta di un tema che offre innumerevoli spunti di riflessione e molte possibilit progettuali destinate proprio agli uffici periferici del Ministero e quindi ai funzionari che, se fossero minimamente sollevati dallincombenza di fare i fax, potrebbero, nonostante la tarda et, offrire un contributo prezioso per conoscenza ed esperienza del territorio.



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