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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Intervento alla Conferenza stampa ass. ambientaliste e di tutela del 20 gennaio 2004 e tabella comparativa dei livelli di tutela dal 1913 ad oggi
20-01-2004
Irene Berling, presidente Assotecnici

ASSOTECNICI
Associazione Nazionale dei Tecnici per la Tutela dei Beni Culturali e Ambientali
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20.1.2004 - Senato, Sala Gialla.
Conferenza stampa associazioni ambientaliste e di tutela.

Le nuove normative appena varate, tra cui la riforma del Ministero per i Beni e le attivit culturali, la normativa contenuta nel collegato alla Finanziaria appena approvato e il nuovo Codice, azzerano completamente la grande tradizione di tutela esistente nella Penisola fin da prima degli Stati preunitari, culminata nelle leggi Bottai del 1939, un modello insuperabile di chiarezza e completezza.
Con le nuove procedure si ammette la vendibilit di ogni bene immobile di propriet di enti pubblici, eccezion fatta per quelli per i quali le Soprintendenze territoriali riescano a dimostrarne, in 30 giorni (120 giorni previsti per il procedimento globale con il meccanismo del silenzio-assenso), il valore e l'interesse culturale ed artistico.
La normativa fin qui in vigore (DPR 283/2000- regolamento per l'alienazione dei beni immobili del demanio storico e artistico, oggi abrogato), viceversa, prevedeva norme rigorose per l'accertamento o meno dell'interesse culturale, storico ed artistico di un manufatto e, di conseguenza, ne disciplinava l'alienazione, senza scadenze capestro.
Non sono valutabili le conseguenze negative sul patrimonio dei beni culturali italiani per l'applicazione delle nuove norme e soprattutto per l'imposizione del silenzio-assenso; ci in considerazione anche dello stato in cui versano le strutture tecnico-scientifiche del Ministero per i Beni e le attivit culturali, in forte calo nell'organico.
Il sistema nazionale delle Soprintendenze, che risale ai primi del 900 e a cui si sono ispirati altri Stati europei, oggi in completo smantellamento dopo oltre un decennio di operazioni si svilimento e impoverimento, che oggi giunge al termine con il fagocitamento da parte delle Soprintendenze regionali.
Si va infatti verso quella Soprintendenza unica, vagheggiata da quanti individuano nel numero eccessivo delle soprintendenze sul territorio il problema principale nel dialogo Stato-Regioni, mentre sfugge la percezione di quanto sta veramente accadendo e cio labbassamento del livello di tutela sia per i beni culturali che per quelli paesaggistici, a favore di una visione economicistica del nostro patrimonio.
Si favorita una fuga dei tecnici verso Universit e altri Enti di ricerca, impoverendo a tutti i livelli le risorse tecnico-scientifiche interne, compresa la dirigenza, assoggettandola al potere politico e alla durata dei governi, sul modello americano. Peraltro il sistema americano, mentre privilegia i manager sul piano della gestione aziendale, rispetta la competenza tecnica negli organismi scientifici.
Il funzionario-tipo oggi ha pi di 50 anni, guadagna in media dopo 25 anni di carriera direttiva circa 1300 mensili, non ha aspirazioni di carriera non si fanno infatti pi concorsi per la dirigenza dal 1997. Si attende la pensione, Tremonti permettendo.
Qualche dato sugli organici sono stati diffusi anche recentemente da CGIL Lazio:
meno 6% per gli architetti, meno 15% gli storici dellarte, meno 20% per gli archeologi.
Sono dati che si commentano da s, su cui sta per precipitare il macigno del silenzio-assenso.
Perch invalidare la competenza tecnica significa anche annullare i risultati e lefficienza del settore, con le ripercussioni inevitabili sul personale tecnico-scientifico.
Perch la tradizione che caratterizzava le Soprintendenze come istituzioni di cultura, ma anche dotate di caratteristiche seminariali e di didattica, sminuendosi, rende impossibile la formazione del personale e la costruzione di una etica della tutela.
Ancora, la formulazione del nuovo Codice dei Beni culturali e paesaggistici non assicura affatto la preminenza, secondo il principio costituzionale, dell'interesse pubblico rispetto a distorsioni mercantilistiche o a politiche preoccupate unicamente di fare cassa; in pi, le norme di salvaguardia oggettiva previste dalla Legge Galasso vengono di fatto annullate.



