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Ancora scempi in Toscana
22-03-2007
Fabio Bessi

Allego per il prof. Asor Rosa, coordinatore dei movimenti e comitati per la tutela del paesaggio toscano, le mie segnalazioni a Suo tempo fatte, relative ad un scempio toscano (per la cronaca eseguito da amministratori appartenenti alla stessa parte politica del professore). Si parla bene e si razzola male! Evviva!




All’Illustrissimo Onorevole Giuliano Urbani Ministro dei Beni Culturali in Italia
pc: Al Presidente della Regione Toscana
Al Presidente della Provincia di Siena
Al Sindaco di San Gimignano
Al Sindaco di Poggibonsi
co: Corriere della Sera - Milano
La Nazione (quotidiano di Firenze) San Donato Milanese, 22/09/2004

Oggetto: Articolo 9 – secondo comma - della Costituzione (La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico della Nazione) –

Come il “bel Paese” diventa ogni giorno che passa un “ex bel Paese” Le racconto un fatto, non perché abbia alcuna speranza di portare un qualche contributo alla salvaguardia delle bellezze dell’Italia, ma solo perché Lei possa toccare con mano come nei fatti funzionano le cose, specificatamente in relazione alla tutela del paesaggio, in barba alla Costituzione e a quello che dovrebbe essere uno degli interessi principali di questo Paese e della sua più bella Regione (mi sia consentito un po’ di campanilismo). Per inciso faccio presente che nel 2002 segnalai la cosa alla Magistratura - vedi esposto allegato e che tutto quanto poi dico è verificabile: basta andare sul posto! • La strada provinciale che da Poggibonsi conduce a San Gimignano, nel suo primo tratto in pianura, attraversa una zona, detta Fosci, dalla quale in passato si poteva godere una splendida vista panoramica di San Gimignano, incorniciato fra bellissime colline piene di vigneti, olivi e cipressi, fra le quali spiccava la collina di Pietrafitta con il suo folto di cipressi. Era uno stupendo biglietto da visita dell’antica città, dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, vanto dell’Italia e del Mondo intero, e difatti moltissimi turisti, quando passavano di là, andando o tornando da San Gimignano, si fermavano ad ammirare il profilo lontano ed irreale delle Torri, a stupirsi di tanta bellezza, a scattare fotografie per non perdere questo meraviglioso ricordo del loro viaggio in Italia. • Tale zona, che mi risulta sia in Comune di Poggibonsi, è negli anni scorsi stata dichiarata industriale (non se ne sarebbe potuto trovarne un'altra meno critica dal punto di vista panoramico? Forse, però con diversi interessi da tutelare…………), con il progressivo sorgere di fabbriche e capannoni adibiti ad attività commerciali ed industriali, con un particolare concentramento proprio sulla parte sinistra in direzione di san Gimignano, la parte del panorama, per intendersi. Ebbene, se i primi capannoni (quelli più vicini a Poggibonsi), seppure brutti, non nuocevano al panorama, gli ultimi nuocciono gravemente allo stesso, tanto che la vista di San Gimignano è stata totalmente eliminata da orribili strutture, in particolare un capannone verde posto alla fine della strada recentemente rifatta a doppia carreggiata. In tal modo uno dei più bei panorami della zona è andato ormai irrimediabilmente perduto. Ebbene, qualcuno si è mai fatto carico del problema e per impedire lo sconcio? • La Regione? La Provincia di Siena? L’Amministrazione comunale di San Gimignano (che avrebbe dovuto essere la più sensibile)? L’Amministrazione comunale di Poggibonsi? Gli Enti Statali preposti alla tutela del paesaggio (Sovrintendenze o come si chiamano)? Le Associazioni ambientaliste (tutte: FAI, Italia Nostra, Archeo Club, ce ne sono tante)? • Risposta: NO, a nessuno è importato niente dello scempio in atto. E così l’Italia, quella poca Italia rimasta bella, è oggi un po’ meno bella, e tutti ne sono: • o indifferenti (la Regione Toscana, forse perché loro fanno solo l’alta politica e non possono perdersi in queste quisquilie; il Comune di San Gimignano, tanto i turisti a spendere i loro soldi ci vanno ugualmente; gli Organi pubblici incaricati della tutela del Paese, perché si sono evitati delle grane, tanto nessuno li premia o li rimprovera per quello che fanno o non fanno, ecc., i cittadini della zona che non si ribellano a questo stato di cose, perché …………; ecc.) • o addirittura felici e contenti (Poggibonsi perché ha la sua nuova grande zona industriale con le fabbriche, gli operai, i sindacati, le elezioni nelle quali si può sbandierare quello che si è fatto per l’economia della città, ecc.; la Provincia di Siena probabilmente per motivi analoghi o perché ritiene la questione non di sua competenza; ecc.). Illustre Ministro, è solo un esempio “piccolo” (per me non tanto piccolo, perché ogni volta che passo di lì, mi si stringe il cuore) di come vanno le cose nei posti (Italia, Toscana, San Gimignano) che tutti ci invidiano e che godono (o dovrebbero godere) di particolare tutela. Figurarsi negli altri! E così il “bel Paese” si avvia ad essere sempre di più un “ex bel Paese”. Evviva! Evito ogni ulteriore commento che ci porterebbe lontano. Grazie dell’attenzione che Lei vorrà riservare a questo episodio.
Fabio Bessi


