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restauro di Santa Maria di Costantinopoli a Papasidero: alcune precisazioni
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Arch. Franca Colino - Arch. Rosanna Droghini

IL RESTAURO DELLA CHIESA SS. MARIA DI COSTANTINOPOLI
COMUNE DI PAPASIDERO

“ poi , pian piano
il Grande Muto si è commosso e
ha cominciato a confidarsi”

“ fra le principali fasi del restauro
la più delicata è quella che riguarda l’inizio dei lavori
con cui comincia il dialogo fra noi e l’opera d’arte che ci consiglia le direttive da seguire, ci aiuta risolvere i più intricati problemi, ci svela tanti piccoli segreti tenuti in serbo per noi”
Gino Chierici

“Restauro e Valorizzazione Chiesa SS. Maria di Costantinopoli”
Finanziato con Decreto PMC 20.11.2002
Progettisti e Direttori dei Lavori
Dott. Arch. Franca Colino
Dott. Arch. Rosanna Droghini
Impresa Costruzioni Generali Orlando Vicchio
Acquaformosa (Cs)


Notizie storiche
La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli si trova nel
Comune di Papasidero, piccolo nucleo urbano situato
nell’entroterra cosentino.
Santa Maria di Costantinopoli sorge addossata alla roccia sulla
riva destra del fiume Lao, raggiungibile dall’abitato attraverso un ponte fatto costruire dal benefattore Nicola Dario nel 1904 sopra l’ossatura ancora visibile di quello medievale, noto un tempo col nome di “Ponte della Rognosa” .
L’origine della chiesa è strettamente legata alla presenza
dell’affresco su roccia situato all’interno che rappresenta la
Madonna col Bambino fra l’Arcangelo San Michele e il Vescovo,
di datazione e paternità incerte (i caratteri iconografici lo fanno risalire al XIV secolo).
La prima notizia certa sulla chiesa è quella del suo ampliamento
databile dopo la peste del 1656, come segno di devozione da
parte dei fedeli, intervento riscontrabile dalle finestre trilobate che ornano la navata principale, ma è probabile che il nucleo originario si trovasse negli ambienti voltati posti al di sotto della chiesa. A conferma di ciò sono alcuni elementi rintracciati, durante i lavori di restauro, all’interno degli ambienti stessi che fanno presagire la presenza di un’antica copertura a falde sostituita successivamente da quella voltata e i resti dell’antico ponte medievale posto ad una quota inferiore rispetto all’ingresso della chiesa attuale. Successivamente, intorno al XVIII secolo, vennero aggiunte la sacrestia e le due navate laterali, di cui quella di destra presumibilmente era un loggiato su cui era posto l’ingresso della chiesa.
Gli interventi condotti tra l’Ottocento e il Novecento hanno
conferito alla chiesa l’impianto planimetrico attuale, con la
chiusura del loggiato, lo spostamento dell’ingresso principale
direttamente all’esterno e l’apparato decorativo interno.