TABELLA COMPARATIVA LIVELLI TUTELA

RD 30/01/1913 Num. 363
Regio Decreto 30 gennaio 1913, n. 363 (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 5 giugno, n. 130) -- che approva il regolamento per l'esecuzione delle leggi 20 giugno 1909, n. 364, e 23 giugno 1912, n. 688, relative alle antichit e belle arti.
Regolamento in esecuzione alle leggi 20 giugno 1909, n. 364, e 23 giugno 1912, n. 688, per le antichit e le belle arti.
Art. 1.
Le cose mobili o immobili di propriet dello Stato, le quali abbiano l'interesse di cui all'art. 1 della legge 20 giugno 1909, n. 364, sono sotto la vigilanza del Ministero della pubblica istruzione, per quanto riguarda la loro conservazione, anche se amministrate da uffici dipendenti da altri Ministeri. La vigilanza del Ministero dell'istruzione esercitata per mezzo della sovrintendenza competente, ai termini della legge 27 giugno 1907, n. 386, sul Consiglio superiore, gli uffici e il personale delle antichit e belle arti
omissis
Art. 26.
Le cose di cui all'art. 1 della legge 20 giugno 1909, n. 364, di spettanza dei Comuni, delle Provincie, delle istituzioni pubbliche di beneficenza, delle fabbricerie, delle confraternite, di enti morali ecclesiastici di qualsiasi natura e di ogni ente morale riconosciuto, sono, ai fini della legge medesima, soggette alla tutela e alla vigilanza del Ministero della pubblica istruzione. Nei casi dubbi dovranno gli enti rivolgere domanda al sovrintendente, affinch conosca se la cosa raggiunge l'interesse sovraccennato.
Art. 27.
Le cose mobili o immobili, di spettanza degli enti morali surricordati, saranno, a mente dell'art. 3 della legge 20 giugno 1909, n. 364, descritte in appositi elenchi dietro invito rivolto, a mezzo del prefetto, agli amministratori degli enti medesimi. Se nel termine di tre mesi gli amministratori non avranno presentati gli elenchi, n chiesta, giustificandola, la proroga fino a nove mesi consentita dalla legge, o avranno presentati elenchi dolosamente inesatti, il prefetto proceder alla denuncia al procuratore del Re per l'azione giudiziaria, ai sensi ed agli effetti dell'art. 36 della legge 20 giugno 1909, n. 364. Sulle eventuali domande per la proroga di cui sopra, il Ministero dell'istruzione decider inappellabilmente, sentiti il prefetto e il sovrintendente competente. In ogni caso gli errori e le omissioni che anche non dolosamente avvengano nella compilazione degli elenchi, o la mancata presentazione di questi, ovvero la omessa o ritardata richiesta da parte dell'autorit non esimono, agli effetti civili e penali, gli enti consegnatari o proprietari e i loro amministratori da ogni obbligo derivante dalla legge 20 giugno 1909, n. 364, dal presente regolamento e da altre leggi e regolamenti dello Stato. Alla revisione degli elenchi il Ministero provveder nel modo stabilito dal R. decreto 28 luglio 1911, n. 916

L. 01/06/1939 N. 1089
Legge 1 giugno 1939-XVII, n. 1089 (in Gazz. Uff., 8 agosto, n. 184). -- Tutela delle cose d'interesse artistico o storico.
Art. 1
Sono soggette alla presente legge le cose, immobili e mobili, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnografico, compresi: a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civilt; b) le cose d'interesse numismatico; c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, gli incunaboli, nonch i libri, le stampe e le incisioni aventi carattere di rarit e di pregio. Vi sono pure compresi le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico. Non sono soggette alla disciplina della presente legge le opere di autori viventi o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquant'anni.
omissis

