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www.osarte.it: intervista a Pietro Folena. Cosa potrebbe cambiare per il settore dell'arte? Molto.
19-04-2007
PierLuigi Puglisi

Intervista a tutto campo con lOnorevole Pietro Folena.

www.eosarte.it

Di indagini conoscitive il Parlamento ne aveva fatte su tutto, ma non sulla situazione dellarte e degli artisti italiani. Poi la Commissione Cultura della Camera con le audizioni del Tavolo per larte contemporanea ha dato il via ad una lavoro destinato ad allargarsi. E gli infiniti e annosi problemi del nostro popolo dellarte saranno cos sintetizzati in un unico Documento che sar per tutti un punto fermo da cui ripartire.

Con il Presidente Folena abbiamo avuto la possibilit di porre domande a tutto campo: dal mondo dellarte contemporanea a quello degli antiquari e case dasta, dalle necessit di essere competitivi anche abbassando lIva sulle vendite, al riutilizzo di normative che gi esistono, allidea di una Pubblicit Progresso per diffondere gli acquisti darte, al mondo della formazione.

Ma il Presidente Folena ha qualche idea in pi, una sorta di interfaccia permanente del mondo dellarte che impegni le istituzioni a fare rete complessivamente, includendo il mercato.
Domanda: La sua Commissione sta attuando una Indagine conoscitiva che si rivela sempre pi importante per il mondo dellarte. Fino ad ora ci sono state audizioni che hanno riguardato il mondo del contemporaneo, ma pensa che si potranno estendere a quello dellarte antica, gli antiquari, le case dasta, le organizzazioni delle maggiori manifestazioni del settore, in modo da avere un panorama completo della situazione?

On. Folena: E in agenda di chiamare anche gli antiquari, quando lo chiederanno ufficialmente. Quindi li sentiremo anche se loggetto dellindagine al momento non rivolto allarte in genere ma a quella contemporanea. Penso che si pu decidere in futuro di allargarlo al mondo del mercato dellarte in senso pi generale, anche se come prima trance ci occuperemo del mercato contemporaneo come grande questione sia per la incidenza della questione fiscale, sia per gli effetti che essa pu avere sul mercato e sugli artisti.

Ci occuperemo anche di come sia possibile promuovere larte contemporanea italiana allestero da parte del settore pubblico e quindi di come il ministero dei beni culturali per la parte che si occupa del contemporaneo possa essere rafforzato, e degli Istituti di Cultura italiani allestero, facendo attenzione su come possano diventare strumenti pi operativi. Tutto questo al momento con lattenzione rivolta alla questione del contemporaneo.

Domanda: Riguardando tutti i documenti finora presentati, se dove ora si legge arte contemporanea si leggesse semplicemente arte, non si vedrebbe che i problemi i larga parte coincidono?

On. Folena: Si. Certamente coincidono dal punto di vista fiscale, economico, e di mercato, per devo dire che se la questione riguardasse solo tali aspetti, la Commissione Cultura non sarebbe competente, e sarebbe invece materia della Commissione Finanze o di quella che si occupa di Attivit Produttive. Noi siamo molto interessati al contenuto delle richieste che ci vengono fatte, e la cosa infatti era partita con la formazione di un Tavolo per l'arte contemporanea, anche se poi le misure che saranno prese avranno un carattere erga omnes, cio per lintero settore dell'arte. Quindi non escludo che appena terminata questa prima fase che vede al centro dellattenzione larte contemporanea noi possiamo chiedere un supplemento di Indagine che non riguardi solo quella, ma anche il mondo degli antiquari ed il mercato dell'arte non contemporanea.

Domanda: Il problema dellarte contemporanea fu mosso qualche anno fa dallOnorevole Enzo Carra (Margherita) anche con la proposta di abbassarne lIva al 4%, e ci furono fra laltro delle interrogazioni parlamentari sull'argomento che si rivelato di interesse trasversale. Ma ponemmo una domanda: come si far a distinguere un pezzo contemporaneo da uno moderno? Provammo a far capire con il caso di Piero Dorazio che mor poco dopo la proposta Carra, facendo notare che abbassamento dellIva dal 20% al 4% se applicato solo ai pittori viventi, avrebbe quintuplicato da un giorno allaltro laliquota fiscale sui suoi dipinti. Non sempre si pu sapere se un artista poco noto sia ancora vivente, quindi proponevamo di semplificare, abbassando lIva su tutta larte al 4% come per leditoria, senza penalizzare nessuno, vivente o non, perch questo permetterebbe una promozione complessiva dellarte italiana a tutto campo e senza privilegiare nessuna epoca.

On. Folena: Diciamo intanto che questa nostra una Indagine di grande valore e che la prima volta che il Parlamento si occupa di arte contemporaea. Abbiamo raccolto il grido del mondo dellarte anche nella Finanziaria, e si percepito che la condizione economica degli artisti, che si pu estedere al mondo economico che gli ruota intorno, vive una condizione assurda, di forte disparit riguardo alla situazione dei loro colleghi europei, e che comunque lo Stato italiano considera attualmente gli artisti alla stregua di impreditori o operatori economici, cio sottoposti alle medesime condizioni fiscali e legislative. Da questo punto di partenza nata lidea dellIndagine.