Allegato 1

AL SIGNOR PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI SIENA Il sottoscritto Fabio Bessi, nato a Pistoia il 20/03/1935 e residente in San Donato Milanese (Milano) , Via Europa 2, cittadino italiano amante del suo Paese, espone alla S.V. quanto segue: • la strada provinciale che da Poggibonsi conduce a San Gimignano, nel suo primo tratto in pianura, attraversa una zona, detta Fosci, dalla quale in passato si poteva godere una stupenda vista panoramica di San Gimignano, incorniciato fra bellissime colline piene di vigneti, olivi e cipressi, fra le quali spiccava Pietrafitta. Era uno stupendo biglietto da visita dell’antica città, dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, vanto dell’Italia e del Mondo intero. Tale zona, che credo sia in Comune di Poggibonsi, è evidentemente stata dichiarata industriale, con il progressivo sorgere di fabbriche e capannoni adibiti ad attività commerciali ed industriali, in particolare sulla parte sinistra in direzione di san Gimignano. Ebbene, se i primi capannoni non nuocevano al panorama, gli ultimi nuocciono gravemente allo stesso, tanto che la vista di San Gimignano è stata drasticamente ridotta da un orribile capannone verde posto alla fine della strada recentemente rifatta a doppia carreggiata separata dalla barriera spartitraffico, e accanto a questo orrore è prevista la costruzione di un altro edificio, essendo già l'area cintata per l'inizio presumibile del cantiere (Lottizzazione I Tigli). In tal modo uno dei più bei panorami della zona sarà irrimediabilmente perduto. • Di tutto ciò non sembra si siano preoccupati gli amministratori pubblici della Toscana, della Provincia di Siena, dei Comuni di Poggibonsi e di San Gimignano, le Sovrintendenze, le Associazioni ambientaliste e tutti coloro che si professano in qualche modo amanti dell’Italia e interessati alla tutela del suo patrimonio naturale, artistico e storico. Come al solito è prevalsa la linea della lottizzazione e del dispregio di ogni cultura. Il sottoscritto, pertanto, visto che chi si doveva preoccupare della cosa non l’ha fatto, richiede all’Autorità Giudiziaria, anche allo scopo di fermare altre analoghe sciagurate iniziative, di verificare se in tale vicenda, chiaramente avvenuta in dispregio di ogni forma di civiltà, ma soprattutto in aperta violazione dell’articolo 9 – secondo comma - della Costituzione (La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico della Nazione): • possano rilevarsi i presupposti per fermare lo scempio in atto, quantomeno bloccandone la sua prosecuzione; • possano rilevarsi estremi di reato, consistenti nella violazione del citato art. 9 - secondo comma – della Costituzione e delle leggi in materia di tutela del paesaggio e rispetto dei vincoli ambientalistici, ecc., a carico degli amministratori pubblici che hanno consentito la costruzione di detta zona industriale ed hanno concesso le relative licenze edilizie senza minimamente curarsi dei suddetti vincoli.
Con osservanza.
Fabio Bessi San Gimignano, 03/09/2002



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