Art. 4.
I rappresentanti delle provincie, dei comuni, degli enti e degli istituti legalmente riconosciuti devono presentare l'elenco descrittivo delle cose indicate nell'art. 1 di spettanza degli enti o istituti che essi rappresentano. I rappresentanti anzidetti hanno altres l'obbligo di denunciare le cose non comprese nella prima elencazione e quelle che in seguito vengano ad aggiungersi per qualsiasi titolo al patrimonio dell'ente o istituto. Le cose indicate nell'art. 1 restano sottoposte alle disposizioni della presente legge, anche se non risultino comprese negli elenchi e nelle dichiarazioni di cui al presente articolo.

Legge 29 giugno 1939, n. 1497 (in Gazz. Uff., 14 ottobre, n. 241). -- Protezione delle bellezze naturali.
Art. 1. - Sono soggette alla presente legge a causa del loro notevole interesse pubblico: 1 le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarit geologica; 2 le ville, i giardini e i parchi che, non contemplati dalle leggi per la tutela delle cose d'interesse artistico o storico, si distinguono per la loro non comune bellezza; 3 i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale; 4 le bellezze panoramiche considerate come quadri naturali e cos pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.
Art. 2. - Delle cose di cui ai n. 1 e 2 e delle localit di cui ai n. 3 e 4 del precedente articolo sono compilati, provincia per provincia, due distinti elenchi. La compilazione di detti elenchi affidata a una commissione istituita in ciascuna provincia con decreto del ministro per l'educazione nazionale. La commissione presieduta da un delegato del ministero dell'educazione nazionale scelto preferibilmente fra i membri del consiglio nazionale dell'educazione, delle scienze e delle arti, ed composta: del regio soprintendente ai monumenti competente per sede; del presidente dell'ente provinciale per il turismo o di un suo delegato. Fanno parte di diritto della commissione i podest dei comuni interessati; i rappresentanti delle categorie interessate. Il presidente della commissione aggrega di volta in volta singoli esperti in materia mineraria o un rappresentante della milizia nazionale forestale, o un artista designato dalla confederazione professionisti e artisti, a seconda della natura delle cose e localit oggetto della presente legge. L'elenco delle localit, cos compilato, e ogni variante, di mano in mano che vi s'introduca sono pubblicati per un periodo di tre mesi all'albo di tutti i comuni interessati della provincia, e depositati oltrech nelle segreterie dei comuni stessi, presso le sedi delle unioni provinciali dei professionisti e degli artisti, delle unioni provinciali degli agricoltori e delle unioni provinciali degli industriali.
Art. 3. - Entro il termine di tre mesi dall'avvenuta pubblicazione i proprietari, possessori o detentori comunque interessati possono produrre opposizione al ministero a mezzo della soprintendenza. Nello stesso termine, chiunque ritenga di avere interesse, pu far pervenire alle rispettive organizzazioni sindacali locali reclami e proposte in merito all'elenco, che, coordinati e riassunti ad opera di queste saranno trasmessi al ministero dell'educazione nazionale entro il successivo trimestre per il tramite delle soprintendenze. Il ministro, esaminati gli atti, approva l'elenco, introducendovi le modificazioni che ritenga opportune.
Art. 4. - L'elenco delle localit di cui ai n. 3 e 4 dell'art. 1, approvato dal ministro, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del regno. Una copia del numero della Gazzetta Ufficiale che lo contiene affissa per tre mesi all'albo di tutti i comuni interessati; e altra copia, con la planimetria, contemporaneamente depositata presso il competente ufficio di ciascun comune ove gli interessati hanno facolt di prenderne visione. Entro il successivo termine di tre mesi, i proprietari possessori o detentori interessati hanno facolt di ricorrere al governo del Re che si pronuncia, sentiti i competenti corpi tecnici del ministero dell'educazione nazionale e il consiglio di Stato. Tale pronuncia ha carattere di provvedimento definitivo.
Art. 5. - Delle vaste localit incluse nell'elenco di cui ai n. 3 e 4 dell'articolo 1 della presente legge, il ministro per l'educazione nazionale ha facolt di disporre un piano territoriale paesistico, da redigersi secondo le norme dettate dal regolamento e da approvarsi e pubblicarsi insieme con l'elenco medesimo, al fine di impedire che le aree di quelle localit siano utilizzate in modo pregiudizievole alla bellezza panoramica. Il detto piano se compilato successivamente alla pubblicazione dell'elenco pubblicato a parte mediante affissione per un periodo di tre mesi all'albo dei comuni interessati, e una copia di esso depositata nella segreteria dei comuni stessi affinch chiunque ne possa prendere visione. Contro il piano territoriale paesistico gli interessati di cui all'art. 3, hanno facolt di ricorrere nel termine e agli effetti di cui al terzo comma del precedente articolo
T.U. delle Disposizioni Legislative in Materia di Beni Culturali e Ambientali
DECRETO LEGISLATIVO 29 OTTOBRE 1999 N 490
(Pubblicato nella G.U. n 302 del 27 dicembre 1999 - S.O. n 229)