E chiaro che nel corso di questultima, via via che le audizioni si svolgono, se ne allarga lambito. Abbiamo previsto un tempo massimo per concludere i lavori, pensiamo a maggio, o forse un mese in pi, ma al termine ci sar un Documento conclusivo che dar delle indicazioni al Governo e al Parlamento.

Se, come penso, nel corso dellIndagine e delle audizioni verr fuori largomento che lei ora ha citato e sar prevista la necessit che lintervento fiscale sia di carattere pi generale e la Commissione si convincer della necessit e razionalit di una impostazione di questo tipo, io credo che la indicheremo i questo senso. Al termine dei nostri lavori chiederemo al Governo gi in sede di Finanziaria 2008, che si presenta a settembre di questanno, di raccogliere queste proposte, che tra laltro portano un gettito minore alle casse dello stato di entit limitatissima, ma di contro facendo presente che questo porter vantaggi altissimi non solo per i singoli artisti o gallerie o mercanti darte, ma per tutto il settore, in modo di avere un volano e un incentivo in pi.

Quindi lobiettivo quello di rientrare nella normativa di tipo europeo dal punto di vista fiscale, se possibile appunto di carattere generale, e che questa sia ispirata a legislazioni pi convenienti come per esempio quella tedesca che pi bassa. Dunque la risposta alla sua domanda, positiva. La nostra, ripeto, unIndagine sullarte contemporanea, ma se nel corso delle audizioni viene fuori un problema pi generale del mercato dellarte con la necessit di favorire e dinamicizzare questo settore, non credo ci saranno troppi ostacoli a far s che queste norme siano di carattere pi generale. Conosco la proposta dellOnorevole Carra, che non affidata alla nostra Commissione ma alla Commissione Finanze. Ma la Relazione conclusiva della nostra indagine, che mi auguro sar votata allunanimit dal Parlamento, un Documento estremamente impegnativo che spinge tutte le forze politiche, il Governo e la coalizione per la sua parte, a muoversi molto rapidamente in questa direzione. Quello che do per certo che lobiettivo fondamentale di costruire un sistema il pi favorevole possibile per gli artisti e il mercato dellarte, e che sia di tipo europeo, puntando molto su un terreno che stato fortemente trascurato e abbandonato in questi anni.

Domanda: Intorno allo stesso argomento, quello degli incentivi fiscali al mondo dellarte, il senatore Guttuso agli inizi degli anni ottanta, propose e firm la cosi detta Legge sulla Dazione, la 512 del 1982. Con questa legge, tuttora in vigore, si possono pagare per esempio anche le imposte di successione cedendo allo Stato opere darte invece che pagare in denaro. usata pochissimo e oltretutto messa a dura prova dalle lungaggini burocratiche che lhanno disincentivata. Lo scopo della legge era di stanare opere importanti dalle collezioni private delle famiglie italiane perch potessero essere acquisite dallo Stato in cambio delle tasse. La legge esiste ma non mai stata fatta conoscere adeguatamente, tanto che i casi noti di utilizzo sono pochi, pare una quarantina in 25 anni. Un uso maggiore potrebbe far si che le famiglie investano di pi in arte, aiutandone quindi sia il commercio che leconomia, con un forte recupero dellidentit e della storia. Nell'ambito della revisione fiscale del mercato potrebbe essere incentivato un maggior utilizzo di questa Legge?

On.Folena: una proposta molto interessante che raccolgo. Ci informeremo nei prossimi giorni sui dati ufficiali dellapplicazione di questa legge. Credo che possa essere uno strumento molto utile e si pu pensare di allargare la previsione, tenendo conto che le tasse di successione sono state riviste, ma in generale credo che bisogna favorire un meccanismo fiscalmente interessante per quanto riguarda le donazioni ed anche aiutare chi vuol farle con un beneficio fiscale consistente. Quindi da un lato abbiamo il tema dellIva sugli artisti e sul settore, dallaltro la possibilit di favorire le donazioni e le acquisizioni delle grandi opere darte ad istituzioni di particolare rilievo con interessanti proposte fiscali. Io lavorerei sul termine che lei ha usato per quanto riguarda Guttusto, stanare una situazione grandissima, che cresciuta negli ultimi anni.

Domanda: Per incentivare gli acquisti darte in generale e quella contemporanea in particolare, si potrebbe pensare ad una Pubblicit Progresso che per esempio dica a tutti che vale davvero la pena di acquistare arte e conservarla elle nostre case? In questo caso aiutare il mercato dellarte significherebbe incentivare le famiglie a conservare la nostra identit culturale e familiare, perch loggetto darte che si ha in casa passa da padre a figlio e in molti casi da nonno a nipote. Incentivare tutto questo significherebbe anche dare una risposta forte ai giovani.

On Folena: Questo uno degli aspetti del nostro lavoro. Riguarda la Pubblicit Progresso e quindi gli strumenti della comunicazione della Presidenza del Consiglio ma anche un capitolo ancora pi grosso e ambizioso, ovvero il contratto di servizio che il Governo firma con la Rai.

