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CONSIDERAZIONI SUL DOCUMENTO DI INQUADRAMENTO DEI
31-05-2007
Giovanni Ferrario - Studio Torresan

La domanda pi immediata riguarda i tempi della proposta.
I P.I.I: introdotti nel 92 con l articolo 16 della legge 179 avente finalit completamente diverse la legge titolata Norme per ledilizia residenziale pubblica viene disciplinata dalla legge regionale n9 del 99 che introduce allart. 5 la necessit preventiva di un documento di inquadramento da parte dellamministrazione per indirizzare le iniziative private in funzione di un interesse pubblico per quanto concerne la localizzazione, la destinazione,le caratteristiche delle urbanizzazioni da chiedere specie riguardo allo .standard qualitativo I P.I.I.. vengono ripresi dalla legge 12 del 2005, modificata dalla legge 20 del 2005 e definitivamente dalla legge12 del 2006 che abolendo la legge 9/99 di fatto elimina la necessit del Documento di inquadramento, coerentemente col fatto che gli indirizzi cui era finalizzato sono ampiamente ricompresi nelle finalit del Documento di piano. Il Documento di piano lelaborato base del nuovo strumento urbanistico, introdotto dalla legge 12/2005 che definito Piano di governo del territorio (P.G.T.). Nelle more dellapprovazione del P.G.T. lart.25 della legge 12/2005 reintroduce lobbligatoriet preventiva del Documento di inquadramento.
Perch dal 99 ad oggi lAmministrazione non ha ritenuto opportuno dotarsi di tale strumento e lo fa solo ora anzich attivarsi per la redazione del P.G.T il cui Documento di piano renderebbe inutile il Documento di inquadramento dei P.I.I.? Una risposta nel documento proposto dallAmministrazione in cui se ne esplicita la funzione strumentale allattuazione dei P.I.I. che vorranno essere proposti dai privati nel segno del rafforzamento del modello consensuale nella materia urbanistica, con la rinuncia, almeno in parte, dellente pubblico ad avvalersi dei tradizionali poteri unilaterali e autoritativi per privilegiare un modello di azione contrattata; tradotto in modo pi esplicito il Comune abdica, in attesa del P.G.T. al ruolo di programmazione territoriale che dovrebbe essergli proprio!
Tutto lascia supporre che il documento di inquadramento anzich essere preventivo alle richieste dei privati ne sia la conseguenza sottraendo allente pubblico anche la capacit residuale di indirizzo rimastagli. Infatti, a fronte della dichiarazione di porsi come strumento di riferimento finalizzato a rendere chiari gli obiettivi, i contenuti e le procedure sulla base dei quali lAmministrazione Comunale intende valutare le proposte di intervento, rendendo fin da ora palesi i criteri che saranno seguiti nellesaminare le predette proposte di fatto i P.I.I. sono gi stati presentati. E come formulare un bando di concorso sulla base dei curricula dei partecipanti! Saranno scelti tutti. Di fatto tanto le localizzazioni quanto le modalit di intervento e le scelte urbanizzative proposte si mantengono su un piano cos generale da perdere qualsiasi capacit di indirizzo. Daltra parte per rendere effettivo tale ruolo manca tutta lanalisi di base sulle reali esigenze dei cittadini in un momento di profonda trasformazione del tessuto sociale. Manca, e non poteva essere altrimenti data la finalit strumentale del documento la visione di una possibile citt futura in un contesto territoriale i cui cambiamenti socio economici hanno completamente stravolto lassetto su cui erano basate le ipotesi di sviluppo alla base della vecchia strumentazione urbanistica. A supporto delle considerazioni sopra espresse basta esaminare quanto si scrive nel Documento a proposito dellisolato tra compreso tra le Vie Solforino, Montebello, Marliani ,Piazza Vittorio Emanuele, Via Tettamanti, Piazza San Giovanni e Vicolo del Mangano in cui di fatto si supportano le proposte del P.I.I. presentato da pi di un anno da parte del privato e confrontarlo con le generiche indicazioni date in particolare per i centri storici di Borsano e Sacconago , e per le aree degli insediamenti produttivi dismessi. Daltra parte a proposito di volont di programmare da parte dellAmministrazione, alla fine del capitolo relativo alla definizione degli ambiti preferenziali di intervento si scrive. I P.I.I. potranno riguardare anche altri ambiti del territorio comunale ma, qualora non espressamente rientranti in quelli enunciati ai precedenti paragrafi, comporteranno adeguamento al presente Documento di Inquadramento a cura del Comune a scanso del sospetto che tale adeguamento potesse essere fatto direttamente dai privati! Se accanto ai P.I.I. andranno in attuazione gli interventi relativi al Centro Direzionale (area nord) non chiaro in quale ambito territoriale potr agire il Piano di governo del territorio, se non in situazioni marginali e ininfluenti sullassetto globale della citt. Siamo allesito finale di un deprecabile processo di assenza di programmazione pubblica, In tale clima la mancanza di certezze sulle modalit di intervento, lassenza di qualsiasi politica pubblica di supporto e di incentivazione al recupero, hanno di fatto creato situazioni di stagnazione e di conseguente degrado del patrimonio a tutto vantaggio di operatori che acquistando a prezzi accettabili hanno scommesso su una rivalutazione del capitale investito con operazioni immobiliari non immediate ma in prospettiva molto remunerative. Tale prospettiva intrinseca al Documento di inquadramento come dimostra la tempistica della sua presentazione.
Semplificando molto, ammesso e non certo, che non ci si voglia avvalere pesantemente dei meccanismi di compensazione, perequazione ed incentivazione (praticamente incrementi edificatori rispetto alle previsioni della strumentazione vigente) previsti come possibili nei P.I.I., per ogni mq vendibile pari ad un mq di terreno si avr mediamente un utile di 500 ,; lordine di grandezza per gli interventi nel sole aree centrali di Busto di 20.000.000 di e la stima non e fatta certamente per eccesso!


Marted 5 Giugno 2007 alle ore 21,00 presso la sala del Museo del Tessile si terr un dibattito pubblico sul tema dellUrbanistica, Centri Storici, Programmi Integrati di Intervento.



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