Articolo 1
Oggetto della disciplina
1. I beni culturali che compongono il patrimonio storico e artistico nazionale sono tutelati secondo le disposizioni di questo Titolo, in attuazione dellarticolo 9 della Costituzione.
Articolo 2
Patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico, archeologico, archivistico, librario
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 1; 2, comma 1; 5, comma 1 ; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 1; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 148)
1. Sono beni culturali disciplinati a norma di questo Titolo:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, o demo-etno-antropologico;
b) le cose immobili che, a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dellarte e della cultura in genere, rivestono un interesse particolarmente importante;
c) le collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico;
d) i beni archivistici;
e) i beni librari.
2. Sono comprese tra le cose indicate nel comma 1, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civilt;
b) le cose di interesse numismatico;
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, gli incunaboli, nonch i libri, le stampe, le incisioni aventi carattere di rarit e pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarit e di pregio artistico o storico;
e) le fotografie con relativi negativi e matrici, aventi carattere di rarit e di pregio artistico o storico;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;
3. Sono comprese tra le collezioni indicate nel comma 1, lettera c), quali testimonianze di rilevanza storico-culturale, le raccolte librarie appartenenti a privati, se di eccezionale interesse culturale.
4. Sono beni archivistici:
a) gli archivi e i singoli documenti dello Stato.
b) gli archivi e i singoli documenti degli enti pubblici;
c) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono notevole interesse storico.
5. Sono beni librari le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato e degli enti pubblici, quelle indicate nel comma 3 e, qualunque sia il loro supporto, i beni indicati al comma 2, lettere c) e d).
6. Non sono soggette alla disciplina di questo Titolo, a norma del comma 1, lettera a), le opere di autori viventi o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.

