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I precari, i catalogatori e i progetti di formazione co-finanziati per formare prossimi disoccupati
22-12-2006
Roberto Sauerborn

Palermo, venerdì 17 marzo 2006


LETTERA APERTA

Oggetto: I precari, i catalogatori e i progetti di formazione co-finanziati per formare prossimi disoccupati.

E’ proprio il caso di dirlo: la destra non sa cosa fa la sinistra anche se, in questo periodo, vista la intercorrente campagna elettorale, ciò non parrebbe possibile…
Ma non sono gli schieramenti politici ciò a cui faccio riferimento (anche se poi tutto è a loro riconducibile…) ma all’azione propria di governo, sia regionale che
nazionale ad alla gestione dei finanziamenti pubblici ex Agenda 2000.

Se si vuole è possibile leggere la presente come una critica o un attacco al governo regionale e nazionale: liberi di farlo; tanto, per quel che (purtroppo) una lettera può fare contro la sfacciataggine e l’interesse personale (esaltato dalla e nella
legge elettorale) può essere poco, ma,…
Ma, ciò nonostante, il senso di sgomento prodotto dagli eventi e dalle notizie che in questi ultimi tempi si leggono e sentono, mi obbliga ad esternare questa riflessione e interrogativi.

Leggo, ancora oggi (venerdì, 17 marzo 2006), sulla pagina di Palermo di un quotidiano nazionale (la Repubblica), il riepilogo di quanto accade e/o accadrà
all’ARS nei confronti di precari, catalogatori, forestali, medici, lavoratori della pomice, agricoltori, ecc.ecc., e, nella stessa pagina, proprio al centro dell’articolo (ben in vista), la pubblicità di un corso di formazione per “Addetti
alla catalogazione, digitalizzazione, conservazione e valorizzazione di BBCC fotografici” cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro e
dalla Regione Siciliana, organizzato da una cooperativa (CRIMISOS) in ATS con un’altra società (ISI srl) e in partenariato con la Fondazione G. Whitaker ; e
rimango perplesso…
E mi domando:
ma come si possono finanziare (con soldi pubblici) dei Progetti di formazione che hanno ad oggetto la “produzione” di addetti in un settore come quello dei BBCC dove,
ancora proprio in questi giorni, degli esperti del settore (i catalogatori: noi), che da decenni vi lavorano in un costante stato di precarietà con contratti
rinnovati di mese in mese, si vedono, insieme a tutti gli altri, presi in giro con continui rimandi di responsabilità, sul loro futuro? (proprio di questi giorni è un ulteriore proroga, dell’infinito lavoro precario, sino alla fine dell’anno:chissà se, dopo questa lettera, mi verrà rinnovato il
contratto…!)

Poi, ancora, leggo e sento di nuove società e associazioni private che nascono proprio per la gestione dei BBCC in Sicilia e che hanno la sede presso lo stesso Assessorato ai BBCC come, per esempio, la Herimed pare che abbia presso il Centro
Regionale per il Restauro:?!?!
Cosi, la domanda sorge spontanea: ma cosa sta succedendo?
Forse, ai catalogatori, “come a tutti gli altri” di cui sopra, li (ci) stanno prendendo per … i fondelli?
Così, la mente va al gigantesco concorso del 2001 dell’Ass. Reg. BBCC che “avrebbe” dovuto “sistemare” tutti gli esperti del settore e che, invece, si è dimostrato una
gigantesca bufala sia per le modalità di svolgimento, che per i metodi di valutazione dei titoli, (metodi stranamente non previsti dalla legge e redatti e adottati solo nel 2004 e dopo aver aperto tutte le buste/Istanze presentate dai
partecipanti/concorrenti:!?) dato che non sono stati presi in considerazione e, quindi, valutati (per la redazione delle graduatorie) proprio quei servizi e
incarichi svolti per conto delle Soprintendenze quali, per esempio, quelli di cui all’art. 27 della L.R. 116/80 (legge istituzionale dei BBCC in Sicilia) e che
avrebbero potuto comportare, ovviamente, altre valutazioni e, quindi, ben altre graduatorie con altri vincitori…

Ma, a queste cose (OVVIAMENTE), chi ha interesse si deve opporre per le vie amministrative, perché i politici (quelli che “fanno” le leggi) non sanno che cosa fare anzi, “non possono fare nulla”...
Così, bisogna sborsare migliaia di “euri” tra avvocati e copie di documenti senza che (purtroppo), i responsabili (della “dimenticanza”:?), rischino nulla di tasca
propria: loro sono l’apparato amministrativo burocratico che opera (ovviamente) nel solo interesse pubblico.
Verrebbe da chiedersi: interesse pubblico si, ma di chi in particolare?

Con l’auspicio di produrre l’interesse sperato, porgo cordiali saluti.

Roberto Sauerborn



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