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La conservatoria delle coste della Sardegna
25-02-2007
Stefano Deliperi

LA CONSERVATORIA DELLE COSTE DELLA SARDEGNA


La proposta di legge finanziaria regionale 2007 prevede, all’art. 15, la trasformazione dell’attuale Servizio della Conservatoria delle coste della Sardegna – attualmente presso la Presidenza della Regione – in Agenzia regionale. La finalità è quella di avviare un processo dinamico di tutela, gestione e valorizzazione che tenga conto sia della fragilità degli ecosistemi e dei paesaggi costieri, sia della diversità delle attività e degli usi, delle loro interazioni e dei loro impatti. L’Agenzia nasce quale strumento per l’attivazione di queste politiche: la formula è quella già proposta per rispondere a temi non riconducibili all’ordinaria organizzazione dell’amministrazione regionale. La Conservatoria dovrebbe divenire Agenzia autonoma sotto tutti i piani e ne sono organi il Comitato scientifico, il Direttore esecutivo e il Collegio dei revisori. Tutti nominati con decreto del Presidente della Regione. Il Comitato scientifico ha funzioni consultive e di supporto al Direttore che è il rappresentante legale. Il Direttore esecutivo è individuato tra i dirigenti dell’amministrazione e degli enti regionali.



Si tratta della tanto attesa evoluzione di quella novità veramente interessante nel panorama nazionale delle attività amministrative in favore della salvaguardia e della corretta valorizzazione del patrimonio costiero viene dalla Sardegna. La Conservatoria delle coste della Sardegna.



Sulla spinta delle richieste provenienti da alcune associazioni ecologiste molto attive in materia di tutela delle coste locali (Friends of the Earth International – Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico), le quali hanno recentemente promosso anche una petizione popolare di sostegno della politica di conservazione dei litorali sardi con migliaia di adesioni provenienti da tutta Italia e dall’estero, la Giunta regionale della Sardegna, presieduta dall’on. Renato Soru, ha dato corso ad uno dei punti programmatici del proprio programma di governo (2004) avviato dopo le ultime elezioni regionali. Per ora l’istituzione è avvenuta in via amministrativa, ma fin dall’inizio di è prevista una sua piena definizione di assetti e competenze attraverso un successivo provvedimento legislativo.



Con la deliberazione n. 9/2 del 9 marzo 2005 la Giunta regionale ha istituito, quindi, la Conservatorìa delle coste della Sardegna, Servizio presso la Presidenza della Regione con il compito, inizialmente, di coordinare la gestione delle aree più importanti sul piano ambientale dell’Isola e, in seguito a provvedimento legislativo, di acquisire al patrimonio pubblico e di gestire in un’ottica di governance i “gioielli naturalistici” costieri.



Il nuovo istituto è visto quale uno dei “tasselli” fondamentali della nuova politica di tutela e di corretta valorizzazione del territorio costiero sardo, insieme al piano paesaggistico regionale – P.P.R. (il cui stralcio costiero è stato approvato con deliberazione Giunta regionale n.36/7 del 5 settembre 2006), in attuazione dei compiti in tema di pianificazione territoriale scaturiti principalmente dalla Convenzione europea sul paesaggio, sottoscritta il 20 ottobre 2000, e dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42).



Con deliberazione Giunta regionale n. 36/1 del 26 luglio 2005 è stato approvato il primo piano di attività del Servizio della Conservatoria delle coste che prevede, in particolar modo, lo svolgimento di una conferenza sulla salvaguardia delle coste ed il censimento delle zone costiere appartenenti alla Regione autonoma della Sardegna ed ai suoi Enti strumentali. Con la successiva deliberazione Giunta regionale n. 49/6 del 28 novembre 2006 è stato approvato il secondo piano di azione, ai sensi dell’art. 11 della legge regionale n. 4/2006 (legge regionale finanziaria 2006): con uno stanziamento di 500.000,00 euro si prevede il completamento del censimento ricognitivo delle aree costiere di proprietà regionale e degli enti strumentali, lo svolgimento delle attività propedeutiche per la realizzazione di progetti – pilota di gestione (da inserire in apposito accordo di programma quadro ai fini dell’acquisizione di risorse di fonte C.I.P.E.), la predisposizione di modelli gestionali di sviluppo sostenibile e, specificamente, delle torri costiere sarde. Con la determinazione n. 250 del 22 dicembre 2006, la Presidenza della Regione ha approvato una specifica temporanea short list per l’affidamento di incarichi in materia.



