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Finanziaria e beni culturali
12-10-2006
Ufficio Legislativo Intesa Mibac

Il disegno di legge finanziaria per l’anno 2007 oltre che penalizzare il personale del comparto Ministeri, penalizza ancor di più il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

I Governi, passati e presenti, hanno tentato di misurarsi sulla questione “cultura” senza trovare risposte a riaffermare la potestà dello Stato sui Beni Culturali, e altresì senza trovare una soluzione reale e concreta per quanto attiene la valorizzazione della cultura.

Il Sindacato INTESA, sostenitore da sempre dell’esclusiva competenza dello Stato sulla politica generale della Tutela e Valorizzazione della cultura in ogni sua forma ed espressione, ha inoltre posto come uno dei temi principali della propria attività sindacale l’immissione in ruolo dei Lavoratori Precari che, non dimentichiamo, hanno garantito, con la loro presenza,la continuità dell’apertura di grossi siti archeologici e musei.

Ricordiamo che il Sindacato è nato per essere una “ forza di garanzia “ per tutti i lavoratori, anche se, per un Sindacato Ministeriale, non è facile conservare libertà ed autonomia. Noi, con la nostra Autonomia, stiamo cercando di ridare al lavoratore la libertà persa, garantendo di partecipare attivamente al vero rinnovamento del mondo del lavoro, senza che tutte le iniziative intraprese si risolvano in sterili scenografie. Davanti a questi punti, il Coordinamento Nazionale Intesa Mibac, a partire dai prossimi giorni, incontrerà i propri Dirigenti Sindacali, per discutere ed elaborare una serie di iniziative sia a livello locale che nazionale, per porle successivamente con incontri già programmati, al vaglio di esponenti del mondo politico.

Il Coordinatore Nazionale Intesa Mibac Alessandro Vaglica R
oma 12/10/2006
Ufficio Legislativo Intesa Mibac


MODIFICA ALL’ART. 57, COMMA 2 DEL DISEGNO DI LEGGE FINANZIARIA PER L’ANNO 2007, COSI’ COME SOTTO RIPORTATA:


Per l’anno 2007, una quota pari al 20% del fondo di cui al comma 1 è destinata alla stabilizzazione del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che conseguano tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29/Settembre/06 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data dell’entrata in vigore della presente legge, purchè sia stato assunto con norme previste di legge o mediante procedure selettive di natura concorsuale, nel limite dei posti disponibili in organico di ogni singola Amministrazione interessata.


RELAZIONE ILLUSTRATIVA DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE PER L’INCREMENTO DEL FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE PRESSO IL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI.


Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali gestisce, attraverso la propria struttura territoriale, numerosi beni di interesse artistico e storico, nonché vaste aree di interesse archeologico che rappresentano la tradizione, gli usi ed i costumi dell’Italia. Degli oltre 32 milioni di visitatori che, secondo le stime del 2004, hanno goduto dei beni culturali del Ministero, ben il 60 % sono risultati ad ingresso gratuito. I restanti visitatori hanno pagato il biglietto d’ingresso che, a causa di norme riguardanti le entrate in bilancio, ritorna in parte minima al Ministero.

L’istituzione del Fondo Unico di Amministrazione ( FUA ) presso le Amministrazioni statali permette, di fatto, l’autofinanziamento di tutte quelle attività extra bilancio che debbono affrontare le Pubbliche Amministrazioni nella stesura dei contratti di secondo livello.

Il FUA, finanziato in larga parte dagli stessi lavoratori, funge anche da salvadanaio a cui attingere nei momenti di maggior fermento, anche contrattuale, del Ministero. Va da sé che l’incremento del FUA rappresenterebbe per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali una valvola di sicurezza rispetto alla gestione dei beni culturali italiani. Non sarebbe certo uno scandalo proporre, per il 60 % dei visitatori non paganti, l’ingresso nei siti ad ingresso gratuito ( 177 siti ) di 0,50 centesimi di euro per i visitatori di età non superiore ai 18 anni e per gli ultrasessantacinquenni, e di 1,00 euro per i visitatori di età compresa tra i 18 ed i 65 anni. Non sarebbe altrettanto scandaloso comprendere il costo di 1,00 euro a favore del FUA nel costo complessivo del biglietto d’ingresso nei siti a pagamento, proponendo, per questi ultimi, il medesimo ragionamento effettuato per i visitatori non paganti nei siti ad ingresso libero. Naturalmente va modificata la parte riguardante il rientro finanziario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali dell’operazione descritta, magari imputando direttamente le entrate derivanti dal costo dei biglietti d’ingresso al FUA, per ciascun anno finanziario.

Questa operazione potrebbe essere disposta con decreto ministeriale, non reiterato per ciascun anno finanziario, a firma del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Da una stima approssimata per difetto, le maggiori risorse per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali si aggirerebbero intorno ai venti milioni di euro annui.

Art. 1 – Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al fine di incentivare il personale rispetto all’incremento ed alla fruizione della cultura, è autorizzato ad emettere un biglietto d’ingresso del costo di euro 0,50 centesimi, per i siti archeologici e di interesse storico artistico ed etno-antropologico ad entrata libera, alle persone di età non superiore ad anni 18 e non inferiore ad anni 65. L’entrata della vendita dei biglietti d’ingresso sarà imputata al Fondo Unico di Amministrazione, per ciascun anno finanziario, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.


Art. 2 - Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al fine di incentivare il personale rispetto all’incremento ed alla fruizione della cultura, è autorizzato ad emettere un biglietto d’ingresso del costo di euro 1,00, per i siti archeologici e di interesse storico artistico ed etno-antropologico ad entrata libera, alle persone di età compresa tra gli anni 18 e gli anni 65. L’entrata della vendita dei biglietti d’ingresso sarà imputata al Fondo Unico di Amministrazione, per ciascun anno finanziario, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Art. 3 - Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è autorizzato ad emettere biglietti d’ingresso al costo di euro 0,50 centesimi per i siti a pagamento a carico dei visitatori di età inferiore ad anni 18 e superiore ad anni 65, attualmente non paganti. L’entrata della vendita dei biglietti d’ingresso sarà imputata al Fondo Unico di Amministrazione, per ciascun anno finanziario, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Art. 4 - Dal costo complessivo dei biglietti di ingresso dei siti a pagamento la somma di euro 1,00 a biglietto venduto sarà imputata al Fondo Unico di Amministrazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per ciascun anno finanziario.

Art. 5 – Le operazioni di accreditamento sul Fondo Unico di Amministrazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali delle maggiori entrate percepite con le operazioni di cui agli artt. 1, 2, 3 e 4, per ciascun anno finanziario, dovranno essere effettuate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze entro il mese di febbraio dell’anno successivo all’anno finanziario di riferimento.

Art. 6 – Il Ministro dell’Economia e delle Finanze provvederà con proprio decreto, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad apportare, ove previsto, le necessarie disposizioni per consentire l’accredito delle somme di cui all’art. 5.

Art. 7 – Le maggiori entrate a favore del Fondo Unico di Amministrazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali saranno utilizzate secondo le norme e le disposizioni attualmente in vigore.



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