Articolo 5
Beni di enti pubblici e privati
Legge 1 giugno 1939, n. 1089,artt. 4 e 58; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera a)
1. Le regioni, le province, i comuni, gli altri enti pubblici e le persone giuridiche private senza fine di lucro presentano al Ministero lelenco descrittivo delle cose indicate allarticolo 2, comma 1, lettera a) di loro spettanza.
2. I predetti enti e persone giuridiche hanno lobbligo di denunciare le cose non comprese nella prima elencazione nonch quelle che in seguito verranno ad aggiungersi per qualsiasi titolo al loro patrimonio, inserendole nellelenco.
3. Gli elenchi e i successivi aggiornamenti nella parte concernente i beni indicati allarticolo 2, comma 1, lettera e), sono comunicati dal Ministero alla Regione competente.
4. In caso di omessa presentazione ovvero di omesso aggiornamento dellelenco, il Ministero assegna allente un termine perentorio per provvedere. Qualora lente non provveda nel termine assegnato, il Ministero dispone la compilazione dellelenco a spese dellente medesimo.
5. I beni elencati nellarticolo 2, comma 1, lettera a) che appartengono ai soggetti indicati al comma 1 sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo anche se non risultano compresi negli elenchi e nelle denunce previste dai commi 1 e 2.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2000, n.283
Regolamento recante disciplina delle alienazioni di beni immobili del demanio storico e artistico.
Art. 1.
Alienazione degli immobili del demanio artistico e storico
1. I beni immobili di interesse storico e artistico di proprieta' dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni, costituenti il demanio artistico e storico a norma dell'articolo 822 del codice civile, non possono essere alienati e formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei limiti e con le modalita' stabiliti dal presente regolamento.
2. Il conferimento in concessione o l'utilizzazione mediante convenzione dei beni indicati al comma 1 e' autorizzata secondo la procedura stabilita nel presente regolamento.

Art. 2.
Beni inalienabili
1. Gli immobili indicati nell'articolo 1, comma 1, sono inalienabili quando siano:
a) beni riconosciuti, con provvedimento avente forza di legge, monumenti nazionali;
b) beni di interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera b), del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, approvato con decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, d'ora in avanti indicato come "Testo unico";
c) beni di interesse archeologico;
d) beni che documentano l'identita' e la storia delle istituzioni pubbliche, collettive, ecclesiastiche, riconosciuti con decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali, d'ora in avanti indicato come "Ministro", anche su proposta delle altre amministrazioni statali, delle regioni e degli altri enti territoriali o di associazioni titolari di interessi diffusi.
2. Gli immobili indicati al comma 1 possono essere oggetto di conferimento in concessione o di utilizzazione mediante convenzione, nei limiti e con le modalita' previste dal presente regolamento.
Capo II - ALIENAZIONI
Sezione I
Individuazione dei beni
Art. 3.
Presentazione degli elenchi da parte di regioni, province e comuni
1. Le regioni, le province, i comuni, entro il termine di due anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, trasmettono al Soprintendente regionale per i beni e le attivita' culturali, d'ora in avanti indicato come "Soprintendente regionale", l'aggiornamento dell'elenco previsto dall'articolo 5 del testo unico, relativamente agli immobili di loro proprieta' indicati nell'articolo 2, comma 1, lettera a), dello stesso testo unico.
2. Nello stesso termine previsto dal comma 1, le regioni, le province, i comuni trasmettono l'elenco degli immobili di loro proprieta' realizzati almeno quarantacinque anni prima dell'entrata in vigore del presente regolamento.
3. Negli elenchi di cui ai commi 1 e 2 sono indicate le destinazioni d'uso di ciascun immobile. Agli elenchi e' allegata la documentazione catastale.

Art. 4.
Individuazione dei beni appartenenti a regioni, province e comuni
1. Il Soprintendente regionale, entro il termine di ventiquattro mesi dalla ricezione degli elenchi indicati nell'articolo 3:
a) comunica all'ente proprietario i beni, inseriti nell'elenco di cui all'articolo 3, comma 1, che non rivestono interesse artistico e storico;
b) integra l'elenco di cui all'articolo 3, comma 1, con gli immobili inseriti nell'elenco di cui all'articolo 3, comma 2, che hanno interesse storico artistico;
c) adotta i provvedimenti di cui all'articolo 6 del testo unico, relativamente agli immobili di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), del testo unico inseriti negli elenchi di cui all'articolo 3.
2. Il Soprintendente regionale puo' chiedere, per una sola volta, chiarimenti o elementi integrativi di giudizio. In tal caso, il termine di cui al comma 1 e' sospeso fino all'integrale acquisizione della documentazione richiesta.
3. Il Soprintendente regionale, prima di adottare i provvedimenti di cui al comma 1, lettera b), invita l'ente interessato a formulare entro sessanta giorni eventuali controdeduzioni.

