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Interrogazione parlamentare a risposta scritta: Museo Egizio di Torino
24-04-2007
GIOACCHINO ALFANO

- Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: il Ministero per i beni e le attività culturali in data 19 dicembre 2005 ha sottoscritto un atto convenzionale con il quale il predetto Dicastero ha conferito alla Fondazione Museo delle antichità Egizie, l'uso del museo stesso; in tale atto convenzionale la Fondazione in qualità di conferitaria dei diritti d'uso si è assunta le responsabilità della conservazione dei beni secondo i parametri ed i criteri fissati dall'atto di indirizzo sui criteri tecnico scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei di cui al decreto ministeriale 10 maggio 2001; il Ministero esercita la vigilanza sulle attività di valorizzazione svolte dalla Fondazione per assicurarsi che il livello di valorizzazione dei beni conferiti in uso sia adeguato ai sensi dell'articolo 115, comma 4, del decreto legislativo n. 42 del 2004 e che ai fini del riparto degli oneri relativi a spese di ristrutturazione, funzionamento e personale nonché ai fini del ripiano di eventuali perdite il Ministero è espressamente escluso; - il contratto di servizio all'articolo 10 ha previsto che il personale necessario ad assicurare l'attività da parte della Fondazione è costituito da 72 unità; la Corte dei conti con nota n. 210 del 22 settembre 2005 aveva evidenziato come a fronte dell'inestimabile valore dei beni conferiti dal Ministero, l'apporto dei soci fondatori stimato in 50 milioni di euro appariva di contenuta entità; l'attività di tutela è di stretta competenza degli organi del Ministero da esercitarsi attraverso i vari livelli dell'amministrazione quale la direzione generale per i beni archeologici, la direzione regionale del Piemonte, la soprintendenza archeologica del Piemonte se ai fini della qualità di cui all'articolo 4 del contratto di servizio, la conservazione, l'ordinamento e l'esposizione delle collezioni museali sono effettuate secondo i rigorosi criteri tecnico scientifici ed in conformità agli standard di funzionamento fissati dall'atto di indirizzo di cui al decreto ministeriale 10 maggio 2001; se, rispetto a quanto denunciato da fonti sindacali e dalla stampa in che modo ed in qual misura, il Ministero e la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici hanno contribuito, secondo quanto consta all'interrogante in difformità a quanto previsto dagli articoli 12 e 13 dell'atto convenzionale alle spese di funzionamento della Fondazione; se è vero che a fronte delle 72 unità di personale necessarie a garantire le attività della Fondazione con particolare riferimento alla necessità di garantire un alto livello di tutela attualmente presso la fondazione vi sono soltanto 32 unità e di queste 7 unità hanno chiesto la revoca del consenso a prestare l'attività presso la Fondazione; se tra le 32 unità vi sono professionalità tecniche scientifiche che possanoesercitare seppur in funzione minimale l'attività di tutela; se nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione è prevista la presenza del direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte e qualora lo fosse se tale presenza è compatibile rispetto alle disposizioni dettate dal Codice per i beni culturali; se i componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione ricevono compensi per l'esercizio del proprio mandato e qualora vi fosse la presenza del direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici come si giustifica tale condizione tenuto conto dell'onnicomprensività del trattamento economico della dirigenza pubblica; se ai fini dell'esercizio della tutela, sono state mai effettuate verifiche ed ispezioni da parte del Segretariato Generale del Ministero o da parte della direzione generale per i beni archeologici e qualora fossero state disposte quali sono stati gli esiti; se l'assegnazione temporanea di personale pubblico alla Fondazione Egizio è stata disposta in difformità all'articolo 23-bis del decreto legislativo 165 del 2001 che prevede l'emanazione di un apposito regolamento da parte per disciplinare la possibilità d'impiego di personale pubblico; infine se non ritiene il Ministro per i beni e le attività culturali di promuovere un accertamento per verificare se il sistema della Fondazione Egizio sia compatibile con le previsioni del codice per beni culturali che ai fini della valorizzazione, dell'affidamento e del conferimento in uso, prevede la procedura di evidenza pubblica. (4-03355)



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