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Salviamo un monumento : in vendita ledificio storico del Liceo Carlo Sigonio di Modena
01-11-2006
Roberta Cavani



Salviamo un monumento

Il documento che proponiamo riguarda la scelta del Comune di mettere in vendita ledificio storico del Liceo Carlo Sigonio di Modena: una decisione che il Comune ha preso senza consultare la scuola, contravvenendo allimpegno ogni anno ribadito alla scuola di completare il restauro delledificio, iniziato ormai molto tempo fa.

Tale decisione, che per il Comune si impone per ineludibili ragioni economiche, ha sollevato nella scuola discussione e perplessit: sia rispetto al merito della scelta, sia rispetto al metodo con cui stata presa. Il testo allegato che abbiamo gi inviato alla stampa locale ed ad associazioni culturali, stato elaborato da alcuni insegnanti e sottoscritto dalla Presidenza e nasce dalla volont di rendere pubblica questa vicenda e di coinvolgere il pi ampio numero di cittadini in una riflessione critica sul rapporto tra le scuole e lamministrazione, come sulle politiche culturali della nostra citt. La invitiamo dunque a partecipare a questa riflessione inviando, anche via e-mail, adesioni e firme ed eventualmente ad interessarsi al problema sollevato.

Cordiali saluti

Il gruppo promotore Proff. Cajumi, Cavani, DAcconti, Guidelli Contatti: Liceo Carlo Sigonio Modena, www.sigonio.it tel 059 223510 fax 059237476 info@sigonio.it Chiara Guidelli, tel. 059 212062; e-mail chiara.gui@iol.it Luisa Cajumi, tel. 059 300986; e-mail piluisa@aliceposta.it Alessandra DAcconti, tel. 059 222663; e-mail aledu@tiscalinet.it Roberta Cavani, tel. 059 373440; e-mail robertacavani@hotmail.com

Adotta un monumento, che poi lo vendiamo

Per una riflessione comune sulla politica culturale e scolastica dellamministrazione pubblica modenese. Il 1 aprile 2006 il Liceo Sigonio presentava lattivit svolta allinterno del progetto Adotta un monumento, promosso dal Comune nelle scuole per valorizzare il patrimonio storico-architettonico della citt. Alcune classi infatti avevano lavorato a lungo sulle tracce murarie che oggi restano, nelledificio attualmente occupato in via Saragozza, dellantica cappella del Corpus Domini: la cappella del convento secentesco trasformatosi alla fine dell800 in Scuola Normale e allinizio del 900, con la riforma Gentile, in Istituto Magistrale (oggi Liceo articolato in tre indirizzi: socio-psico-pedagogico, delle scienze sociali, musicale). Peccato che la memoria storica sia un mero esercizio di scuola, dei pi separati, sembra, dallinteresse della comunit. Di quelledificio che dal 600 ad oggi aveva ospitato unattivit educativa ininterrotta, testimone di una storia ricca e importante nella e per la citt e che ancora ad aprile sembrava dover essere sottoposto ad un secondo e ultimativo intervento di recupero -- ebbene, di quelledificio, in un pomeriggio dello scorso maggio, Comune e Provincia insieme annunciano al Consiglio di Istituto la vendita. Si vende perch, in sostanza, non ci sono i soldi per ristrutturare; per la scuola, che da qualche parte bisogna pur mettere, si costruir un nuovo edificio nella zona della Cittadella, in unarea del demanio tra la ferrovia e la piscina Dogali; i conti tornano, perch la nuova scuola non solo coster meno al Comune ma contribuir, cos ci dicono, al piano di risanamento di quella parte della citt, gi avviato: grazie davvero per le pareti nuove di zecca (quelle arcate inutili, un chiostro troppo vecchio), e soprattutto per il prestigioso ruolo di bonificatori che viene offerto alla scuola. Questo documento nasce dalla volont di rendere pubblica questa vicenda e denunciare ai cittadini loperato dellamministrazione. i fatti Nel 1993/94 era giunto a termine il primo corposo stralcio del progetto di ristrutturazione della sede di via Saragozza, (la cui qualit testimoniata dalla resa architettonica dei locali dellattuale biblioteca, uno spazio aperto al pubblico, pienamente integrato nella vita cittadina).

Da allora la scuola si mette in attesa dei lavori edili di completamento secondo il progetto originario del Comune. Una paziente attesa: la seconda parte dei lavori di ristrutturazione ancora sulla carta, comunque prevista, dopo infiniti slittamenti accompagnati da altrettante autorevoli rassicurazioni, per linizio del 2007, nel Programma triennale delle opere pubbliche 2005-07 del Comune di Modena.

