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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Demolizione immobile “ex Convento di S. Maria di Costantinopoli", Zungoli (AV)
28-12-2006
Paolo Caruso, "Uniti per Cambiare"

Si trasmette in allegato copia delle memorie relative all'ex Convento di S.M. di ostantinopoli di Zungoli,(AV), dichiarato di interesse particolarmente importante ai sensi dell’art. 10, comma 3, lettera a) del D.Lvo n. 42/2004 con decreto del
Direttore Regionale della Campania n. 247 del 7 dicembre 2005, demolito in data 19 ttobre 2006, con ordinanza “ad horas” del D.L. per “grave stato di pericolo strutturale e per “la pericolosità igienico-sanitaria”. Per quanto esposto nelle
memorie allegate si chiede a sostegno della tutela dei Beni Culturali, di valutare l'assunzione di iniziative per possibili abusi commessi contro il patrimonio culturale del paese, affinché fatti come questi non possano dilagare e vanificare il lavoro di tutela delle Soprintendenze, delle associazioni, degli studiosi, della Scuola che svolge un’azione educativa quotidiana in sinergia con la stessa Soprintendenza per educare e sensibilizzare le nuove generazioni alla
tutela dei beni culturali, della propria memoria storica

Gruppo Consiliare “UNITI PER CAMBIARE”
ZUNGOLI (AV)
Zungoli, 11 dicembre 2006

SPETT. LE MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DELLA CAMPANIA- Via Eldorado, 1 - Castel dell'Ovo –
80132 -NAPOLI

SPETT.LE SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI E PER IL PAESAGGIO, PER IL PATRIMONIO
STORICO, ARTISTICO ED ETNOANTROPOLOGICO
DI SALERNO E AVELLINO
Via Botteghelle 11 (Palazzo D'Avossa) -
84100 SALERNO