La Conservatoria delle coste della Sardegna è stata istituita, esplicitamente, sul modello del Conservatoire du littoral francese e del National Trust inglese, istituzione pubblica nel primo caso ed associazione privata nel secondo che hanno dato buona prova nel tutelare e gestire estesi patrimoni terrieri litoranei. Il Conservatoire du littoral è stato istituito in Francia nel 1975. È un Ente pubblico a carattere nazionale, posto sotto la vigilanza del Ministero dell’Ecologia. Attua una politica di protezione e gestione degli spazi naturali, acquisiti mediante donazioni, prelazioni o espropriazioni. Attualmente gestisce oltre 103 mila ettari e 880 chilometri di litorali marini e lacuali, 400 diversi siti, dei quali può definire utilizzi e modalità di gestione. Il National Trust, istituito nel 1895 a Londra, invece, è una fondazione privata indipendente e senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di preservare ambienti e paesaggi naturali e culturali. È riconosciuto dai governi di Gran Bretagna, Belgio e Germania e ha un patrimonio (l’1,5 % del territorio di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, di cui circa 600 miglia di coste) costituito da riserve, aree costiere, paludi, giardini storici e aree rurali acquisite nel corso degli anni. Ampie informazioni sull’attività del Conservatoire du littoral e del National Trust rispettivamente sui siti web www.conservatoire-du-littoral.fr e www.nationaltrust.org.uk/main.





Sulla scorta di tali modelli, la Conservatorìa delle coste sarde ha il compito di promuovere acquisizioni al demanio regionale, con vincolo di destinazione, di terreni lungo i 1.850 chilometri di costa dell’Isola, anche attraverso sottoscrizioni pubbliche, lasciti testamentari, permute, comodati gratuiti da privati e da altri enti, e di tutelare questo importante patrimonio naturalistico e paesaggistico dai rischi ai quali è sottoposto. Secondo la deliberazione di Giunta regionale istitutiva, la Conservatorìa potrà agire su più livelli. Gestirà i beni immobili costieri di rilevante interesse paesaggistico e ambientale facenti già parte del patrimonio e del demanio regionale, ma potrà anche acquisire i territori costieri dall’equilibrio ecologico più fragile o a rischio di degrado e compromissione sia attraverso accordi con Amministrazioni statali o locali o Enti pubblici, sia mediante donazioni, acquisti attraverso sottoscrizioni pubbliche, permute con privati. Nel caso di donazioni o lasciti testamentari, i terreni saranno acquisiti al demanio regionale con specifico vincolo di destinazione in favore della Conservatorìa. Dopo l’acquisizione, la Conservatorìa potrà attuare i lavori di ripristino naturale delle località e poi predisporre i piani di gestione: la cura delle attività gestionali potrà essere successivamente affidata ad Enti locali, a cooperative, società di servizi o associazioni ambientaliste che dovranno, comunque, assicurare l’accesso al pubblico. La struttura gestionale della Conservatoria delle coste appare piuttosto agile e vede nel Presidente della Regione il garante del coordinamento delle politiche paesaggistiche e ambientali. E’ previsto un Comitato d’indirizzo, con competenze politiche e programmatiche, formato formato dal Presidente della Regione, dagli Assessori dei beni culturali, informazione, spettacolo e sport, degli enti locali, finanze ed urbanistica, della difesa dell’ambiente, della programmazione, bilancio ed assetto del territorio, del turismo e commercio, affiancati da tre esperti nominati dalla Giunta regionale con incarico triennale. La struttura tecnica e operativa verterà su un nuovo Servizio interassessoriale, istituito presso la Presidenza della Regione avvalendosi di risorse degli assessorati interessati. Questo secondo livello si occuperà dell’attività giuridico-amministrativa (acquisizione delle aree, cura degli aspetti amministrativi della gestione, istruttorie, predisposizione delle sottoscrizioni pubbliche, ecc.) e tecnico-scientifica (cura ed attuazione dei piani di gestione delle aree costiere, predisposizione dei monitoraggi ambientali, promozione dell’educazione ambientale e del turismo sostenibile, ecc.). Per le attività di supporto tecnico, la Conservatorìa dovrà raccordarsi con le esistenti strutture regionali competenti in materia di ambiente e di tutela del paesaggio (es. Servizi ripartimentali del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione autonoma della Sardegna, Servizi di tutela del paesaggio, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna - A.R.P.A.S., ecc.).



In estrema sintesi, la recente iniziativa amministrativa della Giunta regionale della Sardegna individua un Servizio amministrativo finalizzato alla salvaguardia, gestione e valorizzazione economica sostenibile delle aree costiere sarde più pregiate. Un’iniziativa che dovrà trovare in tempi brevi ulteriore forma compiuta mediante l’approvazione di un apposito provvedimento legislativo, ma che fa intuire lungimiranza per la conservazione dei litorali isolani, sottraendoli al troppo spesso presente rischio di speculazione immobiliare.