Descrizione
L’ impianto planimetrico della Chiesa è costituito da una
navata centrale e da due laterali, la navata centrale di altezza
maggiore si conclude direttamente nel presbiterio, dove alle
spalle dell’altare posto direttamente sulla parete rocciosa si
trova l’affresco.
Foto 1 – L’interno della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli dopo i lavori di restauro.
Alle tre navate corrispondono tre campate, scandite da archi a
tutto sesto poggianti su grossi pilastri quadrangolari, ornati da
una serie di cornici in stucco di fattura ottocentesca, come
riporta la data rinvenuta durante i lavori sotto una finestra della volta (A.D. 1838).
L’interno della chiesa è illuminato da tre finestre trilobate poste lungo ciascun lato della navata centrale, altre due rettangolari sono poste nelle lunette della volta, e quattro finestre di forma rettangolare si aprono sulla parete di fondo, rispettivamente due in corrispondenza della navata centrale e una su ognuna delle navate laterali. Sempre collocata sulla parete di fondo è la cantoria lignea, opera di artigiani locali, su cui si trova un organo in legno dipinto a canne metalliche, risalente al XVIII secolo.
Foto 2 – La parete di fondo con la cantoria dopo i lavori di restauro Tra la prima metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento
numerose chiese del territorio furono interessate da una serie di
miglioramenti e arricchimenti degli apparati decorativi influenzati dalle forme architettoniche che si diffondevano in Italia in quel periodo.
Chiaramente bisogna tener presente che in zone così periferiche
gli influssi dell’architettura arrivavano in tono minore e sempre
rivisitati dalle maestranze locali. Nonostante ciò, anche nella
Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, come in molti altri edifici sacri del luogo, ritroviamo elementi tipici delle chiese di fine Ottocento, con espliciti riferimenti al Neobarocco, come le lesene con capitelli compositi, gli elementi decorativi quali tondi e motivi floreali e l’ utilizzo del marmorino.
L’apparato decorativo della chiesa, presente nella navata centrale
e nel presbiterio, è costituito da due lesene sovrapposte che
ornano i pilastri quadrangolari, i cui capitelli compositi
sorreggono una cornice orizzontale fortemente aggettante che
corre lungo tutta la chiesa, ad eccezione della parete di fondo. Di particolare interesse sono i tondi e i volti dei puttini posti sulla cornice rispettivamente sugli archi a tutto sesto e sulle lesene.
Testimonianze orali riferiscono che i tondi vennero realizzati
nella prima metà del Novecento dalle donne del paese, con un
particolare impasto di acqua e farina di mais, circostanza
verificata durante i lavori di restauro.
Impostato ad una quota inferiore a quella della cornice aggettante
si trova l’arco maggiore, il cui intradosso presenta due cornici
all’interno delle quali si trovano delicati motivi floreali. Il
presbiterio, a pianta rettangolare, è coperto da una volta a botte
lunettata e decorata da una serie di cornici in stucco che si
intrecciano tra loro. All’ interno delle lunette della volta si aprono due finestre. Archi concentrici privi di elementi decorativi sottolineano, invece, l’affresco delimitato da un ricco e scenografico apparato ornamentale che subisce una costante
aggressione dall’umidità della roccia su cui è posto direttamente.
Il passaggio dal presbiterio al transetto e da questo alle navate
laterali è sottolineato da archi a tutto sesto, i cui intradossi sono decorati con tondi e festoni.
Di fattura piuttosto semplice è l’altare in marmo datato 1936.
Il lato sinistro della chiesa è occupato dalla sacrestia, da cui,
attraverso una scaletta in pietra, si accede ai terrazzamenti del
giardino e a tre ambienti voltati a botte, uno dei quali, quello di maggiori dimensioni, era prima accessibile solo da una botola in pietra posta all’interno della chiesa, essendo stata murata in tempi recenti la porta che rendeva possibile l’accesso dall’esterno. Sul lato destro della chiesa, posto a ridosso della roccia, si trova il campanile a pianta quadrata e a due livelli, il cui impianto planimetrico si modifica al piano dove sono poste le campane assumendo una forma esagonale, la parte terminale è costituita da una cuspide a base piramidale, fattura che si riscontra in molti altri campanile della zona.
Stato di Conservazione Il degrado della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli è iniziato a causa di un incendio verificatosi sulla parete rocciosa che sovrasta l’intero complesso e che ha provocato la rottura del
manto di copertura con il conseguente danneggiamento delle
strutture lignee portanti e degli apparati decorativi interni a
seguito delle infiltrazioni di acqua piovana.