Un servizio pubblico che sia e resti tale, che non faccia o faccia meno reality show, come ha detto Petruccioli, e invece trasmetta programmi e messaggi che aiutino la cultura italiana in generale e l'arte in particolare. Purtroppo tenendo conto che esiste anche un mercato delle aste, che senza generalizzare, non sempre trasparente e rispettoso dei diritti dei cittadini, dove ci sono tantissimi casi di truffe, credo che anche su questo noi vogliamo dire la nostra. Penso che il servizio pubblico in generale ed il sistema televisivo possano essere un volano che pu aiutare moltissimo chi vuole comprare arte, investire in cultura, chi vuole scambiare, conoscere, che aiuti non solo i musei, le collezioni permanenti, le mostre temporanee, ma anche il sistema delle gallerie. Lincontro con il digitale moltiplicher i canali Rai, le frequenze e di conseguenza i canali dedicati ai grandi filoni culturali e ai grandi temi artistici, che cresceranno. La crescita europea in questo senso indicativa della potenzialit che avrebbe la televisione e la comunicazione in rapporto a questo mondo, ma in Italia manca una operazione che abbia un rilievo analogo. E questa quindi una delle cose concrete che suggeriamo alle istituzioni, ciascuna per la propria competenza e indichiamo nella Relazione conclusiva.

Vorrei anche aggiungere che il mondo dei mercanti, degli antiquari, quindi un pezzo molto importate di un problema pi complesso del mondo dellarte, ha bisogno di far imparare alle nostre istituzioni a stare in rete. Abbiamo per esempio il ruolo del ministero dei beni culturali in cui l'arte contemporanea il Maxi, se non si bloccheranno i lavori e si pu dare unaccelerazione come Rutelli ha garantito, che pu diventare il volano e vetrina principale di un mondo molto pi grande. Per in proposito abbiamo bisogno di fare due interventi:

Il primo internazionale, volto ad informare e mettere in rete tutto ci che possa diventare fonte di conoscenza e promozione, quindi i luoghi in cui l'arte italiana, non solo le mostre, le esposizioni, i musei italiani, ma anche il mercato dell'arte, che abbiano strumenti a disposizione per tutto il mondo.

Laltro, cui lei ha fatto cenno, quello della formazione. Vorrei mettere in rete i beni culturali, il Ministero degli Esteri, dellUniversit per quanto riguarda le Accademie di belle arti, il Ministero della della Pubblica Istruzione per la formazione artistica. Pi che avere un solo ministero che abbia la responsabilit di tutto, va istituita una vera rete dellarte che sia una sorta di tavolo permanente, la cui iterfaccia sia un tavolo dei soggetti, gli artisti e gli operatori, che mi auguro possa anche allargarsi e consolidarsi, che sia autonomo, della societ civile, e che costringa le istituzioni a fare una politica coordinata. Quello che mancato nel corso di questi anni stata una capacit contrattuale del mondo dellarte, che invece apparso spezzato, disarticolato e diviso.

L'Indagine conoscitiva partita certo per sensibilit nostre, ma soprattutto da quando si formato non un tavolo di tutti ma un nucleo aggregativo che ha incominciato a presentare un'interfaccia, che lindagine ha preso corpo. A mio parere si avrebbe un grande risultato formando una grande rete dellarte in Italia, e dal punto di vista istituzionale una corrispettiva rete. Va tenuto conto che abbiamo i Comuni che in questa nuova stagione spendono molto nella cultura e fanno delle politiche culturali un punto importante per la loro attivit, ma anche che una parte di queste risorse finiscono in eventi che lasciano poco di strutturale. Io ho lanciato lidea, da perfezionare prima della fine dellIndagine, che bisogna dare una possibilit di aiutare i giovani avendo strutture pubbliche ed usando i luoghi in dismissione, come per esempio le caserme, che vanno trasformate in officine culturali per arti visive, non solo quelle figurative ma anche videoart, il teatro, la musica, con norme che favoriscano che questi luoghi siano messi a disposizione a prezzi abbordabili. Luoghi di esposizione, luoghi di piccole fiere dove il mondo degli artisti e quello dei mercati darte possano esprimersi. Penso ad un grosso investimento nel corso del tempo in questo senso.

Domanda: In questa direzione alcuni assessorati alla cultura o attivit produttive si muovono e gi da anni in tante citt darte si svolgono le fiere dellantiquariato. Per esempio Arezzo la pi grande e la pi antica, e diamo da anni un grande contributo alleconomia ed al turismo della citt, pur con tanti problemi, di mercato e normativi.
Folena: Ho ben presente limportanza delle fiere antiquarie in questi anni, sia per lo sviluppo di questo settore che per le connessioni con le politiche turistiche e degli eventi culturali. Proprio per questo se noi accompagniamo a queste manifestazioni, che hanno un proprio calendario, unattivit che possa essere pi permanente in luoghi agibili della cultura, possiamo avere un valore aggiunto notevolissimo.

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