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LE GROTTE DELLA GURFA (ALIA – PALERMO). UN SUGGESTIVO INSEDIAMENTO RUPESTRE TRISTEMENTE ABBANDONATO A SE
29-05-2007
ADRIANO VARRICA (www.embc.it)

L’ingegno e la laboriosità sono senza dubbio due tratti caratterizzanti la storia dell’uomo. E quando ci si trova di fronte ad opere frutto dell’ardire e dell’intelletto umano spesso si resta colpiti dall’incredibile potenziale di cui il nostro genere è dotato.
Lo stupore cresce esponenzialmente e lascia a tratti attoniti quando si è in presenza di imprese monumentali risalenti a circa 3000 anni fa, condotte in assenza dei mezzi tecnici e delle conoscenze che l’uomo ha maturato durante la sua millenaria esperienza.
La suggestività delle Grotte della Gurfa consiste proprio in questo. Viene spontaneo domandarsi come sia stato possibile per l’uomo scavare e tirar fuori una simile quantità di materiale roccioso, trasformando un grosso tratto rupestre in un insediamento abitativo suddiviso in piani ed ambienti.
Il mito e il mistero avvolgono in una nebulosa oscurità la storia e le origini di questa monumentale opera.
La lettura più “romantica” è quella proposta in anni recenti dall’architetto nonché storico dell’arte Carmelo Montagna il quale incrocia, in maniera ardita ma non impropria, il mito della morte del re Minosse in Sikania con le grotte della Gurfa.
Lo studioso sottolinea delle forti analogie in pianta e in sezione tra la stanza del tesoro di Atreo a Micene e gli ambienti della thòlos della Gurfa; inoltre, secondo la tradizione, il re Minosse venne sepolto “in un ambiente funerario monumentale, interno e riservato presso Kamikos, in un’architettura costruita da Dedalo lungo la vallata del fiume Halykos (l’attuale Platani)”.
Purtroppo gli attuali riferimenti archeologici nulla possono confermare; sta di fatto che siamo di fronte ad un’opera umana monumentale.
Le Grotte della Gurfa sono situate ad Alia, piccolo comune dell’entroterra palermitano ad una settantina di chilometri dal capoluogo siciliano.
Entrando nella cittadina immediatamente viene evidenziata la presenza delle Grotte della Gurfa con un grande cartello che da il benvenuto ad Alia e ne indica le principali risorse culturali.
Un’ottima segnaletica stradale permette di percorrere con facilità i quattro chilometri esistenti tra il centro abitato e il parco sub-urbano dove si trovano le grotte.
Giunti all’ingresso del parco si percorre un leggero declivio di qualche centinaio di metri. Sulla destra un terreno ricco di vegetazione, sulla sinistra un tratto roccioso alto una quindicina di metri sul quale è possibile scorgere diverse insenature artificiali. Esse rappresentano il complesso sepolcrale dell’età del Rame collegato (o meglio collegabile) all’insediamento rupestre di Alia.
Tale costone roccioso fa parte del blocco nel quale sono ricavate le Grotte della Gurfa.
Giunti nello spiazzo antistante le grotte si ha una buona percezione relativamente alla visita: un pannello didattico (in italiano), una casetta in legno, probabilmente da adibire a spazio per la guardiania e per il personale del parco suburbano, una serie di panche e cestini, anch’essi in legno, una staccionata.
Sembra di trovarsi in uno spazio appositamente adibito per essere fruito e vissuto da visitatori e cittadini aliesi.
Purtroppo la prima impressione subisce presto un drastico ridimensionamento.
Entrando nelle grotte, difatti, lo spettacolo non è dei più gradevoli: i pannelli didattici sono in buona parte ricoperti da un fitto strato di guano di piccione, il relativo odore immaginabile.
Risulta evidente agli occhi del visitatore la mancanza di una costante nonché minima attività di protezione e manutenzione: intere comunità di uccelli hanno trovato nelle pareti delle grotte un luogo sicuro presso il quale tenere dimora.
Entrando in ciascun ambiente delle grotte si ha a che fare con numerosi volatili che svolazzano minacciando le teste e gli abiti dei visitatori.
Vengono dunque meno le condizioni minime di fruizione del sito. Resta solo il rammarico per la mancata possibilità di valorizzare questo insediamento rupestre che porta con sé interpretazioni e letture che meriterebbero di essere presentate al visitatore.
Le numerose scritte hanno rovinato buona parte delle pareti rocciose e purtroppo tale pratica è facilmente attuabile vista la mancanza totale di una qualche forma di guardiania e custodia.
Peraltro le grotte sono inserite in un parco suburbano sul quale è opportuno fare delle considerazioni che interessano anche il complesso della Gurfa.
Il paesaggio è assolutamente impagabile, pieno di rilievi collinari pressoché liberi da insediamenti antropici. Il parco circonda le grotte per un estensione totale di circa dieci ettari e si propone per una rilassante passeggiata paesaggistica.
Per tracciare il percorso è stato utilizzato un bel ciottolato di ampie dimensioni con ai margini un gradevole steccato ligneo.
Lungo il percorso vi sono numerose postazioni con cestini e panchine atte a favorire la contemplazione del paesaggio in tutta comodità e magari facendo anche un pic-nic. Anche qui, purtroppo, la prima descrizione viene presto confutata.
Il ciottolato è in buona parte non facilmente percorribile: sembrano evidenti i segni del passaggio di fuoristrada che hanno rovinato il tracciato previsto per le passeggiate dei cittadini di Alia e dei suoi visitatori.
La mancanza di controllo ovviamente facilita le scorribande di persone insensibili verso il patrimonio di tale cittadina: basterebbe un piccolo ostacolo che permettesse il passaggio ai soli pedoni, bloccando il passaggio delle macchine.
Un’altra ipotesi è che qualche smottamento del terreno, non manutenzionato, ha creato il dissesto del percorso pedonale.
Numerose panchine risultano abbattute e spezzate in diversi pezzi; la staccionata-parapetto in molte parti risulta del tutto distrutta; la segnaletica verticale all’interno del parco è spesso adagiata a terra e comunque priva di qualsiasi indicazione (ci sono solo i cartelli segnaletici in legno senza alcuna scritta).
La risposta a questo stato di trascuratezza sembra trovarsi all’interno dei bei porta-rifiuti lignei: i pochi resti delle bottiglie di plastica indicano che essi non sono stati svuotati per parecchi mesi.
Effettivamente, come dichiara lo stesso Comune di Alia, il parco suburbano delle Grotte della Gurfa è stato creato nel 2002-2003 con fondi regionali. A partire da quella data, però, non è stato fatto alcun ulteriore intervento.
Siamo in presenza di un lavoro valido, ben progettato ed eseguito, ma lasciato a se stesso e dunque completamente vano.
Alla luce di ciò che è possibile vedere visitando le Grotte della Gurfa chiunque farebbe la stessa considerazione: gli interventi svolti per costituire il parco hanno rappresentato un’inutile dispendio di risorse in quanto sono stati vanificati dalla mancanza del controllo e della manutenzione necessari a mantenerlo in buono stato.
A voler raccontare una storia diversa in Sicilia…



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