Foto 3 – Il danno provocato sulla copertura alle strutture lignee e alla controsoffittatura

Nel tempo le condizioni della chiesa sono
notevolmente peggiorate a seguito delle prolungate
e abbondanti infiltrazioni di acqua piovana che
hanno determinato l’ulteriore deterioramento
degli elementi di finitura ed architettonici
dell’interno, mettendo in pericolo, per l’eccessiva
umidità l’affresco.
Foto 4-5 – Il degrado della chiesa a seguito delle infiltrazioni di acqua piovana
Foto 6 -7- La situazione nei transetti prima del restauro

All’interno della chiesa, al momento della redazione del progetto
di restauro, si riscontrava in particolare:
· un evidente e grave deterioramento dell’intonaco sulle pareti
lisce del transetto e delle navate laterali;
· efflorescenze saline con ampie zone umide e con presenze di
muffe sui pilastri, le cornici a stucco e la parete al di sotto
dell’affresco;
· lesione sull’intero pavimento in battuto di cemento;
· infissi fatiscenti per il perdurare delle situazioni di precarietà in cui si trovava l’edifico,
Il campanile presentava:
· un elevato stato di degrado dell’ intonaco e degli infissi.
Foto 8 - 9 – Nel tempo il degrado all’interno della chiesa è notevolmente aumentato, si nota il pavimento in battuto di cemento con la botola in pietra.
Foto 10 – 11 Il degrado della chiesa dopo l’intervento sulla roccia e durante i lavori di rifacimento della copertura.
Foto 12 – L’ interno della chiesa durante i lavori di rifacimento della copertura.

