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Il Ministero chiarisce allon. Di Gioia che il Comune di Peschici non ha mai richiesto ufficialmente lesproprio dellabbazia medievale
25-05-2007
Teresa Maria Rauzino

Spesso, in Capitanata, chiss perch, non si riescono ad attivare, nonostante i fiumi di parole spesi sullargomento, concreti progetti di tutela e di promozione dellimmenso patrimonio architettonico che, ad onta dei depliant turistici e dei cartelli del Parco Nazionale del Gargano che pubblicizzano il nostro territorio come meta di turismo culturale, si trova in condizioni di degrado decisamente inaccettabile per un paese civile. L'antichissima abbazia di Klena, in agro di Peschici (FG), scelta qualche anno fa tra i primi luoghi del cuore del Sud Italia, chiusa da tempo immemorabile, soggetta agli agenti atmosferici che lhanno ridotta in condizioni di estremo sgarrupamento, fra la latitante dimenticanza degli Enti preposti alla sua tutela e la colpevole indifferenza dei proprietari privati che, pur obbligati dalla normativa sui beni culturali, non effettuano, da tempo immemorabile, i lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione di cui monumento ha estremamente bisogno. Come i lettori de LAttacco ben sanno, labbazia di Klena stata la protagonista delle cronache della stampa nazionale degli ultimi cinque anni: ha fatto versare fiumi di inchiostro ai numerosi quotidiani e periodici che da anni seguono la sua intricata vicenda, ricca di colpi di scena. Limitiamoci oggi a riassumere lultima puntata della lunga cronistoria. Due anni fa, oltrepassato il tempo di ragionevole attesa durante il quale fallirono vari tentativi di ricercare una soluzione concordata con i germani Martucci per la fruizione dellabbazia, il Consiglio Comunale di Peschici finalmente deleg il sindaco Franco Tavaglione ad avviare il procedimento di esproprio di Klena per motivi di pubblico interesse. Oggi apprendiamo, da una fonte ufficiale ineccepibile come il Ministero dei beni Culturali, che il primo cittadino non ha mai inviato al ministro Rutelli alcuna richiesta ufficiale di esproprio del monumento. Lo si evince dalla esauriente risposta scritta che il Ministero dei Beni culturali ha inoltrato l8 aprile 2007 allonorevole Lello Di Gioia presso lUfficio Legislativo della Camera dei deputati, e per conoscenza allUfficio del Segretario generale Area Beni culturali e paesaggistici di Roma, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le Province di Bari e Foggia e alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia: All'oggi scrive la Direzione Generale del Ministero - nessuna specifica attivit volta all'espropriazione dell'Abbazia di Clena da parte del Comune di Peschici risulta agli atti d'ufficio (peraltro per le parti sottoposte a tutela le vigenti disposizioni richiedono la dichiarazione di Pubblico Interesse da parte del Ministero); non si hanno, inoltre, notizie aggiornate su eventuali restauri nel contempo effettuati dal Comune con il finanziamento di Euro 350.000 concesso dal Ministero dellEconomia, n si conosce se la Soprintendenza abbia, infine, esteso la tutela allintero complesso. Illuminante anche questo passaggio: . La Soprintendenza ha trasmesso lesauriente comunicazione del Comune di Peschici, prot. 9373 del 29.12.2005 (che si allega unitamente alla delibera n.25 del 17.06.2005) dalla quale si appreso che il Comune intenderebbe ricorrere alle procedure di esproprio previsto dal D.P.R. 8.06.2001 n. 37.7 soltanto in caso di mancata sottoscrizione del Patto di convenzione da parte dei germani Martucci. Il deputato Lello di Gioia, il 27 febbraio 2007, aveva posto al Ministro Rutelli uninterrogazione parlamentare a risposta scritta: gli chiedeva se riteneva opportuno procedere alla ristrutturazione dell'ex abbazia di Klena e, in caso positivo, quali misure il Governo intendesse adottare e quale ammontare di fondi stanziare per far tornare il complesso benedettino agli antichi splendori. Il quesito dellon. Di Gioia era accompagnato da una breve scheda sulla gloriosa storia di Klena e soprattutto della situazione di degrado in cui versa attualmente il millenario monumento: L'ex abbazia di Santa Maria di Klena, sita in agro di Peschici, nella provincia di Foggia, da annoverare fra le pi antiche d'Italia. Le prime notizie dell'abbazia risalgono al 1023, ma si ritiene