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Il convitato di pietra
16-04-2007
Ercole Noto

Sulla data di riapertura della cattedrale di Noto è già polemica. Il 26 maggio, stando ai dubbi avanzati dal solito Sgarbi, è il giorno meno adatto per assicurare la partecipazione al grande evento dei politici nazionali considerato che si è alla vigilia della tornata di elezioni amministrative e che in Sicilia si incastra anche con il turno di ballottaggio in 151 comuni, compreso Palermo. Insomma un giorno di ingorghi elettorali. “Che senso ha fare intervenire il presidente e vicepresidente del Consiglio e poi costringerli al silenzio per evitare che vengano accusati dì strumentalizzare l'evento?” Una situazione surreale, da convitato di pietra. Le massime autorità di governo costrette al silenzio durante la grande festa per la riapertura della cattedrale barocca di Noto, riportata al suo antico splendore dopo il crollo della cupola avvenuto il 13 marzo 1996. Stando così le cose qualcuno prefigura uno slittamento dell’evento a data da destinarsi. Ma non tutti sono d’accordo. Circa l'opportunità o meno di rinviare l'inaugurazione della Cattedrale di Noto, per presunta violazione delle norme sulla par condicio, l'on. Nicola Bono ha espresso le sue perplessità, sull'interpretazione della norma che, a suo avviso, al contrario, non impone, nella fattispecie, alcun divieto. "Il fatto che il 26 maggio sia il giorno del silenzio elettorale - ha spiegato il deputato di AN - poiché è la vigilia del voto di ballottaggio in Sicilia e del voto per il primo turno nelle amministrative nel resto d'Italia, non costituisce alcun impedimento, ai fini della legge sulla par condicio, per celebrare l'inaugurazione della Cattedrale di Noto, con la partecipazione degli esponenti del Governo Nazionale e Regionale. La legge, infatti, si limita a disciplinare e garantire la parità di trattamento a tutti i soggetti politici per l'accesso sui mezzi di informazione per la comunicazione politica. Nulla, quindi, vieta ai rappresentanti del Governo di espletare le loro attività istituzionali, tra cui appunto l'inaugurazione di opere pubbliche, in qualsiasi momento della campagna elettorale, ivi compreso, quindi, non solo il giorno del silenzio, ma anche quello del materiale esercizio del voto". "Affermare pertanto - ha proseguito l'on. Bono - che sarebbe opportuno rinviare l'inaugurazione, perché altrimenti sarebbe impedito agli esponenti del Governo nazionale (e perché non anche a quelli del governo regionale?) di parlare, rischiando di dare vita ad una cerimonia Kafkiana, con tutte le autorità presenti e silenti, è un'immagine tanto suggestiva, quanto del tutto irrealistica. Come è noto, la data dell'inaugurazione è stata decisa unicamente sulla base di valutazioni tecniche, perché è stata ritenuta congrua rispetto alla ultimazione dei lavori di pavimentazione. Solo se la previsione sulla ultimazione di tali lavori verrà aggiornata ad oltre il 26 maggio, si potrà valutare l'ennesimo rinvio dell'inaugurazione, altrimenti non ci sono ragioni perché la Cattedrale non sia restituita ai netini e all'umanità intera entro quella data, con una cerimonia dotata di tutti i requisiti che la valenza dell'avvenimento certamente impone. Chiarito che non ci sono, quindi, ragioni di ordine tecnico-giuridico idonee ad impedire l'inaugurazione, si può valutare l'aspetto, semmai, dell'opportunità di inaugurare la Cattedrale alla vigilia delle elezioni. Le valutazioni sulla presunta inopportunità, però, appartengono notoriamente ed esclusivamente alla mentalità della Sinistra, e non certo alla Destra, che ha una concezione sacrale delle istituzioni, che, in quanto tali, sono oggettivamente al di sopra delle parti e degli interessi politici. Ritengo quindi non solo corretto, ma un vero e proprio onore, che il Presidente del Consiglio e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali vengano a Noto e parlino in occasione dell'inaugurazione del Tempio di San Nicolò, senza temere che ciò possa arrecare alcun beneficio elettorale alla loro parte politica. Gli italiani, infatti, sapranno distinguere, dalle immagini che saranno trasmesse nei TG nazionali, la valenza istituzionale di quelle presenze, che peraltro assolutamente nulla hanno fatto per la ricostruz ione della Cattedrale, rispetto a qualsiasi altra questione o possibile ricaduta. Ben venga quindi- ha concluso Bono - l'inaugurazione tanto attesa, per la quale ci siamo impegnati da oltre undici anni, portando avanti un progetto di ricostruzione che oggi è un vanto per il nostro territorio e per chi si è speso nel tempo, senza risparmio, per questo obiettivo".



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