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Lettera al ministro Rutelli: concorso per Soprintendenti storici dell'arte del Mibac
02-01-2007
Per tutti i firmatari Maura Picciau, Direzione Regionale Beni culturali della Sardegna

Alleghiamo la lettera che i sottoscritti concorrenti ammessi all'orale del concorso per Soprintendenti storici dell'arte del Mibac hanno scritto al Ministro Francesco Rutelli.
Tale lettera giunge dopo una analoga missiva che gli stessi firmatari scrissero il 25 ottobre al Presidente Napolitano, perché come garante della Costituzione indicasse un indirizzo sulla questione.
Il 28 dicembre, invece, appreso che il Quirinale aveva rinviato
al Ministro Rutelli il nostro testo per un'opportuna valutazione,
abbiamo chiesto un incontro con quest'ultimo.


Al Signor Ministro
Onorevole Francesco Rutelli
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Via del Collegio Romano, 27
ROMA 00186



Signor Ministro,
I firmatari di questa lettera sono tutti storici dell’arte, e funzionari della Pubblica Amministrazione, ammessi a sostenere le prove orali del concorso a 11 posti di dirigente, prove sospese e rinviate ‘sine die’, come Ella sa, dal Direttore Generale per il personale, in attesa dell’esame, da parte del TAR, di alcuni ricorsi di concorrenti esclusi.
Ormai in prossimità del Nuovo Anno e dopo oltre tre mesi di silenzio da parte dell’Amministrazione, Le chiediamo di poterLa incontrare per ricevere da Lei auspicabili assicurazioni in merito alla vicenda che ci vede coinvolti. Vicenda complessa e che ha generato più di un problema agli scriventi, sia in ambito privato sia, ed è la cosa più grave, in ambito professionale, nei rispettivi uffici.

La notizia del bando di un nuovo concorso, per l’accesso alla dirigenza di seconda fascia, con alcuni posti per Storici dell’Arte e impostato su basi assai diverse da quelle che regolano l’espletamento del precedente, ci spinge a chiederLe un chiarimento.
Il concorso ex G. U. 24/2/2006, infatti, prevedeva ben tre prove scritte (da noi superate con successo) e una orale, mentre il nuovo bando richiederebbe soltanto una valutazione dei titoli e un colloquio. Inoltre considererebbe come titolo massimamente qualificante la reggenza di un Ufficio di Soprintendenza: non è questo motivo di squilibrio tra i principi concorsuali, tale da meritare una riflessione alla luce del dettato costituzionale (art.97)?

Sul tema, in ottobre, ci rivolgemmo al Presidente Napolitano perché con il suo alto magistero volesse indicare un indirizzo. La risposta pervenutaci il 5 dicembre rimette a Lei, Signor Ministro, la valutazione dei fatti e pertanto siamo fiduciosi che Ella vorrà, attraverso un colloquio con gli scriventi, acquisire ulteriori elementi di giudizio, anche al fine di tutelare i diritti acquisiti dagli scriventi.

Certi di un positivo riscontro, speriamo di poterLe porgere personalmente i nostri più distinti saluti.

Seguono le firme di: Angela Acordon, Luciana Arbace, Sandrina Bandiera, Gabriele Borghini, Luca Caburlotto, Stefano Casciu, Marco Ciatti, Bruno Ciliento, Fabio De Chirico, Anna Coliva, Daniele Ferrara, Luigi Ficacci, Maria Antonella Fusco, Laura Gigli, Matteo Lafranconi, Giorgio Leone, Fabrizio Magani, Francesca Romana Mainieri, Mariastella Margozzi, Rosaria Mencarelli, Marica Mercalli, Marisa Milella, Andrea Muzzi, Patricia Olivo, Giovanna Paolozzi Strozzi, Maura Picciau, Daniela Porro, Daila Radeglia, Claudia Tempesta, Saverio Urciuoli, Angela Tecce, Mariella Utili, Leandro Ventura, Fabrizio Vona

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IL TESTO DI UN PRECEDENTE APPELLO A GIORGIO NAPOLITANO

Roma, 23 ottobre 2006


Signor Presidente della Repubblica
on. Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
ROMA

Signor Presidente,
Le scriviamo in qualità di garante della Costituzione, con l’auspicio di un Suo autorevole intervento su una vicenda che va oltre il semplice interesse di un gruppo di cittadini, investendo un tema di rango costituzionale.

Siamo funzionari dello Stato ammessi alle prove orali del concorso per dirigenti storici dell’arte di seconda fascia, bandito dal Ministero per i beni e le attività culturali. Nello scorso settembre, superate le prove scritte, avremmo dovuto sostenere gli orali. Ma questi, a pochi giorni dallo svolgimento, sono stai rinviati sine die, con atto del tutto inedito, dalla Direzione Generale del Ministero, soltanto in ragione di un ricorso presentato al T.A.R. del Lazio da parte di alcuni candidati non ammessi, tutti funzionari del Ministero per i beni e le attività culturali, già titolari o di contratto dirigenziale o di incarichi di funzioni dirigenziali assegnati ad personam.

In attesa del pronunciamento del T.A.R., il Governo, dimostrando di ignorare l’esistenza di un concorso in atto già espletato per i tre quarti, ha autorizzato il solo Ministero per i beni e le attività culturali (art. 16 del D.L. 262 del 3 ottobre 2006, atti C. 1750) a bandire un nuovo concorso per la stessa fascia di dirigenza che, secondo gli emendamenti accolti in fase di conversione e in deroga alle leggi vigenti, sarà bandito per titoli ed esami, privilegiando evidentemente i medesimi funzionari ricordati in precedenza.

Il processo storico-istituzionale, che ha progressivamente delineato la separazione tra direzione politica e dirigenza nella Pubblica Amministrazione, sembra messo in discussione dai casi sempre più frequenti di nomine dirigenziali ad personam anche a livelli non apicali, secondo una prassi stigmatizzata perfino dalla Corte dei conti. E ciò rischia di mettere in pericolo da un lato la continuità dell’operato dell’Amministrazione stessa e dall’altro la sua imparzialità.

Per questo ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, con una domanda cruciale: in Italia esiste ancora l’imparzialità della Pubblica Amministrazione? Quanto sta accadendo, infatti, induce sfiducia nelle Istituzioni e palesa una grave carenza del sistema di diritto che è alla base della nostra Costituzione, la quale sancisce che ai ruoli della pubblica amministrazione si acceda esclusivamente tramite concorso pubblico.

Fiduciosi nell’accoglimento delle motivazioni espresse, Le porgiamo i sensi della nostra più alta stima.


Seguono le firme
Angela Acordon
Luciana Arbace
Gabriele Borghini
Luca Caburlotto
Marco Ciatti
Stefano Casciu
Bruno Ciliento
Anna Coliva
Fabio De Chirico
Daniele Ferrara
Luigi Ficacci
Maria Antonella Fusco
Laura Gigli
Matteo Lafranconi
Giorgio Leone
Fabrizio Magani
Francesca Romana Mainieri
Mariastella Margozzi
Rosaria Mencarelli
Marisa Milella
Marca Mercalli
Andrea Muzzi
Angela Negro
Patricia Olivo
Giovanna Paolozzi Strozzi
Maura Picciau
Daila Radeglia
Angela Tecce
Claudia Tempesta
Vitaliano Tiberia
Saverio Urciuoli
Mariella Utili
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