che sia stata eretta nientemeno che nel 872; il complesso monastico benedettino in questione si trova in uno stato di completo e preoccupante abbandono; Klena diventata il simbolo della sorte dei numerosi, dimenticati e trascurati monumenti di Capitanata, per il quale la comunit peschiciana si da tempo mobilitata attraverso una serie di iniziative; la pi recente delle quali il convegno Insieme per Klena del 26 febbraio 2007 presso il Tribunale della Dogana di Foggia. Ricordiamo che, proprio durante questa tavola rotonda, il sindaco Tavaglione dichiar ripetutamente alla stampa che non era vero che dal Comune di Peschici non era partita alcuna pratica per lesproprio di Klena. Anzi, era in ansiosa attesa della risposta del Ministero alla sua richiesta, inviata due anni fa. Ora, dal documento ministeriale, apprendiamo che tutto fermo da due anni non per colpa del Ministero, ma perch il primo cittadino rimasto inerte ad aspettare Godot. Sembrano perse letteralmente le tracce del finanziamento di 350.000 euro stanziati per Klena dal Ministero dellEconomia nel 2005. Il Ministero dei beni culturali, pur avendone chiesto notizie agli Enti competenti, non stato mai informato della fine che questo finanziamento, da spendere entro il 2007, abbia fatto: Con nota prot. 3015 del 19.10.2005, la scrivente Direzione Generale richiedeva aggiornamenti sulla vicenda. Si richiedeva in particolare: se la propriet avesse predisposto il progetto delle opere di risanamento, consolidamento e restauro del bene, come in precedenza concordato con la Soprintendenza; se il vincolo diretto fosse stato esteso all'intero complesso; se il finanziamento di Euro 350.000, da destinare al restauro del bene, nel frattempo concesso dal Ministero dellEconomia a favore del Comune di Peschici, nell'ambito delle misure dirette alla tutela dei beni Culturali ed usufruibile nell'esercizio finanziario 2005/2007, dopo la presentazione del relativo progetto, fosse stato effettivamente impegnato allo scopo. Lattuale situazione di degrado dellabbazia benedettina di Santa Maria di Klena, in agro di Peschici (FG), lo abbiamo ripetuto pi volte insieme allarcivescovo Domenico dAmbrosio, stata causata dallingiustificabile negligenza della Soprintendenza ai beni culturali e architettonici della Puglia, Ente preposto alla tutela dellabbazia stessa. Il Ministero chiarisce, nella sua risposta allon. Di Gioia, che da ben quattro anni ha invitato la Soprintendenza a risolvere lannosa questione, dando lok persino allo stanziamento della met della somma occorrente per il restauro: Con nota prot. 17790 del l9.05.2003, la scrivente Direzione Generale, nel far presente che il Ministero, date le ben note difficolt, non poteva sopperire direttamente alle necessit di restauro e rifunzionalizzazione dell'immobile, rammentava alla Soprintendenza la possibilit dello Stato di concorrere alla spese effettuata dal proprietario, concedendo un contributo pari anche al 50% della spesa sostenuta Ma la cosa gravissima il fatto che la Soprintendenza, sorda a tutte le richieste dellopinione pubblica e alla normativa Urbani che vincola come siti di particolare interesse persino i paesaggi, non abbia ancora provveduto a vincolare lintera abbazia, come pi volte ha dichiarato di voler fare nelle sue note inviate al Ministero dei Beni culturali, che ha richiesto ripetutamente conferme in proposito. Potremmo dire che Klena rimasta imbalsamata nei vecchi limiti di tutela del 1951 limitati alle due ali dellabbazia e non a tutto il complesso. Come se nulla fosse accaduto in tutti questi lunghi 56 anni Nonostante lattenzione dellopinione pubblica nazionale sia da vari anni fortissima su Klena, lEnte di tutela non ha ritenuto finora di imporre, se non sulla carta, le opportune misure di conservazione previste dalla normativa sui beni culturali, concordate con la famiglia Martucci fin dal 2003 e ancora nel gennaio 2006. Di questi lavori di restauro nessuno di noi, a Peschici, ha mai visto nulla. Klena diventata invece, e questo davvero sotto gli occhi di tutti, lavamposto del Deserto Calenense in agro di Peschici, dove lunica conservazione (sottolio) quella delle piante di capperi che, sempre pi invasive e rigogliose, sgretolano inesorabilmente i conci millenari dellantica abbazia.

Da "L'ATTACCO" 23 maggio 2006



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