LAssessore alla pubblica istruzione A. Querz, non pi tardi del 24 ottobre 2005, conferma la data dinizio dei lavori in un comunicato stampa in risposta allinterrogazione di un consigliere comunale.

Nel corso di questanno gli episodi della vicenda sono scarsi ed equivoci: il 2 marzo 2006 larchitetto Cadignani, preposto alla ristrutturazione, incontra la Preside per mostrarle la bozza del piano dei lavori; il 13 marzo 2006 la Preside incontra lAssessore allistruzione e il Direttore generale del Comune, e solo allora viene ventilata lipotesi, peraltro vaga, dellabbandono del restauro a favore del trasferimento della scuola altrove; il 10 aprile, tuttavia, la Presidente della Circoscrizione Centro Storico visita la scuola per avere unidea precisa delloggetto da ristrutturare.

Quando finalmente al Consiglio di Istituto del 25 maggio scorso si presentano a riferire sulla questione, gli addetti ai lavori (assessori e non) a una voce sola comunicano che non appare pi praticabile lipotesi di ristrutturazione per le ragioni seguenti:

1. troppo lunghi (3-4 anni) appaiono i tempi della ristrutturazione;
2. troppo consistente la crescita della popolazione scolastica del Sigonio rispetto allo spazio effettivamente fruibile;
3. troppo disagevole lasciare le classi nella parte agibile della sede durante la ristrutturazione ;
4. troppo esigue, anzi inesistenti, le risorse finanziarie un tempo previste per il progetto. Che ne sar dunque del vecchio edificio? Il Comune, ci viene risposto, lo vender: i soldi sono importanti, soprattutto quando scarseggiano; con gli introiti ottenuti dalla vendita si potranno costruire anche altre scuole; i problemi del Sigonio vanno collocati nel contesto della citt e della Provincia, e i bambini dei nidi e della scuola dellinfanzia sono una priorit assoluta. Il Sigonio avr una sede nuova, moderna ed efficiente.

Il 19 settembre, con lultimo incontro tra amministrazione comunale e Consiglio di Istituto, la vicenda si conclude. Le decisioni sono ormai ufficialmente prese: a giorni la firma del Protocollo dintesa tra Comune e Provincia sulledilizia scolastica. la nostra posizione Intendiamo sollevare davanti ai cittadini e allopinione pubblica innanzitutto un problema di metodo. Contestiamo infatti la prassi seguita dal Comune: anni e anni di promesse e dilazioni per poi comunicarci, in modo del tutto inaspettato, una decisione unilateralmente presa. Non cos che pu funzionare il rapporto tra scuola ed ente locale: se si fosse voluto un buon rapporto, se veramente si fosse tenuto alle ragioni della democrazia, il Comune avrebbe dovuto ragionare insieme alla scuola e valutare con la scuola le difficolt sopravvenute, perch la decisione finale fosse realmente condivisa.

Quanto al merito della decisione, ci pare discutibile la scelta del Comune di abbandonare il restauro a favore della costruzione di una nuova sede in zona Cittadella, per pi ragioni:
 non si pu che constatare lo spreco di denaro pubblico impiegato nella prima ristrutturazione, vanificata da un atto di vendita;
 appare alquanto inopportuno destinare a una scuola unarea ad alto inquinamento acustico e ambientale (quanto coster lopera di insonorizzazione?);
 la scuola finisce con il valorizzare unarea marginale e poco appetibile alledilizia privata. Ma non ci avevano insegnato che la scuola dovrebbe essere un fine e non un mezzo?
 il centro storico deve rimanere riserva esclusiva della speculazione privata? Perch tutti gli studenti devono essere espulsi dal centro storico e sparati nei cosiddetti poli moderni ed efficienti, rompendo cos ogni legame con un tessuto urbano che potrebbe essere ancora vitale? Non si vogliono difendere nostalgie passatiste n interessi esclusivi di casa propria, neppure trascurare le difficolt economiche del Comune. Vorremmo semmai discutere democraticamente di priorit economiche in tempi di sprechi e di priorit culturali in una citt che ha fatto della cultura una sua bandiera.

Ci chiediamo infine perch lamministrazione dei beni pubblici debba essere considerata come un gioco a somma zero, dove necessario scegliere tra la saggia gestione economica, la modernit e lefficienza da una parte e le ragioni della tutela del patrimonio storico di una citt e dellidentit culturale di un bene pubblico dallaltra.


Il gruppo promotore: proff. Luisa Cajumi, Roberta Cavani, Alessandra DAcconti, Chiara Guidelli Prima firmataria il dirigente scolastico, prof.ssa Roberta Pinelli Modena, 3 ottobre 2006



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