L’istituzione della Conservatoria delle coste della Sardegna ha avuto notevole eco nazionale (es. ampi servizi su Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, ecc.) ed internazionale: i partecipanti alla conferenza internazionale della società civile sulla strategia mediterranea di sostenibilità (MSSD) hanno manifestato la loro soddisfazione in un messaggio al Presidente della Regione (marzo 2005). Ben 80 rappresentanti di 162 associazioni di 18 Paesi del bacino del Mediterraneo esprimevano il loro compiacimento per l’istituzione della nuova struttura di tutela ambientale e auspicato che le altre Regioni che si affacciano sul Mare Nostrum adottino analoghi provvedimenti di salvaguardia dei litorali costieri.



Si ricorda, inoltre, che nell’estate 2005 era stata consegnata al Presidente della Regione autonoma della Sardegna on. Renato Soru ed al Presidente del Consiglio regionale on. Giacomo Spissu la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde promossa dagli Amici della Terra e dal Gruppo d’Intervento Giuridico. Gli aderenti sono stati ben 3.515 e vedono tra di loro parlamentari europei (on. Monica Frassoni), l’intera direzione nazionale degli Amici della Terra (Rosa Filippini, Walter Baldassarri e Maria Laura Radiconcini), personalità della cultura (lo scrittore Giorgio Todde), personalità del volontariato attivo (don Ettore Cannavera), rappresentanti di associazioni ecologiste di tutto il Mediterraneo (Coordinamenti Friends of the Earth dell’Europa e del Mediterraneo, associazioni nazionali aderenti a Friends of the Earth di Francia, Spagna, Cipro, Israele, Palestina, Croazia, Tema Foundation della Turchia, Istria Verde della Croazia, N.T.M. di Malta, C 21 dell’Algeria, Green Action della Croazia, European Geography Association della Grecia, E.N.D.A. della Francia, Green Home del Montenegro, S.P.N.L. del Libano, Link di Israele, E.N.D.A. Maghreb del Marocco, Tunisian Front Organization della Tunisia, Ecomediterrania della Spagna, O.D.R.A.Z. della Croazia, A.P.E.N.A. della Tunisia, A.F.D.C. del Libano, R.A.E.D. dell’Egitto, Ceratonia Foundation di Malta, C.O.A.G. della Spagna, WWF – programma Mediterraneo dell’Italia, I.P.A.D.E. della Spagna, Forum della Laguna di Venezia dell’Italia, W.A.D.A. del Libano, Associazione per la Wilderness dell’Italia), componenti di formazioni politico-sociali (vari aderenti a circoli di Progetto Sardegna) e, soprattutto, tanti comuni cittadini sardi, di tante altre parti d’Italia e numerosi stranieri. La petizione ha chiesto – oltre un nuovo piano paesistico con efficaci misure di tutela, un’adeguata fascia di rispetto costiero (sempre almeno 500 metri dal mare), la conservazione integrale dei tratti costieri ancora integri o non compromessi – anche l’istituzione dell’Agenzia per la salvaguardia delle coste cui affidare l’acquisizione al patrimonio pubblico e la corretta gestione dei tratti di litorale più pregevoli dal punto di vista ambientale e paesaggistico.



Nel febbraio 2006 è stata, poi, presentata un’indagine di ricerca condotta dal Gruppo d’Intervento Giuridico e dagli Amici della Terra comprendente l’elaborazione di documenti propedeutici all’Agenzia per la Salvaguardia delle Coste (relazioni illustrative, proposte di legge regionale istitutiva e regolamenti gestionali, proposte gestionali specifiche per il sito – tipo delle Saline di Carloforte, ecc.) alla presenza del Presidente nazionale degli Amici della Terra Rosa Filippini, dell’allora Assessore regionale dei beni culturali Elisabetta Pilia e del rappresentante ufficiale del Conservatoire du Littoral Christine Sandel. La ricerca ha beneficiato di un contributo regionale (art. 60, comma 3°, della legge regionale n. 1/990) di euro 2.986,00 sui 4.000,00 resi disponibili (deliberazione Giunta regionale n. 40/2 del 26 agosto 2006) ad esclusiva copertura dei costi di produzione dei materiali e delle trasferte dei relatori esterni. Tutti i materiali prodotti, in primo luogo proposte normative e gestionali, sono stati formalmente inviati alla Giunta regionale con la finalità di contribuire concretamente alla realizzazione dell’Agenzia per la salvaguardia delle coste. Proprio quella Conservatoria delle coste sarde di cui si auspica, finalmente, la piena operatività nel caso di una rapida approvazione del testo contenuto nella proposta di legge regionale finanziaria 2007.





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