Art. 5.
Aggiornamento degli elenchi
1. Le regioni, le province e i comuni almeno ogni tre anni dalla scadenza del termine di cui all'articolo 3, comunicano al Soprintendente regionale:
a) le integrazioni dell'elenco di cui all'articolo 3, comma 1;
b) l'elenco degli immobili la cui realizzazione sia avvenuta in data antecedente agli ultimi quarantacinque anni.
2. Entro diciotto mesi dalla ricezione degli elenchi di cui al comma 1, il Soprintendente regionale adotta i provvedimenti indicati nell'articolo 4, comma 1.

Art. 6.
Alienabilita' degli immobili inseriti negli elenchi
1. Fermi restando i casi di inalienabilita' di cui all'articolo 2, l'alienazione dei beni inseriti negli elenchi di cui all'articolo 3, comma 1, come modificati dal Soprintendente regionale a norma dell'articolo 4, e' soggetta ad autorizzazione.
2. Gli immobili del demanio artistico e storico delle regioni, delle province e dei comuni non inseriti negli elenchi di cui agli articoli 3, comma 1, non sono alienabili.

Legge 24 novembre 2003, n. 326
"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, recante disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici"
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.274 del 25 novembre 2003 - Supplemento Ordinario n. 181
Art. 27.
Verifica dell'interesse culturale del patrimonio immobiliare pubblico
1. Le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province, alle citt metropolitane, ai comuni e ad ogni altro ente ed istituto pubblico, di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, sono sottoposte alle disposizioni in materia di tutela del patrimonio culturale fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2.
2. La verifica circa la sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1, e' effettuata dalle soprintendenze, d'ufficio o su richiesta dei soggetti cui le cose appartengono, sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero per i beni e le attivit culturali.
3. Qualora nelle cose sottoposte a verifica non sia stato riscontrato l'interesse di cui al comma 2, le cose medesime sono escluse dall'applicazione delle disposizioni di tutela di cui al decreto legislativo n. 490 del 1999.
4. L'esito negativo della verifica avente ad oggetto cose appartenenti al demanio dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali, e' comunicato ai competenti uffici affinche' ne dispongano la sdemanializzazione, qualora non vi ostino altre ragioni di pubblico interesse da valutarsi da parte del Ministero interessato.
5. (Comma soppresso).
6. I beni nei quali sia stato riscontrato, in conformit agli indirizzi generali richiamati al comma 2, l'interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico restano definitivamente sottoposti alle disposizioni di tutela. L'accertamento positivo costituisce dichiarazione ai sensi degli articoli 6 e 7 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 490 del 1999 ed e' trascritto nei modi previsti dall'articolo 8 del medesimo testo unico.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano alle cose di cui al comma 1 anche qualora i soggetti cui esse appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.
8. In sede di prima applicazione del presente articolo, la competente filiale dell'Agenzia del demanio trasmette alla soprintendenza regionale, entro trenta giorni dalla emanazione del decreto di cui al comma 9, gli elenchi degli immobili di propriet dello Stato o del demanio statale sui quali la verifica deve essere effettuata, corredati di schede descrittive recanti i dati conoscitivi relativi ai singoli immobili.
9. I criteri per la predisposizione degli elenchi e le modalit di redazione delle schede descrittive nonche' le modalit di trasmissione dei predetti elenchi e delle schede descrittive anche per il tramite di altre amministrazioni interessate sono stabiliti con decreto del Ministero per i beni e le attivit culturali, da emanare di concerto con l'Agenzia del demanio e con la Direzione generale dei lavori e del demanio del Ministero della difesa per i beni immobili in uso all'amministrazione della difesa entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto-legge.
10. La soprintendenza regionale, sulla base dell'istruttoria svolta dalle soprintendenze competenti e del parere da queste formulato nel termine perentorio di trenta giorni dalla richiesta, conclude il procedimento di verifica in ordine alla sussistenza dell'interesse culturale dell'immobile con provvedimento motivato e ne d comunicazione all'agenzia richiedente, entro sessanta giorni dalla ricezione della relativa scheda descrittiva. La mancata comunicazione nel termine complessivo di centoventi giorni dalla ricezione della scheda equivale ad esito negativo della verifica.
11. Le schede descrittive degli immobili di propriet dello Stato oggetto di verifica positiva, integrate con il provvedimento di cui al comma 10, confluiscono in un archivio informatico accessibile ad entrambe le amministrazioni, per finalit di monitoraggio del patrimonio immobiliare e di programmazione degli interventi in funzione delle rispettive competenze istituzionali.
12. Per gli immobili appartenenti alle regioni ed agli altri enti pubblici territoriali, nonche' per quelli di propriet di altri enti ed istituti pubblici, la verifica e' avviata a richiesta degli enti interessati, che provvedono a corredare l'istanza con le schede descrittive dei singoli immobili. Al procedimento cos avviato si applicano le disposizioni dei commi 10 ed 11.
13. Le procedure di valorizzazione e dismissione previste dai commi 15 e 17 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, nonche' dai commi dal 3 al 5 dell'articolo 80 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, si applicano anche ai beni immobili di cui al comma 3 del presente articolo, nonche' a quelli individuati ai sensi del comma 112 dell'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, e del comma 1 dell'articolo 44 della legge 23 dicembre 1998, n. 448. All'articolo 44 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, sono soppressi i commi 1-bis e 3.
13-bis. L'Agenzia del demanio, di concerto con la Direzione generale dei lavori e del demanio del Ministero della difesa, individua beni immobili in uso all'amministrazione della difesa non pi utili ai fini istituzionali da inserire in programmi di dismissione per le finalit di cui all'articolo 3, comma 112, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni.