Oggetto: Demolizione immobile “ex Convento di S. Maria di Costantinopoli, XV- XVI sec.”
via P.S. Anna – 83030 Zungoli (AV) - decreto del Direttore Regionale della
Campania n. 247 del 7 dicembre 2005 e BAPPSAD di SA e AV, prot. N. 16309/2005.
Il sottoscritto Paolo CARUSO, Consigliere Comunale del Comune di Zungoli, Gruppo “ Uniti per
Cambiare”,
Premesso che:
Il Consiglio Comunale di Zungoli in data 24 marzo 2005 ha approvato il programma di
valorizzazione e di riqualificazione urbanistica del centro storico di Zungoli mediante - la
CATALOGAZIONE DEI BENI DI CUI ALL' ART. 2, COMMA 1, L.R. 26/2002, dei BENI ARCHITETTONICI, di EDIFICI e MANUFATTI RICADENTI NELL'AMBITO del COMUNE
DI ZUNGOLI (AV) di interesse storico-artistico ed ambientale.
Che la Giunta Comunale di Zungoli con delibera n. 37 del 24 marzo 2005, dichiarata immediatamente esecutiva, approvava il relativo progetto di catalogazione ai sensi della predetta
LR n. 26/2002, costituito di n. 15 schede di catalogazione, tra cui l’ex convento di S. Maria di
Costantinopoli del XV- XVI secolo, occupato dai Frati Servi di Maria dal 1592 al 1642, come risulta dai verbali dell’Ordine e dalle suore Stigmatine nel 1864, come è documentato da un atto
dell’archivio parrocchiale di Zungoli.
Che inspiegabilmente in data 5 aprile 2005, 11 giorni dopo l’assunzione dei precitati provvedimenti, iniziavano i lavori di demolizione del tetto dell’ex convento di S. Maria di
Costantinopoli, in contrasto con i precitati deliberati del CC e della GC di Zungoli, con cui veniva approvata la catalogazione dei beni di cui all’art. 2 della LR n. 26/2002, in contrasto con
il parere della Soprintendenza ai Bappsae di AV e SA del 30/10/1982, prot. N. 2205/AV, con cui
si raccomandava di assoggettare il predetto lotto H (ex convento di S. Maria di Costantinopoli) all’intervento di risanamento conservativo R1 e non di demolizione.
Che a seguito della segnalazione del sottoscritto al Comune di Zungoli, in data 15 aprile 2005, di
dare esecuzione ai citati deliberati mediante la sospensione dei lavori di demolizione dell’ex Convento di S.Maria di Costantinopoli del XV-XVI e all’ Ufficio Bappsae di Avellino, il
Soprintendente di AV-SA disponeva la sospensione dei lavori ai sensi dell’art. 10 del D.Lvo n. 42/2004 e avviava la procedura di dichiarazione di bene storico-artistico.
Che i lavori di demolizione avevano interessato l’asportazione dei portali in pietra, il disfacimento
del tetto con parziale demolizione di due piccole coperture “ a cannucce” mentre restavano intatte le “volte a botte”, a “crociera” e a “carrozze”.
Che in data 18 maggio 2005 la Soprintendenza BAPPSAD di Salerno e Avellino, con provvedimento prot. N. 16309 comunicava l’avvio del procedimento di dichiarazione ai sensi
dell’art. 10 del D.Lvo n. 42/2004.
Che con decreto del Direttore Regionale della Campania n. 247 del 7 dicembre 2005, l’immobile “ex Convento di S. Maria di Costantinopoli” veniva dichiarato di interesse particolarmente
importante ai sensi dell’art. 10, comma 3, lettera a) del D.Lvo n. 42/2004 e sottoposto a tutte le disposizioni di tutela del precitato D.Lvo 42/2004.
Che avverso al citato Decreto Regionale alcuni proprietari hanno proposto ricorso giurisdizionale al TAR di Salerno che in data 12 ottobre ha concesso la sospensiva di cui si allega copia.
Che in data 19 ottobre, alle ore 7,10 parte dell’immobile già risultava demolito a mezzo di escavatore come risulta dalla foto allegata.
Che simultaneamente il sottoscritto interessava l’Ufficio tecnico del Comune di Zungoli evidenziando le gravi responsabilità per i danni al patrimonio culturale, storico- artistico ed
ambientale di Zungoli e la grave violazione del D.L.vo n. 42/2004, in particolare dell’art. 20,
comma 1, “ Codice dei beni culturali e del paesaggio” che statuisce : “ I beni culturali non possono
essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”.
Che nella stessa mattinata segnalava, mediante e-mail, la demolizione in corso dell’immobile di cui sopra alla Bappsae di Avellino allegando copia della sospensiva del TAR di Salerno e relativa foto.
Che nella stessa giornata l’immobile veniva quasi totalmente demolito.
Atteso che il direttore dei lavori, come risulta dagli atti richiesti al Comune, ha ordinato la
demolizione dell’immobile “ad horas” per “grave stato di pericolo strutturale e per “la pericolosità igienico-sanitaria”, pericoli che non si rilevano dalla foto scattata qualche mese fa e
durante la demolizione.
Che l’art 27 del richiamato D.Lvo n. 42/2004 prevede che, in caso di assoluta urgenza, possono essere effettuati interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato, ma non di demolizione, purche' ne sia data immediata e preventiva comunicazione alla soprintendenza.
Che non essendo intervenuta nessuna decisione nel merito, perché la definizione della controversia deve avvenire nella sede della decisione di merito e non può essere una sospensiva ad
autorizzare la distruzione di un bene culturale, come statuito dalle leggi vigenti e dalla giurisprudenza costante, l’immobile “ex convento di S. Maria di Costantinopoli” è da ritenersi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela del precitato D.Lvo 42/2004.
Che la demolizione del predetto immobile, pertanto, oltre ad essere un grave danno al patrimonio storico-artistico ed ambientale di Zungoli, configura un grave reato per distruzione del bene culturale, (art. 20, comma 1, del D. L.vo n. 42/2004), bene di cui lo stesso Comune di Zungoli
aveva chiesto la catalogazione con la precitata delibera di GC n. 37/2005, per manifesta illegalità per la “distruzione” della prova fisica oggetto della controversia in corso.
Come rispondere agli alunni delle scuole che da alcuni anni partecipano ai progetti attivati dalla
sezione didattica della Bappsae di AV e SA a cui abbiamo insegnato a rispettare e difendere i Beni
Culturali, perché il bene culturale è stato demolito.
Per quanto sopra esposto chiede alle SSLL ill.me, di assumere iniziative per valutare le eventuali
responsabilità e illegalità, i possibili abusi commessi contro il patrimonio culturale del paese, affinché fatti come questi non possano dilagare e vanificare il lavoro di tutela portato avanti con grande fatica e sacrificio dalle Soprintendenze, dagli studiosi e cultori dell’arte e dei beni culturali,
dalla Scuola che svolge un’azione educativa quotidiana in sinergia con la stessa Soprintendenza per
educare e sensibilizzare le nuove generazioni alla tutela dei beni culturali, della propria memoria storica.

Paolo CARUSO



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