Il Restauro
L’ idea che ha guidato il progetto di restauro è stata quella
di tutelare e valorizzare un’opera nel rispetto della sua
stratificazione storica, di cui la Chiesa di Santa Maria di
Costantinopoli costituisce un caso emblematico, in quanto i
passaggi storici sono chiaramente leggibili sul manufatto
architettonico.
L’intervento di restauro da noi progettato e diretto ha
interessato l’intero edificio con l’esclusione del rifacimento
della copertura, della controsoffittatura e dell’intervento sulla
roccia sovrastante affidati ad altri professionisti.
Nell’attuazione del restauro si sono seguite le attuali
metodologie che impongono una linea critica nell’ operare
sul manufatto, in quanto ogni intervento costituisce un caso
unico, non inquadrabile in categorie e regole prestabilite, ma da
rivalutare e da ristudiare volta per volta, senza assumere
posizioni predefinite o schieramenti nei confronti delle diverse
problematiche e soluzioni che si presentano in ogni intervento.
Le operazioni di restauro hanno avuto inizio con la pulitura
degli ambienti sottostanti la chiesa per procedere alla messa in
opera delle opere provvisionali di puntellamento delle volte. Si è
quindi rimosso il pavimento in battuto di cemento per
l’alleggerimento del carico sulle volte e la realizzazione sulle
stesse di una cappa di malta tixotropica rinforzata con fibre di
carbonio.
La pavimentazione della chiesa è stata realizzata con pietra
grigia locale su massetto alleggerito e rinforzato con rete
elettrosaldata. Uno dei tre gradini che conducono al presbiterio,
prima in comune marmo bianco è stato sostituito con pietra
grigia bocciardata dalle caratteristiche simili a quelli esistenti.
Un intervento di pulitura ha interessato gli elementi lapidei
presenti all’interno della chiesa quali i rimanenti gradini tra la
navata centrale ed il presbiterio e le navate laterali ed il
transetto, la soglia dell’ingresso principale, e le botole.
Prima di qualsiasi operazione da effettuare sugli intonaci, sono
stati eseguiti da personale specializzato saggi stratigrafici, per
verificare presenze riconducibili ad età precedenti, in quanto
il dilavamento subito dalle pareti, a seguito delle abbondanti
infiltrazioni di acqua piovana, aveva rivelato al di sotto dello
scialbo, delle colorazioni.
Foto 13 – I saggi condotti sulla volta hanno portato alla luce tracce di decorazioni.
I saggi stratigrafici sono stati effettuati con la rimozione degli
scialbi e delle incrostazioni utilizzando applicazione di
compresse di cellulosa imbevute con soluzione di sali
inorganici e bisturi.
Foto 14 - 15 - Le cromie ritrovate con i saggi stratigrafici sulle cornici della
volta.
Dette operazioni hanno rivelato la presenza di tinteggiature a
varia cromia e l’assoluta assenza di qualsiasi apparato pittorico.
Foto 16 – Il saggio effettuato sull’arco maggiore e il ritrovamento elle decorazioni
floreali.
Si è quindi proceduto :
- al ripristino degli intonaci privi di elementi architettonici
situati nel transetto e nelle navate laterale, che presentavano
problemi di efflorescenze e umidità, attraverso la loro
asportazione, il trattamento antiumido e la successiva stesa
dell’intonaco deumidificante;
- alla revisione di tutti gli elementi architettonici decorativi,
quali cornici, capitelli etcc.;
- alla ripulitura e al fissaggio del colore, da parte di personale
qualificato.
Foto 17 - 18 – 19 – I saggi sui capitelli compositi
Foto 20 - 21 - L’interno della chiesa prima e dopo il restauro
Foto 22 – 23 – La chiesa prima e dopo il restauro
Foto 24 – Il presbiterio ed i transetti prima dell’intervento di restauro.
Foto 25 – Il presbiterio ed i transetti dopo l’intervento di restauro.
Foto 26 - 27 – Particolare dell’arco del transetto prima e dopo l’intervento di
restauro.
Foto 28 - 29 – Particolare delle decorazioni della navata, durante i lavori sulla
copertura e dopo l’intervento di restauro.
Foto 30 – La volta dopo l’intervento di restauro.
Tutti gli infissi sia interni che esterni, fortemente degradati, sono
stati sostituiti con infissi in legno di castagno dalle
caratteristiche analoghe a quelle esistenti, ad eccezione del
portone principale di ingresso che è stato solo restaurato.
I tre ambienti sottostanti la chiesa, ripuliti e pavimentati con
sestini di cotto, sono stati resi accessibili e fruibili ai visitatori
con la realizzazione di un percorso esterno.
Foto 31 - Il vano al di sotto della chiesa prima del restauro.
Foto 32 - Il vano al di sotto della chiesa dopo il restauro.
Foto 33 -34 – L’esterno della sacrestia prima e dopo il restauro.
Foto 35 - 36 – Il percorso all’esterno della chiesa per accedere agli ambienti
sottostanti prima e dopo l’intervento di restauro.
All’esterno della chiesa sono stati realizzati integrazioni e
Foto 37 - 38 - L’ esterno della chiesa prima e dopo l’intervento di restauro.
rifacimenti di parti d’intonaco, con materiali fortemente
traspiranti a basso contenuto di sali idrosolubili e un trattamento
superficiale per uniformarlo a quello esistente.
Al di sotto della copertura su tutto il perimetro della chiesa si
sono fissate le tracce di un inizio di decorazione (XIX-XX sec.);
sulla facciata d’ingresso sono state evidenziate le arcate murate
della loggia, con un diverso trattamento dell’ intonaco, per
preservare e tramandare gli elementi che testimoniano
l’evoluzione del manufatto e permettono una facile “lettura”
delle stratificazioni storiche.
Foto 39 – La chiesa e i campanile prima del restauro.
Nel campanile si è intervenuti consolidando la struttura lignea
di sostegno alla cuspide che presentava notevoli problemi di
degrado e ripristinando il solaio di piano in legno, onde
facilitare l’accesso alle campane.
Foto 40 - 41 – La struttura lignea della cuspide prima e dopo l’intervento di
restauro
Foto 42 – Lo stato di degrado dell’intonaco del campanile e della cuspide prima del
restauro.
Foto 43 – Lo stato di degrado dell’intonaco del campanile prima del restauro.
All’esterno si è uniformata la tipologia della colorazione
seguendo quella più antica ed utilizzando la cromia originaria,
quella del grigio per la cuspide, del bianco e del rosa per il
campanile, riducendo la vivezza dei colori con una leggera
velatura.
Foto 44 – La Chiesa di SS. Maria di Costantinopoli dopo il restauro.
Il progetto ha interessato, inoltre, il rifacimento dell’impianto
elettrico secondo la normativa vigente e gli impianti necessari a
rendere l’edificio sacro fruibile da visitatori e fedeli.


Arch. Franca Colino
Arch. Rosanna Droghini
Archivio fotografico privato
Stampato in proprio
Marzo 2007



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