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Eolico: risposta a Greenpeace
04-01-2007
Enzo Cripezzi

Preg.mo dir. Onufrio, Associazione Greenpeace
e p.c. ai media

Scrivo umilmente ma con fermezza per rispondere alle dichiarazioni di Onufrio circa la situazione dell'eolico in Italia, avendo dato volontaristicamente per 20 anni il
mio modestissimo apporto all'ambientalismo locale, o meglio al pseudo ambientalismo se quello che Onufrio definisce.
Le sue affermazioni circa l'ostruzionismo che l'eolico incontrerebbe per espandersi, dilagare direi io, sono fortemente opinabili nel metodo e nel merito, per altro
colpevolmente non approfondito.
La questione gravemente banalizzata e bollata con la solita "sindrome di Nimby": francamente sta diventando l'ennesima trovata per giustificare troppo comodamente
ogni opposizione senza una valutazione intelligente, offendendo chi sul territorio ha cercato di difendere innanzitutto i valori basilari del vivere civile da una colossale speculazione in piena regola e priva di regole. Speculazione a cui la posizione espressa dal direttore delle campagne di Greenpeace
presta il fianco, passando da giusti principi a conclusioni sommarie.
Esprimere opinioni diverse un arricchimento ma non confortare queste posizioni o peggio sminuire le posizioni altrui senza dati di fatto concreti significa cadere nell'equivoco e trascinare in basso la credibilit complessiva di Greenpeace capitalizzata in altre campagne.

Con l'arrivo dell'eolico nel Mezzogiorno d'Italia (l'area economicamente pi vulnerabile del Paese), rivelatosi selvaggio e che oggi non esito a definire senza ritegno, sono state abbattute le pi elementari regole di gioco democratico delle
piccole comunit mentre gli incentivi finanziari, colossali e incontrollati, hanno auto-alimentato la lobby eolica. Essa ha potuto garantirsi poi con le istituzioni la permanenza del vuoto di regole e controllo che doveveva essere a cura degli enti
deputati al governo del territorio, per completare gli scempi pi indicibili. Tutto questo dimostrabile in maniera inoppugnabile.
Se l'eolico incontra difficolt di insediamento io faccio molta fatica ad accorgermene vista la virulenza e la aggressivit del fenomeno.
Sarebbe invece il caso che Onufrio si mobilitasse per stimolare regole certe (e soprattutto rispettosamente condivise e senza prevaricazioni) dal Governo Nazionale.
Ma PRIMA.... di rivendicare il via libera all'eolico, visto che le Regioni ormai non hanno pi nemmeno la capacit di contenere lo strapotere delle societ eoliche.
Onufrio punta il dito persino sulle moratorie in Puglia e Sardegna! E' veramente arduo assumere queste posizioni se per contro si analizzassero seriamente le assurde istanze di tali progetti presentati prima, durante e dopo le moratorie.
Per la cronaca la moratoria pugliese non ha interessato l'iter dei progetti (centinaia e centinaia di torri) presentati prima della moratoria (per altro della durata di un anno !
La attuale assenza di midollo della politica degli amministratori a tutti i livelli, invece, sta ponendo un'ipoteca gravissima e senza precedenti su tutti gli strumenti urbanistici e sui valori del territorio: 50? no 180! 177 meglio! Ok facciamo 168
torri eoliche e non ne parliamo pi...
Ecco, questo il tenore delle discussioni nei Consigli Comunali circa il futuro del loro territorio. Vale a dire il capitale che porterebbe vera occupazione: non parlatemi di occupazione con l'eolico, se quella a migliaia di Km di distanza
nelle aree industriali produttive ma piuttosto di occupazione persa!
Per concludere, caro direttore Onufrio, un detto ambientalista predica "Pensare globalmente, agire localmente"; Lei molto animato nel pensare globalmente sulle questioni energetiche, indubbiamente condivisibili, ma almeno ci conceda l'agire
localmente.
Se invece Lei vuole assumere anche questo ruolo sulla implementazione periferica delle politiche energetiche, allora organizzi un evento pubblico e abbia il rispetto di invitarmi al confronto, magari anche sulle pagine di un giornale se ritiene, cos che io possa raccontarLe l'eolico... ma quello vero, a consuntivo, e non quello del "mulino" di una nota marca pubblicitaria...


Enzo Cripezzi - Foggia ("pseudo-ambientalista")



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