CODICE DEI BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
Schema di D. Lgs. n. 295 (art. 10, L. n. 137/2002)
Articolo 2
Patrimonio culturale
1. Il patrimonio culturale costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici.
2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civilt.
3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati allarticolo 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali e naturali del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge.
4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettivit, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela.

Articolo 10
Beni culturali
1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonch ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
2. Sono inoltre beni culturali:
a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico;
b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico;
c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente e istituto pubblico.
3. Sono altres beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dallarticolo 13:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1;
b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse storico particolarmente importante;
c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale interesse culturale;
d) le cose immobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dellarte e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dellidentit e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose;
e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico.
4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civilt;
b) le cose di interesse numismatico;
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonch i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici, aventi carattere di rarit e di pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarit e di pregio;
e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarit e di pregio;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;
g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico.
5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sono soggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettere a), c) ed e), che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.
Articolo 11
Beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela
1. Fatta salva lapplicazione dellarticolo 10, qualora ne ricorrano presupposti e condizioni, sono beni culturali, in quanto oggetto di specifiche disposizioni del presente Titolo:
a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, di cui allarticolo 50;
b) gli studi dartista, di cui allarticolo 51;
c) le aree pubbliche di cui allarticolo 52;
d) le opere di pittura, di scultura, di grafica e qualsiasi oggetto darte di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, di cui agli articoli 64 e 65;
e) le opere dellarchitettura contemporanea di particolare valore artistico, di cui allarticolo 37;
f) le fotografie, con relativi negativi e matrici, gli esemplari di opere cinematografiche, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento, le documentazioni di manifestazioni, sonore o verbali, comunque realizzate, la cui produzione risalga ad oltre venticinque anni, di cui allarticolo 65;
g) i mezzi di trasporto aventi pi di settantacinque anni, di cui allarticolo 65;
h) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi pi di cinquanta anni, di cui allarticolo 65;
i) le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale, di cui allarticolo 50.
Articolo 12
Verifica dellinteresse culturale
1. Le cose immobili e mobili indicate allarticolo 10, comma 1, che siano opera di autore non pi vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni del presente Titolo fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2.
2. I competenti organi del Ministero, dufficio o su richiesta dei soggetti cui le cose appartengono, verificano la sussistenza dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1, procedendo alla loro schedatura sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero medesimo al fine di assicurare uniformit di valutazione.
3. Qualora nelle cose sottoposte a schedatura non sia stato riscontrato linteresse di cui al comma 2, le cose medesime sono escluse dallapplicazione delle disposizioni del presente Titolo.
4. Nel caso di verifica con esito negativo su cose appartenenti al demanio dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali, la scheda contenente i relativi dati trasmessa ai competenti uffici affinch ne dispongano la sdemanializzazione, qualora non vi ostino altre ragioni di pubblico interesse.
5. Le cose di cui al comma 3 e quelle di cui al comma 4 per le quali si sia proceduto alla sdemanializzazione sono, ai fini del presente codice, liberamente alienabili.
6. Laccertamento dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, effettuato in conformit agli indirizzi generali di cui al comma 2, costituisce dichiarazione ai sensi dellarticolo 13 ed trascritto nei modi previsti dallarticolo 15, comma 2. I beni restano definitivamente sottoposti alle disposizioni del presente Titolo.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano alle cose di cui al comma 1 anche qualora i soggetti cui esse appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.

