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Il cemento incombe sul Parco delle Cave
30-05-2007
Massimo de Rigo

Alla domenica, in fondo a via Pompeo Marchesi, numerosi cittadini di ogni eta' chiedono informazioni davanti agli enormi cantieri,
rimanendo increduli su quello che si sta costruendo all'ingresso del Parco delle Cave da Quarto Cagnino, un quartiere gia provato dalla muraglia delle enormi case Gescal che negli anni 70 ne ha sconvolto la fisionomia rurale e l'antico carattere storico.
Due sono i comparti:
1. il comparto B (indicato nella piantina in alto - in corrispondenza del bosco distrutto del Marcionino) ha i nuovi cartelli - del Comune di Milano e Provincia di Milano - con l'indicazione rispettivamente:-

PERMESSO DI COSTRUIRE 9982 del 11 dicembre 2006 - edificio B1-
PERMESSO DI COSTRUIRE 9980 del 11 dicembre 2006 - edificio B2.

In questo comparto si sta lavorando attivamente con scavi in profondita'.
2. Il comparto A (quello a ridosso dell'area naturalistica) riporta ancora la dicitura:- BONIFICA AREA V. POMPEO MARCHESI (termine lavori 23 maggio 2007)
Se siamo ancora liberi di esprimerci contro le cementificazioni -
senza essere denunciati dalle cooperative per rallentamento dei
lavori - non possiamo nasconderci che il PII Marchesi Taggia non e' uno dei tanti Programmi di Intervento standard di Milano.
Qualcuno dovrebbe smentirmi su questi dati ricavati dal progetto
planivolumetrico approvato a Palazzo Marino nel febbraio 2006 - in seconda convocazione e con la maggioranza divisa - appena prima delle elezioni comunali:
1. l'incredibile contiguita' con l'oasi naturalistica del Parco
delle Cave: il PII Marchesi Taggia e' a ridosso dell'oasi
naturalistica e interamente dentro la fascia di rispetto dei 300
metri dalle cave sorgive Casati e Ongari Cerutti
2. lenorme volumetria della cementificazione (112.000 mcubi) ha il massimo indice di edificabilita' che poteva essere accettato
eventualmente in un'area degradata e isolata da ogni contesto
naturalistico
3. la distruzione di aree verdi private che costituiscono la porzione preponderante del PII, ma anche di superficii gia' pubbliche (il 20%, cioe' 12.000mq sono gia' patrimonio comunale e NON privato, come si evince dal sito del Comune)
4. le sue dimensioni: (palazzoni alti oltre 28 metri, equivalente allaltezza di 9 piani, in due comparti lunghi 125 metri, profondi 65 e con una sezione trasversale di 22, il doppio rispetto alle costruzioni del vicino quartiere
5. il traffico veicolare previsto di 1.000 auto giornaliere in un punto strategico per l'ecosistema del Parco delle Cave
6. lo stravolgimento di un percorso "storico" presente sulle mappe catastali tersiane del 1722: il sentiero alberato che costeggia l'alveo dell'antico fontanile Marcionino.
Altri quesiti meritano un'attenta valutazione che nessuno, si e' mai degnato di chiarire:
1. questo nuovo quartiere di oltre mille abitanti - ad imbuto sulle cave e senza sfoghi poiche' a ridosso delle aree lacustri - come sara' strutturato con un adeguato flusso viabilistico? E'
ammissibile lo stravolgimento viabilistico di tutto il traffico
veicolare di Quarto Cagnino ma anche il prevedibile sfondamento del Parco nell'area Caldera per avere uno sbocco del traffico sulla direttrice a nord?
2. la nuova barriera di cemento avra' riflessi sugli stormi
migratori che sorvolano - da sempre - proprio quell'area e sugli
habitat del Parco delle Cave?
3. che effetti avranno auto, caldaie e condizionatori nel delicato contesto attiguo e protetto?
Per questi legittimi dubbi, il progetto crea perplessit anche negli uffici della Regione Lombardia e della Soprintendenza della
Lombardia, che hanno chiesto al Comune di sottoporre lintervento ad una valutazione dimpatto paesistico- a tuttoggi senza risultati.
Comunque vada, questa edificazione non nasce con buoni auspici.
I 112.000 metri cubi di cemento e le mille auto giornaliere del PII Marchesi Taggia a ridosso dell'oasi naturalistica del Parco delle Cave, resteranno una sconfitta collettiva, che ha escluso la globalit della cittadinanza da una scelta motivata come
riqualificazione ambientale" per privilegiare una minoranza.
Liter del nuovo quartiere, sin dall'inizio, ha frantumato lunit delle associazioni del Parco delle Cave dividendo un gruppo prima compatto nella sua difesa.
Questa divisione e' poi proseguita, con le medesime associazioni
favorevoli al PII Marchesi Taggia e la medesima cordata politica, nel distruggere l'unita' di gestione del Parco delle Cave, prima affidata ad ItaliaNostra ed oggi in pieno marasma...
Ledificazione prosegue il percorso distruggendo un bosco nel silenzio.
Funzionari della Provincia di Milano e del Comune disconoscono la presenza di un antico fontanile, il Marcionino legato alle
miracolose guarigioni di don Giuseppe Gervasini: "el Pret de Ratan", venerato dai milanesi ancora oggi a sessantacinque anni dalla sua morte.
Resto a disposizione, assieme ai cittadini piu' sensibili, per ogni intervento che salvi il salvabile.







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