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Rinvenuta la chiesa di Santa Maria, prima cattedrale di Canosa
10-10-2006
Giuliano Volpe

Si appena conclusa la campagna di scavi 2006 condotta dal Dipartimento di Scienze Umane dellUniversit di Foggia, con la direzione di Giuliano Volpe e la responsabilit sul campo di Roberta Giuliani, Danilo Leone e Alessandra De Stefano, nellarea del Battistero di San Giovanni. Gli scavi fanno seguito alle ricerche condotte nella stessa citt per cinque anni, tra il 2001 e il 2005, nellarea di San Pietro, che hanno portato allindividuazione di un monumentale complesso paleocristiano costruito nel VI secolo dal vescovo Sabino, costituito da una chiesa preceduta da un atrio, da edifici residenziali e da strutture funerarie, tra le quali un mausoleo identificabile con la tomba di Sabino, che, come ricorda unoperetta agiografica del IX secolo che narra la vita del vescovo, il rinvenimento della sua tomba e la traslazione della suo corpo, fu sepolto proprio a San Pietro. A lungo si era ritenuto che nella chiesa di San Pietro fosse da riconoscere la prima cattedrale canosina, ma le ricerche archeologiche hanno invece dimostrato che ebbe una destinazione cimiteriale e che fu costruita nel VI secolo da Sabino.
Restava dunque aperto il problema dellindividuazione delloriginaria cattedrale paleocristiana in una citt nella quale molto precocemente, gi alla met del IV secolo, era certamente attiva una cospicua comunit cristiana, se un suo vescovo, Stercorio (Stercoreus ab Apulia, de Canusio) fu lunico vescovo pugliese presente allimportante concilio di Sardica del 343-4.
Lunica chiesa citata dallanonimo autore della Vita di San Sabino ma finora non ancora individuata era la chiesa di Santa Maria, accanto alla quale il potente vescovo costru nel VI secolo un monumentale battistero dedicato a San Giovanni. Grazie ad una serie di indizi archeologici individuati nel corso di scavi effettuati nellarea antistante il battistero nel 2002-03, stato possibile ipotizzare la collocazione della chiesa di Santa Maria immediatamente a sud del battistero e del atrio. Al di sotto un possente strato di accumulo spesso oltre tre metri stato cos possibile individuare i resti della chiesa, attualmente nota solo in una piccola parte corrispondente ad una porzione della navata centrale, della navatella meridionale e del nartece. Ledificio di culto presenta quasi sicuramente unarticolazione in tre navate, probabilmente con un atrio antistante, come lasciano supporre le basi del colonnato del nartece. La chiesa risulta inoltre pavimentata con mosaici policromi a decorazione geometrica, di cui sono stati individuati due livelli sovrapposti, relativi verosimilmente alla pavimentazione originaria e ad un intervento di rifacimento del mosaico, forse dovuto proprio al vescovo Sabino.
Non meno interessanti sono i dati archeologici relativi alle fasi di abbandono e di rioccupazione della chiesa paleocristiana, nella cui area si insediarono in et altomedievale alcune capanne e poi, nella piena et medievale, una serie di abitazioni, dotate di fosse granarie e di pozzi: con la prosecuzione delle indagini, sar infatti possibile per la prima volta indagare in estensione una porzione dellabitato medievale di Canosa.
Non stato ancora possibile precisare con esattezza la cronologia del primo impianto della chiesa, che per sicuramente attribuibile ad un momento precedente lepoca di Sabino. Se fosse confermata una sua datazione al IV secolo, saremmo in presenza di un edificio di significative dimensioni (la larghezza non pare possa essere inferiore a 20 metri) tra i pi antichi dItalia.
Con questa nuova scoperta Canosa si conferma una realt archeologica tra le pi importanti della Puglia e dellItalia meridionale per quanto riguarda la fase paleocristiana, con un patrimonio costituito da numerosi complessi monumentali che consentir, quando le aree archeologiche saranno definitivamente sistemate e rese fruibili, uno straordinario itinerario segnato dalle chiese di San Pietro, di Santa Maria-Battistero di San Giovanni, di San Leucio, dalla cattedrale medievale di San Sabino e dalle catacombe di Santa Sofia-Ponte della Lama, con la possibilit di snodarsi nella valle dellOfanto fino alle chiese paleocristiane poste al di sotto delle cattedrali medievali di Barletta e Trani. In tale percorso paleocristiano un ruolo importante potr essere svolto dal costituendo Museo dei vescovi di Canosa, in fase di progettazione nel bel Palazzo Minerva posto nel cuore della citt ofantina, nei pressi della Cattedrale.



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