Articolo 134
Beni paesaggistici
1. Sono beni paesaggistici:
a) gli immobili e le aree indicati allarticolo 136, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141;
b) le aree indicate allarticolo 142;
c) gli immobili e le aree comunque sottoposti a tutela dal piano paesaggistico previsto dagli articoli 143 e 156.
2. Le limitazioni alle facolt di disposizione e di godimento conseguenti al riconoscimento di beni paesaggistici non danno titolo a indennizzo.
Articolo 142
Aree tutelate per legge
1. Fino allapprovazione del piano paesaggistico ai sensi dellarticolo 156 sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo per il loro interesse paesaggistico:
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondit di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondit di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi;
c) i fiumi, i torrenti ed i corsi dacqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;
d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;
e) i ghiacciai e i circhi glaciali;
f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonch i territori di protezione esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorch percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dallarticolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;
h) le aree assegnate alle universit agrarie e le zone gravate da usi civici;
i) le zone umide incluse nellelenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448,
l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico individuate alla data di entrata in vigore del presente codice.
2. Le disposizioni previste dal comma 1 non si applicano alle aree che alla data del 6 settembre 1985:
a) erano delimitate negli strumenti urbanistici come zone A e B;
b) limitatamente alle parti ricomprese nei piani pluriennali di attuazione, erano delimitate negli strumenti urbanistici a norma del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 come zone diverse da quelle indicate alla lettera a) e, nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati perimetrati a norma dellarticolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
3. La disposizione del comma 1 non si applica ai beni ivi indicati alla lettera c) che, in tutto o in parte, siano ritenuti irrilevanti ai fini paesaggistici e pertanto inclusi in apposito elenco redatto e reso pubblico dalla Regione competente. Il Ministero, con provvedimento adottato con le procedure previste dallarticolo 141, pu tuttavia confermare la rilevanza paesaggistica dei suddetti beni.
4. Resta in ogni caso ferma la disciplina derivante dagli atti e dai provvedimenti indicati allarticolo 157.



Dopo i principi generali con il richiamo allart. 9 della Costituzione, allart. 2 viene definito il patrimonio culturale, costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici. A questo proposito si noti che il rimando agli artt. 10 e 11 (beni culturali, che sono comunque soggetti a verifica) e allart. 134 (beni paesaggistici, soggetti a tutela fino alla redazione dei piani paesaggistici) limitante e ne restringe il raggio di azione: da qui, a caduta, ne discende una diversa concezione della tutela ristretta ad ambiti ben precisi, ben diversa dallimpianto della L. 1089.


I.B.



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